"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il blocco che appoggia i golpisti di Kiev inizia ad incrinarsi. La Merkel si riunisce con Obama mentre le perdite ucraine iniziano ad essere drammatiche

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Angela Merkel è arrivata a Washington per discutere il nuovo piano di pace per risolvere il conflitto ucraino e la fornitura di armi a Kiev. L’eventuale invio delle armi a Kiev, una delle questioni essenziali, ha già provocato dissensi tra gli USA e gli europei. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, che è arrivata a Washington in visita ufficiale, farà conoscere il nuovo piano di pace elaborato con il presidente francese F. Hollande, nel corso dell’incontro con il presidente americano Obama. Si attende che la cancelliera chiarisca l’impostazione della Germania circa la fornitura di armi a Kiev, quella che ha causato molti disaccodri tra gli USA e  Bruxelles, così come all’interno della UE.
Secondo varie fonti, se Angela Merkel si pronuncia contro l’iniziativa, anche  Obama dovrà rinunciare alla fornitura di armi letali a Kiev.

Yekaterina Timoshenkova, analista e collaboratrice scientifica del Centro Studi di Germania dell’Istituto dell’Europa dell’Accademia delle Scienze Russe, considera che la Merkel non è arrivata negli USA per ricevere istruzioni ma piuttosto per arrivare ad un accordo sulla situazione in Ucraina.

La soluzione del conflitto dipende dalla decisione degli USA circa l’invio di armi a Kiev. Prima del suo viaggio a Washington, la Merkel ha detto che ha intenzione di insistere nella ricerca di una soluzione diplomatica della crisi ucraina. Nello stesso tempo, non ha scartato l’introduzione di nuove sanzioni alla Russia.

Perchè si è rotta l’unità dell’Occidente rispetto alla crisi ucraina?

Nel corso di nove mesi della crisi ucraina la priorità era stata quella di mantenere una posizione comune fra i leaders europei e quelli statunitensi. Tuttavia, oggi. quando inizia una pericolosa nuova fase del conflitto in Ucraina, l’unità occidentale di trova al bordo di un collasso, lo scrive il “Los Angeles Times”.
L’Occidente non ha una posizione comune sull’aiuto militare per Kiev, lo afferma un editoriale del Los Angeles Times: numerosi funzionari statunitensi ed alcuni europei ritengono che l’unico modo di ambiare la strategia di Mosca sia quello di fornire armi all’Ucraina.

Tuttavia la Germania, la Francia ed altri paesi europei considerano che le armi eventualmente fornite a Kiev non cambieranno la situazione e provocheranno una nuova escalation nel conflitto che si produce nell’Est dell’Ucraina ed un nuovo confronto tra la parte orientale e quella occidentale, si afferma nell’articolo. Il vice presidente del “Fondo Carniege per la Pace Internazionale”, Andrew Weiss, afferma che ci troviamo davanti ad in potenziale “punto di cambiamento” nell’intento dei leaders occidentali di mantenere una unica posizione nella strategia relativa alla crisi ucraina.
Secondo il giornale citato, alcuni funzionari e legislatori statunitensi credono di dover operare in forma unilaterale già che l’unità tra i paesi della UE è questionabile. Ricordano che la Polonia e gli stati baltici considerano la crisi ucraina come una “minaccia esistenziale”, mentre che gli altri paesi, soprattutto la Grecia e l’Ungheria, si vanno avvicinando a Mosca.

In precedenza, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, aveva affermato che ogni paese membro della NATO deve prendere le sue decisioni in proposito dell’invio di armi all’Ucraina.

Secondo una informativa dell’intelligence tedesca, sarebbero almeno 50.000 le vittime causate dalla guerra civile in Ucraina tra civili e militari, 10 volte di più della cifra ufficiale fornita da Kiev che tende a nascondere la sue perdite (per l’opinione pubblica interna).

“E’ ovvio che i dati ufficiali siano molto sottostimati e che non siano affidabili”, ha commentato una fonte dell’intelligence citata dal “Frankfurt Sonntagszeitiung”.

