"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il paese reale affonda e Renzi “gongola” per la Mogherini alla UE

Renzi a Bruxelles

di Luciano Lago

Mentre il premier Renzi si compiace e si gongola a Bruxelles per la nomina della ministra Mogherini,  designata quale responsabile degli esteri per l’Unione Europea, l’Italia reale, quella delle imprese e dei lavoratori , dopo un breve periodo di ferie,  ritorna al lavoro e si immerge nella dura realtà.

Per questa Italia reale iniziano le cattive notizie come  per molti dei lavoratori che, al rientro in fabbrica o in azienda, non trovano più il proprio posto di lavoro per lo stato di crisi o la chiusura dell’impresa. Questo è il caso da ultimo ad esempio dei 450 dipendenti dello stabilimento Whirpool di Spini di Gardolo (Trento), un’altra multinazionale che non trova conveniente produrre nel “bel paese” e si appresta a fare i bagagli lasciando a terra i dipendenti, operai ed impiegati ad un destino di cassa integrazione e sussidi con poche speranze di trovare altra occupazione, data la crisi di tutti i comparti industriali della zona. Vedi: Whirpool chiude stabilimento in trentino.

Ancora peggio per i dipendenti dell’Alcoa di Portovesme, Carbonia, in Sardegna, dove un’altra multinazionale americana aveva annunciato di voler chiudere definitivamente lo stabilimento in quanto non competitivo lasciando  per sempre  a casa, privi di reddito e di prospettive,  centinaia di operai in una zona già disastrata come la zona di Carbonia dove in pratica hanno già chiuso tutto, le poche aziende industriali presenti, quelle estrattive e le piccole attività commerciali nonchè gli allevatori,  oberati dalle tasse ed assediati da Equitalia che pignora anche le stalle.

Di casi come questi se ne contano a centinaia ormai e, se si includono le piccole aziende, quelle con pochi dipendenti che non fanno notizia, si arriva a migliaia di casi (si calcola che abbia chiuso i battenti più del 25% del settore manifatturiero).

Un processo di deindustrializzazione che si è messo in moto in forma accelerata negli ultimi anni ed ha toccato l’apice con l’aumento della tassazione sulle imprese, con l’IMU  raddoppiata da pagare anche sui capannoni, con tutti gli oneri vari, con le banche che non concedono il credito, mentre il mercato interno si è contratto e l’euro sopravvalutato ha reso difficile competere con i colossi asiatici sui mercati dell’export.

Questo il  “brillante” risultato delle politiche  dell’austerità volute da Bruxelles  ed attuate dai governi “nominati ” dal Presidente Napolitano a garanzia dei centri di potere sovranazionali (Monti, Letta e Renzi). 

Il Paese reale affonda e Renzi se la ride e “fa il fenomeno”  da Bruxelles  mentre  continua a sfoderare le sue battute e le sue promesse ottimistiche nonostante che tutte le sue previsioni di rilancio dell’economia e dei consumi (grazie agli 80 euro) siano state smentite dai dati ISTAT.
I consumi sono arretrati paurosamente, siamo in deflazione e gli 80 euro (per chi li ha avuti) non bastano a pagare gli aumenti di tasse sulla casa, sulle bollette, i bolli auto, sulle accise, i passaporti e le altre mille imposte che gli italiani si trovano adesso a pagare in autunno. L’azione del Governo è diretta solo alla tenuta delle banche, delle grandi multinazionali che hanno sede legale fuori dal paese,come la Fiat che si è delocalizzata fra Olanda e Stati Uniti.

Tutti i provvedimenti che attua il governo Renzi (e gli altri che lo hanno preceduto) compreso il decreto “sblocca Italia”, vengono fatti a vantaggio delle banche e dei centri finanziari. Persino nella riforma della giustizia e del processo civile, esiste il forte sospetto che questa sia stata fatta anche e soprattutto per garantire il veloce recupero dei crediti delle banche che hanno in cassaforte una marea di crediti inesigibili anche per i lunghi tempi della giustizia civile.

