"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il piano di “balcanizzazione” del Medio Oriente conforme al progetto della “Grande Israele”

Terroristi dell'ISIS

Dal piano Yinon allo schema  Yaalon: balcanizzazione della Libia, dell’Iraq, della Siria, secondo Israele

di  Alfredo Jalife-Rahme

Nel corso del suo viaggio di cinque giorni negli Stati Uniti, il ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha dichiarato, in una intervista con Steve Inskeep, nella edizione del mattino, del canale NPR , che “le frontiere del Medio Oriente sono instradate verso un cambiamento definitivo” (sic). Yaalon segue alla lettera il piano di balcanizzazione del Medio Oriente elaborato nel 1982  nel “Plan Yinon” (il piano conosciuto come quello della “grande Israele”).Vedi: Greater Israel”: The Zionist Plan for the Middle East

Yinon era stato un precedente funzionario della cancelleria di Tel Aviv:  “le frontiere sono già in corso di cambiamento, visto che la Siria non può essere riunificata dal suo Presidente Bashar Al Assad, il quale controlla soltanto una parte del territorio, un conflitto nel quale anche Israele dovrà combattere”, ha detto Yaalon.


Secondo la visione paleo biblica di Yaalon, esistono paesi con una storia differente ed altri le cui frontiere furono tracciate artificialmente dalla Francia e dalla Gran Bretagna ( le potenze coloniali) con riferimento agli accordi di Sykes-Picot del 1916 per spartirsi quello che rimaneva dell’Impero Ottomanno.

Moshe Yaalon esterna verità lapalissiane in modo perentorio: l’Egitto ha continuato ad essere l’Egitto, tuttavia “la Libia fu una nuova creazione, una creazione occidentale come risultato della Prima Guerra Mondiale: La Siria, l’Iraq, lo stesso-furono Stati nazione artificiali (sic!!) e quello che vediamo adesso è il collasso dell’idea occidentale”

Non sappiamo se per caso risulti, a questo eminente funzionario israeliano, che Israele è stata una creazione dei banchieri schiavisti Rothschild e lo studio di avvocati del Lloyd George, quello che poi sarà un premier della Gran Bretagna.

Dopo  una sua incrostazione  e l’ulteriore persecuzione subita in Russia nel 1883, ancora nel 1903 il sionismo errante titubava con la possibilità di un insediamento ufficiale esogeno nei paesi dell’anglosfera: si guardava al Canada, all’Australia, all’Africa orientale, alla parte sud occidentale del Texas (sic!!), all’Angola ed all’Uganda (quest’ultima proposta come terra per l’insediamento dal Congresso Sionista del 1903).

Great Israel

Non avrà forse ottenuto, il sionismo finanziario – più letale che non il suo irredentismo territoriale- di incorporare i citati paesi della sfera anglofona nella loro totalità nel secolo XXI, attraverso la deregolamentazione della globalizzazione bancaria?
In un’altra intervista con Charlie Rose, Yalon si è scagliato contro il presidente turco Erdogan, che ha qualificato come “un conosciuto sostenitore della Fratellanza Mussulmana”.

Il quotidiano israeliano Haaretz ha commentato che Yaalon non ha discusso se le frontiere di Israele, che furono determinate dalle potenze occidentali dopo la Prima Guerra Mondiale, dovranno cambiare.

Yaalon si aspetta altre aggressioni razziste contro i palestinesi, arrivando all’oltraggio di considerare un trasferimento etnico di tutta la popolazione.

Il giro di Yaalon negli USA è stato fatto  per riappacificare gli animi con l’equipe di Obama dopo gli affronti tossici fatti da Naftali Bennet- leader del partito religioso fondamentalista dell’ultra destra “The Jewish Home-, contro John Kerry, segretario di Stato USA, che aveva collegato il sorgere dello Stato Islamico (ISIS) con la mancata risoluzione del conflitto Israel- palestinese.

Poco prima Kerry aveva osservato che Israele è quasi da considerare uno “Stato paria”. Quasi?

Il quotidiano Haaretz manifesta che Yaalon era stato umiliato pubblicamente dagli USA, che gli hanno negato una udienza per riunirsi con gli alti funzionari dell’Amministrazioe Obama: il vice presidente Joe Biden, John Kerry e la consigliera per la Sicurezza Nazionale, Susan Rice.

In una abituale convergenza con il piano di Israele, la rivista “The Economist”- di proprietà, assieme al Financial Times, del gruppo Pearson, che controlla la maggiore Banca d’Affari del Mondo, la Black Rock che dirige l’israeliano statunitense Larry Fink- stabilisce che la maggior parte dei 3 milioni circa di rifugiati siriani contemplano la perdita del loro paese.

