"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

IDEOLOGIA “GENDER” E GLOBALIZZAZIONE

A banner reads, "No to Gender Theory" as people wave trademark pink, blue and white flags during a protest march called, "La Manif pour Tous" against France's legalisation of same-sex marriage and to support of traditional family values, in Paris

L’ideologia del “genere” è funzionale alla globalizzazione. I diritti degli omosessuali sono un’arma di “distrazione di massa”.

di Giorgio da Gai

Quest’articolo è nato dall’incontro con Pro Vita, un associazione che promuove iniziative in difesa della famiglia naturale e della vita. Relatori dell’incontro: l’ambasciatore russo Aleksej Komov, del Congresso Mondiale delle Famiglie presso l’ONU e Antonio Brandi, Presidente di Pro Vita. (1)

Per famiglia naturale s’intende l’unione stabile di un uomo e di una donna, destinata alla procreazione e alla cura della prole. L’essenza demoniaca e socialmente distruttiva dell’ideologia gender si manifesta nella negazione della famiglia. Aristotele insegna che la famiglia è la base della società umana, perché è la prima forma di comunità che l’uomo ha costituito per poter sopravvivere; seguono poi comunità più grandi, come la città e lo Stato. L’uomo è quindi un animale politico (zoon politikon) un essere “sociale” destinato a vivere in comunità.

Nella nostra società liberista e libertaria, la famiglia naturale è minacciata da condizioni socio – economiche e da modelli culturali ostili, che ne impediscono la formazione e la sopravvivenza: ideologia di genere, femminismo, consumismo, precarizzazione del lavoro, bassi salari, ritmi di vita incompatibili con le esigenze famigliari, taglio dei servizi pubblici (asili, assegni familiari, alloggi per le giovani coppie, ecc).

Una concezione anarcoide e iconoclasta della libertà è il male dell’Occidente, il cancro che lentamente consuma la nostra decadente civiltà. Satana non è omosessuale ma libertario e liberista, induce l’uomo a ribellarsi a ogni legge e limite, al fine di soddisfare i propri desideri e deliri di onnipotenza. Il demonio ci sussurra con tono mellifluo: «Dio non esiste, tu sei il vero Dio, tutto ti è permesso». «Vietato vietare» era lo slogan sessantottino che ha minato la base morale e politica della nostra società: aborto, eutanasia, manipolazioni del corredo genetico e mercificazione della gravidanza, liberalizzazione delle droghe, contestazione globale. Nulla è assoluto tutto è relativo (famiglia, sesso, nazione). Il neoliberismo, farà propria questa concezione anarcoide e iconoclasta di libertà applicandola all’economia. Non esistono comunità e doveri sociali, ma solo individui che agiscono in funzione dei propri interessi e desideri, mossi da una mano invisibile che alla fine realizza il bene comune (la somma degli interessi e desideri individuali), il mercato è la divinità alla quale immolare le nostre esistenze.

La bestia dell’Apocalisse mostra il suo vero volto, creare il caos: sovvertendo le leggi di natura, espressione della volontà divina e le basi della civiltà umana.

L’ideologia di genere (in inglese gender) ideata dallo psichiatra americano John Money, sostiene che la famiglia naturale e l’identità sessuale non sono immutabili ma relative, possono essere modificate o ignorate, in base ai desideri del singolo o ai progetti di “ingegneria” sociale. Padre e madre sono parole prive di senso, esistono solo genitori A e B.

Tutto questo è funzionale al progetto di omologazione imposto dalla globalizzazione che mira a cancellare ogni forma d’identità e di comunità. Un mutamento antropologico che trasformerà il genere umano in un gregge anonimo, i neoschiavi del mondo globalizzato, diafane creature: consumiste, asessuate, individualiste, competitive, apolitiche, atee, nomadi, drammaticamente sole. (2)

Per globalizzazione o mondializzazione, s’intende l’eliminazione di ogni barriera alla circolazione delle merci, dei capitali e delle persone al fine di creare un unico mercato mondiale di modello neoliberista. Per fare questo è necessario avviare un processo di omologazione diretto a cancellare ogni forma di appartenenza e identità (nazione, comunità locali, religione, ideologia politica, etnia, famiglia e sesso).

