"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

I difensori di Palmira, l’antica città romana, abbandonati e lasciati soli dall’Europa, schierata con i barbari.

di Luciano Lago

Ci sono state poche ma significative  occasioni nella Storia nelle quali  si è manifestata una battaglia sostanziale per la sopravvivenza della civiltà cristiana in Europa e nelle regioni che circondano il  Mediterraneo, dalla Terra Santa all’Oriente, dove il Cristianesimo è nato nelle sue origini, come in Palestina, in Libano,  o nell’antica Siria, dove  da secoli esistono  le comunità cristiane d’Oriente di rito greco ortodosso ed i monasteri cristiani, come a Maalula, una cittadina arroccata sulle montagne dove si parla ancora l’aramaico, il linguaggio di Gesù il Nazareno, come ad Aleppo dove era presente una numerosa comunità cristiana, che viveva rispettata e con pari diritti sotto il governo del siriano alawita Bashar al- Assad, attuale presidente della Siria, come anche del suo predecessore, Hafiz al-Assad, fondatore del partito Bath, un regime che  si era dimostrato sempre tollerante con tutte le confessioni.

Alcune di queste occasioni, che segnarono la  difesa della civiltà Cristiana in Europa, sono state descritte come eventi epici , come nel caso della battaglia di Lepanto nel 1571 o nell’assedio di Vienna del 1683,  quando i sovrani europei si coalizzarono di loro volontà per fronteggiare la minaccia dell’invasione ottomana dell’Europa.

Passati molti secoli da allora, ci troviamo ad assistere, in questa epoca, in una nuova oscura fase storica caratterizzata dall’avvento dei barbari e dall’aggressione contro le comunità cristiane ed i simboli della civiltà romanica (Palmira ed altri siti archeologici)  attuata da  un’orda barbarica di jihadisti, integralisti islamici takfiri, ispirati e  aizzati da  una visione arcaica e deviata dell’islam, wahabita o salafita, una setta  formata da  quanti  vogliono implementare la “sharia”, la legge islamica,
che trova la sua matrice in Arabia Saudita e viene praticata in altri paesi del Golfo (Qatar, Bahrein ed Emirati Arabi). Vedi: Chi sono i salafiti

Si tratta di una orda organizzata in vari  gruppi terroristi, i più noti dei quali sono il Fronte di al-Nusra, che opera in Siria, e l’ISIS o Stato Islamico (Daesh in arabo) che tutto travolgono  dove passano, similmente alle orde barbariche,   massacrando in modo brutale tutte le persone e le comunità che non obbediscono alla loro confessione fanatica e deviante dell’Islam ; ne sono vittime per primi gli stessi mussulmani sciiti, alawiti e di altre confessioni, considerati eretici da uccidere o riconvertire e naturalmente  l’orda barbarica islamista si accanisce in modo particolare sui cristiani delle comunità d’oriente, come denunciato più volte anche dal principale esponente religioso siriano, il  primate della Chiesa di Antiochia, greco Melchita,  Gregoire III, come anche da Mons. Nazzarro, vescovo di Aleppo.  Vedi: Il dolore della Siria: “questa era una terra di pace..”

Tutti i paesi che sono direttamente ispiratori e sponsor di questa forma di integralismo islamico wahabita e salafita,  sono retti da monarchie feudali, come i Saud in Arabia Saudita, considerate notoriamente corrotte ed oscurantiste, dove vige un sistema assolutista, autoritario ed intollerante, che pratica la pena di morte con taglio della testa  per i dissidenti e lapidazione per le donne adultere,  che non rispetta i diritti umani e tanto meno la libertà di culto.  Le monarchie del Golfo, essendo anche ricchi stati petroliferi, vantano da sempre rapporti preferenziali , di alleanza e di affari con gli Stati europei (Francia e Regno Unito in particolare) e con gli Stati Uniti, cosa normale visto che queste stesse monarchie sono una eredità del colonialismo britannico.

La questione anomala è  quella che, in questa  fase storica  in cui si assiste all’aggressione della parte più abietta dell’islamismo radicale contro le popolazioni inermi,  non ci sono le potenze europee schierate a protezione delle comunità cristiane e non cristiane  e, tanto meno,  vi sono Stati europei che  facciano da  muro contro l’avanzare della barbarie, ma avviene al contrario, in un mondo rovesciato,  dove sono  le stesse potenze europee (già decristianizzate dall’avanzare delle ideologie laiciste, relativiste e mondialiste) quelle che  si sono apertamente schierate dalla parte  dei regni dell’oscurantismo e dell’integralismo, ovvero con la  monarchia  saudita e le altre “petromonarchie” del Golfo, che sovvenzionano il terrorismo.

