"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Guerra e diplomazia: lo Stato Islamico schiacciato tra il confine siriano e iracheno

Progressi su tutti i fronti contro il terrorismo: in Libano, in Siria e in Iraq

Dopo la grande vittoria dell’Esercito Iracheno, sostenuto dalle milizie Hashed Chaabi, dall’Esercito Siriano e dagli alleati, lo Stato Islamico si troverà schiacciato tra il confine iracheno e quello siriano. Le tattiche usate dai combattenti dello Stato Islamico e dal Fronte al-Nuṣra (Jabhat al-Nuṣra) per uccidere soldati o sfondare le difese sono oggi molto indebolite.

I combattenti dello Stato Islamico hanno usato per lungo tempo esplosivi requisiti nelle fabbriche, imbottendo auto usate come bombe e preparando le cinture per i loro kamikaze. Non dispongono più, oggi, di quelle vaste aree dove producevano e preparavano in autonomia le bombe, che sono state liberate dai jet siriani, iracheni e russi.

La Polizia Federale Irachena ha saputo usare bene i droni per eliminare i comandanti di spicco nel Mosul, mentre gli Hezbollah insieme all’Esercito Siriano, durante le imboscate, hanno scoperto migliaia di terroristi e i tunnel, lunghi anche 3 km, che collegano Jubar, al Gabon e Barzeh, nella zona del Ghouta orientale e occidentale. In più strategie attuate a sorpresa provocano il logoramento nei combattenti.

Ieri, inaspettatamente, un fronte è stato aperto a Ovest di Aleppo, causando pesanti perdite tra i combattenti dell’Is.

Il Paese egiziano è stato colpito duramente dal terrorismo, ma ha trovato un alleato nella Federazione Russa, con la quale i rapporti storici e diplomatici si sono rafforzati. Gli aerei da guerra dell’aviazione egiziana, in questi giorni, sorvolano la città di Derna (in Libia nord-orientale, un tempo era la capitale della Cirenaica), considerata base di addestramento dei terroristi dello Stato Islamico, e dunque obiettivo da bombardare.

Il Rais d’Egitto ha fatto sapere che d’ora in poi la lotta contro il terrorismo sarà senza interruzioni. Recentemente, è stata perpetrata una strage contro un gruppo di Cristiani Copti che si dirigevano al Santuario di San Samuele, nel Mounia, deserto egiziano. La nostra collega Najia ci informa, dal Cairo, che i colloqui del 29 maggio tra i Ministri della Difesa e degli Esteri di Russia (Sergej Lavrov e Sergej Shoigu) e i rispettivi omologhi d’Egitto (Sameh Shoukry e Sedki Sobhy), su argomenti quali i conflitti tra Siria, Iraq, Yemen, Libia, e la lotta al terrorismo, hanno avuto esiti proficui e interessanti: rafforzamento della cooperazione bilaterale, lotta al terrorismo e sviluppo dell’economia egiziana, compreso il settore del turismo. Il Responsabile della Diplomazia Russa e quello della Difesa, inoltre, hanno avuto un importante incontro con il Presidente Abdel Fatah al Sisi, confermando pieno impegno a fianco della Federazione Russa nella lotta contro il terrorismo.

La battaglia per conquistare quel che rimane di Mosul ovest, ultimo bastione dell’Isis nel nord dell’Iraq, è alle battute finali. L’offensiva delle Forze Armate Irachene lealiste sostenute dalle milizie Hashed Chaabi conquistano aree strategiche, e lo Stato Islamico si nasconde nel centro storico del Mosul, usando la popolazione come scudo umano, mentre il confine con la Siria è completamente controllato dalle Milizie Irachene e la Polizia Federale. L’Esercito Iracheno ha annunciato l’avvio di una nuova offensiva contro gli jihadisti dell’Isis che resistono in alcuni distretti di Mosul ovest, in particolare nella zona della Città Vecchia.

Combattenti di Hezbollah in Iraq

Il Libano non dà tregua ai terroristi lungo tutto il confine libanese, che rimane tranquillo e protetto dopo la liberazione della regione del Qalamoun e Qusseir. Mentre scriviamo giungono le notizie che il Fronte al-Nuṣra (Jabhat al-Nuṣra), che si trova ancora nel Qalamoun Ovest da giorni sotto i colpi degli Hezbollah, chiede aiuto alle Autorità libanesi per salvare i propri feriti e portarli negli ospedali libanesi.

