"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il giornalista premio Pulitzer S. Herst responsabilizza gli USA per l’attacco chimico in Siria

Mentre n questi giorni si riaccende ancora una volta la propaganda di USA ed  Israele contro la Siria per il presunto utilizzo di di armi chimiche, il giornalista statunitense Seymour Hersh (premio Pulitzer) conclude le sue indagini ed accusa i leaders USA, dalla Clinton a d Obama, per gli attacchi chimici avvenuti in Siria, nel Guta Orientale, nell’agosto del 2013 con il gas Sarin, che fu utilizzato dai gruppi terroristi, prelevato dai magazzini della Libia e consegnato, assieme ad altre armi, dai servizi di intelligence della Turchia, dell’Arabia Saudita e con la supervisione della CIA e dell’M16 britannico.

L’informativa dell’intelligence britannico segnala che la fornitura del gas Sarin (e di altri armi) ai terroristi fu approvata da Hillary Clinton, allora segretario di Stato, con l’approvazione di Obama per creare il pretesto (false flag) per l’intervento USA in Siria.


In due articoli pubblicati sul London Review of Books ed intitolati “Di chi era il gas sarin?” e” La linea rossa e la linea dei ratti”, Hers ha documentato come l’Amministrazione Obama abbia falsamente incolpato il regime di Assad per l’attacco avvenuto con il gas Sarin con il fine di utilizzare questo come pretesto per invadere la Siria, come segnala la pubblicazione Global Research. Lo stesso Hers riferisce che ci fu un accordo segreto fral’Amministrazione Obama ed i leaders dell’Arabia Saudita, della Turchia e del Qatar per attuare un attacco chimico con gas sarin per poi dare la colpa all’Esercito siriano in modo che gli USA avessero una scusa plausibile per procedere all’invasione della Siria ed al rovesciamento del Governo di Assad.

I termini dell’accordo prevedevano che il finanziamento dell’operazione dovesse provenire dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dalla Turchia, mentre la CIA e l’M16 britannico avrebbero provveduto a prelevare il gas e gli altri armamenti dai magazzini della Libia ed a trasferirli in Siria.
Hers riferisce che si sapeva che nei magazzini libici esistevano i componenti delle armi chimiche e la NATO, attraverso il Consolato USA in Libia, che aveva avuto l’incarico di creare una “linea dei ratti” con il trasferire buona parte di queste armi, inclusi i componenti chimici, in Siria per armare ed equipaggiare i gruppi terroristi che venivano utilizzati dall’intelligence USA e degli alleati sauditi e turchi per rovesciare il regime siriano.

Hers non è l’unico giornalista investigativo che ha gettato luce su tale questione. Il giornalista investigativo Christoph Lehmann ha scritto, in un articolo pubblicato il7 di Ottobre del 2013 e intitolato “Alti responsabili degli USA e dell’Arabia Saudita sono i responsabili delle armi chimiche in Siria”, in cui ha sostenuto che “….le evidenze conducono direttamente alla Casa Bianca, al presidente della Giunta di Stato Maggiore Martin Dempsey, al direttore della CIA John Brennan, al capo della Intelligence saudita, il Príncipe Bandar bin Sultan ed al Ministero dell’Interni dell’Arabia Saudita”.

E come se non fosse abbastanza, nell’analisi definitiva delle prove che sono state realizzate da due analisti tatunitensi, il Lloyd-Postal Report, ha concluso che “L’interpretazione dei dati di Intelligence tecnica realizzato dal governo degli USA prima e dopo dell’attacco del 21 di Agosto, che può non essere possibilmente corretta”. Obama ha quindi chiaramente mentito. Il gas Sarin utilizzato non era del tipo che l’Esercito siriano aveva nei suoi arsenali.

Tuttavia adesso per la prima volta Hersh ha implicato la Hillary Clinton direttamente su questa “linea dei ratti”.In una intervista con Alternet.org, ad Herg è stato richiesto circa il ruolo svolto dalla allora Segretaria di Stato degli USA nella operazione del Consolato nordamericano di Bengasi per riunite le armi degli arsenali libici ed inviarle in Siria attraverso la Turchia, e concretamete, nel caso del gas Sarin, che aveva cercato di incolpare Assad e “giustificare” una invasione nordamericana della Siria, come gli USA avevano fatto in precedenza con la Libia per eliminare Gheddafi.

