"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il turco Erdogan si prepara ad entrare nel gioco di “spartizione” della Siria

Soldati turchi al confine

L’Esercito Turco si sta preparando per entrare in Siria

Il capo di stato maggiore delle forze terrestri della Turchia, il generale Hulusi Akar, ha passato in ispezione i preparativi delle truppe turche nella frontiera con la Siria, secondo quanto riferito dal giornale turco Hurriyet.

Nel suo discorso davanti alla 69a sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU, il presidente turco Recep Erdogan ha denunciato quello che ha definito un atteggiamento passivo delle grandi potenze rispetto a Gaza ed alla Siria.

Il presidente Erdogan ha ricordato che gli USA vorrebbero che la Turchia partecipi alla coalizione per combattere i terroristi dell’ISIS anche perchè la Turchia è il paese più vicino al pericolo rappresentato dall’esercito terrorista ed è già coinvolto nella situazione determinatasi ai suoi confini. Tuttavia un altro esponente del governo turco ha dichiarato che non è possibile pensare di sconfiggere i terroristi dell’ISIS se non si interviene con una operazione terrestre utilizzando il denominato “esercito siriano libero” che però non sarebbe in grado di contrastare sia l’ISIS sia l’esercito di Assad.

La realtà è quella che l’esercito turco è già segretamente presente nel nord della Siria dal Luglio del 2012 e, contrariamente a quanto afferma il preesidente Erdogan davanti all’Assemblea dell’ ONU, l’Esercito turco non ha protetto i cristiani nè ha mai lottato contro il terrorismo ma al contrario è entrato in Siria- il 21 Marzo del 2014. per prendere possesso della città siriano armena di Kassab insieme con i terroristi del fronte a-l Nusra (affiliati ad Al Quaeda) e dell’esercito dell’Islam (finanziato dall’Arabia Saudita).

Allo stesso modo Erdogan non ha menzionato l’atteggiamento complice del governo turco che ha consentito il passaggio attraverso la sua frontiera dei gruppi terroristi che si sono infiltrati in Siria e tanto meno ha detto che lo stesso governo turco ha favorito i gruppi di miliziani, fornendo loro le armi arrivate sulle sue basi attraverso il ponte aereo organizzato dagli USA, favorendo quindi logisticamente il transito e l’infiltrazione nel nord della Siria di tali gruppi terroristi.

Sembra chiaro che adesso Erdogan si prepari a raccogliere i frutti della sua collaborazione con gli USA ed Israele e voglia procedere ad occupare la zona nord della Siria (quella dove sono i giacimenti di petrolio), con il pretesto di combattere i terroristi dell’ISIS.

Fonte: Hurriyetdailynews

Traduzione: Luciano Lago

Nella foto in alto: militari turchi controllano l’ingresso dei profughi sul confine

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