"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il ministro della Difesa dell’Iran avverte l’Arabia Saudita: “fate un qualche stupido attacco contro di noi e vi annichiliamo”

Il ministro iraniano della Difesa, Hossein Dehghan, ha avvisato che non rimarrà senza risposta qualsiasi avventura militare dell’Arabia Saudita contro il territorio dell’Iran.
“Se i sauditi commetteranno una qualche stupidaggine, nessuna delle loro città sarà in salvo, con l’eccezione della Mecca e di Medina” (luoghi santi islamici), ha affermato Dehgham.
In questo modo ha reagito il ministro iraniano alle recenti dichiarazioni ostili fatte dal ministro della Difesa saudita, Mohammad bin Salman, il quale ha detto che l’obiettivo principale del suo paese è quello di portare la battaglia dentro le frontiere dell’Iran per contrastare la crescente influenza regionale della Repubblica Islamica dell’ Iran.

L’Iran ha denunciato lo scorso Giovedì in una lettera inviata al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Gutierres, le dichiarazioni di minaccia del ministro saudita della Difesa e ha considerato questa missiva come una chiara prova dell’appoggio fornito dalla monarchia saudita al terorrismo contro l’Iran.

Da parte sua il Ministero degli Esteri iraniano ha ribadito che l’obiettivo dell’Iran è quello di preservare l’unità del mondo mussulmano per soluzionare le molteplici crisi che si sono verificate per causa delle ingerenze straniere e della crescita delle ideologie estremiste, e che continuano ad essere nutrite per la diffusione delle idee settarie e radicali del wahabismo in Arabia Saudita.

Risulta accertato da molto tempo che l’Arabia Saudita è direttamente implicata nella fornitura di armi a vari gruppi terroristi che operano in Medio Oriente ed in Europa ed ha provveduto a diffondere la sua ideologia religiosa intollerante e radicale, il wahabismo e salafismo, mediante enormi flussi finanziari. In particolare, in Germania, poco tempo addietro erano  filtrate informazioni   dall’intelligence del paese, pubblicate dai principali media,  secondo le quali l’Arabia Saudita, il Kuwait ed il Qatar, avevano fornito aiuto finanziario ai gruppi estremisti islamici nel territorio della Germania, lo scriveva il Vesti.

Ministro Difes airaniano Dehghan

La Süddeutsche Zeitung, la NDR ed il WDR hanno informato circa l’aumento del numero delle adesioni al salafismo radicale in Germania, avvertendo che questa ideologia dispone già di oltre 10.000 seguaci nel paese.  Il servizio Federale dell’Intelligence tedesco — “Bundesnachrichtendienst”, abbreviato in BND — e l’Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione — “Bundesamt für Verfassungsschutz”, abbreviato in BfV — hanno accusato apertamente i paesi del Golfo Persico del finanziamento delle moschee, delle scuole religiose e dei predicatori islamici che diffondono questa ideologia (salafita/wahabita).

Si è accertato che l’Arabia Saudita finanzia i movimenti missionari religiosi islamici  che rientrano in una “strategia duratura per influire in Europa”, lo hanno scritto alcuni media tedeschi, “ci sono tre organizzazioni che hanno contribuito attivamente alla diffusione dell’ideologia radicale salafita in Germania (ed in altri paesi d’Europa). Sono la Lega Mondiale Islamica, fondata in Arabia Saudita; la Associazione Benefica del “Jeque bin Muhammed Al Thani”, del Qatar, la Società Patrimoniale del Risorgimento Islamico kuwaitiano — tutte proibite in Russia ed in altri paesi per il loro appoggio ai terroristi di Al Qaeda (ma consentite in Europa).

Sauditi con militari

La Deutsche Welle ritiene che alcuni membri di queste organizzazioni credono che l’informazione sia stata filtrata per mettere sotto pressione il Governo tedesco affinchè questo metta fine alle forniture di armi all’Arabia Saudita.

Questo però non è avvenuto ed anzi, con la nuova Amministrazione Trump, sia dagli USA che dai paesi della NATO sono stati rinnovati importanti contratti di fornitura d’armamenti con l’Arabia Saudita e Washington e Londra hanno consolidato i loro rapporti di alleanza.