I protagonisti della scena sono la Federazione Russa, la Repubblica Islamica dell’Iran, l’Iraq, la Siria, cioè i Paesi costretti all’embargo dall’Europa, escludendo il Libano…

Ma l’Europa, con chi sta?

Fonte: Assadakah

Najia al Houssari – il Cairo
Jafar Mhanna – Damasco
Talal Khrais, Paola Angelini – Roma

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  1. Idea3online 4 settimane fa

    Ma l’Europa, con chi sta?

    Il Sud Europa probabilmente starà con l’Oriente, a mano a mano che la Russia consoliderà le sue posizioni nel Nord Africa, collaborando anche con i Sunniti.
    Non per amore il Sud Europa farà accordi con l’Oriente ma per il timore che una politica estera che guardi solo agli USA possa causare danni enormi in caso di guerra.
    Ed ecco che l’Europa dividerà il territorio in sfere di influenza delle parti alleate alla Russia ed altre agli USA. Fanno sempre così anche in tempo di pace, per diversificare e gestire i rischi.
    L’Ucraina come potrà garantire le promesse di serenità e lavoro quando i costi dei beni primari decolleranno? L’Europa che parla decine di lingue, ma il russo è della Russia, l’inglese è degli USA, il russo è la lingua di un Impero, ed in Ucraina si parla russo, perciò l’energia maggiore che proviene dalla Russia determinerà sempre il destino dell’Ucraina.
    Il francese è dell’Europa ma prima di tutto della Francia, ma la Francia non è Impero. Il Russo è della Russia e non dell’Europa, ed la Russia è Impero. L’Ucraina vogliamo o non vogliano gira intorno al suo Impero o centro, è un satellite, potrà spostarsi per un periodo ma alla fine l’attrazione maggiore proviene dalla Russia….e come se volessimo trasferire la Francia in Russia oppure la Germania. Con l’Ucraina hanno cercato di trasferire la Russia in Europa, ma la Russia esiste ed è un Impero più potente dell’Europa. Ed il destino dell’Ucraina è incerto, la Grecia non è ed è dell’Europa ma potrebbe benissimo preferire la Russia.
    L’Europa ha una popolazione superiore alla Russia, ma a livello geopolitico militare gli Stati Europei non saranno mai uniti contro la Russia, ogni Stato parla la sua lingua, i soldati avrebbero un serio di problema di comunicazione, l’Europa non è un rischio per gli USA è stata resa innocua, ma nello stesso tempo non è un bastione contro la Russia proprio perchè ogni Stato ha una visione diversa del futuro ed il popolo europeo non si sente europeo ma italiano, francese……il popolo americano si sente americano ed il russo si sente russo, è chiaro che la lingua è il collante di un Impero.
    La Russia potrà sempre dialogare non con l’Europa ma con ogni Stato dell’Europa, in quanto ognuno parla la sua lingua, l’Europa dalla Russia è vista non come Unita ma come divisa ed potenzialmente ogni Stato può tradire l’altro perchè il principio del Bene Comune non è applicabile in una Europa divisa da tante lingue, è come se 10 russi incontrassero 20 avversari ognuno di lingua diversa, ma uniti da un filo, come potranno coordinare i movimenti se non possono capirsi durante la competizione? Ed ecco che l’Europa non ha la forza che dice di avere, è unita solo dal filo dell’Euro……..

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  2. ERNESTO PESCE 4 settimane fa

    ERRATE CORRIGE: il Fronte al-Nuṣra (Jabhat al-Nuṣra), chiede aiuto alle Autorità ISRAELIANE per salvare i propri feriti e portarli negli ospedali ISRAELIANI.

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  3. Giorgio 4 settimane fa

    Sono dell’avviso che dopo aver identificato uno dell’ISIS bisogna distruggere le case di tutti i suoi parenti ovunque si trovino, colpirne uno per educarne un milione, è la stessa tattica adottata dai discendenti di Levi.
    L’Europa con chi sta? Forse s’intendeva chiedere la classe dominante europea con chi sta, la popolazione mediamente non sa nemmeno di appartenere all’Europa.

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