"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

In Siria l’Esercito di Bashar al Assad prende il controllo di altre località strategiche mentre i miliziani ribelli si arrendono o volgono alla fuga

Ejercito Sirio entra en Homs

Dopo le recenti vittorie sul campo, gli ufficiali dell’ Esercito Nazionale siriano hanno promesso a breve nuove conquiste e nuovi successi militari nella zona di Qalamoun.  Le stesse fonti segnalano che la caduta delle altre località e delle postazioni militari che sono ancora sotto il controllo delle milizie takfire nella regione è solo questione di giorni e, in questo modo , tutta le regione sarà presto sotto il controllo totale delle forze governative.


I responsabili palestinesi che si trovano nei campi libanesi stanno considerando una iniziativa per ottenere un accordo tra tutti i gruppi palestinesi per astenersi da qualsiasi intervento nella crisi della Siria e sulle sue conseguenze per il Libano. Questo perché i recenti avvenimenti hanno rivelato che alcuni individui palestinesi sono stati coinvolti negli attacchi suicidi fatti nella periferia sud di Beirut.
Nel frattempo gli ambienti dell’inteligence occidentale si trovano in stato di shock non solo per gli inaspettati successi dell’Esercito Nazionale siriano ma anche perché tutte le loro valutazioni circa una possibile caduta del governo siriano si sono dimostrate erronee e di vista breve. Questo ha dato un forte colpo alla credibilità dei loro studi ed analisi.
Il governo siriano ed il suo l’Esercito hanno da poco ottenuto importanti vittorie con la riconquista di Yabrud, di Homs, Qalamoun, Al Kabir ed altre località del paese, vittorie ottenute anche grazie all’appoggio dei combattenti dell’Hezbollah, la formazione libanese sciita che appoggia le forze siriane, oltre che alle divisioni sorte all’interno dei miliziani ribelli che hanno loro impedito di difendere le località centrali conquistate all’inizio della guerra.
La settimana scorsa era stato ripreso il bastione strategico di Yabrud infliggendo una dura sconfitta ai miliziani tafkiri sostenuti dagli USA e dall’Arabia Saudita. Il giovedì scorso i combattenti siriani hanno innalzato la bandiera della Siria sugli spalti del forte di al Husen, la famosa fortezza situata nel centro di Homs che era rimasta in mano ai miliziani ribelli per circa due anni.

Castello di Homs
Questi successi sono stati possibili anche grazie alla nuova strategia utilizzata dalle truppe di Damasco che consiste nel circondare ed assediare le località in mano ai ribelli fin quando questi, stremati anche per mancanza di viveri e rifornimenti, non decidono di arrendersi ed entrano in conflitto fra di loro con i miliziano più fanatici della Jhiad che non vorrebbero deporre le armi. Questa situazione è stata confermata anche dal responsabile delle formazione dei ribelli di Al Nursa, il ramo siriano di Al Qaeda.
L’analista francese Charles Lister, del centro Brooking di Doha e specialista della Siria, i gruppi di miliziani vincolati all’esercito Libero Siriano (ESL) hanno dato prova di pragamatismo quando hanno capito che la difesa di certe località sarebe stata inutile. Le divisioni più forti fra i ribelli si sono verificate nel nord quando i ribelli hanno rivolto le loro armi contro i miliziani più fanatici dello Stato Islamico dell’Iraq.
Una opposizione divisa di fronte ad un Esercito siriano unitro e compatto no può vincere, ha sottolineato l’esperto geografo francese Fabrice Balanche, esperto della Siria, Decisivo per la vittoria anche l’apporto delle formazioni libanesi degli Hezbollah che hanno combattuto assieme all’Esercito siriano.
Le formazioni di Hezbollah libanesi hanno dato il loro contributo per la conquista di Yabrud e delle località montagnose e strategiche alla frontiera con il Libano con l’effetto di chiudere la frontiera e quindi le retrovie da cui partivano e dove si rifornivano una buona parte dei miliziani ribelli.
Anche da altri esperti analisti occidentali si inizia ad intravedere un probabile collasso del fronte delle milizie ribelli dopo più di tre anni di conflitto, la situazione non è ormai più sostenibile per le milizie ribelli nonostante le tonnellate di armi e finanziamenti che sono stati loro forniti dagli Stati Uniti, dalla Francia, dall’Arabia Saudita e l’appoggio logistico ricevuto da Turchia ed Israele. L’Esercito Nazionale siriano, costituito da coscritti, un esercito di popolo,  è riuscito a prevalere grazie alla sua tenacia ed all’appoggio di tutto il popolo siriano che fino ad oggi ha pagato un alto tributo di sangue, di sofferenze e di esodo di buona parte della popolazione costretta a trovare rifugio in campi profughi in Libano, in Giordania ed all’interno della stessa Siria.

Traduzione di Luciano Lago

Fonte:

Al Manar

Hispantv

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