"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il nuovo ruolo della Lega con Matteo Salvini

Salvini nuovo segretario

I militanti della lega hanno scelto lo scorso Sabato 7 Dicembre chi sarà il nuovo segretario : Matteo Salvini  con una netta maggioranza (82%) è stato votato quale nuovo segretario federale della Lega.  Il vecchio leader Umberto Bossi, fondatore del Carroccio, è stato di fatto accantonato e rimane soltanto come figura storica di riferimento per i militanti  Le primarie della Lega hanno visto una discreta affluenza  (il 60% circa degli iscritti) ed il Il risultato è stato netto ed indiscutibile. I dati ufficiali, dopo gli ultimi riconteggi, ma che non lasciano dubbi sulla proporzione del risultato.

Dopo  il periodo di segreteria di Maroni, che si era ritirato  a metà mandato per ricoprire a tempo pieno il ruolo di presidente della Lombardia, sarà una nuova generazione di dirigenti a cercare di rilanciare l’azione della Lega.
Il neo segretario rassicura  a modo suo sulla continuità nel linea del Carroccio. Infatti, una volta conosciuti i risultati, spiega: «La prima telefonata che farò sarà a Umberto Bossi, perché senza di lui non saremmo qui e lui dovrà essere fondamentale anche nel futuro della Lega».

 Salvini  promette nel suo programma politico  una Lega di battaglia che avrà come primo obiettivo riprendere sovranità dall’Europa, ed è alla ricerca di alleanze con gli altri partiti euro-scettici di altri Paesi europei. Come  seconda priorità forte indica  quella del lavoro. Attacca Salvini: «Questa non è l’Unione europea ma è l’Unione Sovietica, siamo in un gulag da cui cercheremo di uscire con chi ci sta».

 Messaggio, anche per chi gli chiede delle future alleanze in chiave nazionale: «Alle amministrative non ci sarà alcun automatismo».
Il nuovo segretario entrerà in carica domenica 15 dicembre al congresso di Torino. Essendo comunque un congresso straordinario, il suo mandato non durerà tre anni ma concluderà quello di Maroni fino a giugno 2015. Maroni non è invece stato in via Bellerio, e ha preferito andare alla Scala in veste di governatore della Lombardia. Ma ha commentato: «Bravo Matteo, inizia con te il futuro della nostra grande Lega».
LA FINE DI UN’ERA. Nessun commento da parte di Bossi. Il vecchio capo ha votato poco prima della chiusura del seggio di Milano alle 17. Sigaro in bocca, è apparso sereno ma determinato a dire la sua: «Con queste primarie la Lega cambia perché si è ridotta male».
Rimane  il fatto che, con il voto di Sabato, si chiude un’epoca, iniziata agli inizi degli anni ’80 con la fondazione  della prima  Lega Lombarda fatta da Bossi e che si trasforma poi nel 1993 in Lega Nord. Una ascesa politica che, a partire da allora, tra alti e bassi si svolge quasi parallela a quella di Silvio Berlusconi con cui nel ’94 formerà il primo governo di centrodestra. Un’esperienza che dura poco ma che sarà successivamente ripresa e che nel 2000 porterà Bossi alla poltrona di ministro delle Riforme. Poi il lento declino del movimento cui  non è estraneo anche il grave malore che nel 2004 colpisce Bossi e che di fatto ne sancisce il progressivo e sempre più marcato tramonto. Fino alla sconfitta di ieri.

L’esperienza della lega fino ad oggi era stata deludente e, per una serie di vicende anche di malversazioni in cui era stato implicato Bossi e la sua famiglia (vicenda ingigantita dalla pubblicità dei media), la Lega aveva subito una forte battuta di arresto ed un vistoso calo dei consensi.

Se la posizione del nuovo segretario Matteo Salvini sarà coerente con le dichiarazioni fatte in questi giorni, lotta all’eurocrazia di Bruxelles, richiesta di fuoruscita dalla gabbia dell’euro ed affermazione forte e prioritaria del lavoro e delle imprese, questo potrebbe essere il fattore aggregante che potrebbe fare della Lega il movimento politico di testa nel guidare una lotta per il ritorno alla sovranità economica e monetaria di questo disastrato paese.  Un ruolo che la Lega potrebbe svolgere molto meglio che non il movimento dei 5 stelle di Grillo che si perde nell’incoerenza e nell’ambiguità.

A quel punto è facile prevedere che ci  sarà una fortissima reazione da parte di tutte le forze della finanza e delle banche che sono per il mantenimento dello status quo e la Lega di Salvini  subirà gli attacchi ed i colpi bassi di tutti gli organi del sistema da Repubblica, al Corriere della Sera, alla Stampa e alle reti RAI  che si coalizzeranno per indicare nella lega il “nemico della stabilità e del progresso”. Non mancheranno le trappole ed si cercheranno i “punti deboli” della Lega su cui condurre la campagna di diffamazione, come già avvenuto per Bossi e famiglia.

Sarà la Lega in grado di reggere la sfida? Saranno i fatti a breve a dare la risposta.

 

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