Si spiega questa posizione dei governi europei, oltre per i grossi rapporti d’affari intercorrenti con i paesi arabi del Golfo, anche per la stessa passiva subordinazione dei governi  europei  alla nefasta politica degli Stati Uniti,  che sono il grande sponsor  di questi paesi per i loro  interessi geopolitici e petroliferi. Washington di fatto  ha la responsabilità di aver contribuito a far nascere, a sostenere ed ha provveduto ad armare, addestrare e supportare i gruppi islamici terroristi, perseguendo  il suo  obiettivo strategico, in conformità  anche agli interessi dello Stato di Israele, che è quello della destabilizzazione di quelli che erano gli stati arabi più forti ed ostili ad Israele: la Siria e l’Iraq, nel contesto di una nuova suddivisione della regione mediorientale  per mantenere l’egemonia dell’inseparabile  duo, Stati Uniti ed Israele, quest’ultimo un avamposto di fatto della potenza USA in Medio Oriente che gode da sempre  della protezione del potente alleato.

Non si tratta di un segreto di Stato ma si tratta esattamente della politica fin qui seguita in Medio Oriente   ed anche manifestata apertamente dagli esponenti dell’Amministrazione  di Obama,   dai quali  è  stato anche rivendicato il sostegno a quelli che venivano chiamati “gruppi ribelli” siriani, nell’intento palese di rovesciare per via indiretta il regime di Al Assad, considerato ostile agli interessi di USA ed Israele, anche per la sua solida alleanza con l’Iran e per l’appoggio ad esso  prestato dalla Russia. Vedi:  Congresso USA approva piano Obama su armi a ribelli siriani

Puesto fronterizo siria iraq

La stessa politica di destabilizzazione seguita anche nei confronti dell’Iraq, dove, per motivi diversi, causa  la forte componente maggioritaria sciita della popolazione irachena, vicina all’Iran, gli USA perseguono l’obiettivo di suddividere il paese in più stati, uno curdo al nord, uno sunnita al centro ed uno sciita al sud, un obiettivo conforme agli interessi di Israele di indebolire uno Stato che era, prima delle guerre del golfo, il più forte Stato arabo della regione, e per controllarne le risorse petrolifere attraverso degli stati satelliti, isolando l’Iran che rappresenta il vero nemico di Israele e degli USA. Ecco quindi che si è concretizzato il progetto di utilizzare le milizie islamiche takfire, opportunamente armate dagli USA, finanziate dai sauditi e dal Qatar, con la complicità del governo di Erdogan, in un primo tempo fatte  infiltrate in Siria attraverso la Turchia,  un vero esercito di mercenari provenienti da una molteplicità di paesi, con salario assicurato dalle ricche monarchie petrolifere, successivamente fatti passare dalla Siria all’Iraq, per condurre l’attacco e la conquista dell’Iraq in modo da creare il pretesto di un intervento degli USA e di una coalizione formatasi per “combattere contro il pericolo dello Stato Islamico”. Una definizione data a sprezzo del ridicolo, visto che nella coalizione sono presenti le stesse potenze che lo hanno sponsorizzato e sostenuto e che sono interessate a rovesciare il regime di Assad in Siria e destabilizzare l’Iraq per ridimensionare il governo sciita di quel paese. Vedi: Il piano di balcanizzazione del Medio Oriente.

Dall’ Europa e dal così detto “Occidente”, soltanto adesso ci si inizia a preoccupare e molti intellettuali , gli stessi che condannavano il regime di Assad, considerato assolutista, ipocritamente si stracciano i capelli soltanto per la sopravvivenza del sito di Palmira ma gli stessi non si preoccupano delle centinaia di vite che vengono spezzate ogni giorno dalle milizie dell’Isis, neppure si preoccupano per i cristiani  sgozzati per la loro fede, ci si trattiene dal dire la pura verità, l’ Europa è paralizzata su tutti  i fronti e si trova dalla parte sbagliata della Storia: dalla parte dei sostenitori delle orde barbare islamiche . Non per nulla la stessa Francia e Regno Unito sono fra i paesi che, nella loro dissennata politica,  hanno fornito le armi ed il supporto per gli islamici integralisti, in funzione dei loro meschini obiettivi geopolitici.
Dall’altra parte ci sono i soldati siriani, ragazzi di leva, uomini e donne,  che combattono contro i barbari a difesa del loro territorio, della loro Patria e bagnano il terreno con il loro sangue, pur di non arrendersi. Una lezione morale per tutti i pavidi europei, chiusi nei loro ottusi pregiudizi.

