"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il conto delle sanzioni alla Russia lo pagheranno i popoli europei

Poroshenko con Obama e Hollande

di Luciano Lago

“La Russia si rammarica che la UE abbia introdotto nuove misure restrittive e preferisca continuare i colloqui con il linguaggio  delle sanzioni, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Questi ha osservato come la decisione della UE sia incomprensibile e inspiegabile in un contesto in cui emergono le iniziative di pace della parte russa sulla de-escalation della crisi ucraina.

A Bruxelles o non vedono o si rifiutano ostinatamente di vedere la situazione reale nel Donbass e non vogliono avere informazioni sui passi che sono stati fatti dalle parti nell’ambito della normalizzazione della crisi, ha sottolineato.

Secondo lui, le sanzioni creeranno “fastidio” alla Russia, ma il prezzo sarà pagato dall’Europa”.

Da:  italian.ruv

Commento:

Emerge chiaramente che le ultime sanzioni contro la Russia approvate dalla UE, in concreto non sono originate dalla situazione dell’Ucraina, dove la Russia è stata la promotrice di un piano di pace e del cessate il fuoco tra l’esercito di Kiev e le forze degli autonomisti del Donbass, nè tanto meno dall’abbattimento del volo MH17 (abbattuto dall’aviazione ucraina, secondo le ultime prove), ma piuttosto da un piano di escalation studiato a Washington per l’accerchiamento militare, economico, finanziario e commerciale ai danni della Russia e che produca in particolare l’interruzione dei rapporti di collaborazione fra Europa (la Germania per prima) e la Russia.

L’Ucraina è soltanto il pretesto che gli strateghi nordamericani avevano predisposto  da tempo, in un paese cerniera tra Europa e Russia, del quale  loro stessi hanno sconvolto i delicati equilibri con l’opera di  sobillazione ed il colpo di stato pilotato da Washington e dalla UE e la conseguente guerra civile con le regioni filorusse.

Vedi: Distruggere l’Ucraina: un piano da 5 miliardi di dollari

Lo stesso governo di Kiev ha condotto una campagna militare contro le popolazione dell’Est del paese, mediante bombardamenti dal cielo e dalla terra contro le zone residenziali, colpendo abitazioni, scuole, ospedali, chiese ed altre strutture civili, causando più do duemila vittime ed oltre 800.000 profughi,  nel vergognoso silenzio della Unione Europea e dei media occidentali, creando una insanabile frattura con le popolazioni filorusse le quali adesso non vogliono più saperne, con buona ragione, di tornare sotto l’amministrazione del governo criminale di Kiev, appoggiato dalla NATO ed in combutta con i gruppi neo nazisti di Pravj Sektor e delle altre formazioni.

La campagna militare del governo fantoccio degli USA a Kiev è finita con uno spettacolare rovescio militare grazie alla capacità militare ed alla determinazione  delle forze di autodifesa del Donbass, rovescio che il governo di Kiev ed i media occidentali hanno cercato di occultare sotto la cortina fumogena delle false accuse lanciate contro Mosca di una presunta invasione che non c’è mai stata e di cui non sono mai state presentate prove serie (non montaggi fotografici).

Gli Stati Uniti con la loro strategia di dominio e di caos provocato vorrebbero creare in Europa una situazione simile a quella che loro stessi hanno causato nel Medio Oriente ed in Nord Africa dopo gli interventi in Iraq, in Libia ed in Siria che hanno destabilizzato quei paesi e lasciato emergere le forze più radicali e fanatiche (gli estremisti islamici) che hanno loro stessi appoggiato ed armato per rovesciare i regimi laici e nazionalisti della regione.

Il pretesto dell’Ucraina e di un conflitto che Washington ha provocato, serve ai responsabili della Casa Bianca  per accusare la Russia di aver lanciato una politica di espansione e di aggressione che in realtà è quella lanciata dalla NATO, con le farneticazioni proferite nel corso dell’ultimo vertice attraverso lo psicopatico segretario Rasmussen, un obbediente  servitore degli USA, e le minacce aperte contro la Russia di accerchiamento di basi e di forze di intervento rapido ai suoi stretti confini.

Washington utilizza la scusa della crisi dell’Ucraina per lanciare la sua crociata contro la Russia di Putin imponendo sanzioni tramite i governi dell’Europa, asserviti e subordinati alle direttive della Casa Bianca, con l’obiettivo di mantenere la propria egemonia anche a costo di destabilizzazione di paesi europei e con il grave rischio di un conflitto esteso  con la Russia che non potrebbe non essere nucleare.

La cosa più disdicevole è la posizione complice ed irresponsabile dei governi europei, oltre a quella dei burocrati di Bruxelles, che stanno operando contro l’interesse dei propri popoli e dimostrandosi politici senza una propria dignità.

A costoro non interessa di causare in prima battuta enormi danni economici all’economia dei propri paesi per effetto delle contro sanzioni che Mosca regolarmente adotta per rappresaglia, interessa soltanto mettersi a totale disposizione dei padroni americani e di quelli dell’Elite finanziaria dominate, pur di mantenere le loro poltrone e per avere assicurate delle brillanti carriere, come  quella del Rasmussen, l’uomo che sostenne la bufala delle “armi di distruzione di massa” dell’Iraq, per giustificare la guerra della NATO, ed ha fatto una brillante carriera al guinzaglio  dei padroni nordamericani.  Sostenere le menzogne di Washington è un buon investimento, ti pagano  bene e ti fanno fare carriera; vale per i politici ed anche per i giornalisti dei grandi media in Europa.

Agli strateghi USA tanto meno interessa il benessere o la prosperità dei popoli europei, al contrario per l’Amministrazione Obama è prioritario favorire l’interesse del complesso militare industriale USA  ad avere una forte domanda di armamenti, installare nuove basi militari nell’est Europa, grazie al clima pre bellico, ottenere risorse energetiche e minerarie dai paesi controllati (vedi Iraq, Libia, Ucraina) e mantenere una posizione egemonica impedendo ad altre potenze emergenti (Russia e Cina) di costituire una minaccia all’egemonia USA e delle elite finanziarie globali.

Il conto di tutta questa strategia bellicista e delle conseguenze economiche che ne derivano non saranno i politici europei a pagarlo ma lo pagheranno di sicuro i popoli europei già prostrati dalla crisi voluta e pilotata dalle centrali finanziarie sovranazionali.

Nella foto in alto: il presidente ucraino Poroshenko, in riunione, mentre richiede il supporto della NATO dopo la disastrosa sconfitta subita dall’Esercito di Kiev

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