"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

I combattenti di Hezbollah entrano a Daraa ed Israele inizia a “preoccuparsi”

di Luciano Lago

I media israeliani affermano oggi che unità dei combattenti di Hezbollah sono entrate nella città di Sheij Miskin, en la provincia de Daraa, assieme ai reparti dell’Esercito siriano, cosa che ha inquietato le autorità israeliane, visto che questa località si trova a pochi Km. dal confine del Golan.
I media israeliani sostengono che questo costituirebbe una violazione degli accordi intercorsi tra il presidente russo Vladimir Putin ed il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahyu, secondo i quali, a detta delle fonti israeliane, non si doveva permettere alle forze iraniane o a quelle controllate dall’Iran, come Hezbollah, di avvicinarsi alle frontiere di Israele. Le forze di Hezbollah hanno conquistato questi caposaldi nella provincia di Deraa e questa azione costituirebbe una violazione degli accordi.

I reparti di Hezbollah sono entrati nella città di Daraa, nel sud della Siria in grandi forze, il giorno dopo della conquista di Sheij Miskin , assieme ad una unità dell’Esercito siriano, sotto il comando di ufficiali russi. Secondo il sito israeliano Debka, “la via di accesso alla città sarebbe stata aperta dalle forze russe”. Lo stesso sito aggiunge che la città si trova a 32 Km di distanza dalle alture del Golan, occupate da Israele.

La presa di questa località, da parte delle truppe siriane e dei reparti Hezbollah, viene percepita come una minaccia da Israele, per motivo della sua posizione geografica, visto che in questa località confluiscono le varie strade che portano a Damasco nel nord, alla città di Suweida, capitale della minoranza drusa, nell’est, ed a Quenitra nelle alture del Golan, di fronte alle linee israeliane.
Israele, da sempre interessata al rovesciamento del regime di Damasco,  aveva fornito appoggio logistico ed assistenza ai gruppi dei miliziani jihadisti di “Al Nusra”, che occupavano queste località ed aveva persino provveduto a ricoverare i loro feriti nei propri ospedali, dove venivano portati con gli elicotteri israeliani. Adesso Tel Aviv vede con crescente preoccupazione l’irrompere delle forze siriane e di Hezbollah che riprendono possesso del territorio. Vedi: L’ONU: Tel Aviv sostiene gli islamisti

Questa battaglia per la riconquista di Daraa, secondo il sito Debka, “è stata completamente pianificata e diretta minuto per minuto dal comando russo”, cosa che avviene per la prima volta da quando i russi sono entrati in Siria ed è motivo di preoccupazione per le autorità israeliane.

Siria sud mappa
Siria sud mappa

Gli osservatori israeliani hanno notato che, da quando si è verificato l’intervento russo in Siria, l’asse della resistenza tra Siria-Iran-Hezbollah si è notevolmente fortificato e si è di fatto costituito un triangolo tra le forze Russe-Iraniane-Hezbollah dove quest’ultimo ha ricevuto sostegno, nuovi armamenti ed addestramento direttamente dai russi.
Ci sono informazioni secondo le quali si è costituita a Damasco una sala congiunta di operazioni dove, sotto il comando russo, vengono coordinate le operazioni tra le forze siriane, iraniane ed Hezbollah.

Per la prima volta Hezbolah è una organizzazione che si trova ad essere alleata ad una superpotenza come la Russia. Da notare che  Hezbollah, che in origine era una forza militare autoorganizzata degli sciiti in Libano, con la recente costituzione di una brigata cristiana e con l’afflussso di volontari drusi e persino di volontari dall’Europa, combatte per la difesa delle comunità sciite, cristiane e druse nella regione, che sono state aggredite e minacciate dai gruppi jihadisti sostenuti da Arabia Saudita e dal Qatar.

Hezbollah, brigata cristiana
Hezbollah, brigata cristiana

A questo proposito, una fonte iraniana,che ha voluto mantenere l’anonimato, ha riferito al giornale All Monitor, che sarebbe stato proprio l’Iran, patrocinatore di Hezbollah, a richiedere l’intervento russo in Siria e che questo sarebbe stato concordato nel corso dell’ultima visita a Mosca fatta dal comandante della forza Quds iraníana, il generale Qasem Soleimani, che aveva avuto una riunione con Putin lo scorso Luglio.  In riferimento a tale accordo, il corrispondente del giornale internazionale del Kuwait, “Al Rai”, Elijah Magnier, ha sostenuto che sarebbe stata concordata una divisione dei ruoli, assegnando ad Hezbollah la riconquista dei territori sul terreno con il sostegno delle forze aeree russe.

Questo fatto va indubbiamente a cambiare la la scena e gli equilibri della regione ed Hezbollah, come affermato anche dal direttore del programma delle forze armate USA per il Medio Oriente, Michael Eisenstadt, si è notevolmente rafforzato ed è divenuto una forza protagonista di primo livello nella difesa della Siria e del Libano. Lo stesso concetto è stato espresso anche dall’ex responsabile israeliano dell’intelligence, Amos Yadlin, il quale ha aggiunto che l’intervento russo ha rafforzato la posizione dell’Iran nella regione.

Nello stesso tempo gli esperti russi segnalano che l’intervento di Mosca in Siria costituisce parte di una strategia più ampia in Medio Oriente ed un successo in Siria potrebbe definitivamente assegnare a Putin il ruolo di leader nella regione, motivo per cui Putin ha fatto una scommessa in Siria che non può permettersi di perdere. Hezbollah ha dato il suo assenso anche per le operazioni in Iraq, con l’assistenza dell’Iran che ha provveduto ad addestrare ed armare le forze dei volontari sciiti, inquadrati da Hezbollah, che partecipano ai combattimenti in quel paese, affiancando l’Esercito regolare iracheno nella riconquista dei territori caduti sotto il controllo dello Stato Islamico.

In questo scenario, segnala l’esperto Strokan, si è creato un triangolo militare Russia-Iran-Hezbollah  dove quest’ultima organizzazione si è consolidata ed ha esteso le sue operazioni come “socio strategico” della Russia nel Nuovo Medio Oriente. Il paradosso è che Hezbollah passa, da essere una organizzazione classificata come “terrorista” dall’Unione Europea” ad essere uno dei principali attori nella lotta contro il terrorismo islamico jihadista.

Questa situazione preoccupa notevolmente le autorità israeliane che vedono Hezbollah, rafforzato dall’esperienza sul campo in Siria, sempre più vicino ai confini settentrionali di Israele ed in grado di reagire ad eventuali azioni delle forze militari israeliane. Non a caso, nelle ultime sue dichiarazioni, il ministro israeliano della Difesa, Moshe Yaalon, ha sostenuto che Israele preferirebbe vedere una Siria governata dall’ISIS, che non rappresenta un pericolo per la sicurezza di Israele, piuttosto che avere un governo siriano sotto l’influenza iraniana a Damasco. Vedi: Ya’alon: In choice between Iran and ISIS, I prefer ISIS

Vedi anche: Israele getta la maschera: per noi l’ISIS non è un nemico

Fonti: Al Monitor        Al Manar

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  1. Anonimo 1 anno fa

    Come i bambini viziati gli israeleiani sono contenti solo se vincono, quando se la pijano ‘n der culo, è perchè gli altri sono cattivoni, mannaggia oh…

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  2. matteo 1 anno fa

    w hezbollah , w la grande russia , w l’ iran , w l’ esercito regolare siriano e il presidente bashaar al-assad

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