Dagli ultimi dati pubblicati dall’ISTAT si evidenzia che in Italia 1) la disoccupazione è a livelli record dal dopoguerra, che 2) l’imposizione fiscale è ormai la più alta in assoluto in Europa e nel mondo, che 3) la stessa l’imposizione fiscale a questi livelli impedisce qualsiasi tipo di investimento, che 4) il credito bancario in Italia è riservato ai soliti noti ed ha comunque tassi più alti che in altri paesi d’europa, 5) che il debito pubblico continua ad aumentare a livelli non più sostenibili.

Vedi: siamo sull’orlo del baratro anche se nessuno lo dice

Tutto indica che la subordinazione alla demenziale politica europea ha devastato questo paese e siamo in un vicolo cieco avviati verso la deindustrializzazione e la miseria, con prevedibile esito di destabilizzazione sociale.

Come tutti gli economisti qualificati ormai sostengono, non esiste possilità per l’Italia di fuoriuscita da questa crisi, che ha dei numeri devastanti da periodo bellico, se non con provvedimenti urgenti e radicali che sono quelli della procedura di uscita dall’euro, di rinegoziazione dei trattati europei (da Mastricht al Fiscal Compact, all’ESM, ecc.) ,di riduzione del carico fiscale sulle imprese, di ritorno ad una moneta nazionale ed un istituto di emissione pubblico controllato dal Tesoro.  Con una moneta svalutata ( anzichè svalutare salari e stipendi come avviene attualmente), con provvedimenti di defiscalizzazione delle imprese ed un nuovo accordo europeo, l’economia e gli investimenti potranno ripartire, dopo un periodo di sacrifici per tutti (smantellando le burocrazie politiche, clientelari e parassitarie).

Si è compresa da tempo quale sia la vera funzione di Renzi, nominato al governo per fornire garanzie sul debito italiano alle banche estere e salvaguardare gli interessi delle grandi corporations internazionali nella fase di acquisizione del patrimonio italiano (leggi privatizzazioni). Un personaggio di facciata voluto dall’elite finanziaria e supportato da una forte campagna di marketing ma comunque un personaggio “usa e getta” che dopo questa fase dovrà cedere il passo ad altri. Sarà  la Troika di Bruxelles a commissariare direttamente l’Italia come viene auspicato anche da Mario Draghi e dai finanzieri già supporter di Renzi  come De Benedetti e Scalfari.

Facile prevedere che il passo successivo sarà la svendita del patrimonio nazionale (ENI, Finmeccanica, ENEL, ecc.) e, con molta probabilità, cessioni di territorio a garanzia del debito , come sta avvenendo in Grecia.

Possiamo solo sperare che un buon numero di cittadini esca dall’abulia e dall’ipnosi televisiva dei media che continuano a sostenere questa classe di politici incapaci. Una volta affrontatati sulla propria pelle i duri morsi della crisi, i cittadini potranno arrivare alla consapevolezza che questa gente non agisce nell’interesse del popolo italiano ma per propri fini e che bisogna mandarli fuori dai palazzi del governo per indegnità.

Prevediamo tempi molto tristi per questo paese ma siamo certi che una possibilità di riscatto esiste e bisogna perseguirla.

 

 

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  1. mariosavona 2 anni fa

    L’ECONOMISTI HA VISTO BENE… UN MOCCIOSO CON IL GELATINO IN MANO!!!

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  2. Ares 2 anni fa

    Un’Impiegatuccio mediocre messo dai poteri forti, se fa qualche errore o non serve più un calcione nel posteriore anche a lui.

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  3. Werner 2 anni fa

    Unica soluzione al problema Italia, colpo di stato organizzato da popolo italiano e forze armate insieme che porti al rovesciamento dell’attuale regime politico di criminali e parassiti, altrimenti di Napolitano, Renzi, Padoan e compagnia non ce ne libereremo mai, e il nostro paese morirà.

    Ma questo deve avvenire prima che l’Italia faccia la medesima fine della Grecia, dopo sarà ormai troppo tardi e inutile.

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    1. Ares 2 anni fa

      condivido ma c’è il timore di cambiare solo padrone, la realtà è che chi va in politica deve amministrare nel bene le risorse del paese senza direttive esterne (accade questo adesso) per il colpo di stato devi prima mettere fuori gioco i generali guadagnano da schifo con annessi e connessi.

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      1. Werner 2 anni fa

        Sono d’accordo, soprattutto sull’ultima parte del commento.

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