"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il nuovo assetto sociale nelle mani della “Elite “

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Una buona parte della vecchia generazione che ha vissuto l’Italia del Boom del dopoguerra, della crescita economica, dell’avvento della società dei consumi, coloro che hanno attraversato l’epoca delle forti contrapposizioni ideologiche e dei miti fondanti di questa Repubblica, avvertono maggiormente il cambiamento che si è verificato negli ultimi anni,  ne sono consapevoli a volte anche in modo inconscio e iniziano a domandarsi malinconicamente se non sia finita un’epoca, quella dell’affermazione del lavoro come diritto, della società protetta che doveva assicurare un minimo di diritti per tutti, il diritto al lavoro, il diritto alla studio ed alla salute, l’epoca delle rivendicazioni sindacali fatte contro la classe industriale restia a riconoscere il giusto valore della giornata di lavoro, degli straordinari o dei riposi festivi.

 

Parliamo di coloro che hanno anche vissuto l’epoca delle lotte operaie sulla  fine degli anni ’60 e di quanti, allora studenti, hanno partecipato alle forti contestazioni ed alla ventata di apparente rinnovamento apportato dal ‘68 e dagli anni successivi, quanto meno come voglia di partecipazione e di rivendicazione dei diritti e le illusioni di quel periodo. Un epoca che sembra ormai lontanissima  nel vedere la situazione dei figli, quelli della generazione successiva, senza prospettive, con lavori precari e scarsi diritti, una netta involuzione rispetto alle aspettative dei padri.

Quel sistema e quell’assetto sociale sembra siano del tutto finiti con l’avvento della nuova società dominata dalla finanza impersonale e da organismi sovranazionali (Unione Europea, FMI; BCE, grandi banche, agenzie di rating) a cui sono state delegate tutte le leve decisionali e che hanno del tutto surrogato la funzione dello Stato, dei governi, del Parlamento, degli organismi economici nazionali, con la fine delle ideologie, con la fine di qualsiasi funzione dei vecchi sindacati già da molto tempo compromessi con il potere, con la vecchia classe padronale sostituita da un potere finanziario anonimo e da multinazionali che decidono per loro conto quando devono de localizzare, quando ridurre l’organico, in funzione di una logica di profitto, così come si decide di stipulare contratti sempre più flessibili e precari (con i fortunati che riescono ad ottenerli) in base a quell’entità  astratta che  è il mercato, supremo giudice  e regolatore.

La globalizzazione voluta entusiasticamente da quanti la salutavano come avvento di una nuova era ci ha portato di fatto alla fine del vecchio tipo di società e dello standard di vita delle generazioni precedenti  per sostituirla con un sistema dove sono finiti i “diritti” , finite le “protezioni” , finite le speranze di futuro e di crescita per le nuove generazioni (a meno che non emigrino).

D’altra parte ci viene detto che quell’assetto sociale e quello standard di vita, proprio delle società europee, non potevano   più durare perché era “incompatibile” con il mercato, con le risorse, con il debito accumulato, con le regole dell’Europa di Bruxelles.

Certamente questo modello di sviluppo con il suo saccheggio delle risorse dell’ambiente, con il sistema di produzione e consumo  del superfluo, con lo sfruttamento della manodopera, aveva qualche cosa di intrinsecamente insostenibile che, una volta proiettato su scala planetaria, ha determinato  lo scoppio delle sue contraddizioni e le problematiche che stiamo attualmente attraversando, nelle società occidentali come nei paesi in via di sviluppo.

Essenzialmente dobbiamo ricordare che, nel momento in cui si sono volute far cadere tutte le barriere si è determinata una situazione per cui, non solo le merci possono circolare liberamente da un capo all’altro del mondo, non soltanto i capitali hanno libertà di circolazione ma anche il lavoro stesso è divenuto una merce e tutto viene regolato dalla legge del profitto.

In realtà il processo che risulta attualmente in corso non è un processo casuale e non era “ineluttabile” come vorrebbero far credere ma era stato attentamente pianificato da alcune precise centrali di potere sovranazionale, al di sopra degli Stati e dei governi, da una elite che da molto tempo dispone dei centri decisionali più importanti a livello mondiale e da questi può determinare i fattori economici e politici che influenzano i mercati, i governi e l’assetto geopolitico di molte aree del mondo.

