"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il vecchio inganno della “tutela dei Diritti Umani ” messo allo scoperto nelle guerre di dominio

Ruinas en Gaza

di Luciano Lago

Per molti anni la cultura liberale e pseudo progressista ha sostenuto e diffuso il concetto della ” tutela dei diritti umani,” concetto che era stato fatto proprio dalle Nazioni Unite già dal 1948 con la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”. Con questa Carta si stabiliva, per la prima volta nella storia moderna, l’universalità di questi diritti, non più limitati unicamente ai paesi occidentali, ma rivolti ai popoli del mondo intero, e basati su un concetto di dignità umana intrinseca, inalienabile, ed universale. La Dichiarazione riconosce tra le altre cose il “diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale; al riconoscimento come persona e all’uguaglianza di fronte alla legge; a garanzie specifiche nel processo penale; alla libertà di movimento e di emigrazione; all’asilo; alla nazionalità; alla proprietà; alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; alla libertà di associazione, di opinione e di espressione; alla sicurezza sociale; oltre che a lavorare in condizioni giuste e favorevoli e alla libertà sindacale; a un livello adeguato di vita e di educazione”.


Queste garanzie hanno costituito oggetto, oltre che di numerose convenzioni internazionali, anche delle costituzioni di alcuni dei principali stati europei che si sono solennemente impegnati a farli rispettare.

In realtà di fronte a quanto accaduto in questi ultimi anni con una serie di guerre locali nei vari teatri regionali, dal Medio Oriente, dove imperversano una serie di guerre sanguinose (Siria, Iraq, Libia , Nigeria) alla stessa Europa (Ucraina), si è visto che nulla di più teorico poteva essere espresso e di molto lontano dalla pratica quotidiana ove la enunciazione del principio del diritto alla vita ed alla libertà religiosa è violentemente contraddetta dai gruppi integralisti islamici, finanziati e supportati dalle stesse potenze occidentali, Stati Uniti in testa, con il loro codazzo di alleati europei, Francia e Regno Unito, in primis, per motivo di rovesciare mediante sobillazione interna ed intervento militare (come avvenuto in Libia e come avviene tuttora in Siria) regimi non graditi agli interessi occidentali delle potenze dominanti. Questo è stato il caso evidente della regime libico di Gheddafi e del regime di al-Assad in Siria ed in precedenza in Iraq.

Nella stessa Europa, in Ucraina, dove il diritto a mantenere la propria identità culturale (russa) e la stessa libertà e diritto alla vita delle popolazioni di etnia russa, viene messo in questione da un governo installatosi a Kiev, grazie alle manovre di sobillazione degli Stati Uniti e dei paesi della UE, inizialmente con un golpe manovrato da Washington e successivamente con elezioni farsa che non hanno tenuto contro della realtà di un paese nettamente diviso e spaccato. Il governo di Kiev, con carattere apertamente totalitario ed intollerante, ha sopraffatto le legittime aspirazioni della minoranza filo russa e, rifiutando qualsiasi forma di negoziato, ha intrapreso azioni militari con aviazione, carri armati ed artiglieria dirette a reprimere le spinte autonomiste della regione est del paese (Donbass) attuando in forma criminale bombardamenti indiscriminati contro la popolazione civile su case, scuole ed edifici pubblici che hanno causato centinaia di vittime fra la popolazione civile nella totale indifferenza ed inazione dei paesi europei che avevano fatto da sponsor a tale governo.

Viceversa i diritti umanitari sono stati invocati come pretesto all’intervento là dove gli Stati Uniti e la NATO avevano necessità di giustificare una azione militare diretta contro un governo in carica accusato di limitare o violare tali diritti, questo fu il caso ad esempio della guerra contro la Serbia di Milosevic nel 1998 e il caso eclatante dell’intervento diretto in Libia della NATO contro Gheddafi nel 2011. Guerre condotte con il pretesto della “difesa dei diritti umani”, alternando questo con l’altro frequente di “restaurare la democrazia”.

Naturalmente neanche una parola è stata mai espressa dai paesi occidentali nei confronti di regimi conme quello dell’Arabia Saudita, del Qatar e del Barhein, benchè siano le dittature più repressive e retrograde dell’intero scacchiere medio orientale, nonostante le continue violazioni di qualsiasi diritto umano che vengono attuate in questi regimi, la repressione feroce di qualsiasi dissidenza interna, l’intolleranza verso qualsiasi fede religiosa che non sia quella sunnita/wahabita professata dai monarchi al potere. La grande disponibilità di petrolio, i rapporti d’affari e l’alleanza con i paesi occidentali, garantiscono loro un alone di insindacabilità sui sistemi interni e nessuno si permette di accusarli mai di nulla, neanche quando emergono chiare prove del coinvolgimento i questi paesi nel finanziamento e supporto del terrorismo integralista.

