"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il doppio gioco degli USA fra Iraq e Siria: guadagnare tempo e far raggruppare i terroristi in Siria

La Russia scopre il “doppio gioco” degli USA fra Iraq e Siria: guadagnare tempo in modo che i terroristi si raggruppino in Siria.
“Le conversazioni tra gli USA e la Russia non servono ad altro che a far guadagnare tempo, il necessario perchè i combattenti ed i terroristi in Siria si raggruppino, in modo che si sta provocando che sempre più fazioni si uniscono al Fronte Al Nusra”, come ha affermato il Martedì il segretario del Consiglio di Sicurezza della Russia, Nikolai Patrushev, citato dall’agenzia di notizie russa Tass.

In questo senso, ha ricordato come lo scorso 17 Settembre gli USA, presumibilmente per un “incidente”, hanno lanciato un attacco contro le truppe dell’Esercito siriano che circondavano il gruppo terrorista dell’ISIS nella provincia orientale di Deir al-Zur ed anche come tale attacco era servito ai miliziani dell’ISIS ed ai ribelli per raggrupparsi e rinforzarsi nel corso degli accordi di tregua.


Secondo Patrushev, l’annuncio di Washington circa la rottura delle conversazioni con Mosca sulla Siria sottolinea la doppia morale di questo paese.

In base a quanto esposto dal diplomatico, la Siria è rimasta vittima della doppia morale nella lotta contro il terrorismo che applica l’Occidente ed alcuni degli attori regionali che, di fatto, perseguono i loro interessi in questo conflitto. “Il popolo siriano è stato il grande perdente in questo gioco”, ha aggiunto.

Patrushev ha sottolineato che il Fronte Al Nusra, riconosciuto internazionalmente come un gruppo terrorista, risulta tanto pericoloso quanto il Daesh (ISIS) e che, cambiare il suo nome in Fath Al-Sham, non lo ha trasformato automaticamente in “opposizione moderata”. “Qalunque sia il nome di un gruppo terrorista, se utilizza le tattiche del terrorismo, non dovrebbe occupare un posto al tavolo dei negoziati.

Lavrov: Useremo misure militari se l’ISIS fugge da Mosul verso la Siria

La Russia si avvarrà della via militare se i terroristi dell’ISIS che si trovano attualmente a Mosul cercheranno di fuggire in territorio siriano.
Il cancelliere russo, Serguei Lavrov, ha avvisato il Martedì che Mosca attaccherà militarmente i componenti dell’ISIS (Daesh in arabo) che si trovano a Mosul, se questi fuggiranno da tale città in direzione della Siria e per questo ha richiesto alle forze russe di prestare attenzione davanti alle eventuali avanzate nell’operazione per liberare Mosul, città ubicata nel nord dell’Iraq.

“Noi analizzeremo la situazione e, nel caso che questo accada, utilizzeremo misure militari e diplomatiche. Spero che la coalizione diretta dagli USA, che sta attivamente coinvolta nell’operazione di liberazione di Mosul, tenga in conto questo avviso”, ha affermato.

Da parte sua, il primo ministro iracheno, Haidar al-Abadi, anche lui ha responsabilizzato la denominata coalizione anti Daesh diretta dagli USA della possibile fuga dei componenti di questa organizzazione verso le frontiere siriane.
“E’ responsabilità della coalizione tagliare la via ai terroristi del Daesh verso la Siria”, ha detto Al -Abadi nelle sue dichiarazioni alla televisione statale irachena.

Neppure la la Siria è rimasta al margine della questione ed ha denunciato i presunti piani degli USA e dell’Arabia Saudita per facilitare la fuga dei componenti del Daesh da Mosul verso la Siria.
Le forze irachene hanno iniziato il Lunedì, con più di 65.000 soldati, l’offensiva per liberare Mosul, il principale bastione dei terroristi. Si aspetta che la battaglia per liberare tale città richieda varie settimane o anche mesi.

Inoltre i premier iracheno ha segnalato che le forze irachene e curde assediano Mosul dal nord, dall’Est e dal Sud, tuttavia hanno lasciato libere le zone ad occidente di questa città, cosa che permetterebbe ai componenti e capi del Daesh di fuggire verso il territorio della Siria senza alcun problema.

Nota: Diversi analisti militari hanno osservato che il comando della coalizione diretta dagli USA sta esattamente cercando di facilitare la fuga dei miliziani dell’ISIS in direzione della Siria affinchè questi vadano ad ingrossare le fila dei gruppi dei terroristi che già si trovano nel territorio siriano per combattere contro le forze siriane ed i loro alleati. Questo accade mentre l’Esercito siriano, con l’appoggio dell’Aviazione russa, sta intensificando gli sforzi per ripulire il paese dai gruppi terroristi appoggiati dagli USA e dall’Arabia Saudita.

