"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

I media del regime non riescono più a nascondere l’aumento dei crimini legati all’invasione di massa della penisola

immigrati incazzati

di Luciano Lago

le cronache di oggi segnano un’altro truce episodio, simile a quello accaduto a Milano quando, nel maggio del 2013 l’immigrato ghanese, Adam Kabobo, uccise a colpi di piccone tre passanti, questa volta è accaduto a Terni, con l’omicidio effettuato a freddo da un immigrato marocchino  che ha avuto per vittima  un giovane ed incolpevole passante, Davide Raggi di 27 anni, trovatosi per sua disgrazia nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Anche questa volta si tratta di un immigrato clandestino, già espulso e rientrato con uno dei tanti  barconi che sbarcano il loro carico su Lampedusa, grazie alla scellerata politica di accoglienza indiscriminata del governo Renzi /Alfano  (come degli altri Letta e Monti che lo hanno preceduto).

Il grande apparato delle TV e dei giornaloni del regime, monopolizzato dalla sinistra mondialista ed euroserva, aveva cercato di convincere l’opinione pubblica della “ineluttabilità” del fenomeno migratorio e della necessità di accogliere “amorevolmente” e integrare in tempi brevi la massa di immigrati provenienti in prevalenza dall’Africa che vengono raccolti dalla Marina italiana e sbarcati sulle coste del sud Italia (Sicilia e Calabria).

Si erano moltiplicati gli appelli in questo senso da tutti gli esponenti del “pensiero unico” per convincere gli italiani che l’immigrazione non costituisce un pericolo ma anzi una “risorsa” da valorizzare, altri, come l’ineffabile presidente della Camera, Laura Boldrini, avevano addirittura incitato gli italiani ad adeguarsi al “nuovo stile di vita” degli immigrati ed a assimilare la loro cultura.  Vedi: Youtube.com/watch

La Commissione europea e l’ONU,  avevano già da tempo  emanato precise direttive volte ad obbligare l’Italia all’accoglimento di tutto il flusso di immigrazione proveniente dall’Africa e dagli altri paesi, salvo poi lavarsi le mani delle conseguenze derivanti sull’assetto sociale per l’arrivo di una tale massa di immigrati, ignorando anche le politiche di respingimento attuate dai paesi confinanti con l’Italia (dall’Austria alla Francia) che hanno chiuso le frontiere di fatto in base al vecchio trattato di Dublino, rinviando indietro quanti cercavano di transitare diretti ad altre destinazioni in Nord Europa.

Naturalmente tutti i responsabili di governo euroservo e della sinistra mondialista si erano messi a disposizione, a partire dal ministro degli interni, Angelino Alfano, fino ai sindaci dell maggiori città, Marino e Pisapia in primis, tutti pronti dimostrarsi aperti e disponibili alle direttive delle centrali mondialiste (come la CE e l’ONU) che utilizzano l’immigrazione di massa come una leva per ottenere le proprie finalità di destabilizzazione sociale del paese.

Da non trascurare che l’immigrazione è anche un ottimo affare per gli affaristi di regime che, attraverso la rete di cooperative rosse collegate con le amministrazioni locali, riescono ad ottenere l’appalto per i servizi di accoglienza e di ristoro destinati agli immigrati. Più immigrati, più affari per tutti.

Questo spiega perchè le risorse che dovrebbero essere destinate prioritariamente ai cittadini italiani ed alle famiglie in grandi difficoltà, senza lavoro e senza casa, vengono invece dirottate sull’assistenza e l’alloggio agli immigrati. Il business viene prima di tutto, anche per la sinistra libertaria e mondialista.