Seymour Hersh
Seymour Hersh

Hers segnala che “l’ambasciatore nordamericano che è morto in Libia in un attacco era conosciuto come un qualcuno che, per quello che si sa, non si frapponeva al programma della CIA, Egli si era riuinito con il capo della stazione CIA e la compagnia navale che trasportava le armi.  Lui fu certamente coinvolto nell’operazione ed era cosciente di tutto quello che stava accadendo. Non c’è modo che qualcuno che occupava tale posizione sensibile non parlasse di tale questione alla sua capo servizio (la Clinton) attraverso qualsiasi canale”.

Questa di fatto è stata l’operazione relativa alla Siria che aveva attuato il Dipartimenmto di Stato USA in Libia. Una operazione che cercava di creare il pretesto per giustificare l’intervento militare in Siria analogamante a quanto fatto in Libia.

Hers ha scritto anche nel suo libro che l’operazione USA in Siria prevedeva un piano per attaccare in Siria 35 obiettivi definiti dallo Stato Maggiore della US. Force, che venne rifiutato perchè considerato non abbastanza letale per il regime di Assad.
La Casa Bianca aveva proposto un piano con una lista di obiettivi che includeva infrastrutture civili. Quale sarebbe stata la sorte di centinaia di migliaia di civili se si fosse attuato il proposito della Casa Bianca?

Hers segnala che la tradizione bellica USA è sempre stata quella di ignorare i danni collaterali (stragi di civili) o anzi di includerli come conseguenze volute per terroizzare la popolazione, come accaduto nel caso dell’ Iraq.
Hers ha confermato anche la vera ossessione di Obama di voler abbattere Assad, una ossessione che non si spiegavano neppure i capi di Stato Maggiore dell’US. Forces.

Hers spiega in una intervista che la politica americana è sempre stata mirata al rovesciamento di Assad e ricorda il colpo di Stato diretto dagli USA in Siria nel 1949 con cui fu rovesciato un premier democraticamente eletto per favorire gli interessi dell’Arabia Saudita nel paese.
Questa costituisce una tradizione tutta nordamericana di rovesciare regimi che sono considerati ostili ai propri interessi, come accaduto a suo tempo con Mossadegh in Irán, con Saddam Hussein in Iraq, con Gheddafi in Libia ecc. ecc. Come accaduto anche in tutto il mondo come con Arbenz in Guatemala, con Allende in Chile, con Yanukovich in Ucrania ecc. Molti di loro erano alleati della Russia o erano comunque decisi a perseguire una politica autonoma per i propri paesi.

Hers segnala che Obama ha cercato di riempire la Siria di terroristi stranieri perchè servissero come forze terrestri per pianificare i bombardamenti, lasciando però ai sauditi ed altri alleati il compito di pagare i salari e le spese dei gruppi mercenari jihadisti arruolati e di provenienza dei vari paesi. Erdogan ha avuto il compito di lasciare il passaggio libero per i terroristi dalla Turchia per infiltrarsi in Siria e di permettere loro di vendere il petrolio rubato attraverso intermediari in Turchia. I suoi servizi segreti (di Erdogan) provvedono ad inviare denaro ed armi ed il suo Esercito ha anche inviato suoi soldati in Siria ed ha bombardato dalla frontiera le truppe siriane in appoggio dei teroristi.

L’intervento russo in Siria ha frustrato i piani degli USA e dei suoi alleati ed ha rivelato al mondo il doppio gioco degli Stati Uniti che hanno utilizzato i terroristi in Siria per i loro fini geopolitici.
Nel frattempo i grandi media occidentali continuano ad ignorare tutte queste informazioni ed a condurre la loro campagna di fasificazione degli avvenimenti celando al pubblico occidentale le responsabilità di Obama e della candidata alla Presidenza degli USA nell’attacco chimico e nella morte dei civili in Siria. Una falsa rappresentazione che si può definire come una sostanziale complità dei grandi media nel genocidio causato, dai “signori della guerra” dell’establishment USA, ai danni della popolazione siriana.

Fonte: Al Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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