L’Arabia Saudita viene considerata essenziale da Washington e da Londra nella strategia  per contrastare la crescente influenza iraniana nella regione e nei paesi dove vivono maggioranze di popolazione sciita, come, l’Iraq, la Siria ed  il Libano.

Fonti: Al Mayadeen

Independent.co

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

 

 

 

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  1. Mardunolbo 7 mesi fa

    Le alleanze sono talmente criminali e stupide che ci si chiede se sono mantenute da menti sane con mire che a noi sfuggono o menti decisamente bacate !
    Al di là dell’organizzazione finanziaria mondiale con i suoi scopi accertati, ci si chiede perchè alcune nazioni intendano rischiare così grosso nel mantenere assurde alleanze…

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    1. Giorgio 7 mesi fa

      Ognuno si accompagna con i simili ebefrenici.

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    2. annibale55 7 mesi fa

      assurde alleanze?…Sion.

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  2. Manente 7 mesi fa

    Ottima idea quella del ministro della difesa iraniano, Hossein Dehghan, questo si che si chiama parlare ! Ridurre in cenere la dittatura saudita che sponsorizza il terrorismo e la invasione islamista dell’Europa, è un “atto dovuto” e se è giusto salvare la Mecca e Medina, è altrettanto doveroso riportare il Kuwait ed il Qatar all’età della pietra. Una volta spezzato il sodalizio criminale fra Islam radicale ed anglo-sionismo, un mostro creato per terrorizzare e mantenere sotto ricatto I popoli europei. medio-orientali e non solo, il mondo intero diventerà un posto migliore !

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    1. polifemo 7 mesi fa

      quoto!

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      1. Mardunolbo 7 mesi fa

        ari-quoto, pure io ! Il piccolo problemino è che la Rabbia -israelSaudita è alleata con gli Usa….
        Con tutte le conseguenze , non importa quale abbia iniziato per primo.
        Comunque, una nazione che si rispetti ha politici che si rispettino, ed il ministro iraniano è di certo tra questi, a prescindere dallo scoppio di una guerra!
        I politici , funzionari di una nazione che ragionano SOLTANTO in base alla paura di un conflitto, sono solo dei vermiciattoli. E noi, in Europa, lo sappiamo bene, perchè ne abbiamo tanti !

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    2. mimmo 7 mesi fa

      chiudiamo le ambasciate e mandiamo i diplomatici a fare un lavoro più produttivo.
      Per fare e parlare come Hossein Dehghan sarebbero buoni tutti, tanto non è una sfida ad un duello.
      Quelli che manda a morire non sono nemmeno suoi familiari.
      Non è un caso che tutti i martiri islamici sono umili servi della gleba,mica principi e califfi e/o similia.
      Questi ultimi se ne fottono delle vergini in premio e dei paradisi, che loro hanno già in abbondanza.
      C’è un tempo per la diplomazia, ed uno per la guerra…

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      1. Mardunolbo 7 mesi fa

        Certo, Mimmo ! Ma la paura di guerra è proprio, sempre , quella che frega chi ce l’ha ! La paura di reagire in una qualsiasi situazione della vita, impedisce di prendere la decisione più giusta !
        Comunque, al di là di ovvie considerazioni che chiunque conosce, ciò che non si conosce è che le popolazioni arabe, come quelle cinesi e molti di cultura più rude della nostra, non hanno la paura che affligge i popoli europei infarciti del benessere e della pancia piena. Ciò fa’s’ che abbiano + coraggio e possano farsi sentire meglio.
        Va tranquillo che gli iraniani, politici compresi, non sono mammolette e c’è un generale-ombra, in Siria, che gira tra le truppe anti-terroristi per indicare dove agire.
        Napoleone , come Rommel, erano sempre sul campo per esaminare la situazione e per questo motivo raggiungevano spesso la vittoria delle battaglie.
        Non avevano la paura che attanaglia invece, molti e che imedisce di avere una visione più serena della situazione ! Tutto qui, e non è poco, ma è fondamentale per riuscire ad reagire nel modo più opportuno valutando al meglio le circostanze. La paura è un sentimento e come tale, come la temerarietà, impedisce la migliore valutazione…
        Spero di essere stato chiaro.

