"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

I monarchi sauditi in “ansiosa attesa” per la vittoria della Clinton alle presidenziali USA

Clinton e i sauditi

di Luciano Lago

Grande attesa, nervosismo  e suspence per l’esito delle elezioni presidenziali USA  nelle capitali arabe del Golfo: a Rijad a Doha ed a Kuwait City, le grandi capitali di Arabia Saudita, Qatar e Kuwait, ovvero le monarchie petrolifere del Golfo che sono fra i principali ed i più massicci finanziatori della Hillary Clinton e della sua omonima findazione .

Come è noto l’Arabia Saudita, in particolare, risulta uno dei primi finanziatori della campagna elettorale della Clinton ed è anche un alleato di ferro degli Stati Uniti nella regione del Medio Oriente.
Non a caso gli USA sostengono le avventure militari dell’Arabia Saudita e la utilizzano per il “lavoro sporco”, come per il sostegno aperto fornito dai monarchi sauditi ai gruppi terroristi in Siria ed in Iraq (ISIS ed Al Nusra) fino all’aggressione contro lo Yemen a cui gli USA (e la Gran Bretagna) contribuiscono con assistenza logistica e fornitura di armamenti.

Ovvio che, in cambio del sostegno statunitense, Rijad garantisce agli USA (oltre alle forniture di petrolio) ricchi contratti di acquisto di amamenti made in USA, tanto che, il più grosso contratto di armamenti di sempre con Rijad, fu firmato (guarda caso) proprio quando la Clinton esercitava le funzioni di segretario di Stato con Obama.

Qualora ottenga la vittoria alle presidenziali, la Clinton, in contraccambio dei finanziamenti ricevuti , è logico pensare che abbia garantito ulteriori canali preferenziali in ambito economico e militare ai sauditi. Da notare, ed è tutto riscontrabile sul sito della fondazione, che parliamo di un versamento da parte dell’Arabia Saudita di circa 25 milioni di dollari.

Verificando l’elenco dei donatori troviamo poi, tra i tanti gentili contribuenti, l’Emirato del Kuwait (che ha regalato alla Clinton tra i 5 e i 10 milioni di dollari ed un certo signor Sheikh Mohammed H. Al-Amoudi, di religione islamica. Il sostegno dei sauditi è ben finalizzato per continuare a farsi scudo dell’appoggio USA nelle loro politiche di destabilizzazione dei paesi non allineati all’ideologia wahabita e salafita propugnata e diffusa da Rijad.

Se vogliamo domandarci chi sia quest’ultimo personaggio che compare nella lista dei finanziatori, tal Mohammed H. Al-Amoudi, si scopre che si tratta del secondo cittadino più ricco dell’Arabia Saudita nonché il secondo “esponente finanziario” più ricco al mondo, in pratica un collega saudita di George Soros (altro finanziatore dei Clinton). Essendo questo signore originario dell’Etiopia, qualcuno da quelle parti ha avuto la strana idea di indagare su di lui. L’Ethiopian Review, che ha svolto indagini, è arrivata inopinatamente ad indicarlo come un finanziatore del terrorismo jihadista. Salvo successivamente doversi scusare e ritrattare per evitare le rappresaglie dal regno Saudita. Tuttavia le prove esistono e sono riscontrabili.

La Clinton è al corrente di tutto questo , in particolare dal sostegno dei sauditi e del Qatar sall’ISIS, come risulta dalle sue mail, divulgate da Wiki Leaks e passate sotto silenzio dalla stampa mainstream, le complicità del Dipartimento di Stato USA e dell’Amministrazione USA con l’ISIS e gli altri gruppi terroristi coperti ed utilizzati dalla CIA, sono ormai evidenti.

Tralasciamo al momento gli altri grandi finaziatori della Clinton come le grandi multinazionali quali la Coca Cola Company (tra i 5 e i 10 milioni di dollari), le grandi Banche d’Affari , come la Rockefeller Foundation della presidente Judith Rodin, (tra i 10 e i 25 milioni), la Goldman Sachs, la JP Morgan, ecc.. Non per nulla la Clinton è la grande candidata dell’Establishment finanziario di Wall Street  e di cui promette di continuare a servire gli interessi.

Quello che vogliano mettere in evidenza è quanto la politica estera degli USA, quella delle guerre di destabilizzazione e di interventi nei vari paesi considerati “strategici” per gli interessi USA, sia legata a doppio filo con la politica del regno di Rijad e come quest’ultima sia l’interfaccia di Washington nella regione del Medio Oriente.

La Hillary Clinton garantisce la continuità delle politiche USA dettate dai neocons, gli interventi di destabilizzazione in ogni parte del mondo, le guerre mascherate, l’utilizzo dei terroristi e mercenari come leva per il rovesciamento di governi sovrani,  questo spiega  perchè   tutto l’apparato mediatico e propagandistico (non solo negli USA)  la appoggia, la finanzia e la sostiene.

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  1. Eugenio Orso 4 settimane fa

    I finanziatori intendono mantenere il loro investimento (versamenti alla fondazione Clinton) e desiderano che renda …

    Cari saluti

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  2. Umberto 4 settimane fa

    Certo, altrimenti stavolta butteranno giù il Rockfeller Center, la Torre di Londra, la Porta di Brandeburgo, La torre Eiffel e il Colosseo, tanto per cominciare, no? Intanto i nodi scorsoi sono già legati alla trave e altri attendono nelle frementi mani del boia di qua del fiume.

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