"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il Jerusalem Post lancia l’avvertimento: “Ci sarà una guerra, una grande guerra”

by Umberto Pascali

Il mondo arabo ha visualizzato  l’assassinio dell’ambasciatore russo ad Ankara come la scintilla per un 3 ° guerra mondiale?”
L’avvenimento del 20 dicembre viene visto con entusiasmo dal Jerusalem Post che cita il corrispondente di Al Jazeera Faisal al-Qaseem: “Se si pensa che l’assassinio dell’ambasciatore russo sia stato un evento pericoloso, basta poi aspettare che qualcosa di dieci volte più pericoloso sta per accadere nel prossimo anno. Il mondo sta per girare a testa in giù “.

Per il Jerusalem Post, il killer dell’ Ambasciatore Karlov sarà considerato un eroe come Gavrilo Princip, l’assassino del Granduca Francesco Ferdinando, e così egli sarà seguito da molti nel mondo musulmano.

Questo è, naturalmente, un fatto anche penalmente auto incriminante, di più che una ammissione (una confessione?) Tanto che il New York Times evoca uno scenario simile alla prima guerra mondiale …

Ma, mentre l’intenzione dei mandanti si dimostra palese, non siamo sicuri che avranno la capacità di farlo. Gli autori del pezzo criminale, Yasser Okbi, e Maariv Hashavua, non hanno alcun problema a mostrare la loro soddisfazione personale per l’assassinio; e sembrano avere sostenuto il compito di spingere per una conclusione positiva dell’operazione, vale a dire, l’escalation verso una guerra. Possibilmente utilizzando ciò che resta dei loro terroristi, per farli scatenare al di fuori della loro area. Loro si vantano circa quello che sembrano già sapere, ovvero che ci sarà una nuova ondata di atti terroristici, dieci volte più grande di quelli che abbiamo visto fino ad ora …
Chiaramente la cricca che ha organizzato la rivoluzione colorata, le primavere arabe, le guerre locali – sembra più determinata che mai a scatenare una guerra più grande.

Mentre una coalizione crescente si batte per la pace e per lo smantellamento dell’arsenale nucleare accumulato dai neocon, la guerra, la vera guerra sembra essere l’ultima opzione che questi circoli bellicisti hanno come loro risorsa. Questo è il motivo per cui la guerra irregolare ( vedi terrorismo) viene ri-indirizzato contro l’Europa. Questo è il motivo per cui vogliono provocare una esplosione sociale ed etnica in Macedonia per farla espandere al resto dei Balcani, ora …e dopo.
L’elite dominante degli Stati Uniti è stata costretta a procedere in un modo diverso e a sganciarsi a loro volta dall’apparato di potere delle dinastie dei Bush / Clinton, e con questo ci sono molte probabilità di sfuggire al baratro.

La Francia si potrebbe liberare dalla ipoteca dei Sarkozy / Hollande, l’Italia potrebbe allontanarsi dalle catene imperiali neoliberali delle marionette degli USA. Anche la Germania potrebbe allontanarsi dalla stupidità masochista che ha dominato la loro politica con la Merkel e trovare la via del ritorno a un leader razionale come Kohl o un Gerhard Schroeder …

Così i pazzi criminali comunemente noto come neo-cons o liberali imperialisti stanno contemplando la loro obsolescenza, e sono pronti a fare qualsiasi cosa per mantenersi al potere. Saranno in grado di avere la capacità di fare qualcosa? Saranno i paesi dell’Europa, quelli del Medio Oriente far loro capire che hanno questa capacità?
Gli europei, in particolare, devono essere molto attenti a non cadere nel pendio scivoloso e suicida e della stupida ostilità nei confronti della Russia. Le prossime settimane saranno un periodo caratterizzato da un vuoto relativo del potere ufficiale e da una relativa mancanza di responsabilità facilmente rintracciabili.

Pezzo dal Jerusalem Post :

“… Alcuni sono ora ad interpretare questi messaggi visuali come una testimonianza del fatto che siamo già nel pieno di una terza guerra mondiale …”
“… Il messaggio era chiaro: dopo che l’ambasciatore russo è stato ucciso, un evento che ha innescato una guerra mondiale nel secolo scorso, nel migliore interesse di tutti vi è il fatto di non versare olio sopra le acque agitate della Siria. ”

Coloro che hanno seguito da vicino i canali di social media arabi nelle ultime 24 ore si sono probabilmente già compreso che il mondo arabo è diviso in due campi di combattimento: un campo condanna con forza l’assassinio, come sembra essere finita  male la lotta in corso dei ribelli e / o giocare a destra nelle mani del regime di Assad, mentre l’altro campo si sta  fondamentalmente gongolando.

