"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il principe saudita riconosce il coinvolgimento del Regno Saudita nell’appoggio al terrorismo

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Il principe multimiliardario saudita Al Waleed  Bin Talal, che è anche il nipote diretto del re saudita Abdula’ bin Abdul Aziz, ha riconosciuto il coinvolgimento del regime saudita e di un certo numero di dirigenti del Golfo Persico nella creazione del gruppo terrorista dell’ISIS  (Daesh in arabo) ed  il suo appoggio e finanziamento prestato a tutti questi gruppi terroristi che operano in Siria dall’inizio della crisi in questo paese.

Nel corso di una intervista rilasciata al network  televisivo statunitense CNN, il principe ha dichiarato che l’Arabia Saudita e gli altri paesi del Golfo hanno sostenuto  ed armato  tutti i gruppi terroristi che cercano di rovesciare il governo della Siria e hanno favorito anche la creazione dell’ISIS.

“Certamente alcuni  esponenti radicali del regime di Al Saud hanno finanziato i gruppi estremisti in Siria, tuttavia Riad ha preso attualmente misure restrittive per cessare questo appoggio”, ha aggiunto.

L’Arabia Saudita è stata accusata in numerose occasioni dai governi della Siria e dell’Iraq di finanziare i gruppi armati che combattono contro entrambi gli stati, i quali vengono accusati dall’Arabia Saudita di essere” filo Iraniani” (l’Iran è il nemico giurato dell’Arabia Saudita ed è alleato e sostenitore della Siria di Assad).

Prince Al-Waleed Bin Talal

I terroristi appoggiati dall’Arabia Saudita hanno commesso innumerevoli crimini in questi due paesi incluso esecuzioni di massa, sequestri, torture e schiavizzazione di donne nelle aree dove hanno preso il controllo.

Fonti: Al Manar       Press TV

Nota: L’Arabia Saudita è da sempre il  principale alleato (dopo Israele)  degli Stati Uniti, della Francia e del Regno Unito in Medio Oriente ed attualmente ( assieme al Qatar ed agli Emirati Arabi Uniti)  partecipa nella coalizione capeggiata dagli USA per la lotta allo Stato Islamico dell’ISIS.

Da un lato quindi l’eminente principe della casa dei Saud riconosce che il suo paese ha sempre appoggiato ed armato i gruppi terroristi e dall’altro lato lo stesso governo saudita partecipa in una” fantomatica lotta” contro i gruppi  terroristi che essi stessi hanno finanziato.

Questa dichiarazione squarcia il velo di ipocrisia sulla denominata operazione di lotta al terrorismo mediante bombardamenti nella quale partecipano tutti gli sponsor del terrorismo nell’area Medio Orientale, ad iniziare dagli stessi Stati Uniti, oltre all’Arabia Saudita, alla Turchia ed alle “petromonarchie” del Golfo. Risulta chiaro che il vero obiettivo di questa alleanza è quella di rovesciare il governo di Bashar al-Assad in Siria e dividere l’Iraq in più entità (una curda, una sunnita ed una sciita) riportandolo sotto il controllo di Washington.

Troppo importanti le risorse petrolifere presenti in quell’area per permettere a quelle nazioni di essere autonome e non dipendere dal controllo degli USA e delle potenze occidentali. Lo ha imparato a suo tempo lo stesso Saddam Hussein, in precedenza stretto alleato degli USA, quando ormai era troppo tardi e la corda del boia già si era stretta attorno la suo collo.

Traduzione e nota di Luciano Lago

 

Nella foto in alto: il principe ereditario Al Waleed Bin Talal a bordo del suo lussuoso aereo privato

Nella foto al centro: il principe con la moglie principessa Amira Al Taweel (foto AFP Getty images)

 

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