Succede a volte  che iniziano a sorgere dei conflitti e delle vere e proprie rivolte sociali nei quartieri di periferia dove vengono stanziati gruppi di immigrati, buoni o cattivi che siano, che vengono in contatto con i normali cittadini residenti i quali vedono improvvisamente aumentare a livelli intollerabili i fenomeni di degrado dovuto a criminalità da strada, spaccio di stupefacenti, prostituzione, furti negli appartamenti e violenze contro le donne. In qualche caso i cittadini si ribellano e scendono in strada per protesta. Questo è accaduto a Roma, Tor Sapienza ed in altri quartieri, con una vera rivolta popolare e la stampa non ha potuto ignorare. In altri casi si sono verificati episodi simili anche a Milano, a Genova e Torino, ma quasi sempre ignorati o trascurati dalla grande stampa e TV, questo perchè la piccola criminalità ormai non fa più notizia ma è divenuta caratteristica delle città italiane.

Accade poi, come ultimamente a Terni, che l’immigrato, già respinto e poi rientrato attraverso gli sbarchi, compie un omicidio da strada con l’uccisione di un giovane, casualmente incontrato  (vedi: Terni: 27enne sgozzato con una bottiglia rotta da un marocchino ubriaco  )   ed allora emerge la realtà, che neppure i giornali di regime riescono a nascondere, che l’immigrazione incontrollata ha consentito ad una massa di persone provenienti da culture diverse e spesso non assimilabili alla nostra, prive di documenti che si aggirano per le città italiane ed alcuni di questi risulta che siano dei delinquenti predatori, dediti alla violenza ed alla sopraffazione che vengono scoperti (quando lo sono) soltanto nel momento del crimine. Nessuno aveva loro chiesto dei documenti, nessuno si era accertato della loro identità nel momento dello sbarco ed avevano avuto di fatto il permesso di libera circolazione sul territorio, data l’assenza di ogni controllo previo. Situazione fuori controllo ormai da “Repubblica delle banane”.

Il marocchino autore del delitto, Amine Assoul, aveva ancora i tasca un “foglio di via”, un semplice pezzo di carta che consente di fatto la libera circolazione. Questo il risultato delle politiche criminali di immigrazione attuate dai governi italiani.

Quello che sta accadendo  è uno dei tanti episodi (vi sono moltissimi altri casi di rapine, stupri ed aggressioni dovuti ad immigrati dell’ultima ondata) fra quelli più gravi che non si possono  nascondere mentre  avviene che il livello di sicurezza nelle città e nei centri abitati è ormai divenuto fuori controllo con cittadini che spesso, quando riescono, sono costretti ad organizzarsi in gruppi di autodifesa ricorrendo ai fucili da caccia per mettere in fuga i ladri. Un allarme che inizia a suonare soltanto adesso, quando inizia ad essere troppo tardi.

Tutto questo non è casuale. Contrariamente a quanto vogliono farci credere, dobbiamo ripetere quanto da tempo andiamo affermando: l’immigrazione di massa non è un fenomeno spontaneo ma piuttosto un fenomeno provocato dalle politiche di destabilizzazione attuate nei paesi del Nord e centro Africa e del Medio Oriente, come tale costituisce una delle armi più formidabili di cui dispongono i “mondialisti” (coloro che operano per l’affermazione di un nuovo ordine mondiale) per imporre l’annientamento delle identità delle Nazioni. In Italia stiamo subendo questo attacco ma pochi se ne sono consapevoli.

Un fenomeno questo dell’immigrazione di massa che, fra l’altro, produce una massa di mano d’opera di riserva per il grande capitale (leggi le multinazionali ),  disponibile per lo sfruttamento ed i bassi salari, contribuendo al peggioramento delle condizioni di lavoro per i lavoratori in genere. I lavoratori potranno ringraziare anche di questo le sinistre mondialiste.

Questo fenomeno (immigrazione di massa incontrollata) rientra nelle strategie di quella elite finanziaria sovranazionale dominante che dispone di questo e di altri strumenti possenti per imporre un processo di destabilizzazione sociale, di trasformazione delle Nazioni, imponendo la multiculturalità, l’annientamento della cultura e dell’identità nazionale, funzionale per la realizzazione in prospettiva del “nuovo ordine mondiale” (NWO), supremo obiettivo perseguito dalle “elites” finanziarie mondiali.