Il governo di Bashar Assad  controlla circa un 25% della Siria (secondo Haaretz) e la maggior parte del restante territorio si trova nelle mani degli jihadisti del Califfato Islamico (ISIS) (la cui capitale è la città di Racka, si trova oggi sotto il controllo dall’esercito mercenario transnazionale di incappucciati telediretti), mentre una relativa piccola porzione del territorio al nord este, si trova nelle mani dei curdi- siriani nella frontiera della Turchia- il cui simbolo si è trasformato nella città martire d Kobani, dove forse i miliziani hanno lanciato armi chimiche, cosa che è stata stranamente occultata dalla macchina della propaganda nera degli USA ed Israele.

Esistono altre enclave ad Aleppo, fuori da Damasco, e sulle alture del Golan (dove Israele gioca la carte di Al-Nusra) nelle mani della bizzarra coalizione cucinata in Occidente: l’Esercito Libero della Siria/Al Nusra/Al Quaeda/gli Jihadist dell’ISIS.

Lo schema balcanizzatore degli israeliani Yinon e Yaalon fa rapidamente progressi grazie all’illusione del califfato dell’ISIS, i cui tentacoli emergono nel Magreb (nella parte occidentale e nord africana del mondo arabo) per la sua balcanizzazione il cui paradigma è la Libia.

Saranno forse gli jihadisti dell’ISIS  il “coltello nel burro” per tagliare in forma squisita e selettiva il mondo arabo, in accordo con gli schemi dei funzionari israeliani Yinon e Yaalon, i cui obiettivi arrivano fino allo Yemen?

Ad un innocente pensiero lineare, non abituato ai marchingegni Israel -anglosassoni, potrebbe stupire il fatto che gli aerei degli USA si siano sbagliati nella consegna di armi destinate ai curdi-siriani assediati a Kobani, armi che sono finite nelle mani degli jihadisti dell’ISIS.

Nessuno conosce meglio la perfidia degli schemi di balcanizzazione- del  duo Yinon/Yaalon,  passando per gli jihadisti dell’ISIS  fino ai geostrateghi degli USA (la formula Brzezinski/Rice/Peters/Clark/Whright) – che il rude presidente turco Erdogan- con il suo proprio programma in relazione ai kurdi (appoggiati da Israele e dalla NATO) che costituiscono tra il 15 ed il 25% della popolazione turca al limite dell’implosione-,    ha frustrato i piani dei nuovi Lawrence d’Arabia, per inciso una spia della Gran Bretagna e massimo esperto dell’epoca  in processi di balcanizzazione.

Israele si prepara alla sua ennesima guerra contro gli Hezbollah in Libano al limite dell’implosione, mentre,  in un escalation strategicamente più alta, la convergenza verso la balcanizzazione di tutto l’arsenale propagandistico di Tel Aviv  viene propalata dal centro di propaganda sionista MERI . Un centro  con sede in Washington e fondato da Yigal Carmon, una spia militare israeliana, e da Meyrav Wurmser, una amazzone dell’Hudson Insitute collegata con il partito fondamentalista sionista Likud- che programma i 4 assi del Nuovo Ordine Mondiale in Medio Oriente secondo la convenienza unilaterale del Grande Israele, grazie all’avanzata folgorante degli Jihadisti dell’SIS:

1) un contenzioso nucleare con l’Iran (senza diritto a disporre di armi atomiche in contrasto con quanto dispone il “popolo eletto”); 2) Il conflitto arabo -israeliano (congelato); 3) il processo turco-kurdo (implosione della Turchia ed espansione del Gran Kurdistan?); 4) il conflitto sciita-sunnita (da prolungare teologicamente in una nuova Guerra dei 30 anni?).

Per un fatto di estetica, lasciamo da parte la gravissima accusa fatta dal Presidente Putin:  che gli USA promuovono il terrorismo con il loro finanziamento agli jihadisti dello Stato Islamico.

La balcanizzazione del grande Medio Oriente ed il suo “Nuovo Ordine” si inserisce nei piani della accoppiata israeliana Yinon/Yaalon, incastrati con la formula Brzezinski/Rice/Peters/Clark/Wrighty nell’avanzata selettiva dei suoi “Pulcinella” jihadisti?

Fonte: Alfredo Jalife.com

Traduzione: Luciano Lago

Nella foto in alto: i terroristi dell’ISIS

Nella foto al centro: una mappa del progetto della “grande Israele”