"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il pericoloso asse Atene-Mosca

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di G. Cirillo

La scorsa domenica abbiamo assistito al rito delle elezioni greche che ha portato alla vittoria del partito di estrema sinistra Syriza ed alla formazione di un governo nazional-socialista, a dimostrazione del fatto che nei periodi di crisi, il nazional-socialismo va forte. Ovviamente non vogliamo dire che siano saliti al potere dei nazisti, ma che il governo è definibile nazional-socialista perché unisce il socialismo del partito Syriza, con il nazionalismo del suo alleato di governo Anel. Questa alleanza ha sorpreso tutti, ma i due partiti hanno limato le differenze ideologiche in nome della lotta all’Europa dell’austerità.

Ora il governo sembra tenere una linea molto forte e non sembra voler cedere e si prepara allo scontro con Bruxelles e a non rispettare nessuna delle richieste della Troika che di fatto aveva commissariato i governi precedenti; ed infatti Tsipras si prepara al alzare il salario minimo ed a fermare le privatizzazioni. L’Europa, però, non sembra intenzionata a cedere più di tanto e per ora ha promesso soltanto di allungare un po’ le scadenze ma non ha nessuna intenzione di fare sconti ad Atene sull’entità dei debiti da pagare, anche perché un precedente del genere si allargherebbe velocemente agli altri paesi indebitati come Irlanda, Portogallo, Spagna e anche Italia, iniziando una spirale che per essere risolta necessiterebbe di una stampa di denaro da parte della Banca Centrale Europa decisamente superiore a quella decisa la scorsa settimana, che porterebbe ad una svalutazione pericolosa dell’Euro che Berlino e gli altri paesi suoi alleati sicuramente non accetterebbero mai. A nostro avviso, quindi, si va al muro contro muro e sembra che anche il governo greco non sia disposto a trattare più di tanto.

In questa già difficile situazione si aggiunge la politica estera del nuovo esecutivo greco, che è chiaramente orientata ad un veloce avvicinamento a Mosca. Infatti già ieri, la Grecia ha combattuto contro le nuove sanzioni che Bruxelles voleva applicare alla Russia ed oggi Mosca si è detta disponibile ad aiutare finanziariamente Atene. Questa inedita alleanza Atene-Mosca è supportata anche dalla comune matrice culturale ortodossa e bizantina dei due paesi ed è probabile che nei piani più ambiziosi di Putin, c’è spazio per un’Unione Euroasiatica che vada dalla Siberia fino ai paesi slavi balcanici (Serbia e Montenegro) per giungere all’ortodossa Grecia. Possiamo quindi ipotizzare che il nuovo premier greco Tsipras abbia, nelle trattative per ridurre il debito, le spalle coperte da Mosca che in caso di uscita della Grecia dall’Euro sarebbe pronta a supportare una neo-dracma ed un’entrata di Atene nell’Unione Euroasiatica di Putin, che attualmente comprende Russia, Bielorussia e Kazakistan.

Ma quali sarebbero i vantaggi per Mosca in un’annessione geopolitica della Grecia? Noi ne vediamo almeno tre: 1) Lo sfaldamento del blocco euro-atlantico in Europa e il rafforzamento dell’attualmente debole Unione Euroasiatica; 2) La possibilità di avere un nuovo e più sicuro sbocco militare nel Mediterraneo oltre quello di Tartus in Siria; 3) Non per ultimo, il via libera del governo greco all’acquisizione della rete gas nazionale da parte della russa Gazprom, prima bloccato dal veto europeo. A tutto questo si aggiunge il fatto che il partito Syriza, nel suo programma ha l’uscita del paese dalla Nato, cosa che farebbe molto piacere alla Russia.

Fatte queste considerazioni, perché diciamo che l’asse Atene-Mosca è pericoloso? Perché l’Europa e ancora di più gli Stati Uniti non staranno a guardare la Grecia che passa tranquillamente dall’altra parte e quindi hanno sicuramente in serbo qualcosa per evitare questo scenario, vediamo ora quello che potrebbero succedere nei prossimi mesi, in parte già enunciato in un nostro articolo precedente:

1) Bruxelles riesce a “convincere” Tsipras a moderare le sue posizioni in cambio di qualche piccola concessione, la situazione si stabilizza.

2) Bruxelles e Atene non vanno avanti nella trattative e finisce la già scarsa liquidità delle banche greche, gli sportelli bancari vengono chiusi e si scatena il panico che può portare ad una di queste cose:
a) Forti proteste di piazza contro il governo che non garantisce la liquidità per andare avanti (stile fallimento Argentina) ricordiamo che circa metà del paese ha comunque votato partiti europeisti. Conseguenza di ciò, probabile sfaldamento della maggioranza parlamentare (basta una compravendita di una trentina di parlamentari) e fine del governo Tsipras.
b) Idem come sopra, ma con intervento dei militari greci appoggiati dall’Europa e dalla Nato, destituzione del governo e legge marziale fino ad un ritorno della stabilità finanziaria. Successive forti proteste di piazza dei militanti di Syriza e di tutti i partiti euro-ostili.
c) Idem come sopra, ma con deriva violenta della situazione con intervento dei gruppi neonazisti di Alba Dorata, da questo punto di vista la situazione ricorda l’Ucraina pre-rivoluzione, con un governo di sinistra filo-russo, spodestato da moti di piazza europeisti e neonazisti.