Nel nuovo ordine mondiale creato dalla globalizzazione: gli Stati nazionali e i poteri locali sono sostituiti da organismi sovranazionali legati agli Stati Uniti (la superpotenza vincitrice della guerra fredda) gli unici soggetti idonei a governare un mondo globalizzato; i popoli sono formati da masse anonime di produttori-consumatori, atomi manipolabili nel comportamento e nei valori. (3) L’incubo orwelliano diventa realtà.

Pierpaolo Pasolini, omosessuale e intellettuale di sinistra, già negli anni 70, denunciava in Scritti Corsari (1975), il processo di omologazione-degradazione indotto dalla società dei consumi: «Non siamo più di fronte, come tutti ormai sanno, a “tempi nuovi”, ma a una nuova epoca della storia umana, di quella storia umana le cui scadenze sono millenaristiche. Era impossibile che gli italiani reagissero peggio di così a tale trauma storico. Essi sono divenuti in pochi anni (specie nel centro – sud) un popolo degenerato, ridicolo, mostruoso, criminale. Basta solo uscire per strada per capirlo». E continua: «Ho visto dunque con i miei sensi il comportamento coatto del potere dei consumi ricreare e deformare la coscienza del popolo italiano, fino a un’irreversibile degradazione. Cosa che non era accaduta durante il fascismo, periodo in cui il comportamento era completamente dissociato dalla coscienza». (4) Chissà cosa direbbe il poeta friulano, oggi che la globalizzazione ha esteso all’intero Pianeta, il processo di omologazione-degradazione da lui denunciato.

Il legame tra ideologia di genere e globalizzazione, si manifesta non solo a livello ideologico, ma anche a livello istituzionale. L’ideologia di genere è sostenuta dalle stesse lobby e istituzioni che appoggiano la globalizzazione: politici della sinistra progressista e della destra liberista (Cameron, Obama, Hollande, Renzi, Boldrini, Scalfarotto, Vendola, Garfagna, Hillary Clinton, ecc.) giornalisti, intellettuali e artisti di fama internazionale (da Madonna a Elton John) imprese multinazionali (Ikea, le imprese legate al cambiamento del sesso, alla procreazione artificiale e all’aborto farmaceutico – pillola del giorno dopo), gli esponenti dell’alta finanza (Gates, Soros, Rockfeller), il governo degli Stati Uniti attraverso le proprie ambasciate, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo, la maggioranza dei parlamenti e dei governi dell’Unione Europea, il parlamento europeo e perfino l’Unicef. (5) Quest’ultima sostiene: «la messa in atto di leggi che certifichino il riconoscimento legale dei legami familiari dei genitori LGBT e dei loro figli». (6) A benedire le unioni omosessuali sono anche le chiese cristiane: valdese, metodista, battista, luterana e parte di quella anglicana. Contrarie a dette unioni sono la chiesa cattolica e quella ortodossa, la parte tradizionalista delle chiese protestanti, l’Islam, i movimenti e i partiti tradizionalisti e identitari.

Le organizzazioni LGBT e le istituzioni che sostengono l’ideologia di genere cercano di imporla attraverso una campagna d’indottrinamento e di censura.

L’indottrinamento, prevede il controllo dei mass-media e un programma educativo rivolto a promuovere l’omosessualità nelle scuole. Al Liceo Giulio Cesare di Roma è stato dato da leggere ad adolescenti di seconda superiore il libro di Melania Mazzucco: Sei come sei che descrive nei particolari (odori, sapori, sensazioni) un rapporto orale tra due ragazzi in uno spogliatoio. Oppure i libri distribuiti negli asili del Veneto, e poi tolti per la rivolta dei genitori, i titoli si commentano da soli, “E con Tango siamo in tre”, “Perché hai due mamme” e via dicendo. (7) Oggi, come nel 68, la scuola abiura alla funzione pedagogica per assumere quella ideologica.