Molti nel mondo arabo ha adottato l’immagine del killer come l’immagine del loro profilo su piattaforme di social networking come Twitter e Facebook, esprimendo il loro sostegno del suo atto brutale.

Poi ci sono quelli che parlano di evento drammatico di Lunedi come possibile innesco di una terza guerra mondiale, che ricorda l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, che è stato ucciso, insieme alla moglie, durante la visita della coppia a Sarajevo il 28 giugno 1914.

Sembra che le voci che hanno emesso questa dichiarazione e altre simili non siano state acquietate dai messaggi di calma e di pace espressi dal presidente russo Vladimir Putin, così come il suo omologo turco, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Fonti: Jerusalem Post

Fort-Russ

Traduzione e sintesi: Manuel De Silva

 

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  1. Giorgio 4 mesi fa

    Le partite a scacchi solitamente durano a lungo in considerazione delle quantità di mosse che si possono realizzare per giungere al “matto” e credo che il giocatore, Vladimiro, sia allenato in questo senso e non covi alcuna intenzione di rovesciare il tavolo, anzi di porci ancora più attenzione nel realizzare la prossima mossa.

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  2. Walter 4 mesi fa

    Non sono affatto d’accordo. A livello politico, l’uccisione dell’ambasciatore russo non ha incrinato i rapporti tra Russia e Turchia. A livello mediatico, il triste evento ha fatto parlare ma ha avuto un impatto praticamente nullo. Un evento ha un impatto mediatico quando determina un qualche cambiamento: il rafforzamento o l’indebolimento di un governo, di un partito, di un personaggio politico; la propensione o l’avversione nei confronti di una scelta, fosse anche l’acquisto di un prodotto o di una tipologia di prodotti etc. L’assassinio di Karlov non cambia niente. Ognuno dice la sua: chi esprime le proprie condoglianze, chi si congratula con l’assassino (che in un mondo normale dovrebbe essere un reato) ma nessuno si sposta dalla propria posizione. Niente di simile con l’assassinio del Granduca Francesco Ferdinando. L’entusiasmo di chi si entusiasma per l’omicidio di un diplomatico che, peraltro, ha lavorato per la pace dimostra solo il disagio psichiatrico di questi criminali che, per il resto, hanno ben poco da entusiasmarsi perchè, comunque, hanno perso e la morte del diplomatico russo non cambia questa realtà, non trasforma la loro sconfitta in una vittoria.

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  3. Paolo 4 mesi fa

    L’ articolo data la provenienza non poteva essere che mistificatorio e carburante di incendi ( come se non ce ne fossero già abbastanza). Forse sarebbe meglio evitare di evidenziarli, se non altro per non assecondare il loro gioco.

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    1. Walter 4 mesi fa

      Pienamente d’accordo con te. Sono come “topi in un angolo”, le loro dichiarazioni grottesche dimostrano la loro impotenza; meglio ignorare le loro provocazioni.

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      1. Umberto 4 mesi fa

        Infatti. Non mi è piaciuto vedere l’ articolo pubblicato qui dove siamo abituati a informazione più sana e libera. Quello dell’ articolo è solo l’ urlo di gangsters assassini, prepotenti e impuniti al punto di minacciare guerra e caos pubblicamente, in nome e per conto di uno Stato! E il resto del mondo lì a prendersi gli sputi di questi maiali in faccia. Che spariscano dalla faccia della terra. Altro che forni. Stavolta gli toccherà davvero l’ olocausto.

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        1. Redazione 4 mesi fa

          A volte pubblichiamo articoli che ci sembrano “significativi” da un punto di vista informativo ma questo non vuol dire certo che ne condividiamo le tesi e le impostazioni. Esattamente il caso del pezzo del Jerusalem Post.

          L.Lago

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    2. Umberto 4 mesi fa

      Bravissimo.

