"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il Presidente Putin ordina alle forze russe di prepararsi per i “tempi di guerra

Il presidente russo, Vlady Putin, ha ordinato una immediata ispezione delle Forze Aeree russe, con il fine di valutare la loro effettiva preparazione per i “tempi di guerra”.
Questo è stato l’annuncio dato il Martedì dal ministro russo della Difesa, Serguei Shoigu, il quale ha dichiarato: “Nel corso della ispezione si deve prestare speciale attenzione alle unità in allerta permanente, allo schieramento di sistemi di difesa aerea in tempo di guerra ed alla preparazione dei gruppi dell’aviazione per respingere una aggressione”, questo il testo ,secondo l’agenzia russa Tass.

Nello stesso modo il ministro ha enfatizzato la necessità che, lungo tutto il corso dell’ispezione, sia garantita la conformità ai requisiti di sicurezza delle armi e del munizionamento, l’assenza di danni alla proprietà pubblica e di impatti negativi sul medio ambiente.


Inoltre ha ordinato di portare a termine “prove tattiche ed esercitazioni di controllo” sulle unità militari che saranno sottoposte ad ispezione, con l’obiettivo di migliorare la loro interazione.

L’ordine del presidente della Russia si produce nel contesto delle azioni del paese euroasiatico volte ad aumentare le proprie capacità militari, visto che lo vede come necessario nel mezzo di una fase di tensione che stanno vivendo le relazioni fra la Russia ed i paesi membri della NATO, per le divergenze sorte negli ultimi anni.

Le menzionate tensioni fra le parti si sono prodotte, in concreto, per causa dell’espansionismo della NATO vicino alle frontiere occidentali russe, con il pretesto di accusare Mosca di svolgere un presunto ruolo nel caso dell’annessione della Crimea alla Federazione Russa e della crisi Ucraina.
La Russia, avendo denunciato il rinforzo delle truppe della NATO, indica l’espansione della Alleanza Atlantica come una “minaccia” alla propria sicurezza nazionale ed un fattore di destabilizzazione nella regione. Bisogna menzionare che, fra le altre misure della Russia per fare fronte alla NATO, figura anche il rafforzamento della sua capacità nucleare.

Missili russi su postazioni mobili

La Russia respinge le accuse di Washington all’Iran e ribadisce la sua alleanza con Teheran

Nel frattempo il portavoce della Presidenza russa, Dmitri Peskov, ha risposto in merito alle accuse  infondate lanciate dal presidente Trump contro l’Iran, che è stato qualificato dal Trump come lo “stato terrorista numero 1”. “Non siamo d’accordo con questa impostazione”, ha sottolineato Peskov e nello stesso tempo ha ricordato le buone relazioni esistenti tra la Teheran e Mosca. “Voi sapete come la Russia mantiene buone relazioni con l’Iran e sviluppa con questo paese una intensa cooperazione nel settore del commercio dell’economia ed aspiriamo ad un ulteriore sviluppo di queste”.

L’Iran ha fatto tutto il possibile per eliminare dalla zona gli estremisti takfiri in Iraq ed in Siria, prestando assistenza militare alle autorità della Siria e dell’Iraq nella loro lotta antiterrorista, inoltre ha inviato aiuti ai civili ed ai profughi di questi paesi, afflitti dalle conseguenze dei conflitti , ha ribadito Peskov.

Lo stesso Trump, nel corso della sua campagna presidenziale, aveva ammesso che soltanto la Siria, la Russia e l’Iran stavano combattendo contro il Daesh in Siria.

Nota: Forse che il presidente Trump, per causa della sua inesperienza in geopolitica, ha confuso l’Iran con l’Arabia Saudita, il fido alleato e socio in affari degli USA, che da anni supporta, finanzia ed arma i gruppi terroristi e che diffonde in Medio Oriente, in Africa ed altrove la sua ideologia radicale wahabita e salafita che è la stessa ideologia fanatica ed intollerante predicata dai terroristi del Daesh e degli altri gruppi.

Uno sbaglio non da poco conto, visto che l’Iran in questi anni è stato un baluardo contro la diffusione di questo terrorismo che risulta essere stato invece favorito ed alimentato proprio dal predecessore di Trump alla Casa Bianca, mr. Obama e i suoi segretari di Stato, Hillary Clinton prima e Johnn Kerry poi. Di quest’ultimo sarebbe interessante ascoltare l’ultima registrazione in cui ha dichiarato in modo palese di aver favorito l’avanzata dell’ISIS in Siria per rovesciare il governo di Basahar al-Assad a Damasco, purtroppo per lui senza successo.

Fonti: Hispan TV

Traduzione e Nota: Luciano Lago

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  1. ramo 2 mesi fa

    Effettivamente gli Sciiti sono una cosa diversa da ogni integralismo sunnita. E forse li vedono pericolosi anche perché sono più preparati di tutti gli altri.