La censura prevede l’introduzione del reato di omofobia e il boicottaggio delle opinioni contrarie al pensiero dominante.
Il reato di omofobia punisce ogni atto di violenza e di discriminazione verso gli omosessuali e i transessuali, con pene che vanno dai sei mesi ai sei anni. Una norma che non è stata creata per tutelare gli omosessuali dalla violenza e dalle discriminazioni (a tale scopo basterebbe applicare il codice penale e l’articolo 3 della costituzione italiana che garantisce la parità dei cittadini); ma per soffocare ogni voce contraria all’ideologia di genere. Il reato di omofobia appartiene alla categoria dei reati di opinione. In Germania Eugene Martens ha scontato un giorno di prigione per essersi rifiutato di portare la figlia alle lezioni di genere. Oggi la pena è di un giorno, ma in futuro potrebbe essere di un anno, tutto dipenderà dalla forza delle lobby omosessuali. (8) Discorso analogo per le unioni di fatto, lo scopo di detto istituto è quello di introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso e non è quello di tutelare una relazione tra persone non sposate e non legate da vincolo parentale. Per quest’ultime basterebbe l’istituto giuridico della procura adattandolo alle loro esigenze affettive.

La censura non si manifesta solo la repressione, ma anche con l’esclusione. Ogni opinione contraria all’ideologia gender è tacciata di “omofobia” e come tale va bandita dai mass media, dalle istituzioni scolastiche, dai circoli culturali, o boicottata sul mercato se si tratta di un’azienda (Barilla e Dolce e Gabbana).

Si fonda sull’indottrinamento e sulla censura il DDL Scalfarotto (vicepresidente del partito democratico) che prevede l’introduzione del reato di omofobia e dell’ideologia di genere nel nostro ordinamento. Considerazioni analoghe valgono per le direttive contenuta nella Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni sul sesso (2013-2015), voluta dall’ex ministro del Welfare (con delega alle Pari opportunità) Elsa Fornero.

Le politiche a favore dell’ideologia di genere sono promosse e coordinate dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimenti Integrazione e Pari Opportunità. L’UNAR si avvale della sola consulenza delle associazioni LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali). Questa scelta esclude le famiglie degli alunni dai programmi scolastici e dimostra lo spirito totalitario della politica gender.
Si deve all’UNAR, la diffusione di una trilogia di manuali, dal titolo: Educare alla diversità a scuola. Questi testi destinati alla scuola elementare, media inferiore e superiore, col pretesto di combattere le discriminazioni e promuovere l’educazione sessuale, indottrinano bambini e adolescenti: all’ideologia di genere, all’aborto, all’attività sessuale in età precoce.

La campagna d’indottrinamento e censura è preceduta dal vittimismo, la “cultura del piagnisteo” (Robert Hughes 1994). Le organizzazioni LGBT denunciano l’esistenza di un’emergenza omofobia, segnata da frequenti violenze e discriminazioni a danno di omosessuali e transessuali. Poco importa se i dati forniti dall’organismo interforze della Polizia di Stato e dei Carabinieri, l’OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori) smentisca detta emergenza, o la confinano al mondo della prostituzione, che spesso frequentano i transessuali autori delle denunciano. La relazione trasmessa al Parlamento dall’OSCAD, certifica che in più di tre anni di attività dell’osservatorio (settembre 2010 – dicembre 2013) sono pervenute all’OSCAD 83 segnalazioni (una media di 28 all’anno), relative complessivamente ad offese, aggressioni, lesioni, istigazione alla violenza, danneggiamenti, casi di suicidio e minacce relativi all’orientamento sessuale (un caso all’anno in media ogni 2 milioni di italiani). (9)

Solo creando una presunta emergenza “omofobia” è possibile giustificare politiche e norme degne di un regime totalitario, come lo sono le nostre sedicenti “democrazie”. Governi, che per tutelare i propri interessi conducono guerre imperialiste camuffate da crociate umanitarie (Libia, Afghanistan, Iraq, Serbia, Siria e Ucraina); che per coprire il disavanzo dei bilanci pubblici e di quelli delle banche private (frutto di politiche clientelari, irresponsabili e criminali) condannano i propri popoli a un futuro di miseria e di precariato.

