"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il turco Erdogan, grande amico della Merkel, adesso diventa” un problema”

di   Luciano Lago

BERLINO Il quotidiano tedesco “Bild” lancia un duro attacco contro il presidente turco, con un articolo intitolato “Bild dice la verità a Erdogan”.

Nel momento in cui Ankara si trova nel pieno di un contenzioso con varie nazioni europee, in particolare con l’Olanda e la Germania, il quotidiano Bilt, In un editoriale, intitolato: “L’uomo del Bosforo”, attacca decisamente Erdogan e le sue manie di grandezza, accusandolo di portare alla rovina il suo paese.
La redattrice capo, Tanit Koch, denuncia nel suo pezzo “follia del potere” riferita ad Erdogan e si augura che diventi persona non grata in Germania. “Lei non è un democratico, non siete il benvenuto nel nostro paese”, scrive l’edizione cartacea e online.

Il presidente è accusato dal giornale di portare alla distruzione il suo paese. Lunedi era stato il quotidiano Blick a scrivere articoli dal tenore analogo.
Recep Tayyip Erdogan sta cercando di convincere i votanti, soprattutto quelli all’estero, di approvare il referendum del 16 aprile che sostanzialmente rafforzerà i suoi poteri presidenziali. Ogni tentativo di paesi esteri di impedire ai sostenitori di Erdogan di tenere comizi in Europa si traduce in violente repliche delle autorità turche e dei mezzi di informazione filo governativi.

Bild su Erdogan

Con un numero di votanti che si aggira ad 1,4 milioni, il Governo di Erdogan è ansioso di approfittare del voto della diaspora dei cittadini turchi per il referendum di Aprile.
Erdogan è arrivato ad accusare l’Olanda e la Germania di “pratiche naziste”, per aver impedito ai suoi ministri di fare propaganda fra gli elettori turchi residenti in qui paesi.

Il contenzioso della Turchia con l’Europa arriva per tempo a far comprendere ai cittadini europei quanto folli ed irresponsabili siano state le politiche dell’oligarchia che detiene il potere nella UE, in particolare la cancelliera Angela Merkel, quella che voleva, a tutti i costi, far entrare la Turchia nella UE.

Adesso gli stessi  prendono le distanze ma non ci si può dimenticare chi gestiva le trattative con il turco e ne accettava tutti i suoi ricatti.
Il processo di adesione di Ankara alla UE era in gestazione da alcuni anni ma, dal 2015, era stata la Angela Merkel ad ordinare l’accelerazione delle procedure di adesione. Il motivo era, come noto, che la Turchia dovesse accettare di tenersi i rifugiati siriani – gli stessi che la Merkel aveva chiamato.

Per questo Ankara deve ancora ricevere 3 miliardi annui, con un chiaro ricatto fatto dal neo sultano turco: “mi dai i soldi o ti invio 2 milioni id rifugiati”. Secondo gli accordi, saranno comunque i contribuenti europei a mantenere i profughi, che la Turchia si degnerà di tenere sul suo territorio. Fra le altre richieste della Turchia c’era anche quella della liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi.

Questo avveniva nonostante fosse già da allora chiaro che Erdogan era il presidente turco e, nello stesso tempo era anche il capo di un partito islamico confessionale, il quale 1) incarcera giornalisti, 2) elimina gli avversari politici utilizzando i suoi potenti servizi di intelligence alla prima occasione, 3) finanziava ed aiutava i terroristi in Siria e Irak, facendo affari col petrolio che rubano; 4) massacra la minoranza curda e 5) abbatte aerei russi.

Tuttavia per la Merkel e per Donald Tusk e gli altri oligarchi europei, recatisi più volte ad omaggiare Erdogan, la Turchia era finalmente degna di entrare alla pari nella UE come gli altri paesi, in quella Europa che era una volta la culla della Civiltà occidentale.

Bisogna sperare che adesso, in occasione delle elezioni, prima in Olanda, successivamente in Francia e quindi nella stessa Germania (in Settembre), i cittadini europei aprano gli occhi a diano un segnale per mandare a casa i personaggi che rappresentano (indegnamente) la UE e che trattavano con tutti gli onori il neo sultanoturco ed omaggiavano i monarchi i sauditi , mentre accusavano il siriano Bashar a-Assad ed il russo Vlady Putin di essere dei “feroci tiranni”.

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  1. Giorgio 2 settimane fa

    Ad onor del vero anche il maniaco sessuale brianzolo si spendeva per l’entrata della Turchia nell’EU.

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    1. Mardunolbo 2 settimane fa

      “..anche il maniaco sessuale brianzolo si spendeva per l’entrata della Turchia nell’EU.” Verissimo e lo faceva per via dell’ignoranza politico-storica che l’affliggeva allora, come adesso aggiunta al suo senso d’amicizia poichè fu invitato e partecipò gioiosamente al matrimonio di una figlia di Erdogan.
      Per certi imbecilli, la partecipazione amichevole ad un festeggiamento vale pur la svendita di prìncipi e valori ….

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  2. Paolo 2 settimane fa

    Mettersi sotto ricatto di individui come erdogan (tre miliardi annui) per bloccare i flussi migratori vuol dire non aver capito chi e’ l’interlocutore, nello stesso tempo si fa capire quanto si e’ fragili. Politicamente e’ cio’ che di peggio si puo’ attuare, questo accade perche’ i politici sono messi li dai banchieri il cui grande limite e’ pensare in cifre, tutto e’ tradotto in soldi, spiegato e risolto da essi ma non e cosi e’ una visione troppo banale e arida per comprendere le azioni umane e questo e’ il principio primo di tutti i mali e incapacita’ di interpretare il mondo

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