"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il greco Tsipras si siede nuovamente al tavolo con gli aguzzini del suo paese

di Luciano Lago

L’impressione è quella che Tsipras si stia muovendo su una logica accomodante di compromesso che smentisce la linea intransigente che lui stesso e Varoufakis stavano portando avanti prima del referendum.
Sembra che le pressioni esterne abbiano avuto effetto e che Tsipras si sia dovuto sedere al tavolo delle trattative presentando un piano di riforme che fino a poche prime aveva drasticamente escluso. Il piano prevede il taglio delle pensioni sotto una certa soglia, l’aumento delle imposte sulle imprese turistiche, aumento dell’IVA ed abolizione di quella agevolata sulle isole, aumento delle tasse sui beni di lusso, ecc..
Nel contesto di questo piano Tsipras chiede agevolazioni sul debito del paese da prolungare in forma da determinare ed una qualche riduzione degli interessi passivi.

In questo modo Tsipras sta politicamente scavandosi la sua stessa fossa dove sarà gettato da una opinione pubblica interna del suo paese che era stata illusa con l’abbandono dei programmi di austerità ed adesso se li ritrova nuovamente operativi a prescindere dal voto dato la scorsa Domenica. Non gli sarà perdonato il voltafaccia davanti ai poteri forti.
Un capo del governo che aveva in tasca un voto popolare come quello avuto da Tsipras avrebbe potuto percorre un percorso totalmente diverso, richiedendo di attivare la procedura di uscita dall’euro e ritornando a creare una Banca centrale di Stato che stampi una propria moneta, sottraendosi ai ricatti ed alla dittatura dei potentati finanziari sovranazionali.  Si trattava di spezzare le catene e rendere il paese indipendente dall’oligarchia europea di Bruxelles e Francoforte.

Merkel con Tsipras

Non sarebbe stato certo un percorso facile ma Tsipras aveva il mandato per farlo e, in prospettiva, la Grecia potrebbe contare sugli investimenti da parte di Russia e Cina oltre alla possibilità di accedere ai finanziamenti del gruppo dei BRICS.

Ci voleva del coraggio ma il greco non lo ha avuto e questo ci fa sospettare che sia stato un bravo attore di sceneggiate.
Possiamo indovinare chi ha intimorito il greco per evitare che procedesse allo strappo: sappiamo e lo abbiamo sostenuto che il problema della Grecia non era e non è un problema di solo debito e contabilità finanziaria.

Si tratta di una questione sostanziale ritenuta molto pericolosa dall’elite finanziaria: un paese che si appella alla volontà popolare per ripudiare i trattati, fuoriuscire dalla gabbia dell’euro e ristabilire la propria sovranità monetaria.

La Grecia avrebbe costituito un precedente pericoloso e passibile di emulazione da parte di altri paesi con una montante ondata in Europa di anti eurocrazia e di contestazione delle regole neoliberiste. Questo i potentati finanziari non lo potevano tollerare ed preferiscono l’opzione al contrario: riammettere la Grecia abbonandogli condizioni più favorevoli al debito ed costringendola ad accettare una cura di austerità in parte temperata. Una amaro calice da bere tutto d’un fiato.

Le conseguenze saranno dure per Tsipras che sarà accusato di tradimento e si spiega perchè il ministro Varoufakis sia stato spinto alle dimissioni: non era adatto al compromesso avendo insultato apertamente la commissione europea.

Si sa che Obama è intervenuto con varie telefonate alla Merkel ed agli altri attori della commedia europea per incitare a trovare una soluzione:gli USA non potevano ammettere uno strappo della Grecia con un possibile avvicinamento alla Russia di Putin nel momento in cui gli Stati Uniti stanno stingendo il cerchio militare economico intorno alla Federazione Russa, dal Baltico fino alla Bulgaria  con invio di armamenti pesanti, truppe corazzate, missili , basi militari, sanzioni e guerra economica. La Grecia che passa dall’altra parte avrebbe significato una alterazione dell’equilibrio geopolitico, questa la sostanza della questione.

Rimane adesso la difficile posizione della cancelliera Angela Merkel stretta tra due fuochi: l’opinione pubblica interna ed i settori economici della Germania che non tollerano nuovi prestiti a fondo perduto alla Grecia e le pressioni di Washington che non accettano l’estromissione del paese ellenico dalla UE.
La Merkel ha gia’ avuto una anticipazione del pandemonio che si scatenerà contro di lei: nel momento in cui la cancelliera ha manifestato a Bruxelles la sua disponibilità ad un nuovo salvataggio di Atene, a Berlino e’ scoppiato il malcontento anche nel suo stesso gruppo parlamentare e si paventa la possibilità di una ribellione con richieste di dimissioni.