Non dobbiamo odiare e discriminare gli omosessuali, hanno il diritto di vivere la loro vita come credono, chi siamo noi per giudicarli? Il nemico da combattere e da odiare è l’ideologia di genere e la canaglia giacobina che la sostiene, il loro distruttivo totalitarismo. Rendiamo onore agli omosessuali che rinnegano la follia gender. Gli stilisti Dolce e Gabbana, sono omosessuali ma hanno condannato le adozioni gay, mentre molti eterosessuali le sostengono (10).

Negli incontri tenuti da Pro Vita, la presenza dell’ambasciatore Alexey Komov non è stata casuale. La Russia di Putin ha sfidato il nuovo ordine mondiale, imposto dagli Stati Uniti e dai loro vassalli europei. Una sfida che è geopolitica e ideologica: geopolitica, il rifiuto dell’egemonia atlantica (Kosovo, Ossezia del sud, Siria e Ucraina); ideologica, la difesa dei valori tradizionali (famiglia, patria e religione). Valori che il Presidente Putin ha espresso nel discorso tenuto a Valdai (Russia) il 24 ottobre 2014. (11)

Putin difende l’identità cristiana: «In molti Paesi europei la gente ha ritegno o ha paura di manifestare la sua religione. Le festività sono abolite o chiamate con altri nomi; la loro essenza (religiosa) è nascosta, così come il loro fondamento morale. Sono convinto che questo apra una strada diretta verso il degrado e il regresso, che sbocca in una profondissima crisi demografica e morale».

Putin, difende la famiglia naturale: «Possiamo vedere come i Paesi euro-atlantici stanno ripudiando le loro radici, persino le radici cristiane che costituiscono la base della civiltà occidentale. Essi rinnegano i principi morali e tutte le identità tradizionali: nazionali, culturali, religiose e anche sessuali. Stanno applicando direttive che parificano le famiglie a convivenze di persone dello stesso sesso, la fede in Dio con la credenza in Satana.»

Putin difende il valore dell’identità nazionale minacciato dalla globalizzazione: «Simultaneamente, vediamo sforzi di far rivivere in qualche modo un modello standardizzato di mondo unipolare e offuscare le istituzioni di diritto internazionale e di sovranità nazionale. Questo mondo unipolare e standardizzato non richiede Stati sovrani; richiede vassalli.». E continua: «La sovranità, indipendenza e integrità territoriale della Russia sono incondizionate. Qui ci sono “linee rosse” che a nessuno è permesso scavalcare.».

L’attuale governo russo sostiene i valori tradizionali in politica interna ed estera. In politica interna, vieta la propaganda omosessualista e l’aborto dopo le 12 settimane di gravidanza, da sostegno materiale e psicologico alle donne che hanno difficoltà ad accettare la propria gravidanza, assegna un sussidio di circa 10.000 dollari per il secondo figlio, concede terreni alle famiglie con più di tre figli, stanzia fondi per la costruzione di 30.000 chiese e seicento monasteri, combatte gli oligarchi mafiosi e filoccidentali. (12) In politica estera difende la sicurezza nazionale, minacciata dall’allargamento ad est della Nato (Ossezia del Sud ed Ucraina) e dall’islamizzazione del Caucaso.

Putin non è un santo, ma uno statista razionale e consapevole del proprio ruolo. Ha ereditato una nazione prostrata da una profonda crisi politica, sociale ed economica; conseguenza del fallimento dell’ideologia comunista e della sciagurata presidenza di Boris Eltsin (1991 – 1998) un ubriacone che vendette il Paese agli oligarchi e agli interessi stranieri. Putin, ha capito che una nazione non si fonda sul mercato, o su un concetto ipocrita di democrazia; ma sui valori tradizionali. Detti valori assicurano la rinascita nazionale e un futuro di pace e di prosperità.

