"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il nuovo antirazzismo

di Martino Mora

Vi fu un tempo in cui l’antirazzismo era una passione nobile. Era il rifiuto di stigmatizzare qualcuno per il colore della pelle o il popolo di appartenenza. Era il rifiuto di giudicare non umane o comunque inferiori delle persone per le loro caratteristiche biologiche o anche etniche (il concetto di “etnia”, a differenza di quello di “razza”, ha anche un significato culturale).

Oggi invece l’antirazzismo è divenuto un’ideologia intollerante ed estrema, che è parte integrante del pensiero unico politicamente corretto, ovvero dell’ideologia dominante. Come l’omosessualismo, del resto. Come il femminismo. Come le teorie gender. Alain Finkielkraut ha definito l’antirazzismo “il totalitarismo del XXI secolo”.

Oggi il nuovo antirazzismo non si prefigge più la sacrosanta battaglia in difesa della dignità umana, ma la sostituzione dei popoli europei in nome dell’egualitarismo estremo e dell’assoluta intercambiabilità degli uomini (in perfetta sintonia con il pensiero economico del capitalismo trionfante). Coincide quindi con l’immigrazionismo.

Oggi l’antirazzista del nuovo tipo è un conformista dominato dal risentimento. Il risentimento verso coloro non accettano l’idea della mescolanza dei popoli, verso coloro che non ritengono l’uomo solo un essere universale e quindi intercambiabile, ma lo pensano anche particolare, provvisto di un’identità collettiva sempre specifica. Con un atto di furfanteria intellettuale, il nuovo antirazzista definisce tutti costoro dei “razzisti”.

Ma l’antirazzista del nuovo tipo, soprattutto, è dominato dal risentimento verso le proprie appartenenze. Odia la propria cultura, la propria storia, la propria religione, la propria tradizione, la propria identità. Quindi se stesso. Sbandierando il “rispetto delle diffferenze”, l’antirazzista ideologico parla con lingua biforcuta, perché le vuole annullare tutte nel “melting pot”, nel grande crogiolo della società a razza unica. E’ un globalista allo stato puro.

E’ perfettamente in linea con la massificazione capitalista e l’omogeneizzazione tecnico-economica operata dalla globalizzazione. E’ il profeta dello sradicamento planetario e del nomadismo felice. Il suo è un sogno etnocida, e innanzitutto etnomasochista. Perché naturalmente i primi che dovrebbero sparire nel grande crogiuolo sono i popoli europei. Non a caso l’antirazzista tipico è oggi anche abortista e denatalista. Questo nuovo antirazzista è quindi un nichilista. Sostiene un progetto che si nutre continuamente dell’odio di se stessi.

Al progetto assurdo del dominio dell’uomo bianco su tutti i popoli, tipico della modernità, si sostituisce quello altrettanto assurdo dell’estinzione dell’uomo bianco e della sua cultura, partorito dallo stesso uomo bianco decadente della postmodernità. Così il nuovo antirazzismo si trasforma nel suo apparente contrario: il razzismo. Poiché volere il popolo unico, la razza unica, l’etnia unica, la lingua unica, la cultura unica significa odiare i popoli concreti, le differenze biologiche e quelle culturali. A cominciare dalle nostre.

Hitler nel suo folle sogno voleva la “razza ariana” pura. L’antirazzista ideologico vuole la razza unica meticcia. Nichi Vendola ha avuto almeno il coraggio di teorizzarlo apertamente: “Il progresso passa dalla mescolanza delle razze”, ha detto. Gli altri progressisti politicamente corretti lo pensano, ma non sempre lo dicono. Spesso sono gli stessi che si battono per la “biodiversità” naturale e che si scandalizzano per l’estinzione del panda. Si impegnano per la salvaguardia del panda, ma vedono di buon occhio l’estinzione dei popoli europei. In entrambi casi, nel razzismo e nell’antirazzismo ideologico, è palese l’odio per la diversità, per le identità, per le differenze, per la molteplicità, per la pluralità.

Anche la Chiesa cattolica – che sempre nella sua storia ha combattuto l’idea che esistessero razze inferiori – ha sposato dopo il Concilio Vaticano II questo egualitarismo etnocida. Con Bergoglio siamo all’estremo di questo processo, che è poi la ricaduta sociopolitica di quell’ecumenismo interreligioso che ha appiattito le specificità del cristianesimo sugli altri monoteismi, ebraico ed islamico, strizzando l’occhio persino al paganesimo politeista.

Se il razzismo è una forma di etnocentrismo che assolutizza il particolare a scapito dell’universale, l’antirazzismo ideologico assolutizza l’universale a scapito del particolare. Ma l’uomo, come diceva anche Ernst Nolte, è al contempo un essere particolare e un essere universale, perché è solo a partire dalla sua particolarità che può aprirsi all’universalità. Senza la sua particolarità, non sarebbe nessuno. Se il particolarismo senza apertura all’universalità può divenire disumano, l’universalità senza rispetto del particolare è sempre inumana. Viviamo nell’epoca dell’inumano.

