"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Grecia, MES, il Potere, il Sangue

di Piero La Porta

La Grecia vive una crisi con se stessa, con l’Europa e col MES. La soluzione migliore? Una guerra civile che stermini una delle due fazioni.
Com’è usuale nelle competizioni referendarie, vi sono due fronti opposti, in una certa misura pre esistenti all’annuncio del referendum di domani in Grecia.

L’elettorato ellenico dovrebbe votare Sì o No per approvare o respingere il piano proposto dai creditori. Per forza di cose la scelta sarà una pronuncia sulla stessa appartenenza della Grecia alla UE.

Comunque finisca il referendum, la Grecia è spaccata e, più che l’alternativa tra Euro e Dracma, oppure fra Tsipras e l’opposizione, è in gioco quello che nessuno vuole dire: si dispiegherà nella sua onnipotenza il potere degli organismi UE nel prossimo futuro; soprattutto si manifesterà l’autoreferenzialità del potere assoluto del MES – Meccanismo Europeo di Stabilità (vedi riquadro), un moderno Caligola, le cui capacità di uccidere la democrazia in Europa non potranno più essere dissimulate.

Intendiamoci, guardandoci intorno possiamo dirci sicuri che della democrazia non importa nulla alla grandissima maggioranza degli europei e degli italiani, a condizione che la UE assicuri benessere, stabilità e pace. Resta il fatto che benessere e stabilità sono crollati; in quanto alla pace, stiamo da tempo appiattiti sulle follie del premio Nobel della Pace distrutta e manca pochissimo per trovarci entro un conflitto armato globale. Detto questo, non dimentichiamo che il MES fu approvato acriticamente dal governo, scusate il termine, di Mario Monti e da un un Parlamento sonnacchioso, distratto e in offerta speciale. Tanto per ricordare a chi dire grazie.

Si vanno dicendo molte sciocchezze, come «Tsipras mette sul piatto la sua leadership». Oltre tutto è una banale e stupida ovvietà: della faccia di Tsipras non importerà a nessuno di fronte a scelte che condizioneranno la vita di almeno tre generazioni di greci; oppure si dice «Con la vittoria del NO la Grexit non sarebbe impossibile». La domanda è sempre la stessa: quanto peserebbe sul benessere, stabilità e pace? Oppure ci dobbiamo preparare a un’ondata di profughi greci?

Domandiamoci piuttosto quale sia la vera posta in gioco. La Grecia? Non diciamo sciocchezze e non indulgiamo in romanticherie. Della Grecia non frega nulla a nessuno, nemmeno a molti greci. La posta in gioco è l’affermazione del potere del MES, non altro.

Il potere del MES è enorme (vedi riquadro) e ha ucciso la democrazia in Europa. Il referendum greco dirà se tale potere autoreferenziale è possibile oppure lo si può mettere in discussione.
Corollario: il potere si conquista per ampliarlo e conservarlo; di certo non si conquista per cederlo, condividerlo o ridurlo. Il potere si conquista per via pacifica, se possibile. Lo si difende in qualunque modo: anche con le sanzioni, col terrorismo, con la destabilizzazione finanziaria o con la guerra, se necessario; con tutto quanto insieme e in varia mistura, se è remunerativo. ………….

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