Dove però si è superato ogni limite di decenza nell’ipocrisia delle nazioni europee è stato ultimamente, nella scorsa settimana, con l’astensione dei paesi dell’Unione Europea nell’azione promossa in sede ONU, dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU, che ha chiesto la formazione di una commissione d’inchiesta sui crimini di guerra commessi dallo stato di Israele a Gaza: la risoluzione è stata approvata con 29 voti a favore, 17 astenuti ed un contrario. A favore hanno votato i paesi dell’America Latina, la maggior parte di quelli Africani e dai principali paesi dell’Asia quali Russia, Cina e India. ’Europa si è astenuta in massa e l’unico voto contrario è stato quello degli Stati Uniti d’America.

Di fronte ad una evidente azione di persecuzione e di sterminio attuata dallo stato di Israele nei confronti della popolazione martoriata della striscia di Gaza, già stremata da oltre 7 anni di blocco (misura di guerra) che ha avuto il suo apice nei bombardamenti di questi giorni che, dopo 8 giorni, hanno prodotto oltre 1000 vittime di cui l’80% costituito da bambini, donne ed anziani, tanto da far parlare di una azione voluta di genocidio e di distruzione di tutte le infrastrutture esistenti, scuole, ospedali, centri di raccolta e persino ambulanze, le nazioni europee, quelle che si definivano “garanti dei diritti umani”, non hanno trovato di meglio che astenersi nella formazione di una commissione di inchiesta internazionale che potesse indagare sull’attuazione di tali crimini.

Questa la vergognosa figura a cui si sono esposti i governi europei per non guastare i loro rapporti con il governo israeliano, responsabile di queste azioni criminose, oltre che per obbedire al loro padrone d’oltre atlantico, gli Stati Uniti, protettori e sovvenzionatori dello stato di Israele. La stampa ed i commentatori dei paesi emergenti, delle nazioni dell’America Latina in particolare, quelle da poco hanno ottenuto il riscatto da anni di sudditanza verso gli Stati Uniti, additano con grande disprezzo i governanti europei che vengono ormai definiti come “lecayos de Estados Unidos”. Paesi come il Brasile che hanno chiamato l’ambasciatore di Israele per protesta, l’Argentina che ha tolto di colpo la doppia cittadinanza a coloro che dispongono un passaporto israeliano, il Venezuela, la Bolivia, l’Ecuador ed altri paesi che hanno rotto totalmente i rapporti diplomatici con lo Stato di Israele, hanno qualche cosa da insegnare ai paesi europei in termini di coerenza con quanto si afferma nelle dichiarazioni e nella carta delle Nazioni Unite.

Le nazioni europee hanno perso qualsiasi credibilità agli occhi del mondo nella loro posizione di difensori dei diritti umani e di garanti della libertà di culto e di religione persino nei confronti delle stesse comunità cristiane d’Oriente, perseguitate e massacrate dalla ciurma dei miliziani integralisti armati, addestrati in buona parte e supportati dalle nazioni occidentali (USA, Francia e Gran Bretagna). Una Unione Europea dominata dalle massonerie anti cristiane non si è mai posta il problema di spendere una qualche parola o azione a difesa delle popolazioni perseguitate per la loro fede cristiana che risale ad una tradizione millenaria.

Questa mancanza di credibilità si è vista anche con le risposte che hanno dato paesi come l’Iran o la Siria in più di una occasione alle rimostranze dell’Unione Europea che pretendeva di mettere sotto inchiesta per “presunte violazioni dei diritti” questi paesi e si sforzava di impartire delle “lezioni sulla tutela dei diritti umani” in tali paesi: “voi non avete alcuna autorità morale per poterci giudicare”, questa è stata la risposta piccata del rappresentante iraniano o, peggio, quella del ministro degli esteri siriano che ha accusati paesi come Francia e Gran Bretagna di avere “le mani sporche di sangue” mentre pontificano sul rispetto dei diritti.

Nel mondo occidentale tutto si muove in funzione delle direttive e delle politiche imposte dagli Stati Uniti e da Israele, nessun paese si permette di dissentire da tali politiche in nome dei propri interessi nazionali, una situazione di totale subordinazione molto peggiorata dai tempi della guerra fredda, non esiste più un De Gaulle che osava rompere con le direttive degli USA e che per questo subì un centinaio di attentati alla sua persona.