Contrariamente alle falsità che sono state fino ad ora  propagandate dai media, si delinea la realtà del conflitto in Siria dove non ci sono che due parti in conflitto: quelli che difendono la civiltà e la sovranità del loro paese ed i barbari che vogliono massacrare, distruggere e fare il gioco di chi vuole soggiogare la Siria e e gli altri paesi al dominio dell’impero dominante .
L’Europa si trova come immobilizzata nelle sue contraddizioni e nella sua ipocrisia, non si muove né per tutelare le vite umane né tanto meno per salvaguardare il patrimonio culturale. Certo non si muove l’Unione Europea e non fa nessuna meraviglia: non ci sono banche da salvare, non ci sono interessi finanziari da far prevalere.

Se l’ISIS  è fortemente armato questo è avvenuto grazie alle armi che l’Occidente e l’Europa hanno dato ai “ribelli” siriani  (come venivano inizialmente descritti dai media) i quali  in realtà sono un esercito di barbari islamisti takfiri  e adesso  gli stessi europei si  troveranno presto  quelle stesse armi puntate contro di loro.

Se il patrimonio culturale ed archeologico di Palmira e degli altri siti, sarà distrutto, oltre alle  tante vite umane spezzate,  questo avverrà soltanto per colpa dell’Europa che non ha saputo prendere la  posizione che, per la Storia e le tradizioni del continente, avrebbe dovuto prendere, preferendo, per la cecità e la corruzione dei suoi governanti, compiacere gli USA ed i ricchi monarchi del Golfo.

Una lezione della Storia per chi non ha voluto rischiare di sporcarsi gli stivali nel pantano della Siria.

Nella foto sopra: insieme monumentale di Palmira, sito archeologico romano in Siria

Nella foto al centro: l’ultimo posto nella frontiera tra Iraq e Siria conquistato dall’ISIS grazie alle armi fornite da USA e sauditi

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  1. nessuno 3 anni fa

    Finchè questi quattro coglioni che ci governano non creperanno, le cose non cambieranno…..

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    1. Christian 3 anni fa

      I politici e i governi dei paesi europei e degli Stati Uniti, non contano una beata mazza. Sono solo figuranti, messi li da centrali di potere che stanno ben sopra di loro. Stessa cosa per gli Usa. I regimi oscurantisti del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), a loro volta non hanno nessuna vera indipendenza a livello di politiche estere, perchè collusi e legati mani e piedi agli Usa, a livello economico/finanziario, militare, di intelligence, ecc. Senza la protezione militare e diplomatica (sia in seno all’Onu che al Consiglio di Sicurezza) americana, le dinastie integraliste e oscurantiste che detengono il potere in Arabia Saudita, Qatar, Bahrain, Eau, Kuwait, non riuscirebero a restare al potere, e la pressione delle consistenti minoranze Sciite, come nel caso dello Yemen, avrebbe la meglio. I politici, anche a livello di premier e presidente, nei paesi dell’Europa, dell GCC, e negli Usa, non sono i veri artefici delle politiche estere seguite dai loro paesi. Chi decide veramente sta molto al di sopra, nella gerarchia piramidale del potere mondiale.

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  2. Werner 3 anni fa

    Nulla di cui sorprendersi, negli ultimi 40 anni gli stati europei occidentali hanno favorito l’immigrazione (invasione) islamica nei loro territori, a cominciare proprio da Francia e Regno Unito. É ovvio che gli stessi poi non muovano neppure un dito contro le persecuzioni ai danni dei cristiani in MO operate da quei criminali dell’ISIS, molti dei quali, ricordiamolo, reclutati tra immigrati islamici di seconda generazione, nati e cresciuti in Europa, e cittadini per via dello ius soli.

    Il nemico islamico noi europei e cristiani ce l’abbiamo già in casa nostra, grazie alle criminali politiche migratorie dei nostri paesi che hanno tenuto spalancate le porte all’invasione musulmana, per cui non occorre dunque andare troppo lontano per stanarlo.

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  3. flores 3 anni fa

    Perfettamente d’accordo

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  4. Piero61 3 anni fa

    salve
    e quando questi barbari metteranno il velo a Carlà Sarkozy o alla nostra esimia Boldrina, cosa succederà ?
    saluti
    Piero e famiglia

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  5. eleonora 3 anni fa

    Ottimo articolo! La cosa allucinante è che la Chiesa di Roma non difenda i cristiani di oriente, non prenda una posizione dura e diretta verso i governi che armano i barbari assassini se non con banali frasi di rito. Una Chiesa che permette la distruzione delle comunità cristiane più genuine ed antiche della Mesopotamia ha rinunciato alla sua stessa esistenza e non agendo prende parte al massacro da complice.

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