"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

I ribelli siriani rompono il tabù e si rivolgono ad Israele per salvarsi

I componenti dei gruppi armati di miliziani siriani (e stranieri) hanno previsto di apparire pubblicamente in un evento israeliano che si svolgerà nei territori occupati palestinesi.
“I rappresentanti dell’opposizione siriana offriranno un discorso direttamente davanti alle autorità israeliane” in una cerimonia che ha come motivo l’inaugurazione dell’Università ebraica di Gerusalemme, come rivelato dal Jerusalem Post.

Nella sua pubblicazione di Domenica, il giornale israeliano ha sostenuto che i denominati “ribelli”, classificati come terroristi dai Governi di Damasco e della Russia, cercano di rompere il tabù delle relazioni con il regime di Tel Aviv.


Secondo il Jerusalem Post, la riunione sarà anche trasmessa in vivo per i “comandanti dell’opposizione e i combattenti”, i miliziani jihadisti che si trovano nelle zone di combattimenti in Siria.

L’evento coincide con il trascorso di quasi tre settimane dalla piena liberazione della città di Aleppo da parte dell’Esercito siriano che ha rappresentato un grande colpo per i gruppi dei jihadisti armati che includevano allo stesso modo tutte le peggiori fazioni dei terroristi.

Dallo scoppio del conflitto siriano nel 2011, il regime di Israele non aveva mai nascosto la sua simpatia per i gruppi armati siriani ed ha anche fornito una grande fonte di assistenza e di appoggio logistico e sanitario a tutte le fazioni che combattono contro il Governo di Damasco, incluso il Fronte Al-Nusra, ex filiale di Al Qaeda attualmente conosciuto come il Fronte Fath Al-Sham.

Ribelli moderati aiutati da Israele

A questo rispetto, il capo di Stato Maggiore di Israele, Gadi Eizenkot, ha anticipato un progetto per destinare 7 milioni di dollari del budget delle forze militari del regime israeliano (IDF) per rafforzare i gruppi miliziani in Siria. Vedi: Israel arming syrian rebels

Il coinvolgimento di Israele nella crisi siriana non si limita all’appoggio medico e logistico ai terroristi, visto che negli ultimi anni le autorità siriane hanno denunciato un continuo di attacchi aerei israeliani contro le posizioni dell’Esercito siriano.

I siriani considerano questo tipo di aggressioni come un sostegno del nemico israeliano ai gruppi terroristi che combattono in Siria, in un tentativo disperato per elevare il loro morale ogni volta più a terra, dopo le sconfitte subite.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Manuel de Silva

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  1. Giorgio 7 mesi fa

    Mi sembra una cosa logica che i ribelli siriani si rivolgano a “mamma”, se no a chi altri?

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    1. Citodacal 7 mesi fa

      A tal punto siamo: quella che è una cosa meravigliosa (rivolgersi alla propria madre, sia ella la terrena o la celeste), è divenuta nei fatti e nei concetti un vero obbrobrio.

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      1. Giorgio 7 mesi fa

        Ho scritto “logica” non “meravigliosa” quindi non vedo attinenza.

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        1. Citodacal 7 mesi fa

          Non è una critica alla sua considerazione; intendo dire che, in genere, ci si rivolge alla propria madre, e alla madre di Dio per chi abbia sensibilità religiosa, per tutt’altri motivi che l’avere i glutei coperti e procedere nelle proprie nefandezze: avere una madre fidata a cui rivolgersi, soprattutto in giovane età, non è una cosa meravigliosa? Dunque l’uso dell’analogia come ha fatto lei è corretto, poiché purtroppo è anche constativo di come la natura delle relazioni e le figure retoriche del linguaggio descrivano situazioni aberranti: siamo costretti dalla triste realtà ad usare figure che si addicono a tutt’altro ambito, e questo certifica come sia la realtà – non il suo esempio – a capovolgere il buon senso.

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          1. Giorgio 7 mesi fa

            Scrivere non è come guardarsi negli occhi ne tanto meno come usare la differenziazione dei toni della voce o la loro modularità, quindi si deve usare molta più attenzione nella comunicazione, a meno di non comportarsi come quelli idioti che cliccano “Non mi piace”.

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