Fonte: Radio Spada

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  1. Umberto 5 mesi fa

    “Odia la propria cultura, la propria storia, la propria religione, la propria tradizione, la propria identità”

    Che, purtroppo per costui, sono inesistenti, o comunque nemmeno lontanamente paragonabili alla sua. E’ la pura invidia il motore dello sbandierato “antirazzismo” che nulla ha a che fare col termine in oggetto. Siamo alle solite, ossia al capovolgimento e alla mistificazione del linguaggio. Ogni parola o frase che esce dalla fogna creatrice dei miti nel mondo occidentale, corrotto fin nelle midolla, significa l’ esatto contrario di quanto dovrebbe. Tutti alla riscossa contro la normalità, proprio perché si rifiuta – e si sa bene che è affare sporco – la propria pseudo identità acquisita per protagonismo e subdolo tentativo di imporre la perversione. Negri, froci, lesbiche, ecc. Adesso sto iniziando a vedere che si sta tentando di porre in atto un abominio ancor più squallido: ci si sta provando con la disabilità, profittando delle disgrazie si vuole creare un “partito” di gente con protesi costose di derivazione militare, sempre con l’ unico scopo di dividere le genti in fazioni, generando odio e disordine tra le stesse.

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  2. Giorgio 5 mesi fa

    Ci sono due teorie circa la comparsa dell’uomo sulla Terra, quella creazionista e quella evoluzionista, quest’ultima però non è mai riuscita a spiegare come si siano diversificate le razze in precisi luoghi del pianeta e come si sia arrivati alla sessualità.
    La prima, quella creazionista, sottintende una volontà superiore che giustifica quindi le differenziazioni, ora ci sono gli enfiteuti della “intellighentia” che si ritengono superiori agli Anunnaki, o chi per loro, che hanno deciso di annullare ogni differenziazione adottando il letto di Procuste od il detersivo del pulcino nero (Calimero).
    E poi c’è E. Orso che si meraviglia della volontà dei comunisti suoi ex compagni (??).
    L’ antirazzismo è l’emblema della DEMENZIALITA’.

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    1. Umberto 5 mesi fa

      Penso proprio che abbiate scritto le cose più corrette. In quella direzione si muoveva il mio intervento. Insomma, l’ elemento più valido, indispensabile e giusto è proprio la diversità, che permette ad ogni singolo, che sia uomo, animale o altro, il miglioramento dell’ insieme. Invece il direttore d’ orchestra non fa altro che acuizzare e accentuare lo scontro per arrivare all’ obiettivo di totale omologazione e standardizzazione delle miriadi di miriadi di spettacolari singolarità, appiattendone verso il basso l’ amalgama, ovviamente.

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      1. Citodacal 5 mesi fa

        Infatti. L’egualitarismo, assai differente dall’eguaglianza, tende per logica verso il basso seguendo una sorta di appiattimento inerziale. Questo movimento è doppiamente diabolico; se in una visione pluralista il principio più elevato ha il compito di ispirare quello meno elevato (questo dovrebbe essere, ad esempio, il principio dell’educazione secondo il noto aforisma per cui un buon maestro forma discepoli che lo superino), nell’appiattimento omologante questo slancio niente affatto facile, né per il maestro, né per l’allievo, viene spezzato, e tuttavia i furbetti del quartierino trovano egualmente il modo di ergersi nemmeno a oligarchia “migliore”, bensì a depositari del progresso, disprezzando chi non è tale (ovvero quanto è accaduto nei confronti del voto Brexit, Trump e Riforma costituzionale, ove la sinistra al caviale ha ampiamente addossato le responsabilità alla classe subalterna ed ignorante; e se fossimo in un mondo che preservi ancora un barlume di logica autentica, sarebbe dovuta essere piuttosto un’autocritica, essendo stata proprio quella sinistra medesima incapace di farsi comprendere dall’elettorato che tradizionalmente rappresenterebbe, oppure avendo cercato d’impartire ad esso un insegnamento di scarso livello – soprattutto questa seconda circostanza). In buona sostanza, l’appiattimento al basso produce come risultato finale una ulteriore discrepanza tra i due poli naturali, invece che favorirne l’integrazione sociale e funzionale: volendo evitare l’arroganza e lo strapotere di chi primeggia, finisce con lo stimolare l’arroganza collettiva, oppure la sua mediocrità, ove i personaggi meno raccomandabili sguazzano come pesci.
        Bisogna tuttavia tenere conto anche del fatto che un eccesso d’individualismo ha prodotto esattamente quella tendenza ad essere arroganti, elitari e strapotenti che non infrequentemente si riscontra in chi intenda primeggiare soltanto “pro domo sua”, o per diritti ereditari acquisiti, così com’è accaduto con la decadenza della nobiltà (e in ciò mostrando di non essere affatto eccellenza nel senso più ampio, morale ed etico del termine). Venendo a mancare la consapevolezza che il “primo” abbia doveri nei confronti del secondo, come dell’ultimo, si esacerba occultamente anche la spinta alla competitività più estrema, oppure all’apatia. Dopodiché è come il classico serpente che si morde la coda.