L’accusa di omofobia mossa alla Russia da Stati Uniti ed Europa, è ipocrita e falsa: Falsa, perché in Russia esistono centinaia di locali per omosessuali è nessuno è condannato per tale orientamento; ad essere vietata è la propaganda omosessuale tra i minori, dai gay pride, alle lezioni gender negli asili e nelle scuole. Ipocrita, perché diretta a colpire un Paese “nemico” e non a difendere i diritti degli omosessuali; non a caso tale “accusa” risparmia i Paesi mussulmani alleati dell’Occidente (Arabia Saudita, Pakistan e Qatar) che infliggono agli omosessuali pene detentive e corporali, compresa la quella capitale. (13) Discorso analogo vale per il rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa che le citate nazioni quotidianamente calpestano. Se la Russia non è democratica, che cosa sono l’Arabia Saudita e il Qatar, dispotiche teocrazie e Stati “canaglia”, sostenitori del terrorismo islamico?

La Tv russa ha dedicato un documentario all’ideologia di genere. Una serie d’interviste e di riflessioni (anche a carattere religioso) sul tale fenomeno e sugli interessi che lo sostengono (il ruolo degli Stati Uniti e delle oligarchie politico – finanziarie). Il servizio è stato tradotto in italiano e diffuso tramite un DVD dal titolo: Sodom: La rivoluzione antropologica in atto. (14)

I diritti degli omosessuali sono un’arma di “distrazione di massa”, utile a distogliere l’attenzione della gente dai reali problemi del Paese: pressione fiscale, corruzione, crisi economica, inefficienza della pubblica amministrazione, taglio dei servizi pubblici, disoccupazione giovanile, precariato, criminalità e terrorismo islamista. Questi sono i veri problemi, non le pruderie genitoriali delle lesbiche o dei sodomiti; con i quali i politici sfilano durante il gay pride; nella speranza che questo gli aiuti a mantenere la loro sudicia poltrona.

Note:

1) Antonio Brandi e Alexey Komov, Hotel Maggior Consiglio – Treviso 31 gennaio 2015.
2) sulla relazione tra ideologia gender e globalizzazione:
– Enrica Perucchetti e Gianluca Marletta: Unisex. La creazione dell’uomo “senza identità”, Arianna editrice, Bologna 2014.
– Diego Fusaro: Ideologia gender e capitalismo. In http://www.lintellettualedissidente.it/corsivi/ideologia-gender-e-manipolazione-dellessere-umano/
3) Franco Cardini: La globalizzazione tra nuovo ordine e caos. Edizioni Il Cerchio 2005.
4) Pier Paolo Pasolini: L’articolo delle lucciole, in Scritti Corsari. Garzanti Editore 1990, p. 131.
5) Spiega Domenico Airoma, magistrato: «L’opera di demolizione della famiglia naturale è stata possibile: «con la lenta ma inesorabile erosione praticata attraverso l’interpretazione dei giudici, soprattutto quelli della Corte europea dei diritti dell’uomo, i quali hanno statuito che quell’articolo potrebbe voler dire che l’uomo e la donna hanno diritto di sposarsi non necessariamente fra loro bensì con chiunque. Poi si sono susseguite varie risoluzioni del Parlamento Europeo nella quali si è incominciato a stabilire che la priorità, l’emergenza comunitaria è l’intronizzazione del “genere” che è chiamato a sostituire il sesso in tutti i testi normativi; il “genere” come sesso desiderato, nulla di statico, quindi: ognuno è ciò che si sente. E il diritto ora deve rincorrere il sentimento, anche se la realtà continua a dire l’opposto». Leggi di Più: “Omofobia. Ideologia gender è legge del desiderio del più forte”. In: http://www.tempi.it/
6) Unicef Position Paper, 9 november 2014 : “Eliminating discrimination against children and parents based on sexual orientation and/or gender identity ”.
7) Sull’indottrinamento nelle scuole da parte delle Lobby LGBT e delle istituzioni:
– Roberta Barone Gender la “colonizzazione ideologica” nelle scuole
– Gianfranco Amato: Gender (D)istruzione: le nuove forme di indottrinamento nelle scuole. Edizioni Fede & Cultura.
8) Leone Grotti:“Io, finito in carcere perché mia figlia ha saltato due ore di ideologia gender. E ora tocca a mia moglie”. In: http://www.tempi.it/germania-io-finito-in-carcere-perche-mia-figlia-ha-saltato-due-ore-di-ideologia-gender-e-ora-tocca-a-mia-moglie#.VPSgh890weg
9) Fonte: http://www.uccronline.it/2014/04/09/i-dati-smentiscono-lomofobia/
10) Terry Marocco: Figli e famiglia la verità di Dolce e Gabbana. Panorama 16.3.2015. In: http://www.panorama.it/
11) Il Valdai International Discussion Club è un convegno internazionale (come l’atlantista Gruppo Bilderberg) dove si approntano temi di carattere geopolitico, economico e culturale. Detto convegno è promosso dalla RIIA Novosti e dal think tank governativo russo Council on Foreign and Defense Policy. Detto convegno si tiene a Valdai sul lago Valdaiskoe, nella zona di Novgorod, ricca di monasteri e memorie storiche dell’ortodossia.
Maurizio Blondet: “Che cosa ha detto Putin a Valdai”. In: http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php
12) Antonio Brandi: “La rinascita del popolo russo”. Intervista ad Alexey Komov, Ambasciatore del Congresso Mondiale delle Famiglie presso l’ONU. Notizie Pro Vita, giugno 2014.
13) I rapporti omosessuali sono puniti con pene detentive, corporali, o con la pena di morte: Arabia Saudita, Iran, Nigeria, Mauritania, Pakistan, Sudan, Somalia, Somaliland e Yemen. In altre nazioni molte nazioni musulmane, la pena di morte è esclusa, ma sono previste pene pecuniarie, detentive e corporali: Bahrain, Qatar, Algeria e Maldive.
14) Il DVD non è commerciabile ma può essere richiesto all’associazione Pro Vita redazione@notizieprovita.it