3) I poteri forti internazionali potrebbero utilizzare un altro paese NATO, la Turchia da sempre ostile alla Grecia, per destabilizzare questa Grecia filo-russa. Basterebbe un incidente a Cipro o sul confine e con questo governo greco nazionalista da una parte e con l’irruento Erdogan, dall’altra la situazione potrebbe facilmente deteriorarsi. Ricordiamo che in Tracia orientale esiste una forte minoranza turca e la Turchia potrebbe sfruttare un’eventuale instabilità per fomentare una rivolta filo-turca in quelle zone e annetterle (stile guerra ibrida di Putin in Crimea ed est ucraina). Uno scenario del genere è sicuramente molto complesso dato che attualmente i due paesi sono entrambi membri della NATO in caso di scontro questa potrebbe rimanere neutrale fino a quando la Turchia non avrà abbattuto il governo euro-ostile di Atene in quel caso poi sarebbe obbligata a ritirarsi, ma si ritirerebbe data l’aggressività dell’attuale governo turco? Questo scenario rimane attualmente improbabile, dato che questa maggioranza è composta anche da dei rappresentati della minoranza turca, ma in caso di forte allontanamento greco da Bruxelles e dalla NATO, tutto è possibile. Alternativamente potrebbero anche essere fomentati disordini con i vicini Albanesi e Macedoni, con cui la Grecia non è mai stata in buoni rapporti.

4) Nel breve-medio periodo potremmo anche assistere ad un mix degli scenari sopraddetti dato che come ormai sappiamo e come scritto nel nostro articolo Terzo Conflitto Mondiale? Una guerra liquida, questa nostra epoca sarà proprio caratterizzata da conflitti ibridi con fronti mutevoli ed anche imprevedibili.

Questo può essere un quadro abbastanza ampio della situazione, la sensazione rimane che la guerra dalla Siria stia salendo e la Grecia possa essere il prossimo fronte. Ed anche importante considerare che l’Eurocrazia possa usare la Grecia come esempio di stato ribelle da punire, quindi potrebbe dare un po’ di corda a Tsipras per poi punirlo con un attacco speculativo e finanziario che metta definitivamente in ginocchio il paese portando agli scenari tragici che abbiamo descritto. Inoltre, se come abbiamo ipotizzato e come confermato dai fatti, scopo dell’Eurocrazia è usare le crisi per togliere sovranità nazionale, nel caso della Grecia un grave tracollo finanziario, un colpo di stato o addirittura una guerra civile possono servire a togliergli definitivamente importanti poteri come la politica estera e la difesa e una grave crisi economica e militare ellenica può spingere tutti gli stati membri nella direzione dell’unico esercito europeo, dell’unica politica estera, dell’unico intelligence e dell’unica gendarmeria europea.

Concludiamo dicendo che sicuramente Washington e Bruxelles non staranno a guardare questa Grecia ribelle che aspira a gettarsi tra le braccia di Putin, del resto non ci hanno messo molto ad eliminare politicamente Berlusconi e Letta quando si sono avvicinati al Cremlino.

Data l’audacia di questo governo greco in questo caso potrebbero usare la mano ancora più pesante, bisognerà però monitorare se stavolta Mosca rimarrà con le mani in mano o se interverrà seriamente nel cambiare questi equilibri geopolitici. L’Europa si trova in una situazione sempre più scottante al sud l’Isis in Libia e l’Egitto instabile, a sud-est Israele e Libano quasi in conflitto e Siria ed Iraq in guerra, ad est continua l’escalation del conflitto ucraino ed è probabile un intervento (vedremo di che portata) Lituano e Polacco in supporto di Kiev ed ora si aggiunge la Grecia che può far saltare il banco ma anche saltare essa stessa. Sembra che la resa dei conti si avvicini. Se questo articolo ti è piaciuto, non perderti Libertà Indefinita, un saggio sulla libertà e sulla legittimità di un sistema, il nostro, sempre più contestato dalla popolazione.

Prossimamente in uscita dallo stesso autore
“CONDIVISIONE E’ RIVOLUZIONE”

Fonte: Hescaton

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  1. Alessandro 2 anni fa

    È tutta una messinscena, da Euronews del 30/01/2015: La riunione a Bruxelles dopo una nuova offensiva sul terreno in Ucraina e la dimostrazone dell’inesistenza di qualsiasi tregua. I capi della diplomazia europea pensano anche a un’intensificazione delle sanzioni nel prossimo meeting del 9 febbraio venturo.

    Superato anche il mal di pancia del neoinsediato esecutivo greco. I suoi membri, soprattutto l’attuale premier Tsipras, si erano espressi in passato contro la decisione delle sanzioni.

    “Abbiamo trovato un accordo e l’Europa parla una voce sola. Siamo tutti d’accordo e non ci sono voci dissonanti”, ha detto il neoministro degli esteri ellenico.

    Si può parlare quanto si vuole, ma la realtà è che il sistema è più forte anche di Tsipras

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  2. flores 2 anni fa

    Anche Fidel Castro era supportato dalla Cia prima che prendesse il potere. Aspettiamo un po’ prima di giudicare. Tra un anetto circa si potranno vedere meglio le carte. Per adesso Syriza ha fatto le cose giuste, bloccando le privatizzazioni e mettendo alla difesa un uomo di sicura fede nazionalista. Come dice il popolo, se son rose fioriranno.

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