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        1. Umberto 5 mesi fa

          Uguali su certi “livelli”, per riconoscerci e andare d’ accordo; diversi su altri, per confrontarci e migliorare. Occorre non invertire ruoli e direzioni, né perdere di vista il quadro descritto nel suo equilibrio d’ insieme, altrimenti si finisce per distruggere quanto di buono si costruisce con immane fatica, facendo il giuoco dell’ avversario di tutti e di Tutto.

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  3. PieroValleregia 5 mesi fa

    salve
    grazie al mio passato di sottufficiale MM, ho avuto l’opportunità di visitare e conoscere dal vivo, tante nazioni, popoli, usanze,
    culture, cibo, religioni, manifestazioni di ogni tipo, totalmente diverse o, a volte, simili alle nostre.
    Considero questo come un privilegio personale ma anche un bene di tutti, bene che deve essere tutelato, mantenuto e incentivato.
    Chi vuole eliminare tutto questo è un razzista, un delinquente e, sopratutto, un IGNORANTE della peggior risma.
    Come scrive giustamente Giorgio, se siamo migliaia di razze diverse ci sarò pure una ragione, un motivo, un progetto Divino.
    Perchè così deve essere e così deve restare. PER SEMPRE. e per il bene di tutti
    saluti
    Piero e famiglia

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    1. Umberto 5 mesi fa

      E’ proprio così, signor Piero. Si vuol dare una mano spessa di grigio atono tendente al nero per ottenebrare uno stupendo arcobaleno pieno di vita e moltitudini immense proiettate verso la felicità. Tenere duro è l’ imperativo roccioso che si contrappone al baratro senza via di risalita, purtroppo camuffato dalle più accattivanti proposte. Non dimenticando in alcun tempo che siamo sempre più numerosi e abbondanti di quanto si voglia far credere.

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  4. Tania 5 mesi fa

    Mi ha sempre stupita come i 7 miliardi di omuncoli terrestri, tutta roba della stessa specie, si spertichi nella ricerca della differenziazione, quando poi questa specie, unica, solo nella convivenza, nella vicinanza, in numero limitato di altri della stessa specie riesce/e/deve rapportarsi, no? Quelli lontani che contano? Niente, se non un concetto mentale, o una nuvola, che se staziona diventa importante, se solo passa e se ne va che conta?

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    1. Citodacal 5 mesi fa

      Evidentemente sfugge la presenza d’una componente genetica e biologica, che non può essere scelta alla nascita (benché qualcuno s’arrabatti ora nel cercare il farlo) e di cui l’uomo, gli piaccia o no, non è il creatore. Da questo punto di vista la differenziazione e la varianza sono della massima importanza, poiché favoriscono e consentono il perpetuarsi della vita, almeno a livello biologico; ma anche in ambito culturale, intendendolo non come la banale prolusione delle proprie opinioni, spesso assai poco ponderate e alquanto fatue, la diversità riveste una importanza fondamentale: dimentichiamo, o non siamo affatto in grado di percepire, che latitudine e longitudine, lungi dall’essere mere coordinate geografiche, pongono condizioni oggettive perché possano e debbano svilupparsi culture, civiltà e forme di pensiero i quali, al di là delle diversità nella forma, riescano ad essere al contempo universali e particolari: o meglio, sappiano cogliere l’universale attraverso il particolare (ciò che in termini mistici è il trascendere il molteplice per riconoscere l’Uno).
      In questo senso quindi, sono proprio certe considerazioni d’ordine prettamente e immediatamente individuale a contare meno di zero, sempre che non ci si voglia cimentare nel giocare a fare i demiurghi, o al contrario rimanere confinati al proprio ego accidentale, contingente e passeggero.

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      1. Giorgio 5 mesi fa

        Non so cosa pagherei poter trasferire il suo ragionamento e quello di Paolo all’interno della cavità cranica dei politicamente corretti.

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      2. Umberto 5 mesi fa

        Perfetto, esattamente.

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  5. Paolo 5 mesi fa

    L’universalita’ che non rispetta le particolarità non è inumana è diabolica, spersonalizzando le peculiarità dei popoli e degli individui si attua l’annichilimento umano, della sua dignità la cui naturale conseguenza è una marmellata schiava e insipida.Tutto ciò è in palese contrasto con le caratteristiche dell’uomo e dell’istinto naturale di conservazione: come chiamare questo abominio?(intanto gli italiani muoiono assiderati)