Questa volta alla Merkel sarà presentato il conto del suo servilismo verso Washington.
Facile pensare che la carriera politica del personaggio, criticato da tutti i sui predecessori per le scelte, sempre appiattite sugli interessi d’oltre Atlantico, abbia i mesi contati.

*

code

  1. Ares 2 anni fa

    Buffone, spero che il popolo che ti aveva dato mandato con il referendum ti cacci via a calci in culo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Idea3online 2 anni fa

    Non si riesce più a capire, sino a quando ragioniamo dal nostro punto di vista.

    L’aspetto positivo di una Grecia perdente è che lo scoppio della Terza Guerra Mondiale dovrà aspettare.

    Analizzando il comportamento della Grecia prima del Referendum, i viaggi in Russia, le riunioni strategiche sul gas e tanto altro…..tante mosse da fare impazzire il miglior giocatore di scacchi.

    Sicuramente noi siamo abituati agli accordi con persone che avvertiamo come collaboratori seri e per trattative sincere. Gli uomini di potere hanno un senso della vita molto diverso dal nostro. Noi difficilmente abbiamo la capacità di cenare con il nemico, brindare, e accopparlo a fine serata. Ed il nemico era convinto sino all’ultimo che gli eravamo amici. Pensiamo agli uomini del potere criminale, sono abituati a fare affari con nemici, con persone che odiano, con persone che hanno deciso di uccidere ma che aspettano solo il momento giusto prima di farlo fuori, e tutto questo mentre collaborano e fanno colazione insieme.

    Sarà questo loro carattere, che è lo stesso dell’uomo del potere politico, questo loro carattere di uccidere, fingere, ridere, amarsi ed odiarsi, che non ci permette di capire quello che sta accadendo in Grecia.

    Noi vediamo la Grecia e la Russia che siedono alla stessa tavola rotonda, e pensiamo dal nostro punto di vista che si rispettano ed è vicino un accordo tra amici. Oppure la Russia è d’accordo con Europa e Stati Uniti.

    Ma se fossimo uomini di potere, diciamo potere criminale per poter visualizzare alcune scene di film su cultura mafiosa, e fossimo seduti insieme ad altri colleghi criminali, sicuramente tutto pensiamo ma non di fidarci di chi è seduto al nostro fianco.

    E’ veramente difficile capire, il referendum è stato un evento strano, perchè non approfittare della vittoria, avere vinto in tal modo, oppure l’accordo che firmeranno è davvero conveniente al popolo.

    Una cosa è sicura gli Stati Uniti e l’Europa sono potenti. Se non fosse per Dio che metterà una fine a tutto, il Potere ci avrebbe annientato come larve, meglio il Regno di Dio, sicuramente saremo schiavi anche con Dio, ma con le catene dell’amore e non del debito.

    Veramente tanta confusione….

    Chi è informato sul reale contenuto dell’accordo, ci sono punti molto vantaggiosi per il popolo?

    Grazie in anticipo

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. emilio 2 anni fa

    Io non sono affatto sorpreso….ma proprio per niente!!! Ma si vede subito che è un doppiogiochista, un prestigiatore alla mr Bean, ehm renzi. Si vede subito che non ha la stoffa per andare con la schiena dritta e dire “liebe Angela Merkel, NEIN!”

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Paolo 2 anni fa

    Sarà paranoia ma osservando gli psicopatici che comandano il mondo penso che la crisi greca sia stata tutta una farsa per intimorire alla maniera di cosa nostra tutti gli europei che si sono rotti gli zebedei di questa dittatura, fa tenerezza rivedere i girotondi dei greci dopo l’esito del referendum. Tutto mangime per polli!!! Il popolo non ha mai contato un ca..o (marchese Del Grillo docet) e temo che sarà sempre così, trattati come bambini deficienti azzittiti con melliflue parole e fatti spietatamente vessatori e tirannici.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Luciano Lago 2 anni fa

      Il popolo è stato ancora una volta ingannato da chi gli ha voluto far credere che le sue decisioni contassero ancora qualche cosa. In Grecia si è avuta la dimostrazione lampante che le elites decidono al di fuori di qualsiasi processo democratico. Serve di lezione per chi ingenuamente credeva in questa Europa.

      Rispondi Mi piace Non mi piace