"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

I Backfire Russi in Iran lanciano un avvertimento

di  Philippe Grasset,

Dai primi anni ’70, il Backfire è stato tra le principali cronache sulla “minaccia” che NATO e Pentagono affrontavano, nel gergo atlantista per potenza militare sovietica. Backfire era (e rimane) il nome in codice dato dalla NATO al Tupolev Tu-22M apparso in quel momento, di cui ci si chiedeva se l’autonomia non lo classificasse entro i limiti strategici fissati da SALT e START. Da allora, il Tu-22M si è evoluto in nuove versioni, cambiandolo notevolmente e rimanendo oggi, con il vecchio Tu-95 e il Tu-160, uno degli aerei dell’aviazione strategica russa.

Si tratta quindi di un velivolo aureolato da una lunga controversia strategica quello che viene stanziato nella base aerea di Hamadan, nell’ovest dell’Iran, da cui compiva i primi attacchi contro SIIL e al-Nusra (o ex al-Nusra…) Il vantaggio è che il Tu-22 vola per 700 chilometri da Hamadan per compiere la missione in Siria, invece di 2000 km dalle basi nel sud della Russia.

La sensazione è che ciò sia in realtà la prima cooperazione operativa diretta e sensazionale tra Russia e Iran, accompagnata da un numero impressionante di foto e dettagli del Ministero della Difesa russo. La Russia vuole farlo sapere e l’episodio rientra ovviamente negli sviluppi sulla base russa in Siria di Humaymim. (Tra i piani russi vi è allungare la pista della base per consentire ai bombardieri strategici Tu-22M di atterrarvi: come il dispiegamento ad Hamadan, si tratta di avvicinare i bombardieri ai loro obiettivi, principalmente per poterli colpire rapidamente con massicci carichi, in relazione agli sviluppi in Siria).

Molti i testi pubblicati simultaneamente all’evento. Vi sono quelli di RT nonché le varie fonti del blocco BAO. Da parte nostra, pensiamo di riportare ZeroHedge, che ricorre a molte fonti nel presentare il fatto… In questi testi, troviamo la stessa generosa raccolta di fotografie. In ogni caso, il punto più notevole è l’aspetto della comunicazione, che Mosca intende usare ora, avendo un alleato strategico attivo e “operativo” in Medio Oriente. Da parte loro, gli iraniani ne sono contenti, sapendo naturalmente che un attacco all’Iran (alcuni ci pensano sempre ) rischia di provocare un grande conflitto. In breve, oltre all’aspetto operativo, la saga del Backfire in Iran (con altri aerei russi, tra cui il nuovo Su-34) lancia un avvertimento.
“Mentre Obama guida la campagna a favore di Hillary Clinton, Vladimir Putin si crea degli amici. I bombardieri strategici russi a pieno carico effettuavano i primi attacchi contro obiettivi terroristici in Siria operando da una base aerea iraniana, secondo il Ministero della Difesa russo, dopo che Mosca aveva schierato aerei russi su una base aerea iraniana ampliando la campagna in Siria. Il ministero ha detto che gli attacchi dei bombardieri a lungo raggio Tupolev Tu-22M3 e dei cacciabombardieri Sukhoj Su-34 venivano lanciati dalla base aerea di Hamadan in Iran.

La TV Rossija 24 trasmetteva immagini di almeno tre bombardieri e un aereo da trasporto militare russo in Iran, ma indicando che molti bombardieri russi vi erano arrivati. Era la prima volta che la Russia colpiva obiettivi in Siria dall’Iran, dall’avvio della campagna di bombardamenti per sostenere il Presidente siriano Bashar al-Assad, nel settembre 2015. Mosca e Teheran hanno firmato un accordo militare che consente agli aerei russi di stazionare sull’aeroporto di Hamadan, nell’Iran occidentale, e secondo il Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran, la cooperazione tra i due Paesi sulla Siria è “strategica”. Teheran accettava di condividere strutture militari con Mosca, confermando la dedizione alla cooperazione strategica nella lotta al terrorismo in Siria, dichiarava il Segretario del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano Ali Shamkhani all’Islamic Republic News Agency (IRNA).

I media russi affermavano che i bombardieri Tupolev Tu-22M3, che avevano già effettuato molti attacchi sui terroristi in Siria dalle basi nel sud della Russia, erano troppo grandi per essere ospitati nella base aerea russa in Siria. Secondo RT, il principale vantaggio per l’Aeronautica russa è la drastica riduzione del tempo di volo sugli obiettivi dei terroristi in Siria. I bombardieri a lungo raggio russi hanno effettuato attacchi aerei in Siria dalla base di Mozdok, Russia, coprendo una distanza di circa 2000 km per arrivare nello spazio aereo siriano. Ora la distanza si riduce a 700 km, in modo che gli attacchi aerei saranno meglio coordinati effettuandoli immediatamente e con meno costi.

Come osserva Reuters, la mossa dimostra che la Russia espande ruolo e presenza in Medio Oriente mentre i media russi riportano che Mosca ha chiesto a Iran e Iraq il permesso di lanciare missili da crociera contro obiettivi siriani dal Mar Caspio. Il ministero ha detto che gli attacchi miravano a Stato islamico e terroristi già noti come Jabhat al-Nusra nelle province di Aleppo, Idlib e Dayr al-Zur e che i bombardieri erano scortati dai caccia della base aerea russa di Humaymim, nella provincia di Lataqia in Siria.

Nel frattempo, la cooperazione militare tra Iran e Russia si sviluppa rapidamente. A gennaio, Mosca e Teheran firmarono un accordo di cooperazione militare più ampio della collaborazione nell’addestramento di personale e nell’antiterrorismo. Il Ministro della Difesa della Russia Sergej Shojgu e l’omologo iraniano Generale di Brigata Hossein Dehghan firmavano il documento durante la visita dei vertici russi nella capitale iraniana. Il Cremlino non si ferma qui: Interfax riferiva che Mosca ha chiesto ancora una volta a Iran e Iraq di permettere ai missili da crociera di sorvolare i rispettivi spazi aerei per attaccare obiettivi terroristici in Siria.

Inoltre, la Russia avviava esercitazioni navali tattiche nel Mediterraneo e nel Mar Caspio. Le navi da guerra che partecipano all’esercitazione effettuano tiri di artiglieria e missili “in condizioni di battaglia simulate”. La forza nel Mediterraneo comprende due pattugliatori lanciamissili armati dei complessi per missili da crociera Kalibr-NK dotati di otto missili ciascuno…”

Fonte: Dedefensa

Traduzione di Alessandro Latanzio

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