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  6. Tania 5 mesi fa

    Rimango della mia idea, ogni essere umano diventa della tipologia di quelli che nascono e crescono nello stesso luogo in cui lui nasce, se lo facciamo nascere in un altro luogo forse non lui, ma i suoi figli certamente prenderanno le caratteristiche degli abitanti di quel luogo per superarne le difficoltà, poi logicamente si deve nascere sani, siamo tutti UGUALI, siamo tutti della stessa specie, è una specie che poi si differenzia a seconda dell’ambiente, degli usi e costumi, è inutile cercare razze superiori, siamo tutti UGUALI, ed è pure inutile, stupido, dannoso, CRETINO, pensare che possiamo vivere tutti alla stessa maniera su un pianeta che è tanto diverso per clima nella sua estensione globale, non solo, questa “specie” si adatta e si differenzia anche solo nello spazio di qualche chilometro perché le forme di vita su questo pianeta questo lo sanno fare, sono predisposte agli adattamenti, figurarsi un intero pianeta, ma per favore!
    Scusate se non dico le cose come voi, ho capito cosa volete dire, in fondo anch’io la penso uguale, forse diciamo la stessa cosa, io detta malissimo, ma mi sembra la stessa vostra.
    In ultima analisi chi ci ha inventato sapeva bene cosa saremmo stati in grado di fare, è per questo che ha messo dei lucchetti alla mente… In ultima analisi, se i nostri inventori se ci vogliono tutti in un certo modo vuol dire che sanno di poterlo ottenere, quei lucchetti li hanno messi belli robusti…
    Peccato per loro che io i miei li ho fatti saltare e sono libera di essere e di dire ciò che mi pare e piace… Io mi sento più forte del Dio più potente dell’Universo, perché fino a prova contraria mi si deve dimostrare il contrario, no?

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    1. Tania 5 mesi fa

      La cosa più ridicola dell’omuncolo terrestre è la pretesa di voler forgiare il suo prossimo a tutti i costi, che noi non ci lasciamo forgiare, noi proprio desideriamo essere come quelli che avviciniamo, ma possiamo anche non desiderarlo, non averne bisogno, no?
      Siamo talmente “tutto” e il suo contrario che a volte penso quanto sia inutile fare classificazioni, servono solo per avere potere, che altro?

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  7. Tania 5 mesi fa

    Ricchezza, miseria, creatori, la loro creazione, potenti e sudditi, padroni e schiavi, esseri superiori e esseri inferiori, razze predestinate al potere, razze superiori e razze inferiori, che palle con queste palle millenarie, non se ne può più!
    Anche fossimo l’invenzione di qualcuno quel qualcuno chi è? Ma vada a farsi fottere! Lui di chi è la creazione?

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    1. Tania 5 mesi fa

      Certe domande sono alquanto inutili, sceme, sapendo che non ci sarà mai risposta, quindi chi ci viene a parlare di “creatori” intanto ce li presenti di persona, altrimenti senza risposte concrete, vada a farsi fottere!

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      1. Tania 5 mesi fa

        Tutto questo naturalmente si scontra con il fatto che da DNA abbiamo bisogno di “sapere”, ed ecco il romanzo umano…
        Ecco l’elenco di cui sopra.

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      2. Citodacal 5 mesi fa

        Qualcuno le ha mai presentato di persona un’onda elettromagnetica, oppure una particella subatomica come i muoni o i barioni, magari con decadenza in tempi inferiori a 10 alla meno 23 secondi? Dovrebbero andare a farsi fottere pure coloro che affermano di averle riscontrate?

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        1. Tania 5 mesi fa

          Direi di si, se non servono ad arrivare a certi risultati, cosa serve tutto questo sapere per poi vivere come primitivi, poveri, senza futuro?
          Se pochi sanno, a che serve? Quale è lo scopo ultimo della nostra esistenza, vivere per pochi “eletti”? Eletti da chi? E noi bestie da lavoro, perché? E’ questo la particella subatomica come i muoni o i barioni, magari con decadenza in tempi inferiori a 10 alla meno 23 secondi? Devo commuovermi per la notizia strabiliante?

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          1. Tania 5 mesi fa

            Scusi, mi sono dimenticata di dirle chi sono, io sono Dio. Mi perdoni per la disattenzione, se può.

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        2. Giorgio 5 mesi fa

          Questa non l’ho capita!

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          1. Citodacal 5 mesi fa

            @Tania
            Ah, ma quest’ultima risposta chiarisce molte cose! Io invece sono la Madonna… (massì, ora prendo le pilloline giornaliere)

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          2. Tania 5 mesi fa

            Le ho dato un voto positivo per errore, Le volevo dare l’altro, Giorgio ha capito più di Lei che non ha capito niente, La facevo più intelligente, è solo piena di boria e manca totalmente di ironia, oltre che di curiosità, che invece Giorgio ha dimostrato, meglio lui mille volte di Lei…

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  8. Tania 5 mesi fa

    Un giorno ho visto il comunismo, quello vero, ero in ospedale per un intervento pesante, ero parecchio giovane, l’equipe medica era composta dal barone che non c’era mai (MENO MALE! Era solo un povero fascista) quindi in reparto erano presenti il suo braccio destro e una serie di dottori tra cui uno veramente incapace ma figlio di un potente signorotto della città…
    Tutte volevamo essere operate dal più bravo, tutte avevamo il terrore di finire sotto le mani dell’incapace, ma infatti con una scusa all’apparenza credibile riuscivano sempre ad impedirgli di operare…
    Come dipendenti dell’ospedale della sanità pubblica immagino avessero poco scarto di differenza negli stipendi, compreso l’incapace, quel giorno quando sono entrati tutti in gruppo per il consueto giro di verifica ho avuto il flash, ho detto ecco, questo è il comunismo, tanti uomini con le stesse necessità e quindi con lo stesso stipendio per le necessità, ma con diversi livelli di stima, il più bravo lo cercheranno tutti, lo ammireranno tutti, lo stimeranno tutti, sarà quasi un Dio, emergerà su tutti gli altri, sarà proprio un fatto naturale, ma nulla c’entra con i bisogni di sopravvivenza che sono uguali per tutti…
    Noi non viviamo per come dovremmo vivere, noi viviamo una vita falsata, questa è la nostra vera vita…