Tratto da Eurasia-Rivista

Nella foto in alto: manifestazione di protesta in Francia contro l’imposizione dell’ideologia gender

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  1. Anna 2 anni fa

    Questa storia dell’ideologia gender e della difesa della famiglia è ridicola, per usare un eufemismo. Per non parlare poi degli integralisti (per usare un altro eufemismo) di Pro vita.

    La famiglia tradizionale sarebbe messa in crisi dagli omosessuali! Ma per favore! Mentre si difende la cara famiglia del mulino bianco al cui interno ci sono genitori, zii e nonni pedofili e violenti. Oppure i padri di famiglia danarosi che vanno oltreoceano a fare sesso con minori ridotti alla fame. E guai a parlar male di queste belle e calorose famiglie !

    Adesso siamo arrivati al punto di scomodare il nuovo ordine mondiale e la globalizzazione, non c’è che dire.
    E che sia ben chiaro, non sono omosessuale, ma solo una persona che ha rispetto del prossimo.
    Mi spiace che un articolo del genere sia ospitato da un sito come il vostro che si spaccia per informazione alternativa e che mette in bella in mostra una frase come
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”.

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    1. Luciano Lago 2 anni fa

      Quindi, secondo lei, la famiglia non corre nessun pericolo per effetto della propaganda gay fatta anche ai bambini, incluso nelle scuole, oltre a tutti i media che la scodellano in ogni dove: dalle pubblicità agli sceneggiati televisivi.
      Il fatto che queste disposizioni, abolizione delle differenze naturali maschi femmina, madre e padre, mascherate come lotta alle omofobia ed alle discriminazioni, partano da Bruxelles e vengano poi adottate dal molte regioni e scuole italiane, rappresenta secondo lei soltanto un caso e nulla più. A suo parere non esiste una regia, non c’è una ideologia che impone queste direttive e non esiste neanche una lobby dei gay, certo come no: tutto avviene “per caso” ed in modo “spontaneo” e si diffonde in tutto il mondo occidentale.
      Le persone come lei ci raccontano che bisogna “adeguarsi” ai nuovi criteri e bisogna essere “moderni”, ce lo chiede l’Europa (strano che non l’abbia aggiunto al suo commento).
      Alla mala fede o all’idiozia conformista non ci si può facilmente abituare, meglio opporsi fin che si è in tempo, fossimo anche delle voci isolate.

