"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il vertice dei BRICS in Russia: un nuovo colpo all’egemonia USA ?

La nuova fase geopolitica dei “BRICS”: un prototipo del futuro ordine mondiale?

di Alfredo Jalife Rahame *

Quello che più preoccupa i geostrateghi unipolari, battuti in una ritirata globale, come conseguenza della disfunzionalità del bellicoso quanto decadente americanismo centrico, non è tanto la possibile uscita della Grecia dall’eurozona -19 (“Grexit”) , e neppure dall’Unione Europea dei 28 ma la sua possibile fuga dalla NATO, cosa che scompiglierebbe la geopolitica degli Stati Uniti nel mar Mediterraneo con il ritorno della Russia nei Balcani, dopo essersi consolidata nel Mar Nero.

In mezzo alle tante bravate e prove di guerra nucleare tra gli USA e la Russia, lo storico russo Andre Fursov sostiene che i “nuovi ordini mondiali” si generano  mediante le guerre, quando i loro trionfatori impongono il loro ordine unilaterale al resto del pianeta: “i nuovi ordini mondiali” scaturiscono dalle guerre ed il prossimo nuovo ordine mondiale nascerà sfortunatamente da una guerra”.

Questo punto di vista è condiviso da Giovanni Arrighi nel suo libro “Caos e ordine nel sistema del mondo moderno” che si riferisce – nell’ottica della storia breve del mondo occidentale a partire dal secolo XVI-, al fatto che, nella Storia, la potenza vincitrice delle guerre impone il suo ordine egemonico , come è accaduto nel trasferimento del dominio con l’Olanda, con la Gran Bretagna e gli USA nel corso di più di quattro secoli.
In attesa dei due vertici trascendentali a Ufà (Russia) tanto del pentapartito gruppo geoeconomico dei BRICS (Brasile, Russia,. India, Cina e Sud Africa) come dell’esapartito Gruppo di Shanghai-focalizzato sulla sicurezza e questioni militari-, il portale “Russia & India Report” considera, in forma celebrativa,  che i BRICS costituiscono il “prototipo del futuro ordine mondiale”.

Cumbre de UFA panorama

Sergey Ryabkov, viceministro delle Relazioni Esterne della Russia, afferma che i” BRICS sono la personificazione di una rete diplomatica” la cui attività si basa sul consenso e non nella volontà discrezionale di una sola potenza egemonica.

Dmitry Suslov, vicedirettore della Facoltà di Politica ed Economia Mondiale, argomenta che uno dei principali fattori del consolidamento dei BRICS è il loro senso di “sotto rappresentazione” nelle organizzazione internazionali concentrate nel mondo occidentale, per cui i loro principale obiettivo è quello di instaurare un mondo multipolare dove siano rispettate le leggi internazionali. Lo permetteranno gli Stati Uniti?

Si tratta di creare organismi internazionali paralleli che non necessariamente sostituiscano quelli esistenti- come FMI, Banca Mondiale e OMC-, ma che, come nel caso fiammante della Banca di Sviluppo di BRICS, stabiliscano i fondamenti complementari della “governance” globale, oggi in pieno caos.
Il mondo si trova fratturato ed in piena fase di disordine, ma dove ancora sussistono frazioni di “riordinamento”, come i nuovi organismi lanciati dai BRICS nel loro vertice fondatore di Fortaleza (Brasile)dalla Banca di Sviluppo, passando per il mini FMI, fino al progetto di creare una loro propria agenzia di rating finanziario.

Le asfissianti sanzioni occidentali alla Russia hanno accelerato -dato che la tendenza ostile procede da tempo addietro- l’imperativa necessità per i BRICS cdi concretizzare il progetto multipolare con istituzioni credibili.
Non mancheranno analisti che adducano, non senza ragione, che tanto i BRICS come il Gruppo di Shanghai rappresentano un tango solitario della Russia con la Cina.
Risulta evidente il colossale potere duale del blocco Russia/Cina nei due blocchi del tempo passato: il primo per la sua ascendenza di superpotenza nucleare e, il secondo come la massima superpotenza geoeconomica del pianeta.

El presidente de Rusia, Vladimir Putin, durante la cumbre de países BRICS, en Ufa, Rusia, 9 de julio de 2015. Los países emergentes reunidos en el grupo BRICS están preocupados sobre la volatilidad de los mercados financieros y de los precios del petróleo, dijo el jueves el presidente de Rusia, Vladimir Putin. REUTERS/BRICS/SCO  Imagen para uso no comercial, ni ventas, ni archivos. Solo para uso editorial. No para su venta en mercadeo o campañas publicitarias. Esta imagen fue entregada por un tercero y es distribuida, exactamente como fue recibida por Reuters, como un servicio para clientes

Tuttavia neppure bisogna minimizzare il ruolo dell’India, una superpotenza occulta: terza potenza geoeconomica globale che ha spiazzato il Giappone dal quarto posto e che detiene 110 ogive nucleari . Per quello prende maggiore rilevanza la creazione geostrategica dell’oggi defunto ex primate russo Yevgeni Primakov: il triangolo RIC (Russia, Inia e Cina), il vero nucleo centrale dei BRICS e forse , del Gruppo di Shanghai, in caso in incorporazione dell’India, all’unisono del Pakistan (dotato di 120 bombe nucleari).

