"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il riscatto dell’Europa passa da una vittoria della Marine Le Pen in Francia

Per comprendere come sia fondamentale una vittoria della Marine Le Pen in Francia per il riscatto dell’Europa e per lo smantellamento della gabbia dell’Unione Europea, asservita agli interessi delle oligarchie  finanziarie, è sufficiente guardare questo video ed ascoltare un discorso chiaro e diretto che nessuna altro esponente politico è stato in grado di fare fino ad oggi.

Buona visione !

Vedi: Youtube.com/watch

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  1. Giorgio 8 mesi fa

    Vi ringrazio per aver pubblicato quest’articolo che avevo linkato in un precedente commento.

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  2. Manente 8 mesi fa

    Vedere la faccia di pietra di Rebeka Kasner, in arte Angela Merkel e del suo scozzone Hollande mentre la grande sig.ra Le Pen li chiama per nome, quello di servi e traditori degli interessi dei cittadini europei, è uno spettacolo impagabile. Quando poi la telecamera inquadra le stizzite contorsioni del nano Morgante, l’on. Pd Giovanni Saverio Furio Pittella, detto Gianni, lo spettacolo riesce a raggiunge le sublimi sublimi del grottesco !

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  3. Manente 8 mesi fa

    Errata corrige: …. lo spettacolo riesce a raggiungere le sublimi vette del grottesco !

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    1. Citodacal 8 mesi fa

      No no: va benissimo anche “le sublimi sublimi del grottesco!”

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      1. Manente 8 mesi fa

        Meglio precisare … a scanso di “equivoci”.

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        1. Citodacal 8 mesi fa

          Hai ragione; anch’io mi sarei affrettato a correggermi, poiché fa parte della forma mentis di cercar d’essere precisi, onde evitare anche il più possibile equivoci e inesattezze. In questo caso non ho potuto trattenermi dal considerare completamente irrisoria la tua imprecisione al confronto di quelle, grottesche per l’appunto, dei soggetti di riferimento. Ormai non si tratta più d’essere Lepenisti o meno (e comunque la Le Pen mostra un carattere politico davvero notevole, a prescindere dall’inclinazione); anche qui molti votano Lega da sinistra ormai. Cerchiamo anzitutto di ristabilire la piena sovranità nazionale degli stati europei. Se ho delle rimostranze da fare, o un dissenso da esprimere, è giusto il farlo a un italiano che sia responsabile per l’Italia nazione, non a un “vice-cancelliere, amministratore della provincia”.

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          1. Manente 8 mesi fa

            Ti ringrazio ma, come puoi ben immaginare, i problemi sorgono con gli analfabeti funzionali come molti dei soggetti di cui sopra, non certo con le persone intelligenti. Quanto alla sig.ra Le Pen dici bene, è ormai chiaro che il discrimine vero non è più fra destra e sinistra, quanto fra “europeisti” e “sovranisti”, quelli che il main-stream definisce spregiativamente come “populisti” che, nella neo-lingua boldrinesca, vuol dire altra cosa rispetto al significato autentico del termine. Nel video di cui trattasi, i volti sconcertati e smarriti di Rebeka Kasner ed Hollande e le reazioni di stizza mista a panico di Pittella e di quell’altro europarlamentare dalla faccia inquietante che nel video fa le smorfie dai banchi, derivano anche dal fatto che La Pen ha avuto l’intelligenza ed il coraggio di restituire alle parole il loro vero significato ! Un saluto cordiale.

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  4. Tania 8 mesi fa

    Mi avessero detto che un giorno avrei detto parole positive su questa donna, avrei riso. Impossibile…
    Invece lo dico, trovo quello che ha detto semplicemente perfetto, vero, concreto, e giusto.

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    1. Giorgio 8 mesi fa

      Si è prevenuti? E’ una sciocchezza! Nel poker si gioca per andare a vedere le carte dell’avversario, diversamente si bara.

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  5. Salvatore Penzone 8 mesi fa

    Che sia una personalità di destra che si fa portavoce del rigetto da parte dei popoli europei della globalizzazione con tutto ciò che comporta in termini di assoggettamento e perdita della sovranità e con ciò che comporta in termini povertà economica e spirituale vuol dire solo una cosa: la trappola del Dividi et Impera usato nella storia dal potere deve essere disinnescata. Ormai i fatti hanno messo in evidenza come le ideologie sono un inganno. Basta colorare di rosa o arancione operazioni nefande perché masse di persone si adeguino a violente prese del potere e a veri e propri massacri senza opporre resistenza alcuna. Quella delle ideologie è una messinscena ben progettata per farci credere che stiamo recitando da protagonisti quando, invece, il nostro è solo un ruolo in un opera dei pupi. E’ come una malerba che si è radicata nel profondo tanto da confondersi con il nostro sentire. Ancora non ci appare chiara tutta l’assurdità di una dichiarazione tipo: “sono di destra” o “sono di sinistra”. Non capiamo che aderiamo ad una identità preconfezionata, fatta di schemi che hanno il solo scopo di metterci gli uni contro gli altri. E’ ovvio che ci sono differenze, sono vitali, basta guardare la natura, ma li vi regna il principio della complementarietà e non dell’esclusione. Basterebbe rispettare il ruolo che ognuno ha, le sue capacità e caratteristiche. Se sappiamo di essere utili e rispettati nel ruolo che copriamo, qualsiasi esso sia, non entriamo in dinamiche di insoddisfazione e di conflittualità. Si tratta però dell’applicazione della legge di “equità” e non di un principio di eguaglianza che appiattisce e massifica. Non è utopia liberarsi dal meccanismo dei diverbi dottrinali, delle differenze ideologiche, ma una necessità impellente se vogliamo uscire dalla manipolazione.

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