Parliamo della Elite mondialista  (quella che ha come obiettivo il raggiungimento di un nuovo ordine mondiale).

Questa Elite si riunisce in circoli esclusivi al di fuori della portata di qualsiasi osservatore, che non ammette estranei ai propri consessi e che non lascia  filtrare nulla all’esterno di quanto si dibatte e si decide all’interno, si denominano  come Trilateral Commission, CFR (Council of Foreign Relations), Club di Roma, Club di Bilderberg, Club dei 300 e poche altre, tutte organizzazioni non ufficiali che annoverano fra i loro membri personaggi di altissimo livello politico, finanziario, ex presidenti USA, ex Segretari di Stato, membri delle famiglie regali di Gran Bretagna ed Olanda, direttori di importanti gruppi editoriali e network televisivi, presidenti di Banche Internazionali (Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley,ecc.) membri del CDA delle più importanti istituzioni finanziarie, rettori di Università di primo livello, ecc..

Naturalmente non viene svelato il ruolo che questa elite svolge sulla scena internazionale ma è un fatto che le nomine nei più importanti organismi internazionali che siano il FMI, la Federal Reserve USA, la Banca Mondiale, l’ONU, la BCE, la Commissione Europea, la Banca dei Regolamenti di Zurigo, il WTO , tutte passano attraverso il gradimento di questa elite che molto spesso designa direttamente alcuni dei suoi membri direttamente alla presidenza di questi organismi.  Per non parlare dei presidenti degli Stati Uniti, paese questo che rappresenta il braccio esecutivo armato della Elite, assieme alla NATO ed Israele, ove gli ultimi presidenti da Carter in poi sono tutti membri della elite ed appartenenti al Club di Bilderberg. (3)

Trilateral commission plenary

Le decisioni fondamentali per l’assetto del mondo risalgono ad oltre 40 anni addietro quando fu deciso di accelerare il processo di globalizzazione con alcuni trattati vincolanti per tutti gli stati, come quello ad esempio con cui si ammetteva la Cina nel WTO (commercio mondiale), quello che stabilisce l’abolizione delle barriere doganali, della libera circolazione dei capitali, la privatizzazione delle banche centrali, della istituzione dei trattati europei e dell’Euro e soprattutto un piano articolato che prevedeva di arrivare quanto prima al superamento dei singoli Stati nazionali visti come un impedimento all’affermarsi del Nuovo Ordine Mondiale. Si badi bene che questo del NWO (New World Order)  non è una fantasia complottista ma una preciso obiettivo di lungo termine enunciato e scritto da alcuni esponenti della elite come Henry Kissinger(1) o Zbigniew  Brzezinski (2),  Di quest’ultimo vale la pena riportare quando ha enunciato “la società sarà dominata da una elite di persone libere dai valori tradizionali i quali non dubiteranno di realizzare i propri obiettivi mediante tecniche depurate con cui influiranno sul comportamento delle popolazioni e controlleranno in ogni dettaglio la società fino al punto che arriverà ad essere possibile esercitare una vigilanza quasi permanente sopra ciascuno dei cittadini del pianeta”.

 

Questo la dice lunga sulla funzione di controllo e di manipolazione che oggi esercitano i media sull’opinione pubblica e quanto sia importante per il potere mantenere in stato di soggezione e di ricatto grandi masse di popolazione.

