"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Grecia: la nuova faccia di Tsipras. Che al popolo va bene lo stesso. Evidentemente

di Valerio Lo Monaco

Il motivo per cui la maggioranza (relativa) dei cittadini greci ha dato nuovamente il voto a un partito che l’aveva appena tradita rimane un mistero. O forse no: a ben ragionare conferma tutti i dubbi (di chi ne aveva) riguardo la bontà delle cosiddette “democrazie mature” o, ancora più specificatamente, delle reali capacità delle maggioranze di scegliere per il meglio. Un fenomeno che dalle nostre parti conosciamo da numerosi decenni…

Resta il fatto che ci rimane difficile immaginare – o forse anche solo concepire – il singolo soggetto, il singolo cittadino greco, che non più di solo qualche mese addietro concedeva la preferenza a Tsipras e a Syriza sposando lo slogan “fuori la Troika dalla Grecia” e che oggi torna a votare lo stesso uomo e lo stesso partito che alla Troika hanno concesso ancora maggiore cittadinanza, e ancora più reale potere esecutivo, sulle macerie del disastro che conosciamo tutti.

Insomma con la nuova schiacciante vittoria di Syriza, alla terza tornata elettoralegreca in soli nove mesi, vince lo stesso partito pur presentando un programma (e avendo già offerto esempi eclatanti) in direzione diametralmente opposta alla prima affermazione elettorale. Come dire: o l’elettore tipo aveva sbagliato prima, oppure adesso o, ancora, il programma con il quale si presenta un partito alle elezioni alla fine del conti è del tutto irrilevante.

Tsipras faccia di Merkel

Il riepilogo è d’obbligo, a questo punto, visto che a tentare di capire (ciò di cui in realtà non c’è molto poi da capire) si rischia seriamente di finire nella più classica delle malattie di dissociazione mentale. E allora: stesso premier, stesso partito, ma programma opposto a quello originario. E ovviamente stesso elettore. Non solo cambia l’ordine degli addendi, ma anche la loro natura, eppure il risultato è sempre lo stesso.

A cambiare sono (e saranno) semmai le alleanze per formare il governo, nel più classico dei bizantinismi di palazzo cui siamo abituati anche in Italia. A rimanere invariati, invece, tutti i dati di fondo della situazione in Grecia, peraltro in ulteriore peggioramento, e una sintesi alla quale anche i più ingenui o i più convinti sostenitori della democrazia rappresentativa non potranno sottrarsi.

Ma andiamo con ordine. La Grecia continua a proseguire la sua discesa nel baratro economico e finanziario, oltre che sociale. I suoi debiti con il resto delle “istituzioni internazionali” continuano ad aumentare e soprattutto rimane invariata la possibilità di ripagarli, che è pari a zero. Così come a zero rimane la possibilità di tornare a crescere vista la spirale di obblighi e depressioni economiche che, per la natura stessa dell’intervento delle misure imposte ad Atene, non può per sua natura modificarsi. E questo per stessa ammissione dell’Fmi, che attraverso la Lagarde, già più di un anno addietro, aveva del resto ammesso la fallacia delle misure che pure aveva contribuito a far imporre. Ciò non ha impedito naturalmente di continuare a portarle avanti.

La sedicente democrazia prosegue, e perpetua la sua irrilevanza ai fini del governo. Perché il governo, in Grecia come altrove in Europa, è nelle mani della Troika.

Sopra ogni altra cosa – e questa è la sintesi più amara – malgrado tutte le evidenze nefaste sino a quella più eclatante dell’ultimo governo Tsipras, neanche il popolo più martoriato d’Europa ha ancora compreso la reale natura della situazione in atto e l’irrilevanza della sua azione elettorale. Il voto di domenica scorsa lo dimostra.

E l’amarezza, ovviamente, riguarda anche gli altri popoli del nostro continente, incluso il nostro, che sono presumibilmente ancora più distanti di quello greco, dal capire la situazione. Come dire: chi si ostina a credere a queste democrazie, per sperare di cambiare la realtà, deve essere se non altro consapevole della lunghezza interminabile che prevede questo processo, il quale per ora non dimostra di avere raggiunto alcun punto di rilievo.

Valerio Lo Monaco

Tratto da: Arianna Editrice

Nella foto in alto: manifestazione contro la Troika

Nella foto al centro: caricatura di Tsipras con le sembianze della Merkel a cui si è dovuto inchinare il leader greco

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  1. Maxilib 2 anni fa

    Buon giorno,e’ la prima volta che posto un commento e mi scuso se non sara’ dei migliori ,il mio titolo di studio e’ la terza media,ma proprio per il mio basso livello di istruzione non capisco perche i più colti non spieghino la cosa semplicemente.
    Questi secondo me i passaggi avvenuti in Grecia e credo da altre parti.

    1 step la forza politica x sostenuta da finanziatori importanti e con promesse mirabolanti sale al potere.
    2 step la forza x si appropria del potere cambia la carta costituzionale riuscendo a mantenere il potere grazie a stratagemmi vari(premi di maggioranza etc…).Le promesse vengono man mano disattese ma la forza x riesce a mantenere il potere grazie alle modifiche alla carta costituzionale.
    Nel fra tempo si creano diseguaglianze sociali,confusione,ingiustizia si dice che le opposizioni sono populiste e incucludenti,il risultato e’ la completa sfiducia nello stato.In questa situazione la popolazione smette di votare in una larga parte.
    3 In questo periodo la forza politica x si assicura un 25-30 % di elettori grazie a situazioni di favore nomine,posti di lavoro nella pubblica amministrazione,accordi con poteri economici importanti.
    4 Step Vittoria grazie all astensionismo e al proprio zoccolo duro la forza x si assicura il potere per un lunghissimo periodo.

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    1. Piero61 2 anni fa

      ….la sua è una analisi esatta della situazione italica alla quale mi permetto di aggiungere una mia personale riflessione: l’M5S di Grillo (uomo di sinistra, non scordiamolo mai) è nato con il solo scopo di eliminare voti all’orco di Arcore (che NON ho mai votato come NON ho mia votato per i suoi alleati) e portare il PD (vero responsabile, ma non unico, del disastro italiano) ad essere l’unico partito italiano, visto l’ottusità mentale dei suoi iscritti e votanti, che “governerà” per i prossimi mille anni…
      saluti
      Piero e famiglia

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