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      1. Piero61 2 anni fa

        salve
        caro sig Lago, lasci perdere è una evidente provocazione di qualche fighetta radical chic, infiltrata da repubblica o la stampa…gente di una catttiveria e d ignoranza senza pari; no sapendo costruire, devono distruggere…
        saluti e alla via così…
        Piero e famiglia

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        1. United 2 anni fa

          Vediamo se fra qualche anno..verrà uno dei suoi figli da lei e le dirà: Papà sono GAY!
          Probabilmente lei sarà uno di quei genitori che sono convinti che essere GAY è una malattia..dato che lei è la dimostrazione in persona dell’ italiano bigotto e ignorante che ancora nel 2015 grida Satana se due uomini o due donne semplicemente si baciano per strada

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          1. Luciano Lago 2 anni fa

            Le rispondo con quanto enunciato nello stesso articolo: ….”Non dobbiamo odiare e discriminare gli omosessuali, hanno il diritto di vivere la loro vita come credono, chi siamo noi per giudicarli? Il nemico da combattere e da odiare è l’ideologia di genere e la canaglia giacobina che la sostiene, il loro distruttivo totalitarismo. Rendiamo onore agli omosessuali che rinnegano la follia gender. Gli stilisti Dolce e Gabbana, sono omosessuali ma hanno condannato le adozioni gay, mentre molti eterosessuali le sostengono”. Il concetto mi sembra molto chiaro: una cosa è rispettare la libertà di tutti vietando le discriminazioni in base alla razza, alla religione o alle scelte di natura sessuale, altra cosa è voler imporre una ideologia totalizzante ed anti umana come l’ideologia gender. Nessuno mette in dubbio i diritti degli omosessuali ma non deve essere consentito alla lobby dei gay di dettare regole e pregiudicare l’educazione dei bambini e l’integrità della famiglia. Il vero bigottismo è quello di chi si sente sul piedistallo del “pensiero unico” (politicamente corretto) e pretende di disprezzare ed emarginare coloro che non si adeguano al conformismo vigente.

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        2. United 2 anni fa

          Faccia attenzione che il peso delle parole trova poi la sua bilancia nelle aule di tribunale o peggio ancora nella carneficina dei mass media.. Fareste bene a trattare questo argomento con i guanti per evitare che il vostro blog non finisca in pasto a qualche squalo

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          1. Luciano Lago 2 anni fa

            Sapremo difenderci……..

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  2. Anna 2 anni fa

    Signor Lago, non faccia finta di non capire: quale famiglia vuole difendere lei? Vi riempite la bocca con questa “sacra famiglia” e non si capisce fino ad ora dove eravate, per secoli intendo, a difendere le false ed inesistenti famiglie del mulino bianco. Un conto è mettere all’indice una ennesima lobby che fa i propri interessi ed un conto è tirare in ballo strumentalmente la famiglia. C’è una ipocrisia in queste prese di posizione che arroventa il cervello.

    Quanto al signor Piero non vale neanche la pena di rispondere perché si commenta da solo. Se anche quì c’è la regola del pensiero unico allora mi arrendo.

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    1. Piero61 2 anni fa

      salve
      …egregia signora (o signorina) Anna, l’unica sostenitrice del pensiero unico, è lei, perfettamente conforme ai più squallidi (e falsi) luoghi comuni da salotti radical chic.
      Le auguro un buon proseguimento di pomeriggio, magari con una bella passeggiata in collina attraverso sentieri in fiore, dopo una bella tisana rilassante…ottima quella di tiglio
      saluti e buona giornata
      Piero e famiglia

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    2. Luciano Lago 2 anni fa