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    1. Citodacal 2 mesi fa

      Dipende anche dal fatto che il sunnismo, oltre a essere la componente teologica più recente, si è eccessivamente irrigidito su molte posizioni letteraliste; un esempio può essere dato dal fatto che le Confraternite Sufi sono comunque tutte, o quasi tutte, sunnite (dovrebbero esisterne solamente due sciite), e tuttavia privilegiano l’aspetto mistico-metafisico rispetto a quello “ortodosso” legista, tant’è che il grande teologo Al-Ghazali, sebbene fosse considerato tra i massimi dottori dell’Islam del suo tempo, si accorse di possedere una eccellente e dotta preparazione letterale, ma nessuna esperienza diretta contemplativa, cosicché divenne Sufi anch’egli. E ancora oggi le Confraternite rischiano talora d’essere considerate non sufficientemente ortodosse, se non addirittura eretiche, da certo sunnismo ufficiale (viepiù se estremo come quello wahabita).
      Il Gran Sheikh della Confraternita Naqshbandi, Nazim Al-Haqqani, essendo residente a Cipro andò ad accogliere direttamente Ratzinger, quand’era Papa, all’uscita da una chiesa, portando con sé due o tre discepoli e un dono che scambiò col Pontefice. Gli chiese poi di pregare per lui, perché era ormai molto vecchio (è venuto a mancare nel 2014) e Ratzinger gli chiese di fare altrettanto, dopodiché si abbracciarono. Nazim, guardando nella inquadratura da cui veniva filmato il brevissimo incontro, pronunciò due volte “Good one!” alla volta del Papa (il video dovrebbe essere ancora disponibile su Youtube). Molti commenti di islamici ultraortodossi si scatenarono, definendo Nazim una serpe sionista eretica e in combutta coi cristiani.

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      1. ramo 2 mesi fa

        Interessante! Dai tempi più remoti i Sufi sinceri, comunque, hanno sempre rischiato di essere accusati di eresia poiché sono liberi ricercatori di Dio. In Turchia, a Konya, quelle famose parole scritte da un grande Sufi ad invito verso tutti senza limitazione, di entrare, rimangono su quella porta a simbolo di ciò che confonde sia i bigotti ultraortodossi che i materialisti. La fine toccata ad Al Sharawdì, “lo sceicco martire” , che nel medioevo descriveva gli universi di Luce e gli Angeli, è un altro esempio, e questa volta in Persia. Ma non è sempre così, per fortuna…Cosa accaduta anche alle beghine e begardi in Francia o fratelli del “Libero Spirito”. Purtroppo, piuttosto che vergognarsi della propria inscienza e poca attinenza alla Conoscenza, le gerarchie ufficiali e i bigotti cercano di fare tacere chi appunto li sbugiarda implicitamente. L’ “Egli fa uscire il morto dal vivo ed il vivo dal morto” è sempre lì, da essere capito, per tutti. Decisamente, comunque, nel mondo sciita, la feconda simbologia è più palpabile, forse a dimostrare che l'”eredità” era proprio andata solo ad Alì, e anche a spiegare il passaggio della cultura Sasanide nel credo islamico.

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        1. Citodacal 2 mesi fa

          Quel sufi infatti è Mevlana Jalaluddin Rumi (“Vieni, vieni, chiunque tu sia vieni./Sei un miscredente, un idolatra, un ateo? Vieni./Il nostro non è un luogo di disperazione”), sulla cui tomba, sempre a Konya, sta scritto “Fratello, se vieni a visitare la mia tomba, non ti dimenticare la tua bara./Non è giusto addolorarsi per l’unione con Dio./ Dopo la mia morte non cercare la mia tomba sulla terra: /la mia tomba è nel cuore di coloro che sanno.” Accanto all’interessante vita e opera di Al Sharawdì (o Suhrawardi) occorre ricordare anche quella di Mansur al-Hallaj (il “cardatore di cuori”), il quale pure affrontò il martirio, addirittura auspicandolo (“Uccidetemi, voi ne sarete ricompensati e io ne otterrò il riposo, perché voi avrete combattuto per la fede, e io invece il martirio. Uccidetemi, miei fedeli compagni, è dentro la mia uccisione che c’è la Vita. La mia Morte, è sopravvivere, e la mia Vita è morire”).
          In merito allo sciismo, sto approfondendo gli studi di Corbin, e si sta aprendo un ennesimo altro mondo.
          Resta comunque interessante il fatto che il Sufismo sunnita non rigetti né la “sunna” né la “sharia”, essendo esse depositarie dei precetti di base per intraprendere anche il cammino metafisico (così come ricordava pure il grande sufi di Blois, René Guénon), e tuttavia procede oltre il mero “letteralismo” (analogamente al buddismo zen, ma anche al Vedanta Advaita, o la mistica cristiana dei vari Eckhart, Silesius, Ruusbroec etc) e non secondo l’arbitrio individuale, bensì attraverso una pratica sia di vita, che di introspezione, entrambe rigorose.
          Alcuni Sheikh sufi odierni hanno apertamente ed espressamente condannato l’ “islam” terrorista e integralista, affermando che quello non sia affatto il comportamento degno di un buon “muslim”, e che dopo una simile morte non ci sia alcun paradiso per chi ha sottratto la vita ad innocenti, in nome di Allah.
          Dal “Fihi-ma-fihi” di Mevlana Rumi:
          « Un re disse a un derviscio: “Quando Dio ti Si manifesterà e ti Si avvicinerà, ricordati di me”. Il derviscio rispose: “Quando giungo alla Sua presenza e i raggi del sole della Sua bellezza m’illuminano, non mi ricordo più nemmeno di me stesso: come potrei ricordarmi di te?” »

          Grazie per il riscontro.

