"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Guerra commerciale di Trump vs Cina/Germania/México e la cadaverica OMC

di  Alfredo Jalife-Rahme

L’approccio analitico, mediante la lente multidimensionale della volatile situazione degli Stati Uniti- dove si sta sviluppando una lotta selvaggia per il controllo del potere tra Trump ed il “Deep State” (lo Stato profondo) dell’establishment, che desidera addomesticarlo-, apporta letture differenti nel livello interno, in quello esterno e quello commerciale.
Il caos domestico lasciato da Obama e approfondito dal suo successore è salito a livelli anti gravitatori sulle cime burrascose del potere quando lui (Trump) ,sempre più logorato, è stato messo in scacco da uno dei principali componenti del del Deep State: la FBI, con le sue indagini selettive e teledirette che occulta o diffonde secondo la convenienza.

Il logorato Trump si dovrà pentire per tutta la sua vita per aver lasciato al suo posto l’imprevedibile James Comey, direttore dell’FBI, parte intrinseca del Deep State  e quello che gli apparati della dinastia Clinton rimproverano di aver affondato la candidatura della tormentata Hillari.
Si sta preparando un “secondo Watergate” all’interno, mentre sul piano esterno si spiega una relativa confusione deliberata quando si stringono le fila – la anglosfera, il Giappone, Israele, l’Arabia Saudita- e le fobie – Iran, Nord Corea- della nuova amministrazione, il cui segretario di Stato ed ex presidente della  poderosa petroliera Exon Mobil. rex Tillerson, ha inviato segnali inequivocabili nello schivare il vertice dei cancellieri della obsoleta NATO (come detto da Trump) il 5 4 6 di Aprile prossimi per causa del suo appuntamento con la trascendentale visita del mandarino Xi Jinping negli USA.

Dopo le umiliazioni patite dalla tormentata cancelliera tedesca Angela Merkel nel suo freddo incontro alla Casa Bianca, si comprende che la Cina da sola vale per Trump più che non il totale di 20 cancellieri disprezzati della NATO?
Sia quello che sia, in due settimane, dal 5 al 12 di Aprile- quest’ultima, la data della probabile visita di Tillerson al Cremlino, se non viene sabotata dagli esorcismi russofobi del Deep State-, Trump cercherà di dare chiarezza geostrategica alle sue relazioni definitive con la Cina, l’Unione Europea e la Russia.
La colonna vertebrale del trumpismo- suprematismo del WASP ((White Anglo-Saxon Protestants), innaffiato con “nazionalismo economico” – è costituita dalla elite militare, mentre la “Trumpeconomics”, con il suo corollario petrolifero/finanziario/commerciale, esibisce un consistente ipernazionalismo, come si è notato durante il vertice di Bade Baden degli incaricati delle finanze del disfunzionale G-20, dove gli USA, appoggiati dal Giappone, hanno bloccato la dichiarazione finale contro il “protezionismo”, sponsorizzata da Cina e Germania.

Nick Beams, del portale WSWS, spiega che la decisine del G-20, che comprende l’85% dell’economia globale, rappresenta “un punto di inflessione nell’economia internazionale e nelle relazioni politiche con implicazioni di lungo termine”.
Secondo Beams, l’intransigenza dell’ Israel-statunjtense Steven Mnuchim, segretario del Tesoro e dirigente di Goldman Sachs, il quale ha manifestato di sentirsi “felice” con il comunicato finale concordato, ha obbligato anche ad eliminare dal comunicato finale “qualsiasi impegno per combattere il cambio climatico”, che Trump considera una inganno.
Più insolente che intransigente, Mnuchin ha letto la cartella al G-20 nel sottolineare che gli USA contano con una “nuova amministrazione ed una diversa visione commerciale” che cerca di ridurre il suo enorme deficit commerciale, cosa che pretende attenuare in forma indiretta l’incremento stratosferico delle spese miltari per 54 milioni di dollari all’anno.

Con o senza Trump, Goldman Sachs si adatta ed adotta il “nazionalismo economico” della Trumpeconomics ed il suo corollario militarista.

Beams giudica che “l’asse delle politiche dell’amministrazione Trump, basata su “USA per primi”, non è diretta a modificare l’attuale sistema commerciale, ma piuttosto al suo rovesciamento.
In una forma vergognosa, Beams commenta che nel “giugno el 1930, il Congresso degli USA aveva approvato l’emendamento Smoot-Hawley, che determinò un grande aumento delle tariffe. Nei decenni che sono seguiti da allora questa legge è stata riconosciuta quasi universalmente come un contributo significtivo alla discesa nella spirale del commercio internazionale al principio del decennio del 1030, esasperando gli effetti della Grande Depressione e contribuendo all’incremento dei blocchi  commerciali e delle divise, che hanno giocao una parte sostanziale nella costruzione della Seconda Guerra Mondiale”.