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        1. Mardunolbo 7 mesi fa

          ….altro esempio è la valutazione della vita degli immigrati clandestini : ben diversa dalla nostra !
          Mentre politici e poveri infarciti di tv stanno a sgomentarsi e piangere sulle vite spente dal mare , di immigrati, pochi riescono a comprendere che la valutazione dell’importanza della vita, per loro è uguale quasi a ZERO !
          Il fatalismo e l’accettazione di quel che Allah invia fa parte della loro cultura e dobbiamo smetterla di esaminare tutto, sempre , con i nostri parametri che sono ben differenti sia per religione, sia per cultura, sia ,ORA, per la pancia piena e la vita comoda !
          Bisogna , forse, girare un po’ di più nel mondo per capire le differenti mentalità , oppure senza bisogno di girare, basta cercare di capire di più i valori di altre persone e si vivrebbe meglio, noi e quelli (a casa loro!)

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          1. mimmo 7 mesi fa

            caro Mardunolbo, siamo d’accordo… 🙂

            Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno,
            chi non ha paura muore una volta sola”

            il punto è che, deontologicamente ,una persona nella posizione di Hossein Dehghan non “deve” usare
            quel linguaggio.
            Tra l’altro si mette sullo stesso piano di quei buffoni degli yankies che usano il linguaggio
            ollivudiano dei film western.
            Una vera esibizione di bulletti da strada.

            Gli islamici hanno poca considerazione della vita?

            Non voglio apparire, inutilmente, come un esibizionista ma ho vissuto due decenni all’estero ed ho potuto
            apprezzare le qualità umane di una infinità di tipologie umane
            (parlo di un periodo in cui in Italia non c’era l’abbondanza di diversità razziali che abbiamo oggi).

            Non ti sto parlando di una conoscenza superficiale, ma di vero e proprio cameratismo.

            So di poter affermare con assoluta certezza che la gente comune, a prescindere dalla razza,
            è affratellata da qualcosa che travalica i confini delle rivalità di religione e politica.

            Una fratellanza che è continuamente minata dal tipo di discorsi come quelli che fomentano ed incoraggiano
            la “risolutezza” e la “intransigenza”.
            Di questo non abbiamo bisogno.
            Se fossi costretto a prendere una arma per uccidere un “nemico” sarebbe tremendo
            per me scegliere da che parte sparare.

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          2. Citodacal 7 mesi fa