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  9. the Roman 5 mesi fa

    Fu Leon Bronstein , in arte Troszky, a coniare il termine razzismo ed ad usarlo per stigmatizzare chi opponeva una visione identitaria nazionale al progetto internazionalista della ” dittatura del proletariato” . Che consisteva nell’ uso delle masse non abbienti da parte di un elite cosmopolita nelle nazioni europee. Sostituendo il proletariato con le ” minoranze oppresse” la stessa elite cosmopolita’ intende imporre la sua egemonia. L’ antirazzismo e’ un totem a custodia di un ideologia che garantisce copertura ai concreti interessi di questa elite , che mediante il rimescolamento forzato dei popoli vuole prevenire una possibile coesione di forze in grado di esprimersi unitariamente. Negando ideologicamente l’ esistenza di razze e nazioni etniche, i globalisti validano come modello unico ,il sistema mercantilistico finanziariamente centralizzato. Senza nazioni, senza confini ma dipendenti dal potere economico della banca mondiale. I realta’ le razze esistono, e hanno interagito tra loro attraverso i secoli, a volte opponendosi ,a volte mescolandosi. Gli uomini di ogni razza dovrebbero essere liberi di scegliere il proprio destino ,apparentandosi tra di loro in base ai propri gusti o inclinazioni, oppure respingere chi non si ritiene desiderabile o compatibile. Ogni popolo dovrebbe avere il diritto di autodeterminarsi e di decidere con chi condividere il proprio spazio vitale. Dei falsi precetti morali ci stanno derubando delle nostre nazioni. In questo gli europei sono veramente uniti. Uniti dall’ essere fottuti.

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    1. Citodacal 5 mesi fa

      Per poter affermare che le razze non esistano, occorre inoltrarsi nella trascendenza, il che non si opera come scartare una caramella; viceversa, si resta invischiati in una dichiarazione formale, che spesso scivola nel sentimentalismo, nell’utilitarismo, o nel buonismo fini a se stessi. In questo senso gli stessi partiti potrebbero essere definiti come razze politiche, o le visioni filosofiche come razze di pensiero; potremmo anche considerare razze alimentari i differenti regimi dietetici determinati dall’ambiente, o dalla fisiologia. Il problema nasce laddove si voglia giudicare, aprioristicamente o unilateralmente, superiore una razza all’altra. Ciò ch’è meglio per me potrebbe non esserlo per un altro, ma in senso assoluto il mio meglio non è detto che sia meglio del suo e viceversa. Vi sono etnie che vivono in uno stato tecnologicamente arretrato rispetto agli standard occidentali, come i Dogon africani e certe popolazioni d’aborigeni australiani, e tuttavia posseggono una elevata e forte cultura tradizionale, nonché una cosmologia e conoscenze astronomiche estremamente articolate, le cui valenze religiose e trascendenti difettano nell’attuale cultura massificata occidentale (che le rigetta come credenze superstiziose, senza tuttavia voler spiegare il rigore e la coerenza che esse posseggono di fondo, laddove ad esempio siano coniugate con una approfondita conoscenza dell’astronomia, o di certi cicli naturali).
      In questo ambito la mania sincretista sta producendo più danni che altro, poiché piuttosto che comprendere le differenti peculiarità culturali, cerca di assimilarle al medesimo concetto (peraltro spesso nemmeno avendolo sufficientemente chiaro nella sua identità reale); può essere certo possibile scorgere la stessa finalità dietro la mitologia dei Dogon e quella della Völuspá o dell’Hávamál, ma occorre anzitutto comprenderne bene le differenti forme espositive e culturali, e aver ben chiari gli archetipi universali: diversamente, aumentano le possibilità di farne uscire un frullato privo di profondità, e acriticamente buono per tutte le stagioni.

