"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il governo iracheno denuncia il piano di smembramento del paese predisposto da Washington

Il primo ministro iracheno, Haidar al-Abadi, ha denunciato categoricamente oggi il piano della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per dividere il paese arabo in tre stati.
“L’Iraq rifiuta drasticamente qualsiasi piano e qualunque regola ce cerchi di debilitare la sua unità e la sua sovranità”, questo ha assicurato il primo ministro iracheno in una dichiarazione telefonica comunicata al vicepresidente nordamericano, Joe Biden, secondo un comunicato emesso dal suo ufficio.
Al-Abadi ha manifestato anche a Biden la “necessità di rispettare l’integrità territoriale dell’Iraq ed evitare qualsiasi ingerenza esterna nelle questioni interne del paese”, ha aggiunto nella sua nota.

La Commissione dei Servizi Armati della Camera dei Rappresentanti degli USA aveva presentato in Aprile un progetto di legge che autorizzava l’appoggio statunitense alle forze armate sunnite e curde dell’Iraq, ad interagire con le regioni in cui queste operino come stati sovrani.

Da parte sua, il vicepresidente nordamericano ha indicato che il suo paese fornirà soltanto appoggio militare ai curdi ed ai sunniti se il governo di Bagdad lo richiede.
Nel corso degli ultimi giorni, questa iniziativa degli USA ha ricevuto dure critiche da parte degli iracheni.

Lo scorso Sabato, il ministro degli interni dell’Iraq, Mohamad Salem al-Ghabban, nel corso di un incontro con Stuart Jones, l’ambasciatore USA a Bagdad, ha condannato la decisione di Washington di consegnare aiuti in armamenti tanto alla regione semiautonoma del Kurdistan iracheno come alle regioni di maggioranza sunnita senza il consenso del Governo centrale.
Il Parlamento iracheno ha ordinato, lo scorso Giovedì, a quattro delle sue commissioni di studiare il piano della Camera dei Rappresentanti degli USA con il fine di approvare una risoluzione che impedisca a Washington di mettere in esecuzione il suo programma.

Il Martedì 29 di Aprile, la legislatrice irachena Hanane al-Fatlawi ha sollecitato il suo Governo a respingere l’intervento del Legislativo nordamericano ed ha fatto un parallelo tra questo progetto ed il programma del vice presidente USA, Joe Biden, per dividere il paese in tre zone: una sunnita, una Kurda ed una sciita.

Nota: come vari analisti avevano scritto e sostenuto, il piano di USA/Israele  per una balcanizzazione del Medio Oriente ed in particolare dell’Iraq, inizia a prendere forma e le autorità statunitensi stanno progressivamente gettando le loro carte sul tavolo.   Vedi: Il piano di balcanizzazione del Medio Oriente.  Vedi anche: Il piano Yinon-Global Research

Era evidente che gli USA (ed Israele, sempre presente dietro i progetti USA per il M.O.) privilegiassero la costituzione di uno stato Curdo nel nord dell’Iraq, tanto che Israele si era precipitata per prima a dare il suo riconoscimento, così come gli USA auspicano la costituzione di una entità sunnita autonoma nel paese per evitare che prenda il sopravvento in Iraq la maggioranza sciita della popolazione (circa il 60%) fortemente influenzata dalla vicinanza con l’Iran (il grande nemico di Israele e degli USA).
Questo dimostra perchè gli USA ed Israele abbiano contribuito a soffiare sul fuoco delle divisioni settarie ed etniche presenti nel paese in modo da utilizzarle per il proprio obiettivo di divisione del paese arabo.
Un discorso analogo andrebbe fatto anche per la Siria dove continua da 4 anni il conflitto, alimentato dagli USA e dai loro alleati,  che ha l’obiettivo di rovesciare il regime di Bashar al-Assad e suddividere anche questo paese in più entità.

Un piano diabolico dettato dalla volontà egemonica dell’impero USA sionista che vuole mantenere il suo controllo neocoloniale  su quella che è la regione chiave per le risorse petrolifere ed importanza strategica, anche a costo di seminare destabilizzazione e caos.

Fonte: Hispan TV

Traduzione e nota: Luciano Lago

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