Nel peggior momento critico della caduta dell’URSS, il visionario Primakov era stato” l’uomo che creò la multipolarità”, nell’aver disegnato il concetto di “RIC”: triangolo geostrategico di contrappeso all’alleanza occidentale; tanto che il cancelliere russo Sergey Lavrov aveva predetto che gli storici denomineranno questa come la “Dottrina Primakov”.

Lo sregolato potere egemonico degli USA ha accerchiato la Russia e la Cina quando la concorrenza, così come la sua frattura concomitante, era tornata bipolare meta-trans-regionale dove comandano due poderosi blocchi: quello dell’antico ordine unipolare monopolizzato da USA/ NATO/ G-7/ Unione Europea di fronte al nuovo ordine multipolare della Russia/Cina/BRICS/ Gruppo di Sghanghai/Unione Economica Euroasiatica.

Ogni blocco gioca intensamente a coinvolgere e cooptare nuovi alleati.

Gli Stati Uniti, in una relazione inversamente proporzionale alla loro decadenza, spiegano le loro poderose braccia finanziarie e commerciali con i trattati che impongono la supremazia delle loro multinazionali (TTIP/TPP/TISA), mentre che la Russia e la Cina consolidano – più in avanti della Banca di Sviluppo dei BRICS, il mini IMF e l’AIIB (quest’ultimo sotto direzione cinese), loro organismi finanziari ed i loro vincoli regionali rispettivamente con i Balcani e con l’Indocina.
A giudizio di Russia IndiaReport, “per causa dei nuovi disaccordi con l’Occidente, i BRICS sono divenuti specialmente importanti per Mosca”, già che l’aggruppamento pentapartito “può essere uno strumento per riformare il sistema globale come un tutto e non soltanto da un punto di vista economico”, motivo per cui “la Russia ha iniziato una discussione sulle tematiche di sicurezza all’interno del formato dei BRICS ed i suoi soci, preoccupati per la crescente instabilità del mondo, hanno appoggiato questa iniziativa”. Sarà interessante verificare quanto lontano voglia arrivare l’India e, in minor grado, il Brasile.

Il vertice dei BRICS a Ufà segnerà la transizione accelerata dalla sua prima fase geoeconomica ad una nuova fase geopolitica?

Russia IndiaReport cita l’ambasciatore dell’India, HHS Viswanathan – capo della delegazione dell’India al recente Foro Accademico dei BRICS a Mosca-, il quale ha sentenziato che “nessun paese può in forma unilaterale combattere con le sfide globali ” motivo per cui “un cambiamento nell’ordine internazionale è imminente”.
Si decide quindi l’India a schierarsi a favore dell’ascendente nuovo ordine multipolare?

Più ancora: Nandan Unnikrishnan, vicepresidente del think tank “Observer Research Foundation”, considera che “è arrivato il momento che i BRICS vadano più in là dall’essere soltanto un blocco economico”.
A mio giudizio, il Sud Africa seguirà la stessa assonanza della Russia, la Cina e l’India a favore dell’ordine multipolare, tuttavia mancherà di vedere quanto il Brasile sia disposto ad imitarli quando i fondi “buitres” (avvoltoi) finanziari di Wall Street e della City di Londra si sono impadroniti della Borsa di San Paolo e delle sue finanze governative.

E’ impressionante l’evoluzione che hanno impresso i BRICS al loro percorso di ascesa, che si renderà evidente nel loro settimo vertice a Ufà, quando passerà dall’essere un semplice gruppo geoeconomico ad un blocco geopolitico riformatore del “sistema globale” con il suo concomitante nuovo ordine mondiale che sarà tripolare o non lo sarà: USA/Russia/Cina.

Fonte: El Horizonte

Traduzione: Luciano Lago

* Alfredo Jalife Rahme

(Analista internazionale, direttore del Centro di Studi Strategici presso UNAM (Città del Messico) docente Universitario, autore di numerose opere fra cui “Un enfoque multidimensional”, “El ibrido mundo multipolar”. Editorialista de “La Jornada” e “Contralinea”).

Nella foto sopra: i leaders dei paesi BRICS  riuniti in vertice

Nella foto al centro: veduta serale della città russa di Ufà dove si svolge il vertice

Nella foto in basso: gruppo di lavoro all’interno del vertice

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