"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

I misteriosi legami tra i leader dello Stato Islamico e il carcere americano di Camp Bucca

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di Cristina Amoroso

Camp Bucca è un ex campo di detenzione vicino a Omm Qasr nel sud-est dell’Iraq, preso in gestione nell’aprile del 2003 dalle forze americane di occupazione e consegnato al governo iracheno nel 2010.

L’interesse per Camp Bucca non è legato ad abusi sui prigionieri, come nel caso della prigione di Abu Ghraib, il cui scandalo anzi generò il trasferimento di alcuni prigionieri a Camp Bucca, dove un notevole turn over nella catena di comando e sostanziali modifiche nella politica del campo permetteva all’esercito americano di presentare l’impianto come un modello di detenzione.

L’interesse su questa prigione nasce dalla considerazione del fatto che la maggior parte dei leader dello Stato Islamico (Is), in precedenza Stato islamico in Iraq e Siria (Isis), erano stati tutti incarcerati nella stessa prigione di Camp Bucca. Dopoché ai primi di luglio, Abu Bakr al-Baghdadi si dichiarò “califfo Ibrahim” di un nuovo Stato sunnita fondamentalista, esteso dall’Iraq occidentale e settentrionale al nord della Siria, sono cominciate “voci complottiste” sulla funzione misteriosa di Camp Bucca che avrebbe promosso o sostenuto l’estremismo, radicalizzando i futuri capi dell’Is.

In breve, Baghdadi divenne il più importante leader estremista iracheno dopo la sua prigionia a Camp Bucca. Ma per gran parte della sua vita adulta, Baghdadi non aveva una reputazione da pioniere jihadista. Secondo il Telegraph, i membri della sua moschea locale in Tobchi (un quartiere di Baghdad), che lo conoscevano dal 1989 fino al 2004 consideravano Baghdadi un collega tranquillo, studioso e un calciatore di talento. Quando gli Stati Uniti invasero l’Iraq nel 2003, Baghdadi otteneva una laurea in studi islamici a Baghdad. Ma nel giro di un paio di anni dell’invasione statunitense, Baghdadi era prigioniero a Camp Bucca. È stato detenuto dal 2004 fino agli inizi del 2006. Dopo essere stato rilasciato, ha formato l’esercito dei sunniti, che in seguito si fuse con il cosiddetto Consiglio della Shura Mujahideen. Altre fonti affermano che il cosiddetto “califfo” dell’Isil, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, Abu Bakr Al-Baghdadia in realtà sarebbe Shimon Elliott, un ebreo ed agente del Mossad israeliano, è quanto rivela il sito americano Veterans Today ( French Report  ISIL leader Mossad Agent  )

Quello che è successo durante la detenzione di Baghdadi nel Camp Bucca rimane un mistero. Alcune notizie di stampa hanno detto che era stato arrestato come “civile”, in carcere per 10 mesi nel 2004, mentre altri rapporti hanno dichiarato che fu catturato dalle forze statunitensi nel 2005 e tenuto per quattro anni a Camp Bucca. Quest’ultima possibilità è improbabile, dato che Baghdadi ha formato l’esercito dei sunniti e aderito al Consiglio della Shura Mujaheddin poco prima dell’assassinio di Abu Musab al-Zarqawi, nel giugno 2006, e tenendo conto del fatto che questo Consiglio è stato istituito nel gennaio 2006, è più probabile che Baghdadi sia stato rilasciato alla fine del 2005 o all’inizio del 2006.
Un altro importante leader di oggi è Abu Ayman al-Iraqi, che era un ex ufficiale dell’esercito iracheno sotto Saddam Hussein. Anche quest’uomo si è “laureato” a Camp Bucca, e attualmente è membro del consiglio militare dell’Is.

Un altro membro del consiglio militare che era prigioniero in Bucca è Adnan Ismail Najm, conosciuto come Osama al-Bilawi (Abu Abdul_Rahman al-Bilawi). Egli è stato arrestato nel gennaio 2005 a Bucca, ed era anche un ex ufficiale dell’esercito di Saddam. Era il capo di un Consiglio della Shura dell’Is, prima di essere ucciso dall’esercito iracheno vicino a Mosul il 4 Giugno 2014.
Camp Bucca aveva ospitato anche Haji Samir, alias Haji Bakr, il cui vero nome è Samir Abed Hamad al-Obeidi al-Dulaimi, un colonnello dell’esercito dell’ex regime iracheno. E’ stato prigioniero a Bucca, e dopo il suo rilascio, si è unito ad al-Qaeda. Era l’uomo di punta dell’Isis in Siria, ma è stato ucciso ad Aleppo nella prima settimana di gennaio 2014.

Secondo le testimonianze di ufficiali americani che hanno lavorato nel carcere, l’amministrazione di Camp Bucca aveva preso alcune misure tra cui la segregazione dei prigionieri sulla base della loro ideologia. Questo, secondo gli esperti, ha permesso di arruolare direttamente e indirettamente le persone.

Ex detenuti hanno affermato in interviste televisive documentate che Camp Bucca era simile a una “scuola di al-Qaeda”, dove un estremista anziano dava lezioni di esplosivi e attacchi suicidi ai prigionieri più giovani. Un ex detenuto di nome Adel Jassim Mohammed ha detto che uno degli estremisti rimasto in prigione solo per due settimane, era stato in grado in questo breve tempo di reclutare 25 su 34 detenuti che erano lì, senza che funzionari militari statunitensi avessero fatto nulla per fermare gli estremisti.