            @MImmo
            Più d’una decina d’anni fa udii in televisione la testimonianza di gente comune che viveva in una zona della Palestina, ove coabitavano cristiani, musulmani ed ebrei. Dicevano: “Andiamo d’accordo l’un l’altro, ciascuno seguendo le proprie tradizioni e cercando di metter in comune l’esperienza quotidiana per poter vivere. I miei figli giocano con i loro figli. Nessuno si sogna di voler imporre i propri costumi; cerchiamo piuttosto di comprendere quelli diversi dai nostri per rispettarci reciprocamente, perché ciascuno segua ciò per cui e con cui è nato. Però da quando i nostri governi o rappresentanti hanno esasperato le cose, anche tra noi sta iniziando a calare l’odiosa ombra della diffidenza”. Questa ingerenza che il potere formale esercita “dall’alto” è terribile: avvelena i cuori e offusca le coscienze. Vi furono momenti storici in cui, nella Spagna medievale, anche i dotti delle tre religioni monoteiste discutevano di problemi teologici senza animosità, o faziosità pregiudiziale (i veri mistici, poi, si sono sempre intesi, a prescindere dal sistema di riferimento; basti pensare che ai funerali di Rumi parteciparono addolorati fedeli musulmani, ebraici e cristiani). Non si tratta di stupido e formale sincretismo (come vorrebbero certi esegeti moderni dell’aria fritta), quanto piuttosto di comprendere, a livello metafisico, quel che in ambito semantico si traduce nell’esprimere lo stesso concetto con termini lessicali differenti: e lo spirito genuinamente devoto si percepisce come il calore del Sole, a prescindere dalla posizione da cui irraggia.
            L’attuale Dalai Lama scrisse che, per chi professa con sincerità una certa religione, sia corretto considerarla la migliore per se stesso, per la sua struttura esistenziale, per il fatto che è nato entro una cultura e non altrove, perché altrimenti non la seguirebbe con serietà profonda; ed il responsabile della comunità sufi di Milano scoraggia chi chiede di far parte della confraternita soltanto per senso “esotico”, o perché superficialmente non prova piacere o entusiasmo (elementi peraltro edonistici che nulla spartiscono con una reale introspezione) a praticare la religione nella cui tradizione è nato.
            Concordo dunque appieno col fatto che non abbiamo alcun bisogno d’incoraggiare una risolutezza da avventurieri e un’ottusa intransigenza da oppressori. Se vi è un nemico – perché è lui a scegliere di volerlo essere – è proprio colui che alcuni hanno definito “miscredente” nel senso di non avere più nessun riferimento profondo (non importa quanto laico o religioso possa essere) verso la dignità dell’uomo e del Trascendente: non è dunque la differenza espressiva dei valori, bensì la loro totale e architettata assenza a far crescere il deserto umano. Ed è evidente quale questa assenza sia, e come stia operando per trascinare entro il suo gorgo – anche attraverso la discordia e l’opposizione provocata ad arte – ogni forma che ancora miri a qualcosa di interiormente eterno.

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          3. Giorgio 7 mesi fa

            Sono risoluto ed intransigente, animoso e faziosamente pregiudiziale.

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  3. mimmo 7 mesi fa

    @Citodacal

    pazzesco che ancora in tv si potessero ricevere questo tipo di informazioni.
    Un collega palestinese mi confermò la stessa cosa che riferisci;
    le torri erano ancora in piedi,
    ma evidentemente la semina della zizzania procedeva già da tempo…

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    1. Citodacal 7 mesi fa

      Forse erano due decine e passa d’anni (la memoria analitica talvolta si adagia…), ma comunque non si parla di mezzo secolo fa. In merito alla zizzania, ricordo le parole di un mio amico, ed anche queste parecchio tempo fa: “C’è gente che si sveglia al mattino e si prepara per combinare qualcosa di buono; c’è chi invece si alza col preciso e volontario intento di danneggiare il prossimo”. Pensare che alla seconda categoria appartengano soltanto gli esponenti della criminalità ordinaria e conclamata è un errore di prospettiva piuttosto grossolano. Esistono menti che maneggiano il potere e trascorrono la loro vita programmando semine di zizzania, da cui sanno che otterranno vantaggi (ma sempre fino a un certo confine…); non dovremmo pensare alla discordia e al malessere sociale come a qualcosa di sporadico, che ogni tanto compare nella testa di qualche psicopatico a crear disturbo passeggero: se la madre degli imbecilli è sempre gravida (ed è doppiamente inquietante, poiché richiede anche i soggetti che la ingravidino), le fucine dell’Inferno non vengono mai spente.

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  4. leo 7 mesi fa

    Non vedo l´ora che quegli sfaccendati di sceicchi immersi nello sfarzo e nel lusso
    e massacratori dei loro simili, comincino a soffrire le pene dell´inferno. Se poi qualche
    missile fa tabula rasa dell´altro stato canaglia guidato da sion, allora per il pianeta
    esisteranno le premesse per una nuova era deprivata da quello che é il cancro dell´umanitá.

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  5. Mardunolbo 7 mesi fa

    Mi sembra proprio, che in virtù dei commenti che piano,piano si elaborano e si espongono meglio i concetti, siamo tutti d’accordo, Mimmo, Citodacal ed altri !
    Del resto commentare esprimendo, alcune volte, degli stati d’animo che escono a certe notizie, non riesce a chiarire subito quel che si intende dire…
    Ottimo ! Mi fa grande piacere !

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