Ancora peggio la situazione dei media, le reti televisive, i grandi network, in occidente, i grandi giornali dove predomina la versione propagandistica dettata da quella grande macchina della manipolazione costituita da organismi quali CNN, FOX News, Sky News, ABC, News, Reuters, BBC che dettano la linea anche a tutti i grandi giornali e TV europee nella narrazione voluta da Washington. Di conseguenza i luoghi comuni della propaganda filo USA e pro Israele vengono ossessivamente ripetuti fino alla nausea, come ad esempio “Israele si deve difendere”, i bombardamenti su Gaza sono” la risposta alle provocazioni di Hamas”. Oppure: ” Putin è il nuovo tiranno, è una minaccia per la pace”, è lui “il responsabile della crisi in Ucraina”, nel caso dell’ aereo della Malasia Airlines abbattuto in Ucraina, prima ancora di avere prove, tutti i media ripetono la versione del Dipartimento di Stato USA: è stato abbattuto di filo russi e la responsabilità è di Putin. Nel caso della guerra in Siria: “Assad è un tiranno, è lui che bombarda la sua popolazione”, “i ribelli sono quelli che combattono in Siria per la libertà e per la democrazia”.

Naturalmente poi i fatti smentiscono la versione data dagli americani ma intanto l’opinione pubblica se la è bevuta come una verità . Lo stesso avvenne per giustificare l’invasione dell’Iraq e il costo in vite umane dell’intervento USA/NATO, più di un milione di morti. Si parlò allora delle “armi di distruzione di massa” e la cosa fu ripetuta talmente tanto da tutti i media fino a renderla verosimile.

I governanti di oggi, i Cameron, gli Hollande, la Merkel, i Renzi, i Rajoy sono puramente dei fantocci mossi da Washington e non hanno alcun margine di autonomia, salvo il caso della Germania dove, a proposito delle sanzioni contro la Russia, il dibattito è in corso e si cominciano ad ascoltare molte voci autorevoli dissidenti nei confronti della politica USA verso la Russia che si ritene sbagliata e gravemente pregiudizievole degli interessi economici della Germania.

Viviamo un epoca dove si utilizzano, a pretesto delle peggiori guerre, principi astratti che coprono i reali interessi in gioco, si inganna l’opinione pubblica tramite la manipolazione mediatica, un’epoca in cui si calpestano i diritti dei popoli per assecondare il potere di un elite, la stessa che ha imposto una sconsiderata accelerazione nell’ultimo decennio nella corsa verso il raggiungimento del proprio obiettivo imperiale che è quello della egemonia e supremazia del potere anglosassone, nonchè delle grandi centrali finanziarie sopranazionali, in vista della edificazione di Nuovo Ordine Mondiale.

Chiunque si frappone al loro progetto, nazioni o popoli, prima o poi vengono travolti ed il loro territorio spianato, ridotto in macerie. Quello che sta accadendo oggi a Gaza, il calvario e la strage della popolazione, serve come un monito al mondo di oggi: non ci sarà alcuna pietà per chi si oppone a questo potere.

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  1. Anacronista 2 anni fa

    Questa discrepanza orwelliana tra gli altisonanti principii enunciati nei vari documenti ufficiali e le azioni aberranti che vengono messe in pratica è la dimostrazione che nessuna legge può proteggere dall’arbitrio dei potenti.
    Se esiste un modo per prevenire tali tragedie, esso va ricercato non in nuove leggi, ma in una diversa organizzazione sociale; in particolare una in cui il potere venga frammentato e localizzato, cosicché nessuno abbia abbastanza forza per nuocere fino a tal punto. Guarda caso l’esatto contrario della direzione in cui si sta muovendo il mondo moderno.

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  2. Werner 2 anni fa

    Il discorso purtroppo é sempre quello, l’Unione Europea é un super-stato creato dai sionisti, subordinato a USA e Israele, per cui gli stati membri – Italia compresa – non voteranno mai a favore di eventuali commissioni di inchiesta sulla condotta israeliana rispetto a ciò che sta succedendo sulla striscia di Gaza. Si è in più di un’occasione visto come Israele usi come carta igienica questa carta dei diritti umani del 1948.

    Lo stato di Israele essendo stato sionista, agisce secondo quelli che sono i principi enunciati dal Talmud, a cominciare da uno: noi siamo ebrei, siamo il popolo eletto di Dio, per cui possiamo fare tutto quello che vogliamo, e nessuno può dirci nulla.

    Siamo sempre gli altri, quelli che non possiamo violare nulla, invece a Israele e agli ebrei tutto é concesso. Se un paese europeo decidesse un giorno di espellere fuori dal suo territorio tutti gli immigrati africani e islamici, perché vuole conservare la sua identità, verrebbe subito accusato di “razzismo” e “xenofobo” e di “violare i diritti umani”, Israele invece che multietnico non ci vuole diventare (per carità nulla da eccepire), si può permettere di praticare espulsioni di massa, di sterilizzare le immigrate africane, e di mettere il filo spinato ai suoi confini, senza che nessuno gli possa dire nulla.

    O le regole valgono per tutti, o non valgono per nessuno, e invece nel mondo in cui viviamo da sempre funziona così, per tutti noi le regole valgono, per gli ebrei non valgono mai.

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