Un giorno prima della pubblicazione dell’informativa, il presidente ucraino ha relazionato i suoi propri conteggi davanti alla comunità internazionale.”Il saldo dei morti tra l’esercito ucraino che sta difendendo la sua terra (ha detto Poroshenko) dall’aggressore è di 1.432 persone, Migliaia di persone, 5,638 sono morte dal trascorso aprile ed ogni giorno la quantità di vittime tra la popolazione civile aumenta”, ha detto il presidente ucraino in un intervento davanti alla Conferenza di Sicurezza di Monaco, lo scorso Sabato.

Secondo informazioni pubblicate dai media, l’Esercito ucraino sta subendo molte perdite dallo scoppio del conflitto armato nella passata primavera. In conformità a quanto detto dal portavoce delle forze di autodifesa della proclamata Repubblica Popolare di Donetsk, Eduard Basurin, i militari ucraini hanno perso oltre 1.569 effettivi soltanto nelle ultime tre settimane- la situazione è critica per Kiev. Circa 8.000 effettivi sono stati circondati nelle prossimità della città di Debaltsevo, nella  Repubblica Popolare di Donetsk, dopo che le forze separatiste avevano tagliato la strada che collegava la zona del territorio controllato da Kiev.

Le forze di autodifesa provvedono a rinforzare le loro posizioni dopo aver ottenuto il controllo della località strategica di Uglegorsk che nella scorsa settimana era stata teatro di feroci combattimenti oltre alle crudeli ed umilianti burle dei battaglioni dei volontari  di Kiev. Si provvede a seppellire i corpi dei caduti che sono stati numerosi anche tra le forze separatiste, “la morte ci rende tutti uguali “, sono le parole rassegnate di un volontario che ha il mesto incarico di raccogliere e seppellire i corpi dei caduti sul campo di battaglia che ha visto nei giorni scorsi feroci combattimenti fra le due parti contrapposte. “Noi siamo qui a combattere ed a congelarci mentre coloro che hanno provocato questa guerra siedono tranquilli al caldo dei loro uffici e la sera rientrano nelle loro case. Molti di noi non vedranno la primavera”. questo l’amaro commento di un militare.

I combattimenti si sono svolti strada per strada ed anche casa per casa,  le truppe ucraine hanno cercato di trovare rifugio negli scantinati dove hanno anche utilizzato i civili come scudi umani. alla fine hanno prevalso le forze separatiste che hanno peso il controllo della città e sulle  postazioni  di sorveglianza relative all’ arteria di comunicazione.

La città di Uglegorsk, situata nelle vicinanze di Debaltsevo, è un punto chiave della linea di contatto. Il percorso che passa per la zona è quello che unisce i principali centri di resistenza: le città di Donetsk e Lugansk. I miliziani separatisti non presentano i risultati degli scontri. I residenti assicurano di aver aspettato con ansia il momento in cui le milizie popolari della Repubblica di Donetsk avrebbero liberato la loro città. ” I nazisti di Kiev salutano Uglegorsk”, recita una scritta che ancora rimane visibile nella località abbandonata dalle truppe di Kiev. Questi sono i messaggi che i denominati battaglioni volontari pronunciano a voce alta nel momento del passaggio. Non sono integrati nelle forze dell’Esercito ucraino. Sono i componenti dei gruppi neonazisti che godono di una ampia autonomia all’interno delle forze Armate ucraine. Combattono per i loro propri ideali alieni a quelli della maggior parte della popolazione e del loro stesso esercito.

Nelle vicinanze della città continuano a sparare i cecchini. Hanno alla loro portata i posti di controllo e le strade principali. L’artiglieria bombarda le posizioni della milizia separatista.
Si combatte e si muore, niente di nuovo sul fronte orientale.

Fonte: El Espia Digital

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Nella foto in alto: cerimonia militare per sepoltura dei caduti

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