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  4. the Roman 4 mesi fa

    Evidenziare che i neocons americani sono per la quasi totalita’ ebrei, e che gli appartenenti a questa etnia detengono un monopolio sull’ informazione, e’ ormai un reato in tutto l’ occidente. Soffermarsi su questo peculiare aspetto del cosiddetto ” mondo libero” , e’ considerato incitamento all’ odio. L’ antisemitismo al pari dell’ oppressione fiscale e il rimbeccillimento collettivo sembrano essere gli unici collanti di una societa’ distopica. Il villaggio globale sta diventando un gulag , e dei vecchi gulag sovietici ha gli stessi padroni.
    Naturalmente e’ incitare all’ odio sottolineare che i bolscevichi russi erano al 90% ebrei, e anche affermare che sono ebrei i vertici di quasi tutte le istituzioni finanziarie . E’ invece libera espressione di legittima opinione, gioire dell’ assassinio di un diplomatico oppure invocare l’ omicidio di Trump o di Putin.
    Questo e’ il mondo in cui viviamo. Un potere satanico che si nutre delle nostre debolezze, che si regge sull’ avidita’ di vermi di ogni specie, galleggia sulla stupidita’ delle masse. Le masse siamo noi. Una vecchia canzone diceva : ” la Storia siamo noi, nessuno si tiri indietro.

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    1. Umberto 4 mesi fa

      Vedo che già in diversi mi avete preceduto nella onesta critica che ho appena pubblicato. Non mi ero accorto o forse il computer non aveva aggiornato la pagine, comunque ci sono rimasto molto contento.

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  5. Umberto 4 mesi fa

    Chiedo scusa in anticipo se sarò un poco prolisso ma tutto ho già riassunto come meglio potevo.

    “l’ intenzione dei mandanti si dimostra palese”

    E qual è?
    Si premetta un dato di fatto: in questo momento, qualsiasi azione dalla portata superiore ad una rapina in banca, è destabilizzante e contribuisce, relativamente al suo peso, ad innalzare il livello di tensione e perciò, potenzialmente, fare da innesco ad uno scontro armato dichiarato. Per cui io mi chiedo a cosa si riferisce l’ autore, e già che c’ era poteva fare, o almeno lasciar intendere, i nomi di questi mandanti.
    Inoltre, si parla di tante cose in questo articolo, si citano opinioni di importanti testate giornalistiche, si parla di storia arrivando lontano, si discorre di social networks, di terza guerra mondiale, ecc. ecc. Eppure, non si fa il minimo riferimento alla situazione interna degli USA, se non appena che “le elites si stanno sganciando dall’ asse di potere Bush-Clinton”. Penso che noi lettori amiamo la chiarezza lucida, quando si parla di cose che si affermano come talmente certe, tanto da non doverle nominare o quantomeno far capire.
    Poi, ancora, penso che quando si tratta una materia complessa come il terrorismo, sia esso mercenario professionista, sia ideologico, uno degli elementi distintivi più importanti, se non il più importante, che lo contraddistinguono, è la tempistica. Nessun cenno, infatti alla giornata antecedente ai fatti di sangue in tema: il 19 dicembre i grandi elettori hanno confermato e votato Trump, facendogli superare uno scoglio in apparenza andato liscio ma che presentava un mare di insidie. A questo si aggiunga l’ astensione, sorprendente, degli Stati Uniti all’ ultima risoluzione contro Israele riguardo le costruzioni abusive su territorio palestinese espropriato con le armi, e ancora alcuni giorni fa Netanyahu e altri ministri e maggiorenti israeliani avevano pressato parecchio pubblicamente sugli elettori repubblicani, invitandoli a non votare Trump.
    Infine, quale ciliegina sulla torta, cito testualemente ciò che veniva citato nell’ articolo: “Se si pensa che l’assassinio dell’ambasciatore russo sia stato un evento pericoloso, basta poi aspettare che qualcosa di dieci volte più pericoloso sta per accadere nel prossimo anno. Il mondo sta per girare a testa in giù “… non mi pare sia di una difficoltà oltre la nostra capacità, decifrare il messaggio, di una chiarezza che solo il Mossad sa regalare.
    Ora, se si vuole seriamente dare una lettura verosimile e reale di ciò che è accaduto, senza la presunzione che sia per forza quella aderente alla realtà, ma con la lucida certezza che non ne esiste una più aderente: non c’ entra una mazza che qualcuno abbia voluto allontanare Erdogan e Putin, o meglio, è troppo riduttivo e quindi lascia il campo aperto a più ipotesi, allontanando di rimando la ragione dall’ unica possibile ipotesi. E’ stato ucciso l’ ambasciatore, appunto. Perché lui? Perché è in Turchia ed il più saldo anello di contiguità tra Putin, Erdogan e Trump, dalle Colonne d’ Ercole all’ Eufrate. Chi ci perderebbe da tutto ciò? Chi si sta tentando di isolare? La risposta mi pare scontata. E perché? Altrettanto. Ebbene, è successo che finalmente, dopo lunga tribolazione, qualcuno si è messo in testa, in America, di toglier dalle balle gli ebrei sionisti che sono ormai proprietari dell’ intera Nazione e l’ hanno condotta ad un degrado, ad una povertà, ad una miseria agli occhi del mondo e ad uno stadio avanzato di vero e proprio cancro allo Stato. Come da copione visto e rivisto nella Storia, gli Stati Uniti si trovano all’ ultimo stadio, in cui questi maledetti parassiti, dopo aver sfruttato tutta la potenza di quella Nazione o Impero, per saccheggiare quanto più possibile nel mondo, alla fine la divoreranno portandola alla guerra, qualora non sia riuscita a prendersi in mano tutto il mondo. Guerra dalla quale poi, si saranno attaccati come le piattole allo Stato o Impero che ha vinto la guerra (in realtà, a conti fatti prima o a volte addirittura in diretta cambiando le sorti di un conflitto che pareva destinato), ricominciando da capo. Sta di fatto che gli Usa, nella loro più sana – o meno sporca – classe dirigente e imprenditoriale, stanno provando a salvarsi disperatamente. Le scelte di Trump sul suo esecutivo, tanto criticate ma poi valutate come “soddisfacenti”, erano, si badi bene, molto molto complesse, e acuni nomi neocon dovevano giocoforza entrarci.
    E’ Israele il mandante degli attentati e ha minacciato di uccidere molto di più e molto più in alto, “nel prossimo anno”, ossia nel periodo che, passando per la conferma del Congreso del 6 gennaio, arriva al 20 gennaio, giorno del suo insediamento.
    Mi permetto di affermare che l’ articolo non mi è piaciuto. Ma è nulla in confronto alla vastità di sana informazione che viene fatta su questo blog che stimo.

