"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

I siciliani non hanno più scusanti: se non reagiscono adesso subiranno tutte le conseguenze

di Luciano Lago

Dopo il duplice delitto di Palagonia, i crudi fatti di cronaca dimostrano quello che già si sapeva: l’immigrazione di massa incontrollata, incoraggiata e coccolata dagli irresponsabili esponenti del governo e della sinistra mondialista, produce vittime che non sono soltanto quelle che affogano in mare ma anche quelle, cittadini italiani in maggioranza (a volte anche stranieri residenti) che subiscono gli assalti predatori dei migranti provenienti dall’Africa ed ospitati a spese dello Stato in strutture pubbliche, senza controlli e senza accertamenti su chi sono.

Era scritto che prima o poi sarebbe accaduto e puntualmente si è verificato: un duplice omicidio di due pensionati, i coniugi Solano, aggrediti selvaggiamente nella loro casa, una rapina in stile predatorio, proprio di chi proviene da culture locali abituate a questo tipo di azioni per procurarsi le “cose” che servono: telefoni cellulari, abiti, computer, ecc..
Le avvisaglie c’erano state tutte, i responsabili provengono dal Cara di Mineo che ospita la più numerosa comunità di migranti clandestini e qualche rifugiato, una bolgia di alcune migliaia di persone alloggiate che circolano liberamente senza controllo. Sono tutti di provenienza da paesi africani e nord africani, ci sono però anche pakistani ed altre etnie, tutti sbarcati sulle coste della Sicilia, in attesa dei tempi lunghi della burocrazia per avere i documenti, il permesso di soggiorno o lo status di rifugiato che arrivano in una media di 18 mesi.

Nel frattempo si arrangiano: in buona parte di tratta di uomini, single, in età da combattimento, dai 18 ai 30 anni. Un altra parte è costituita da donne, alcune delle quali sono dedite alla prostituzione e vengono sfruttate da “magnaccia” locali, furti, spaccio, violenze, stupri sono all’ordine del giorno e da tempo era stata sollecitata la chiusura del centro ma non si poteva fare perchè qualcuno, cooperative e singoli politici, avevano interesse a tenerlo aperto, come fonte di contribuiti dello Stato e di appalti per le forniture di cibo, lenzuola, arredi, generi di necessità, un business a cui molti erano coinvolti.

Cara-Mineo1

Una gestione di questo centro, che si stima valga cento milioni di euro, un residence che frutta sette milioni di affitto all’anno, diecimila euro al giorno di indotto e quattrocento posti di lavoro che, in tempi di elezioni, si trasformano in una valanga di voti. Una struttura già sotto la lente delle inchieste per mafia collegate con le Coop e con altri enti collegati ad esponenti politici del governo Renzi/ Alfano.

Della presenza di questa massa di persone incontrollabili, ne paga le spese la popolazione locale dei comuni vicini al centro dove sono aumentati i furti, lo spaccio, gli stupri, la prostituzione ed il degrado di una zona della Sicilia già afflitta da molti problemi. Le famiglie dei residenti non vivono più tranquille, i figli vengono tenuti in casa e, per quelli che escono, soprattutto le ragazze, si aspetta che rientrano e non facciano brutti incontri, si sconsiglia di farle uscire da sole, troppo pericoloso con tutti questi elementi in giro a caccia di “prede”.

Adesso si farà il funerale dei coniugi Solano, nei paesi vicini al CARA ed a Catania, la rabbia cresce ma il futuro non promette niente di buono: la presenza dei migranti africani continua a crescere con migliaia in arrivo tutti i giorni, con le navi della Marina Militare italiana ed anche quelle di altri paesi, che vanno a prenderli sotto costa libica, con i telefoni delle capitanerie di porto che squillano, chiamati dagli scafisti che comunicano il “loro carico” in arrivo. Coinvolta anche la Caritas e le organizzazioni del Vaticano.

Un sistema ormai collaudato di invasione pianificata. Una invasione voluta fortemente dal governo, dall’Unione Europea, dall’ONU, dal Vaticano e dai vescovi, oltre che da tutti i politici della sinistra mondialista che acclamano l’immigrazione come “arrivo di nuove risorse”. Vedi: L’Immigrazione di massa come arma letale del mondialismo.  Vedi anche: Ban Ki Moon (ONU) conferma: l’immigrazione di massa è un bene per l’Italia

Nessuna meraviglia quindi che si verifichino in Sicilia, come in tante altre parti d’Italia, episodi di rapine, aggressioni, furti, stupri quasi sempre ai danni di cittadini italiani che si trovano sulla strada di qualche elemento predatorio di origine africana. La stampa e le TV cercano quasi sempre di occultare questi episodi, tranne quando sono molto gravi come avvenne a Milano con il “picconatore” Kabobo”, quello che uccise tre passanti a colpi di piccone, si trattava di un africano “invasato” in preda a chissà quale sindrome, come altri casi similari sono accaduti altrove ma con meno vittime.

