"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il presidente Barack Obama, prima di terminare il suo mandato, riesce a far prorogare le sanzioni alla Russia

Leaders europei con Obama

di Luciano Lago

A seguito di un vertice (l’ultimo con Obama) svoltosi a Berlino, il presidente Barak Obama ha ottenuto dai leaders europei la conferma per il rinnovo delle sanzioni verso la Russia con la motivazione di obbligare Mosca a rispettare integralmente gli accordi di Minsk che, secondo la Casa Bianca, non sarebbero stati rispettati dalla Russia (nessuna menzione sulle violazioni degli accordi effettuata dal Governo di Kiev).

Allo stesso modo i leaders europei, assieme ad Obama hanno espresso “profonda preoccupazione” per la situazione umanitaria nella città di Aleppo ed hanno concordato che bisogna spingere la Russia e la Siria a fermare gli attacchi contro i “ribelli” ( i miliziani jihadisti appoggiati da USA e da Arabia Saudita) che la Russia considera terroristi e la NATO considera “ribelli moderati”.

Nessuna menzione da parte dei leaders europei sul fatto che questi “ribelli moderati” tengono in ostaggio la popolazione dei quartieri est di Aleppo e che hanno trucidato quanti volevano fuggire dalle zone sotto il loro controllo.
Da notare che i leaders europei esprimono preoccupazione per la “situazione umanitaria ” causata dai bombardamenti russi e siriani ma non accennano a preoccuparsi per i pesanti bombardamenti eseguiti dalla coalizione a guida USA che in Siria hanno prodotto, fino ad oggi, circa 17.000 vittime civili e distruzione di infrastrutture quali centrali idroelettriche e ponti sull’Eufrate. Le preoccupazioni “umanitarie”dei leaders occidentali sono evidentemente a senso unico.

Sulla riunione aleggia tuttavia una diffusa inquietudine ed incertezza circa la direzione che il nuovo presidente eletto, Donald Trump, vorrà dare alla NATO ed ai rapporti con l’Europa, visto che Trump non ha degnato nè di una telefonata nè di un incontro i leaders europei mentre si è premurato di mettersi in comunicazione con il presidente russo Valdimir Putin e con il suo omologo cinese.

La Merkel in particolare è stata “snobbata” da Trump, il quale, ignorandola totalemnte, non le ha voluto riconoscere l’importanza che le veniva attribuita dal “premio Nobel” Barak Obama.
I leaders europei naturalmente hanno confermato la loro volontà di proseguire la loro cooperazione al’interno della NATO e nelle altre isituzioni multilaterali.

Nell’ultimo vertice europeo promosso da Obama, prima di abbandonare la Casa Bianca, questi si è riunito con la cancelliera tedesca, Angela Merkel e, oltre a lei, con il presidente francese Francosis Hollande, con i primi ministri del Regno Unito Theresa May, dell’ Italia, Mateo Renzi; e con il presidente del Goverrno spagnolo, Mariano Rajoy.
Una riunione che molti osservatori giudicano “di cortesia” in attesa di verificare quali saranno i rapporti che vorrà instaurare il nuovo presidente USA, Donald  Trump e quali saranno le sue decisioni in relazione al duro confronto con la Russia, che è stato instaurato dall’Amministrazione di Obama e che quest’ultimo ha invitato a mantenere.

In particolare Obama,nel corso della riunione,  ha riservato lodi ed encomi alla Merkel augurandole di avere successo nelle prossime elezioni che si svolgeranno in Germania. Gli auguri di Obama non hanno portato fortuna nel caso di Davis Cameron, per il referendum nel Regno Unito (prima del Brexit) e per candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, entrambi sonoramente bocciati dagli elettori. Questo spiega perchè la Merkel sia improvvisamente impallidita quando ha sentito il Barak Obama fargli gli auguri personalmente.

Nessuna obiezione naturalmente da parte dei leaders europei, tutti come sempre perfettamente allineati alle posizioni di Washington e pronti a rinnovare le sanzioni a Mosca, nonostante che queste siano estremamente pregiudizievoli per le economie dei paesi europei ed abbiano comportato parecchi miliardi di perdita per ogni paese.
Il contenzioso con Mosca riguarda in particolare l’Ucraina dove le posizioni intransigenti del Governo di Kiev impediscono la conclusione di qualsiasi accordo per arrivare ad un ordinamento federativo con autonomia per le province orientali del Donbass, quelle con popolazione russofona. Al contrario nelle ultime settimane sono state denunciate oltre un centinaio di violazioni della tregua da parte dell’esercito ucraino che ha ripreso i tiri di artiglieria contro la provincia di Donetsk e lo spostamento di truppe e mezzi pesanti sulla linea del fronte.

L’altro contenzioso con la Russia riguarda la Siria dove gli USA e la NATO appoggiano scopertamente i gruppi di miliziani jihadisti dominati da Al-Nusra, un gruppo terrorista responsabile di efferatezze contro la popolazione civile, mentre la Russia, intervenuta a sostegno del governo di Damasco, è decisa ad annientare e liberare la parte est di Aleppo e le altre zone ancora sotto il controllo dei terroristi. Le posizioni sono inconciliabili visto che la Russia considera i gruppi terroristi una minaccia alla propria sicurezza nazionale ed è decisa a combatterli fino al loro annientamento mentre gli USA e l’Europa considerano questi gruppi utili e necessari per ottenere il rovesciamento del Governo di Damasco, di Bashar al-Assad.

La posizione della Russia è sostenuta anche dall’Iran e dalla Cina e si considera necessario che sia la popolazione siriana a doversi esprimere sul proprio destino piuttosto che le grandi potenze che da oltre 5 anni sono intervenute con truppe mercenarie infiltrate nel paese per perseguire un obiettivo di smembramento del paese arabo.
La Siria resiste nonostante tutto ai tentativi degli USA e dell’Arabia Saudita di imporre un califfato salafita nel paese sotto il controllo saudita ed americano.

L’Europa sostiene la posizione degli USA e dell’Arabia Saudita, convinta che smembrare il paese ed imporre un califfato salafita sia la migliore soluzione, nonostante che l’esperienza della Libia e dell’Iraq avrebbero dovuto aprire gli occhi ai responsabili della politica europea. D’altra parte gli Hollande, i Renzi e la Merkel privilegiano i lauti affari che i loro governi gestiscono con la monarchia saudita e sono del tutto insensibili alle aspirazioni della popolazione siriana, che si è espressa per non dover subire la Saharia e la dittatura islamica imposta dai gruppi jihadisti filo sauditi,  sostenuti dall’Occidente.

Fonti: Hispan Tv

——–Diario.es

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  1. Mardunolbo 2 settimane fa

    I capi europei sono semplicemente dei criminali servi del potere Usraeliano e delle monarchie del Golfo. Se la Clinton non sarà processata per le sue malefatte , si potrebbe anche chiudere un occhio avendo fatto comunque l’interesse del capitale americano. Ma i c…..i europei sono dei vergognosi traditori delle loro nazioni e come servi dello straniero andrebbero processati e, colpevoli, fucilati ! La loro rilevanza politica li obbliga ad una responsabilità che è gravissima ed imperdonabile !

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