"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Incaricato USA ammette: la partecipazione della Turchia nella coalizione contro l’ISIS è stato un “errore”degli USA

La partecipazione della Turchia nella coalizione contro l’ISIS è stato un “errore”degli USA, questa la dichiarazione fatta dal direttore della Sicurezza Nazionale Statunitense, Blaise Misztal.
Nel suo discorso pronunciato al “Bipartisan Policy Center”, l’incaricato, citato il venerdì dal giornale britannico Reuters, ha sostenuto che Ankara non era un “socio adeguato” per Washington nella lotta contro i gruppi terroristi in Iraq ed in Siria, visto che colpisce le posizioni dei curdi, che hanno combattuto con successo contro i miliziani dell’ISIS (Daesh in arabo).
Nella sua informativa, ha fatto riferimento alle autorità statunitensi che hanno confermato il fallimento della coalizione occidentale, perchè, dopo un anno in cui si sono effettuati attacchi aerei contro gli estremisti, ancora oggi questi mantengono intatto il loro potere.

Questa ammissione  si unisce ad un altro commento pubblicato il Sabato dal giornale francese Le Monde che, da parte sua, ha confermato l’incapacità dell’Occidente nel momento di doversi scegliere un socio affidabile e attivo per frenare l’espansione dello Stato Islamico.
In questo articolo il giornale francese  ha elencato varie ragioni che concorrono a far mantenere ai terroristi le loro posizioni: l’integrazione continua di mercenari stranieri nelle loro file, l’appoggio finanziario straniero, l’insistenza degli USA nel mantenere gli attacchi aerei ed il loro rifiuto di anticipare la guerra sul terreno, oltre alle divergenze esistenti fra i componenti della coalizione.
I bombardamenti effettuati dalla denominata coalizione comandata dagli USA contro l’ISIS, hanno puntato ultimamente sulle zone civili della Siria.

Gli Stati Uniti ed i loro alleati hanno iniziato lo scorso 8 di Agosto gli attacchi aerei contro l’Iraq, sotto la denominata Coalizione internazionale anti ISIS e, alla fine del mese di Settembre, li avevano estesi anche sulla Siria, senza il consenso di Damasco.  Secondo gli ultimi bilanci, soltanto in questo paese tali bombardamenti hanno prodotto la morte di 173 vittime civili.

Queste offensive non soltanto hanno avuto scarsa efficacia contro lo Stato Islamico ma sono serviti come scusa per minare obiettivi militari siriani e danneggiare le istallazioni di produzione petrolifera.
Da parte sua, lo scorso 27 di Marzo, il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha specificato che la campagna militare comandata dagli USA, presumibilmente contro i componenti dell’ISIS, in nessun caso cerca davvero di eliminare il gruppo takfiri.

D’altra parte, dallo scorso 25 di Luglio, l’Aviazione turca ha portato a compimento attacchi aerei contro le posizioni del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) su varie zone tanto della Siria come dell’Iraq.

aviones-F16

Intanto si registra  in Turchia, nella baseBase Aérea Incirlik, l’arrivo dei primi aerei F-16 del’US. Air Force destinati alla lotta contro l’ISIS ed alle missioni sul territorio della Siria. Con questi aerei risultano arrivati anche circa 300 militari USA in appoggio per compiti non specificati.
La base aerea turca di Incirlik si trova al sud del paese, nelle vicinanze con la frontiera della Siria ed è quella messa a disposizione dal governo di Ankara per le missioni degli aerei USA contro le posizioni dell’ISIS sul territorio della Siria.

Secondo le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana da Obama, queste missioni dovranno consentire anche la creazione di una “zona di sicurezza” vicino la frontiera turca come pure appoggiare un gruppo di “ribelli moderati”, addestrati dagli USA che dovranno combattere sul terreno sia contro l’ISIS che contro le forze governative siriane.

Il Governo della Siria non ha mai dato l’autorizzazione per compiere queste missioni ed ha più volte affermato che queste rappresentano una violazione della sovranità del paese arabo.
La Siria viene sottoposta da oltre quattro anni ad una guerra di aggressione per procura da parte di un esercito mercenario takfiro, sostenuto ed armato dagli USA e dai Turco-Sauditi (con rispettivi alleati) per rovesciare il governo di al-Assad. Il conflitto ha prodotto oltre 250.000 vittime, immani distruzioni e 8 milioni circa di sfollati e profughi.

L’esercito siriano, appoggiato dall’Iran, ultimamente aveva riconquistato importanti posizioni nel paese e mantiene il controllo delle principali città.
La strategia  di Washington, divenuta ormai palese   secondo tutti gli osservatori indipendenti, è quella di approfittare del pretesto della guerra contro l’ISIS per attaccare le posizioni delle forze siriane leali al governo e favorire quindi un rovesciamento del regime, analogamente a quanto fatto in Libia nel 2011.

La propaganda dei media occidentali ha cercato di far passare insistentemente il conflitto siriano come una “guerra civile” interna, occultando il fatto che in Siria sono stati infiltrati decine di migliaia di mercenari di varie nazionalità (di 81 nazionalità diverse) sostenuti e finanziati dall’esterno ed addestrati in appositi campi di addestramento realizzati dagli USA in Giordania ed in Turchia.

Fonti: Hispan Tv     El Mundo  

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Nella foto in alto: Blaise Misztal, direttore della Sicurezza Nazionale USA

Nella foto sotto: i caccia bombardieri  F-16 dell’aviazione USA nella base di Incirlik (Turchia)

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