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  10. Tania 5 mesi fa

    Continuo a non capire questa ostinazione a parlare di razze quando noi siamo la razza umana, che comprende la possibilità di essere tutto e il suo contrario, non fosse così allora si che avremmo una razza buona, una cattiva, una dolce, una aggressiva, ma noi siamo gli stessi ad ogni latitudine e longitudine! Un neonato piange uguale in ogni angolo del mondo, ed è bambino, adolescente, adulto, uomo, vecchio, sempre con le stesse caratteristiche in ogni angolo del mondo!
    Ma per favore, parliamo delle cose come stanno, e stanno che sull’intero pianeta alcuni esseri umani (razza umana) prelevano dal loro magazzino DNA la parte nero pece, la peggiore, la più letale, per avere POTERE e per fare il DENARO, alcuni di noi concepiscono il rapporto con gli altri solo come rapporto di forza, sono uomini con tare mentali indiscutibilmente tremende, fanno male a loro stessi così pieni di paure, e fanno male agli altri, e sono ovunque, e hanno tutti i colori della pelle, e sono ricchi e sono poveri, ma mentre per i poveri ne rappresentano una percentuale, i ricchi lo sono al 100%!
    Ed è talmente vero tutto questo che in ultima analisi si potrebbe arrivare a dire che appunto perché unica razza, a lavorarci bene sopra, furbescamente, e con ogni mezzo possibile a disposizione, il 100% dell’umanità, cioè TUTTI, potremmo alla fine estrapolare dal nostro DNA solo la parte nero pece, la peggiore, la più letale, no? Dove sta ascritto che non può succedere? Basta guardarci, come ci comportiamo, chi votiamo, cosa diciamo, e tutto torna perfettamente…
    Ci aggiungiamo che questa razza umana ha il bisogno dell’omologazione con i suoi simili, ed eccoci qua, messi maluccio assai assai in ogni latitudine e longitudine, al mare ed in montagna, non vedo “razze speciali” in giro, sarò cieca…
    Vedo omuncoli che si autoeleggono “razza speciale”, “popolo eletto”… MAH, SARA’… Qui diciamo che c’è chi ci prova a sparare cazzate contando sul fatto che gli altri diano il loro consenso…
    E tutto questo non c’entra un piffero con il fatto che solo con chi entriamo in contatto nella nostra vita quotidiana è importante per la convivenza, quelli che non vedremo mai, che non incontreremo mai, hanno la loro vita dove la vivono con quelli che contano per la vicinanza, per mettere in piedi i cosiddetti usi e costumi, è per questo che un governo unico mondiale con un unico stato mondiale non sarà un quieto vivere, non può essere un quieto vivere sereno, no? Quelli fuori di testa del potere mondiale però sanno che potrebbero mettere in piedi una roba del genere, sanno che noi in qualche modo possiamo essere imbrigliati, controllati, con uso di farmaci, e terrore, perché e’ la nostra natura a darci tutte le possibilità, e se non sappiamo censire le cose buone per noi da quelle che ci danneggiano siamo fregati, no? Che noi davvero per sopravvivere, per l’istinto di sopravvivenza che abbiamo in dotazione da DNA, che cosa siamo capaci di fare, eh?
    Quando invece tutto è solo una questione di VOLONTA’, di progetto costruttivo di una società, questo ci farebbe vivere meglio!
    Invece siamo ancora alla natura selvaggia e primitiva, aggressiva e istintiva di millenni fa, e tiriamo fuori le storie più assurde pur di non vedere in faccia ciò che siamo e cosa dovremmo davvero fare per diventare UOMINI, una razza bella!
    Personalmente non cambierei niente di ciò che siamo, noi siamo già tutto, che vuoi cambiare? Solo metterei dei paletti, dei dissuasori di porcate cosmiche che permettiamo ad alcuni di noi di fare, ecco cosa manca!
    Ancora troppo da dire ci sarebbe, intanto partiamo da questo, le fondamenta, i paletti, i dissuasori, poi tiriamo su la casa e mettiamo solo alla fine i soprammobili, no?
    Troppo semplice, vero?

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    1. Tania 5 mesi fa

      Correggo :
      Personalmente non cambierei niente di ciò che siamo, noi siamo già tutto, che vuoi cambiare? Solo metterei dei paletti, dei dissuasori di porcate cosmiche che permettiamo ad alcuni di noi di fare, ecco cosa manca!
      Con :
      Personalmente non cambierei niente di ciò che siamo, noi siamo già tutto, che vuoi cambiare? Solo metterei dei paletti, dei dissuasori alle porcate cosmiche che permettiamo ad alcuni di noi di fare, ecco cosa manca!

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  11. Paolo 5 mesi fa

    Il problema è che l’umanità deve ancora crescere tanto e il mondo cambia dalla consapevolezza di ognuno, i cambiamenti non si impongono così come i destini dei popoli , bene che vada ci possono essere governanti che operano per faciltare questo processo(ma non se ne vede ombra)

