"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il primo ministro francese Manuel Valls ha richiesto alla Russia di bombardare soltanto l’ISIS e di lasciare in pace i “ribelli moderati”

Una “singolare” dichiarazione è stata fatta ieri dal primo ministro francese, Manuel Valls, il quale ha richiesto ufficialmente  alla Russia di bombardare soltanto l’ISIS e di lasciare in pace i “ribelli moderati”

Il primo ministro Valls ha insistito nel dire che i “ribelli moderati” non devono essere obiettivo delle offensive aeree dei russi in Siria. Come ormai noto molti dei denominati “ribelli moderati”, al loro arrivo nel territorio siriano, sono stati catturati ed hanno consegnato le loro armi ai gruppi terroristi, mentre altri, in precedenza, erano volontariamente passati nelle file dell’ISIS e del Fronte Al Nusra (una delle principali orgnizzazione terroriste).
Nonostante questo, il ministro Valls ha voluto esigere da Mosca che siano lanciati i bombardamenti esclusivamente contro lo Stato Islamico e che l’aviazione russa eviti  di concentrare la mira sugli altri gruppi terroristi come il Fronte Al-Nusra, affiliato di Al Qaeda e protetto dall’Occidente, oltre che dai turchi e da Israele.

Non è la prima volta che i leaders occidentali richiedono alla Russia di non attaccare i terroristi che le potenze occidentali sponsorizzano e proteggono. La Russia da parte sua assicura che provvederà a colpire tutti i gruppi terroristi, senza distinzioni, e stigmatizza che l’Occidente non abbia una chiara visione di chi siano gli “oppositori moderati” in Siria.
Nota: Naturalmente i francesi e gli americani non entrano nel merito a descrivere chi siano davvero questi fantomatici “ribelli moderati” che loro stessi hanno contribuito ad armare ed addestrare in appositi campi in Giordania e Turchia.

Qualcuno forse si ricorda il video dell’oppositore “moderato” che mangiava il cuore del soldato ucciso? Oppure altri ricorderanno dell’attacco chimico perpetrato  nel Settembre 2013 ai danni della popolazione della periferia di Damasco, che lo stesso Mit di Boston ha poi dimostrato non provenire dalle forze governative (il gas sarin risutò essere stato fornito dai sservizi turchi). Fra le azioni dei “ribelli moderati”  i cittadini siriani si possono ricordare i continui bombardamenti terroristici con mortai e razzi sul centro di Damasco dove venivano colpiti i civili. Altrimenti si possono  ben ricordare  quando, “ribelli moderati”,  nelle prime fasi della guerra, uccidevano gli impiegati pubblici ed obbligavano i ragazzini ad unirsi a loro sotto minaccia di morte per loro stessi e per le loro famiglie.

Inoltre Valls non dice un che fra i “terroristi moderati” quasi non ci sono più i siriani ,visto che sono ormai prevalentemente libici, afghani, sauditi, ecc. In pratica si tratta di una feccia di mercenari  jihadisti provenienti da tutto il mondo ed attirati  dai salari pagati generosamente dall’Arabia Saudita, con armamenti consegnati dagli USA, Regno Unito, Francia e loro sodali turchi e del Qatar. Per questi “moderati” adesso il ministro Valls e d Hollande chiedono “clemenza” al presidente Putin.

Tutte le potenze occidentali della NATO, oltre alla Turchia, all’Arabia Saudita ed alle altre petromonarchie del Golfo, sono a chiedere la rimozione del Presidente Bashar al-Assad dal potere come precondizione per porre termine alla crisis siriana, mentra uno schieramento di altri paesi che va dalla Russia, all’Iran, alla Cina, all’Egitto, all’India oltre alla stessa Germania ed a molti altri paesi, affermano che sia necessario coinvolgere Assad nel processo di soluzione politica alla crisi del paese arabo.

Tuttavia i francesi, i britannici e gli Stati Uniti, alleati delle peggiori dittature totalitarie del Medio Oriente, come l’Arabia Saudita, il Qatar, il Barhein, il Kuwait e gli Emirati Arabi, pretendono di dover assegnare loro una “patente di democrazia” a qualsiasi stato che non sia conforme ai loro interessi geopolitici.

La risposta del governo siriano e dello stesso presidente Putin alle pretese occidentali è stata quella che, “a decidere del futuro della Siria e da chi debba essere guidato il paese, dovrà essere il popolo siriano” e non di certo le grandi potenze interessate a spartirsi il paese.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

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  1. Anonimo 2 anni fa

    Ma per le barzellette non c’è il vernacoliere ? Ipocrita

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