      Egregia signora, seguo il suo ragionamento anche se mi sfugge la sua logica. Visto che non esiste più una “sacra famiglia” poichè dalle cronache apprendiamo che in molte famiglie avviene che ci siano mariti che uccidono le mogli, madri che affogano i figli, padri che violentano le figlie, ecc. ecc., la soluzione secondo lei (e quelli come lei) sarebbe quella di abolire del tutto la famiglia, impostare le unione sul genitore 1 e genitore 2, riconoscere matrimoni gay ed adozioni per le coppie gay e quant’altro ci dicono da Bruxelles, dall’ONU, dalle ONG finanziate da Soros e similari. A questo punto, per paradosso, con lo stesso ragionamento, visto che esiste un aumento della criminalità minorile, si potrebbe proporre di sopprimere i minori prima ancora che nascano ed avremmo anche debellato totalmente il fenomeno. Questa la sua logica?

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      1. Piero61 2 anni fa

        salve
        Signor Lago, la signora (o signorina) Anna, segue un ragionamento ? ripete, pappagallescamente, quello che la propaganda propina; se fosse vissuta nel 1933, sarebbe stata una delle più ferventi seguaci di Goebbels, quello che dicono abbia “inventato” il lavaggio del cervello di massa…
        saluti
        Piero e famiglia

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  3. keki 2 anni fa

    La famiglia spesso è una tra le tante cause di traumi,patologie e fallimenti che ci portiamo dentro durante la nostra esistenza,la quale ci è messa a disposizione per cercare di evolvere ,elaborando il nostro interiore , per quanto ci è concesso.Certamente “famiglia” significa anche protezione,nido,amore incondizionato,appartenenza.Il concetto positivo di famiglia non sarebbe messo in discussione se vivessimo nel paradiso terrestre, in un mondo perfetto ,con genitori perfetti.Non metto in dubbio ,comunque dell’esistenza di un piano ben progettato per una completa destabilizzazione dell’essere umano.Pasolini diceva bene,concordo pienamente col suo pensiero,ma non sarei così generosa nel giudicare le normofamiglie globalizzate a loro volta nella normovita in questo normomondo,perchè sono anch’esse il risultato di un progetto diabolico.

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    1. Luciano Lago 2 anni fa

      Certamente la famiglia non è un luogo idilliaco ma risente del contesto sociale. Tuttavia è fuori dubbio che la prima formazione ed il retaggio culturale il bambino, nella sua crescita, lo apprende in famiglia, salvo poi venire fortemente influenzato dalla scuola e dall’ambiente sociale che è portato a frequentare. Spiegato in termini sintetici, il progetto mondialista, che si basa sull’ideologia del gender, ha come obiettivo principale l’omologazione degli individui a determinati parametri per ottenere una società di individui consumatori e schiavi, privi di un proprio patrimonio culturale e di identità nazionale. Per questo risulta importante distruggere il concetto stesso di famiglia come entità che possa condizionare l’individuo al di fuori dei parametri imposti dal sistema. Questo spiega la necessità di imporre la teoria del genitore 1 e genitore 2, della identità di genere, abolendo il principio naturale della differenza dei sessi che permette la riproduzione naturale. Il discorso è complesso ma bisogna capire che dietro tutto questo esiste un progetto demolitore che parte da lontano. Niente nasce per caso.

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      1. keki 2 anni fa

        concordo pienamente

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  4. keki 2 anni fa

    per quanto riguarda il signor Piero,la sua famiglia è a conoscenza del fatto che lei si firma Piero e famiglia?

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    1. Piero61 2 anni fa

      …la rassicuro, si la mia famiglia è a conoscenza e approva.
      saluti e buona serata
      Piero e famiglia

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      1. keki 2 anni fa

        saluti a lei e famiglia

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  5. Ares 2 anni fa

    Non mettiamo di mezzo i bambini. la NATURA ha diversificato i sessi per questo. Poi ognuno è libero delle sue scelte senza violentare un bambino che da grande potrebbe non essere d’accordo come per esempio il battesimo in età di piena incoscienza, ma per favore smettiamola con le scemenze indotte da stronzi.

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