La manovra di permettere il rafforzamento del fronte dei miliziani jihadisti in Siria con l’afflusso dei gruppi provenienti dall’Iraq sembra molto scoperta e militarmente attuabile, visto che il Comando USA non si dimostra eccessivamente solerte nelle missioni di bombardamento che vengono invece effettuate con successo dall’aviazione irachena che utilizza i Caccai Sukoi. 24 forniti dalla Russia al paese arabo.
Niente di nuovo: il “doppio gioco” degli USA in Iraq e Siria, denunciato da vari osservatori, è ormai venuto prepotentemente alla luce.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

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  1. paolo 1 anno fa

    Mah, credo che la Russia dovrebbe prendere in seria considerazione di attaccare militarmente gli USA e sferrare il primo colpo a sorpresa, prima che siano loro a farlo. Non ci sono a questo punto altre opzioni. I balletti Onu e la diplomazia sono di fatto esauriti.

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    1. Dario 1 anno fa

      Ma dici sul serio o stai forse provocando?
      Ma hai idea di cosa può significare un scontro diretto Russia-Usa?

      Lo sai che se ciò accade ti ritroveresti anche tu con elmetto e fucile?
      Solo che a quel punto saresti con la Nato, non è cio che tu speri.

      Vedo sempre più spesso utenti che scrivono senza prima riflettere due secondi su cosa scrivono.
      L’odio Usa ti sta accecando e senza rendertene conto stai diventando peggio di loro.

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      1. nessuno 1 anno fa

        Lei che sembra essere così intelligente e preparato, ci dia una (la) soluzione…

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        1. Dario 1 anno fa

          Usare per primo l’atonica è una soluzione?
          Ma lo sapete che abbiamo basi Nato con armi atomiche?

          E secondo voi se dovessero i Russi decide di attaccare non colpirebbero quelle basi?

          Così, tanto per capire le vostre idee.

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      2. Anonimo 1 anno fa

        ma certo…lasciamo fare agli americani ciò che garba loro…mi pare ragionevole…

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  2. paolo 1 anno fa

    http://www.controinformazione.info/clamoroso-gli-usa-stanno-preparando-il-primo-attacco-nucleare-contro-russia-e-cina/
    Chi è che non riflette? Quando avrà riallineato i suoi neuroni se ne potrà riparlare (se gli garba)

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    1. chiara 1 anno fa

      paolo , i russi non sono degli idioti , ma quando si parla di guerra termonucleare , forse è meglio non farlo con tanta leggerezza , questa non è la playstation , è la REALTA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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      1. Dario 1 anno fa

        È quello che sto facendo notare anche io, propongono un attacco nucleare Russo senza rendersi conto che noi ITALIA siamo tra i primi ad essere colpiti.

        Poi uno può essere a favore di Usa o Russia, o come me né da una parte ne dall’altra, ma negare che noi possiamo essere i primi ad essere colpiti è negare la realtà.

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  3. Umberto 1 anno fa

    L’ alternativa consiste nel restare piegati a novanta gradi. Nella società reale, s’ intende. Una persona che mira ad una libertà e ad una giustizia sociale degne del loro nome, preferisce che la vada o la spacchi, dal momento che non riesce a vivere serenamente in un mondo del genere. C’ è chi, invece, si accontenta, spesso perché trova comunque che ne valga la pena, che poi consiste nell’ avere un buon conto in banca e un certo benessere, che sono appunto le basi della società occidentale volgente tuttavia al tramonto proprio per la marcescenza delle fondamenta appena citate, totalmente contrarie alla morale della sua medesima storia.

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    1. Walter 1 anno fa

      Sono d’accordo con te. La domanda fondamentale, alla fine dei discorsi, é: “preferisco vivere come un servo di un sistema iniquo e corrotto o sono disposto a rischiare tutto, compresa la mia stessa vita, per riguadagnare la mia dignità e la mia libertà?” La risposta é chiaramente soggettiva. Dal mio punto di vista, una vita da servo infame di un sistema corrotto non vale quanto un giorno da persona libera. Ognuno, poi, la pensi come vuole.

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      1. Dario 1 anno fa

        Condivisibile, ma quando ti rendi conto di essere il solo hai due alternative, adeguarti al sistema e cercare di cambiarlo da dentro, o rischiare la vita sapendo gia di perderla.

        Che senso ha suicidarsi in quel modo?

        Il marcio va distrutto con le sue stesse armi, io almeno la penso così.

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        1. Walter 1 anno fa

          Se ti adegui ad un sistema corrotto, diventi corrotto. I sistemi non si cambiano da dentro, si cambiano trovando e proponendo alternative valide al sistema. Gandhi, per esempio, ha sconfitto l’Impero Britannico con un’idea molto semplice: piuttosto che lavorare per voi, mi lascio morire di fame. Il seguito, poi, non é stato gratificante: Gandhi é stato assassinato e l’India fa quasi più schifo di quando era dominata dal Regno Unito. Questo perché, purtroppo, l’umanità é composta in larga maggioranza da bestie e i pochi esempi virtuosi non sono sufficienti per dare un corso alternativo alla Storia.

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