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  2. ramo 2 mesi fa

    In questa situazione geopolitica l’armarsi dei Russi è una forma di deterrente verso la NATO, oppure è l’avvisaglia di un prossimo conflitto (globale)? La situazione è talmente confusa, che non si riesce più a capirlo.

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  3. Paolo 2 mesi fa

    Mentre la situation comedy americana si arricchisce di colpi di scena, Putin gli fa capire che ” non c’e’ trippa per gatti” e che i magheggi da baraccone, con la Russia sono tempo perso. Ottimo lo zar!

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  4. Salvatore Penzone 2 mesi fa

    Mi sembra che nella dichiarazione del suo portavoce, Putin dica chiaramente a Trump che non lascerà da solo l’Iran in caso di attacco. Inoltre, ponendo l’accento sul ruolo del paese sciita nella lotta al terrorismo e nella difesa della Siria sua alleata, intende non solo scagionare l’Iran dalle accuse di Trump ma far presente che sul territorio è già presente una coalizione antiterrorismo di cui l’Iran è un elemento fondamentale, ragione per cui l’iniziativa nella lotta al Daesh non potrà che restare nelle mani di questa coalizione, anche nel caso in cui gli USA volessero iniziare una campagna antiterrorismo. La difesa dell’alleato sciita diventa per la Russia, in questo modo, la maniera per sottrarre preventivamente agli USA ogni possibile velleità di acquisire un ruolo guida. Inoltre l’allerta ordinata all’esercito è un altro segnale diretto a Trump per chiarire che le sue presunte buone intenzioni, per la Russia, non sono oro colato.

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  5. ramo 2 mesi fa

    Interessante! Dai tempi più remoti i Sufi sinceri, comunque, hanno sempre rischiato di essere accusati di eresia poiché sono liberi ricercatori di Dio. In Turchia, a Konya, quelle famose parole scritte da un grande Sufi ad invito verso tutti senza limitazione, di entrare, rimangono su quella porta a simbolo di ciò che confonde sia i bigotti ultraortodossi che i materialisti. La fine toccata ad Al Sharawdì, “lo sceicco martire” , che nel medioevo descriveva gli universi di Luce e gli Angeli, è un altro esempio, e questa volta in Persia. Ma non è sempre così, per fortuna…Cosa accaduta anche alle beghine e begardi in Francia o fratelli del “Libero Spirito”. Purtroppo, piuttosto che vergognarsi della propria inscienza e poca attinenza alla Conoscenza, le gerarchie ufficiali e i bigotti cercano di fare tacere chi appunto li sbugiarda implicitamente. L’ “Egli fa uscire il morto dal vivo ed il vivo dal morto” è sempre lì, da essere capito, per tutti. Decisamente, comunque, nel mondo sciita, la feconda simbologia è più palpabile, forse a dimostrare che l'”eredità” era proprio andata solo ad Alì, e anche a spiegare il passaggio della cultura Sasanide nel credo islamico.

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  6. Tania 2 mesi fa

    Quando leggo della ricerca di Dio, nomi su nomi, vedo solo un interminabile passa parola, ditemi uno che abbia parlato, narrato per cose vissute sulla propria pelle, nessuno che io sappia, eppure io invece so.
    Io, stupida donna con poca cultura, con niente che possa inorgoglirmi secondo i canoni correnti del pensiero unico, e pure tutti gli altri, io sono Dio, e non per passa parola, no, proprio lo so per esperienza sulla mia pelle, racconto sperando di essere utile ai miei simili, solo per questo dico, altrimenti che me ne fotte di raccontare una cosa tanto misteriosa, me la terrei per me gelosamente, spero invece che possa essere utile si potesse, a TUTTI, buoni e cattivi, belli e brutti, alti e bassi.

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    1. Tania 2 mesi fa

      Mi prendo un poco di tempo, sono molto indecisa se farlo. Avessi la sicurezza che vi possa essere d’aiuto lo farei subito, cioè, io so che è d’aiuto, ma per chi ha la mia testa, che è molto fuori la norma, che si potrebbe anche intendere che sono una deficiente, mica ho detto la tipologia…

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      1. Tania 2 mesi fa

        Io dico che è arrivata l’ora di cambiare le cose su questo pianeta, vanno troppo male per troppi, e ciò è moralmente inammissibile.
        E’ osceno, volgare, amorale, non fare niente.

        Intanto mentre scrivo in tv vedo una serie americana dove gli americani sono dei fenomeni, attaccati da tutti i cattivi del mondo che si vogliono impossessare della loro patria, ne fanno di ogni colore, veri eroi…

        Il mondo è cattivo, loro sono i buoni.

        Ma nessun psichiatra si occupa mai di questo popolo così disgraziato?

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