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    1. Giorgio 4 mesi fa

      Ci leggo solo della schizofrenia.
      Non vedo Donald come un eroe, ma mi piacerebbe tanto sbagliarmi, ha una famiglia allargata numerosa. Anche a Craxi avevano minacciato di colpirlo in quell’ambito di affetti.

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      1. Umberto 4 mesi fa

        Non ho mai scritto che Trump sia un eroe, anzi. Quanto alle minacce ai familiari di Craxi, confermano quanto ho scritto. Ma non sarebbe giusto insistere, una volta afferrato il messaggio. Da sempre, faccio tesoro delle opinioni altrui nei miei riguardi quali evasione dalla costruzione di un confronto. Quelle mi danno la possibilità di costruirmi uno scenario abbastanza fedele alla realtà che vedo quotidianamente, all’ interno del quale, progressivamente, si preferisce sempre più disfarsi delle cose, delle idee, dei discorsi, acquistandone o iniziandone di nuovi ad ogni ostacolo che non si è in grado di superare: lo si aggira col consumismo sull’ economia, con l’ offesa personale sul dialogo e la critica, colla violenza sulla ragione. E tutto ciò è il frutto che si raccoglie dall’ albero piantato nella terra malata sulla quale piove acqua inquinata.

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        1. Giorgio 4 mesi fa

          Umberto ho forse attribuito a lei la frase che Trump sia un eroe?
          Per il resto siamo sulla stessa frequenza d’onda, ma non essendo cloni esistono sfumature che ci differenziano.
          Quanto a: “con l’ offesa personale sul dialogo e la critica, colla violenza sulla ragione. E tutto ciò è il frutto che si raccoglie dall’ albero piantato nella terra ….”,
          non ho mai mancato occasione di evidenziarlo.

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  6. Tonino 4 mesi fa

    Pascali, sei sicuro che in Siria esiste un regime? A me risulta che Assad sia stato eletto democraticamente dal Popolo

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