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  12. Tania 5 mesi fa

    Vorrei capire il perché di tanti voti negativi quando di mio non c’è niente, qualche conclusione porta le mie impressioni ma la maggioranza di ciò che dico è ciò che vedo non ciò che penso, quindi voi in realtà votate voi stessi, no? Votate l’umanità.
    Sono di origini romagnole, ragazzina stupita davanti agli usi e costumi del paese, in città vedevo altro.
    Nel paese c’era il pensiero unico, l’azione unica, pur non mancando le caratteristiche di ognuno dei paesani, c’era il generoso, l’egoista, l’allegro, il triste, il pettegolo, il riservato, l’intelligente e il cretino, pochi colti, non mancava nessuno, la cosa che mi stupiva era questa, nessuno si sposava in chiesa, NESSUNO. Mi dicevo, possibile nessuno sia credente quando perfino la mia nonna ogni 3 parole c’era un “E mi Signor”… Avevo una decina d’anni più o meno, siccome nessuno si sposava in chiesa nessuno si sposava in chiesa, ecco, tutto qui. La chiesa sempre vuota, ma mica tutti erano comunisti, dove erano finiti i fascisti, i socialisti, i democristiani? Si erano adattati all’ambiente, ecco cosa succedeva. Cioè voglio dire che la maggioranza fa testo, detta gli usi e i costumi, dopo 10 anni tutto il paese si sposava in chiesa, anche i comunisti, tutto uguale a prima ma capovolto, ecco come siamo. Mi è sempre piaciuto osservare il genere umano, e comunque non è detto che poi colga tutto perché per cogliere tutto bisogna anche essere intelligenti, diciamo che lo faccio con passione, curiosità e come posso, via!
    Tante cose mi stupivano, i documentari dove milioni di persone inneggiavano al loro Duce, battevano le mani mentre con gli occhi esprimevano ammirazione ed amore, che strani dissidenti… che, “dopo”, mi si è venuti a dire che erano tutti dissidenti…
    Mi stupiva che alla festa dell’Unità del paese ci andava tutto il paese, anche i socialisti e i democristiani e gli ex fascisti, dato che c’era tutto il paese, no?
    Mi stupiva che mia zia dirigente dell’UDI pensava uguale alla mia futura suocera democristiana incallita.
    E oggi mi stupiscono gli USA, grandiosi mentitori… Ma capisco, mi rendo conto di tutto, come possono dire la verità, poveretti?
    Tornando ai voti negativi, quale è la motivazione, dove sbaglio? Che mi piace capire.

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    1. Citodacal 5 mesi fa

      Premesso che il semplice vedere od osservare sia pressoché inesistente, poiché suscita comunque un’emozione o un pensiero – per quanto male articolati possano essere entrambi -, provi dunque a farci conoscere il suo pensiero reale e non quelle che crede siano le sue sole osservazioni (oppure umori ed emozioni, il che è un altro discorso ancora); potrebbe accorgersi che un pensiero richieda una certa dose di tempo, riflessione, assimilazione, elaborazione, sforzo, ed un periodo di gestazione per formarsi adeguatamente – insomma, non è una cosa emotivamente spontanea, immediata, umorale, priva di laboriosa fatica anche introspettiva.
      In merito ai voti negativi, non si lasci condizionare dal metro di giudizio del “mi piace, non piace”, che appartiene a quanto di più fatuo possa esistere: il consenso reale, e non tartufesco, è cosa differente dal piacere o meno: e comunque non contribuisce a formare una coscienza. Se teme di sbagliare, lo comprenda da sé in che modo; altrimenti verifichi che quanto Lei sostiene possa essere corretto (ma non perché lo crede Lei, o perché un altro glielo accredita); analizzi, vagli, approfondisca e confronti: si metta alla prova, si dia difficoltà d’indagine da se stessa, e non si accontenti della sua impressione più immediata e meccanicistica.

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    2. the Roman 5 mesi fa

      Non sono un professore. Non mi attribuisco il diritto di giudicare le persone, ma mi riservo la facolta’ di non condividere le altrui. Quello che non apprezzo in certi commenti, e’ il coinvolgimento emotivo autoconsacratorio che conferisce alle proprie osservazioni e valutazioni un aurea di superiorita’ morale. ” Tu non capisci”, ” come puo’ la gente pensarla in questo modo “, etc. ..sono allocuzioni ricorrenti nel mantra ideologico del progressismo universalista, di cui molti amano farsi paladini. ” Le razze non esistono “e ” esiste una sola razza, quella umana “, sono due concetti falsi, precetti di una ideologia, privi di fondamento scientifico. Tale ideologia si impone grazie all’ innata predisposizione umana all’ accettazione di dogmi che sollevino la coscienza e uniformino il proprio pensiero a quello benedetto dai sacerdoti, siano laici o religiosi. La forza di ogni totalitarismo risiede nel conformismo. Quando cade l’ ultimo velo di ipocrisia e cio’ che e’ falso viene riconosciuto come tale, il benevolo governo rivela la sua natura tirannica. E’ quello che sta accadendo in occidente, dove il potere ricorre alla censura , per impedire che quelli che prendono coscienza raggiungano una massa critica. Purtroppo i falsi miti universalistici sono ben inculcati e propagandati incessantemente dalle massime autorita’ civili e religiose. E’ difficile sostenere certe posizioni che sebbene siano basate su realta’ inconfutabili, vengono trattate come opinioni inaccettabili, crimini del pensiero. Esistono nella specie umana diverse razze. E’ una realta’ scientifica che non puo’ essere cambiata da nessuna ideologia. Si puo’ sbraitare, si puo’ inveire contro i razzisti xenofobi, si puo’ obbligare le persone a convivere, ma non si potra’ mai inventare un sentimento che non esiste. L’ uomo ama chi vuole e non chi gli viene imposto. Obbligare gli europei a considerare i bisogni e i desideri di popoli di altri continenti, come propri obblighi morali, e’ un crimine verso i nostri figli, che dovranno lottare per sopravvivere in una terra di nessuno, e verso i nostri antenati che hanno combattuto per darci una patria e la liberta’. Fossero rimasti a danzare intorno ad un fuoco, a fumare droghe o peregrinare commerciando e truffando, ora non saremmo invasi da masse di stranieri in cerca del nostro benessere, ma saremmo noi stessi un orda di miserabili in cerca di insediarci in nazioni piu’ evolute. E’ questo il futuro che vogliamo per i nostri figli ? Un futuro di senza patria.?