Nessuna meraviglia quindi che l’accentramento di potere e di ricchezze finanziarie nelle mani della elite si accompagni ad un impoverimento dei ceti medi e popolari ed alla emarginazione di questi da ogni processo decisionale e partecipazione democratica, si sviluppa in parallelo con un esproprio di sovranità degli Stati, prima indebitati volutamente da chi detiene il monopolio del denaro e della finanza, poi svuotati di ogni capacità decisionale. Non a caso è stato attuato un sistema di neocolonizzazione di quei paesi detentori di risorse, divenute preziose per  la necessità di energia  e materie prime, sempre più indispensabili per i paesi sviluppati.  L’oligarchia di potere non aveva alcuna intenzione di lasciare risorse come il petrolio o l’uranio, nelle mani di governi non controllati, tanto meno di dividere le risorse con grandi masse di cittadini. Da qui la decisione di un piano di interventi militari in tutta l’area del Medio Oriente e dell’Asia minore per mettere sotto controllo i paesi come l’Iraq, la Libia, il Sudan, la Siria, l’Algeria, l’Iran. Esponenti della elite  avevano  anche  previsto l’attuale  fase di crisi dovuta alla speculazione finanziaria  ed alle sue ripercussioni sull’economia globalizzata, tanto da far affermare al alcuni personaggi della finanza che “le crisi sono utili perché soltanto da queste  si riescono a produrre i cambiamenti dell’ordine sociale”.

Non ci troviamo di fronte ad una momentanea fermata dell’economia o ad una crisi di sovrapproduzione, di lievitazione dei costi dell’energia, simile a quelle che altre volte in passato si sono verificate, piuttosto ci troviamo al culmine di un processo di trasformazione economica che si caratterizza per la posizione di supremazia che le attività finanziarie speculative hanno ottenuto a scapito dell’economia reale e di riequilibrio in verticale degli assetti di potere: al vertice una oligarchia monopolista transnazionale e ristretta che ha le leve del comando e dispone della maggior parte delle risorse finanziarie, controlla le grandi banche, dispone della moneta e gestisce le linee di politica economica dei principali stati uniformando tutti alle stesse regole e assoggettando tutti agli stessi controllori (FMI, agenzie di rating, Banca Mondiale, WTO).

Tutti coloro  che sono al di fuori delle lobby e della casta dei fiduciari della Elite, sono tagliati fuori, costretti a sopravvivere ai margini del sistema dovendosi accontentare di lavori precari e mal pagati, attività economiche in proprio (produzione, commercio, artigianato) divenute punitive in buona parte perché di intralcio alle grandi corporations  che vogliono avere il mercato libero ed omologato ad un sistema di bassi salari.

Vietato quindi farsi illusioni, non si uscirà da questa crisi in Europa con palliativi tipo riduzione delle spese dello Stato e privatizzazioni mentre la moneta e le decisioni finanziarie, di bilancio e di spesa rimangono tutte in mano ad esponenti della elite inseriti nella Commissione Europea e nella BCE, al di fuori degli Stati e dei governi.  Le nuove generazioni troveranno un mondo cambiato in molto peggio e sarà dura creare dei fronti di resistenza a questo potere che, essendo un potere occulto, sovranazionale, che si identifica con il grande capitale finanziario, che utilizza un controllo sempre più totale sugli individui, dovrà prima essere studiato nelle sue articolazioni e nelle sue branche. Si dovrà innanzi tutto capire che i mezzi tradizionali di resistenza serviranno a poco e che servono nuove strategie e nuove forme di opposizione antagonista che saranno efficaci soltanto se presenteranno un modello di società  alternativo a quello imposto dalla elite dominante.

1) Henry Kissinger, the NWO

2) Brzezinsky in is Own Words

3) Elite globalista

 

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  1. Anacronista 3 anni fa

    Sintesi perfetta! Purtroppo però una parte della resistenza continua ad inseguire il mito dello sviluppo, limitandosi a contestare il potere della suddetta Elite. Invece è’ tutto lo stile di vita industriale da mettere in discussione, per salvare la salute e non restare schiavi di chi controlla, tramite il denaro, cibo, energia e beni primari.

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    1. Redazione 3 anni fa

      In effetti sarebbe arrivato il momento di mettere in soffitta il mito imposto dello sviluppo a tutti i costi e riscoprire stili di vita più conformi alla natura umana e compatibili con l’ambiente. L’Elite è la stessa che ha creato questo modello e lo impone con ferocia ai popoli anche nei più disparati angoli del mondo spiantando culture, tradizion, civiltà radicate e producendo guasti irrimediabili all’ambiente.

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