Da quanto avviene possiamo già prefigurare ormai quale sarà la battaglia decisiva per l’Italia e per altre Nazioni europee per la loro sopravvivenza come popolo: difendere e preservare la propria identità nazionale, culturale ed etnica o lasciarsi sommergere dall’ondata migratoria imposta dalle centrali di potere mondialiste e subire passivamente lo schema della società multiculturale, globalizzata ed uniformata al mercato unico, con i suoi effetti sicuri di insicurezza generale, decadenza economica, culturale e di perdita di sovranità ed autonomia nazionale a favore di istituzioni dominate dalla finanza, obiettivo questo conclamato delle forze mondialiste e delle centrali finanziarie sovranazionali.

Nella foto sopra: immigrati del CPA di Elmas (CA) bloccano il traffico per protesta

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  1. keki 2 anni fa

    Caro Luciano Lago,questo aspetto relativo al progetto di destabilizzazione sociale pùò estendersi ,immagino, anche all’invasione cinese. Le nuove politiche economiche aperte al libero mercato hanno dato il via ad un sistema di svendita totale della nostra identità nazionale,sostituendo cultura,bellezza e arte con feticci privi di anima importati dal lontano oriente.Nonostante questo,intuisco vi siano alcune differenze rispetto all’immigrazione africana e mediorientale.Posso sapere qual è il suo punto di vista?Grazie.

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    1. Luciano Lago 2 anni fa

      Il piano per l’immigrazione di massa in Italia era stato predisposto da tempo anche sulla base di un rapporto dell’ONU nel quale si prospettava, come soluzione al problema demografico dell’Italia, la possibilità di rimpiazzare la popolazione italiana che invecchia con un massiccio afflusso di immigrati dall’Africa e dall’Asia, in prevalenza giovani con alto tasso di prolificità. Il piano è stato fatto proprio dalle centrali di Bruxelles anche nella prospettiva di abolire gli Stati nazionali ed omologare la popolazione di paesi come l’Italia in un “meltig pot”, un’insieme di razze, culture, religioni dove tra quarant’anni ci sarà ancora un nucleo di italiani che non saranno più la maggioranza della popolazione. In pratica una entità multiculturale che dell’Italia e della cultura italiana conserverà solo una antica origine trasformata con il tempo in un paese africanizzato. L’apporto dell’immigrazione cinese che è presente in buona parte della penisola, oggi è accettato ma non è il tipo di afflusso che viene preferito poichè si tratta di una comunità che mantiene una propria forte identità. Vedere: “http://www.controinformazione.info/lonu-predispone-il-piano-per-il-ripopolamento-dellitalia/.- Vedere anche gli studi condotti dall’antropologa Ida Magli sul piano per l’ africanizzazione dell’Italia.

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      1. Ares 2 anni fa

        Il problema demografigo è una panzana messa su ad arte per pilotare gli italioti, solo nella mia cerchia stretta su 8 coppie conto 30 marmocchi, tutto il resto cioè vendita dell’identità nazionale ci sta tutta.

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      2. Ares 2 anni fa

        Non a caso è spuntata la ministressa boldrini che non l’ha mai caga@a nessuno……..per chi lavorava o lavora ?

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        1. jack 2 anni fa

          Per chi lavora?…”Per quelli che comandano il mondo”.

          https://resistenzabianca.wordpress.com/

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          1. Ares 2 anni fa

            letto e condivido, francamente mi sono rotto le balle di essere etichettato razzista da un nugolo di minchioni senza testa.

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  2. jack 2 anni fa

    Se qualcuno ha mai visto nelle riserve di caccia il cartello “Zona di ripopolamento,vietata la caccia”capirà il perchè di tale sconquasso.Come avviene per le specie animali,si vuole favorire la colonizzazione di nuovi individui a spese di quelli vecchi,In questa fattispecie,alcuni esemplari sono più aggressivi di altri e si occupano attivamente della neutralizzazione degli autoctoni per accellerare il processo;è una pianificazione razziale su scala globale.Ogni altra considerazione è ottimistica.

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  3. Anonimo 2 anni fa

    Karlegi

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