L’analista Curtis Stone, residente a Pekino, spiega nel giornale Pepople’s Daily (organo ufficiale del PCC) che “il protezionismo non è il percorso verso la prosperità” quando la Trumpeconomics riorienta la sua politica commerciale, che espone la sua agenda aggressiva nel gettare la colpa di tutti i mali degli USA ai suoi deficit commerciali per causa di un commercio ingiusto, cosa che andrà a peggiorare i suoi mali, visto che tanto il protezionismo come l’assenza di collaborazione tra gli USA e la Cina, le due principali ecomomie globali, “andranno ad incrementare la probabilità di una guerra commerciale”.

Stone critica il polemico Peter Navarro, direttore del National Trade Council e feroce detratore di Pekino, il quale ha fustigato la Cina (senza nominarla) per il pericolo per gli USA di avere un deficit commerciale con un rivale strategico che si militarizza rapidamente con l’intenzione di raggiungere l’egemonia mondiale, che cerca di conquistare mediante acquisizioni. Da quando l’India ha rifiutato la voracità agricola nordatlantica nella agonica riunione a Doha- che data al 2001 ed ha dovuto concludere nel 2005. 12 anni fa-, la OMS si trovava in problemi intensivi, in attesa di una sua liturgia crematoria, che Trump sembra disposto ad ufficializzare.

Oltre al fatto che il Trumpismo contempla di ridurre al 50% il proprio finanziamento all’ONU, lo scorso 1° di Marzo la nuova amministrazione ha inviato un feroce progetto protezionista al Congresso degli USA con il proposito di schivare le risoluzioni della OMC ch considera un affronto alla propria sovranità: “da quando gli USA hanno ottenuto l’indipendenza è stato un principio basilare del nostro paese che i cittadini statunitensi siano soggeti soltanto alle leggi e regolamenti fatti dal governo USA e non da regole fatte da governi stranieri o organismi internazionali”.

Gli USA sotterreranno le risoluzioni della cadaverica OMC che risultino favorevoli alla Cina ed alla Germania ed al Messico neoliberale itamita per imporre il suo pugnace unilateralismo, mediante guerre commerciali che siano in conformi con la Trumponomics.
Gli USA hanno perso la battaglia della globalizzazione economista con la Cina e l’India di cui soltanto rimangono le rovine della speculativa globalizzazione finanziaria che è arivata alla sua fase terminale nel 2008, per quello che oggi il Trumpismo, con il suo nazionalismo economico, ricorre alla militarizzazione protezionista del commercio.

Fonte: La Jornada

Traduzione: J. Manuel De Silva

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  1. Paolo 8 mesi fa

    Se agli usa rientrassero tutti i dollari e petrodollari sparsi per il mondo, chiedendo giustamente in cambio beni, gli yankee dovrebbero nella migliore delle ipotesi tornare a fare i cowboy. La loro economia è una tigre di carta che Mao disse dai denti atomici.

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  2. Idea3online 8 mesi fa

    La strategia di Trump chi sa da quanto era stata elaborata, studiata negli anni, ed adesso applicata, ed al popolo volere fare credere che si tratta di strategia scritta dopo l’uscita di Obama. La mente dei semplici ragiona a medio ma soprattutto a breve termine, la mente dei mercanti ragiona a lunghissimo termine, ed nel mondo globale o Mercato Globale nel verso senso della parola, i mercanti scrivono e consegnano le nuove strategie decenni prima, e se una strategia non funziona, dal cassetto estraggono altra contro strategia. Noi ascoltiamo e leggiamo quello che un Presidente dice, ma non possiamo sapere chi traccia il percorso. Ed una mappa geopolitica non è scritta nel 2017, ma decenni prima, infatti la Bielorussia è nel mirino da decenni, ed ogni tanto provano un “Colpetto di Stato” come quello di qualche giorno fa.

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    1. Pierino 8 mesi fa

      Ma allora vogliono solo illudere il mondo che l’impero sta crollando per divisioni interne? Chi ci capisce è bravo.

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  3. Mardunolbo 8 mesi fa

    Come si comprende dall’articolo, è in atto una vera guerra intestina negli Usa. Possiamo pure dire che sono due filosofie di potere al confronto.
    Una filosofia cerca di imporre il Governo mondiale azzerando la libertà e dominando le nazioni.
    Un’altra forse ha la stessa finalità,ma lasciando scorrere più tempo perchè le nazioni si convincano da sole…
    Quest’ultima filosofia è la più idealista e meno malvagia, quindi temporaneamente più accettabile.
    Trump rappresenterebbe quest’ultima, quanto meno.
    Speriamo rappresenti qualcosa di più !

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  4. TaipanX 8 mesi fa

    Avanti Trump-Bannon-Malloch fate crollare la ridicola UE UE

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