Naturalmente in questi casi arrivano puntualmente i “giustificazionisti” da salotto, cioè coloro i quali affermano che, essendo presente in Italia molta delinquenza domestica, non bisogna meravigliarsi che anche fra i migranti ci siano dei delinquenti ma che questo non costituisce un problema. Per loro certo non lo è, visto che non vivono nelle zone dove si trovano questi centri per migranti e di conseguenza non ne risentono. Nella loro logica è normale importare la deliquenza anche da fuori, come contributo alla globalizzazione.

Il problema è tutto per la popolazione che vive nelle zone dove ci sono questi centri che ne subisce le conseguenze in termini di criminalità e di degrado.

Adesso, da Palagonia, il campanello d’allarme è suonato, ora che la rabbia e la sensazione di essere abbandonati dallo Stato risulta crescente, nel momento in cui tutti i riflettori dei media sono puntati sul caso, in Sicilia si ha l’occasione di far sentire la propria voce, in modo forte ed energico. Sarebbe però necessario che tutte le persone valide scendessero in piazza a protestare, come accaduto anche a Roma o a Treviso, senza escludere di fare barricate, bloccare le strade o le ferrovie e reclamare la rimozione del centro, lo stop al business sui migranti a spese della popolazione e della sicurezza delle famiglie.

Una occasione unica per far sentire a Roma ed a Bruxelles come realmente la pensa la popolazione siciliana sul problema dell’immigrazione di cui si sono impossessati i politicanti per fare business sulla pelle di chi deve soccombere.

Saranno capaci i siciliani di fare questo sforzo, uscire e ritrovarsi tutti in strada a protestare compatti? Non sappiamo ma siamo sicuri che questa potrebbe essere l’ultima occasione prima che il processo di invasione diventi irreversibile. Le conseguenze allora saranno tutte molto pesanti e dolorose per le persone e le famiglie e non avranno neppure l’alibi di dire “io non sapevo” oppure “io non credevo”.
Chi non si muove adesso dovrà soccombere dopo, un regola non scritta ma che si ricava dalla Storia.

Nelle foto sopra: alcune immagini del Cara di Mineo

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  1. giannetto 2 anni fa

    Con l’atavico allenamento a far da “omo de panza” per omertà a boss e capobastoni nostrani, il pòpppolo è ormai capace di rassegnazione infinita. Si tratta solo di estensione multirazziale. I siculi non rassegnati possono ritentare di nuovo la carta del separatismo, sotto l’ombrello protettivo degli amerikani (tenendosi però Niscemi),…sennò intonino già il requiem.

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  2. Alessandro 2 anni fa

    Io sono siciliano. messinese.
    Se invece di fare i separatisti per poi divenire protettorato americano, facessimo i separatisti mandando a calci nel sedere un po’ tutti quanti, non sarebbe meglio per tutti?

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  3. flores 2 anni fa

    I siciliani, che una volta si autodefinivano masculi. hanno votato come governatore un culattone sinistrato. E abbiamo detto tutto.

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    1. Ares 2 anni fa

      Ma lei è convinto che il culattone sia stato votato dai Siciliani ? Complimenti uno che crede ancora esista Babbo Natale.

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      1. flores 2 anni fa

        Chi lo hanno votato allora? I figli della Befana? O è sempre la solita storia che lo ha fatto votare la mafia? Avanti così.

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        1. giannetto 2 anni fa

          E’ un popppolo masculo, ma con l’acqua in bocca. Colpa loro non è, perché la mafia, secondo una leggenda metropolitana, non esisteva prima dei piemontesi. Infatti furono i piemontesi a esportarla a Corleone, da Mondovì. – Ritengo sempre che il separatismo sia la soluzione migliore. Del resto la connection Palermo-Chicago ha un retroterra ben consolidato….. Non scrivo ste cose per offendere, e mi spiacerebbe che qualcuno se la prendesse. So benissimo che i siciliani annoverano intellettuali coi fiocchi, da Pirandello, a Verga, a Sciascia, a Gentile etc…Ma la sociologia media del popppolo è, ahimé, ben altra cosa. Dunque butto là qualche boutade, ma solo per divertirmi e non far sempre il palloso brontolone.

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  4. flores 2 anni fa

    I siciliani, che una volta si autodefinivano masculi, hanno votato un culattone sinistrato. E abbiamo detto tutto

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  5. keki 2 anni fa

    Anche se scendessero in strada compatti in un corteo di protesta o armati di forconi, non si otterrebbe alcun successo. Il centro verrebbe spostato in un altro quartiere disagiato e si ripresenterebbe puntualmente lo stesso problema.Gli unici avvantaggiati da questa eventualità risulterebbero i giornalisti-sciacalli che piomberebbero a divorare i poveri resti delle vittime di questo diabolico progetto. L’Italia intera deve protestare. C’è un’ unica maniera sensata di rivoluzione:non pagare le tasse,non recarsi a votare mettendo così all’angolo chi ci ruba la libertà.Pura utopia, quindi.

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