Da considerare anche il fatto che la maggior parte di loro erano ufficiali dell’esercito baathista, il che spiega la facilità con cui il gruppo radicale sia stato in grado di infiltrarsi nei clan e convincere alcuni dei loro leader ad unirsi a loro.

Altro punto degno di nota è che nessuno dei leader usciti da camp Bucca e successivamente uccisi, siano stati uccisi in attacchi aerei degli Stati Uniti, ma piuttosto per mano dell’esercito iracheno, o dell’esercito siriano, o in lotta con altri gruppi armati. L’ultimo punto che non può essere ignorato è che la creazione dell’Isis ha notevolmente indebolito al-Qaeda.

Nel contesto di questi fatti legati ad una probabile “accademia terrorista” all’interno di una prigione, è facile che nascano “voci complottiste” sul collegamento tra l’Is e l’intelligence degli Stati Uniti o organizzazioni affiliate. Servirebbe un altro Edward Snowden o WikiLeaks per conoscere la verità sui loro rapporti misteriosi.

Tratto da Il Faro Sul Mondo

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  1. tom 1 anno fa

    Leggendo il tuo ottimo articolo ho pensato questo.
    Le forze armate americane, così tecnologicamente avanzate e dotate di una ricca dottrina da cui discendono miriadi di procedure tattiche (TTPs) non sono state in grado di :
    – esercitare il controllo sulle guardie carcerarie d Abu Ghraib impedendone gli abusi e le torture contro i prigionieri,
    in osservanza alle leggi del Diritto umanitario internazionale, o quanto meno limitandone i danni.
    – non considerare come probabile effetto da evitare, nella pianificazione del “dopo Abu Ghraib”, quello di accentrare in un unico campo (Bucca) i detenuti jiadisti, miliziani, baathisti, ecc, provenienti sia da Ghraib che da altre prigioni irachene.
    Lo dico da competente.
    Il Comando ed il Controllo sono alla base di qualsiasi dottrina militare sia delle forze armate regolari che paramilitari o milizie. Se non controllo che gli ordini dati siano effettivamente eseguiti nei tempi e nelle modalità dette, non ho riscontri e non so più quale è la decisione migliore da prendere. All’epoca dei fatti nel 2003, il carcere era stato posto sotto il comando del dal 320° Battaglione della Polizia Militare USA con alcuni contractors. La polizia militare USA in operazioni è una componente importante perché si occupa sia di operazioni di intelligence che di gestione dei detenuti, fra le altre cose. Sono addestrati militarmente, ben armati e hanno le loro procedure. Eppure non sono riusciti a gestire la prigione. Numerose erano le evasioni e frequenti le rivolte che lasciavano per terra morti e feriti. Alcuni MP si sono lasciati andare alla vendetta e alla rabbia sfogandosi contro i detenuti. Ma chi doveva controllare ed intervenire non l’ho ha fatto o lo ha fatto male. Cosicché, dopo un anno, nel 2014 scoppia lo scandalo mediatico e dopo due anni il carcere viene chiuso.

    Nel processo di pianificazione militare, a livello dottrinale e almeno in quegli anni, venivano adottate le procedure EBO (Effect Based Operations) che, bascamente, cercavano concettualmente gli appropriati links tra azione effetto e risultato. Ora, se l’azione da compiere era quella di chiudere la prigione dopo i fatti avvenuti e trasferire i prigionieri altrove, perché concettualmente non si è posta la dovuta attenzione sugli effetti deleteri che avrebbe comportato la decisione di raggruppare in Camp Bucca non solo i prigionieri di Ghraib ma anche quelli di altre carceri. Perché nessuno ha preso in considerazione che Camp Bucca era a poche centinaia di metri distante dal Comando generale operativo strategico di Al – Queda. Eppure il processo di pianificazione militare EBO è semplice nella sua schematicità: azione, effetti (desiderati o indesiderati), condizioni decisive che devono o non devono verificarsi e risultato; se il risultato non coincide con quello strategicamente e politicamente deciso in precedenza, allora il sistema necessita di correzioni. Ma se la pianificazione è fatta male non ci sono correzioni che possono essere fatte.

    Concludendo, in entrambi i casi, la mancanza di controllo e gli errori commessi nelle fasi di pianificazione e in quelle condotte, stupisce come gli USA abbiano continuato (e continuino ancora) a commettere errori su errori, anche banali.
    L’alternativa sarebbe quella di valutare la possibilità che tutto questo sia un’operazione parte di una strategia più ampia già elaborata. Per cui c’è una forza, una volontà, un potere che ha volutamente pianificato la creazione di ISIS o ISIL o Daesh per destabilizzare, spargere il terrore e uccidere centinaia di migliaia di presone solo per perseguire obiettivi strategici nazionali.

    Non so quale delle due conclusioni scegliere: se pensare agli USA come un popolo di idioti che pur con delle regole e procedure efficienti continua a commettere stronzate o come un potere oscuro che manipola l’opinione pubblica, che s’infiltra nelle società e sobilla, discredita o applaude e corteggia, così come la sua nera strategia richiede.

    Tom

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