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      1. Tania 5 mesi fa

        Allora le razze esistono! Che bello, adesso allora posso finalmente dire che noi emiliano romagnoli siamo una razza diversa dai meridionali, e da tutti quelli che non sono emiliano romagnoli.
        Aaaaaah, che liberazione!
        Che momento esaltante!
        Che atto liberatorio!
        Ma allora Hitler aveva ragione. Pensa te, vedi poi…
        Ma allora anche gli ebrei hanno ragione…
        E i nobili…

        Porcaccia miseria.

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        1. the Roman 5 mesi fa

          Ogni persona ha una sua dignita ‘ , a prescindere dalla sua etnia. Sono le sue azioni a qualificarla, e’ la sua volonta’ a determinarne la bonta’ o malvagita’. La cultura della supremazia puo’ avere diversifondamenti, non solo razziali, ma anche religiosi, culturali ed economici. Sono contrario a qualsiasi forma di esercizio della supremazia, che considero una forma di violenza. Credo invece nel diritto alla liberta’ ed alla autodeterminazione dei popoli. Ritengo che ogni uomo abbia diritto a crescere i propri figli nella propria nazione, e che il popolo sia sovrano e arbitro del proprio destino. Non ho niente contro nessuna razza del mondo, ma rivendico il diritto di considerare miei compatrioti esclusivamente i legittimi eredi di sangue di quelle stirpi che l’ hanno versato per darci una patria.
          L’ Italia, sebbene imperfetta e’ la nostra patria, appartiene a noi, non e’ una zona franca, una terra di nessuno. Non un ” suolo ” ma una nazione con una storia millenaria, non una landa desolata da ripopolare di africani, ma una terra devastata da mafie nostrane ed internazionali, con milioni di poveri e disoccupati. Me ne frego di africani, asiatici e mediorientali. Combattano per la loro terra, affrontino il loro destino. Gli italiani hanno il dovere di pensare ai loro figli, alla loro discendenza.

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          1. leo 5 mesi fa

            Vorrei darti piú di un like ma non é consentito.
            Ho la certezza che il tuo commento sarebbe condiviso
            da milioni di italiani, soprattutto alla luce degli avvenimenti
            gravissimi ed irreversibili che faranno seguito a questa
            immigrazione tanto forsennata quanto irresponsabile.

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          2. Giorgio 5 mesi fa

            In linea di massima condivido la riflessione tranne il punto: “una nazione con una storia millenaria,” perché consultando un qualsiasi libro di storia ufficiale la così detta nazione esiste da soli 150 anni, infatti ad aprile andrò a votare per l’indipendenza, o come si desidera definirla, del Veneto, intendendo come tale il confine geografico della ex repubblica Serenissima.
            L’unione europea dovrebbe essere basata su una confederazione di popoli e non di regimi come quello italiano che ha invaso militarmente il così detto nord-est. E’ obbligo studiare la storia, infatti dalle mie parti non ci sono mai stati i Borboni, senza logicamente togliere nulla a quest’ultimi. Analogamente non ci sono stati nemmeno i Savoia, sudditi della corona della perfida Albione.
            In buona sostanza teste coronate, con tutto ciò che comporta, non ne abbiamo mai avute.
            Ambirei una federazione di genti che andasse sotto la definizione di Alpe Adria e che comprendesse oltre che alla Bavaria anche l’Austria, l’Ungheria e la Slovenia, ma per adesso temo non sarà possibile e l’assassinio di J. Haider è lì a dimostrarlo ed il furto della presidenza di Hofner a confermarlo.

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        2. Giorgio 5 mesi fa

          Il suo è sarcasmo fuori luogo perché i romagnoli poco c’entrano con gli emiliani ed anche se lei ha inteso scriverlo in modo ironico non sono razze, per illuminarsi può sempre consultare un glossario della lingua.

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          1. the Roman 5 mesi fa

            Dal punto di vista prettamente giuridico l’ Italia nasce come regno unitario nel 1861. Dal punto di vista storico, la comunanza di destino tra le genti italiche risale al 49 a. c. , quando con la lex Roscia venne estesa la cittadinanza a tutta la penisola. Quanto al ideale di confederazione europea da lei auspicato, mi trova in completa sintonia. Comprendo anche le aspirazioni d’ indipendenza del popolo veneto. Non biasimo chi vuole abbandonare questa cleptocrazia.

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          2. Giorgio 5 mesi fa

            La legge da lei citata, The Roman, non ha trovato applicazione fino in fondo, anche perché il potere che l’aveva emanata ha perso dominio nei territori in oggetto.
            Ribadisco, per evitare futuri equivoci, il Veneto che intendo si sovrappone al dominio della repubblica Serenissima.

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