"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Grazie ai suoi bombardamenti, Trump si è guadagnato la stima e la “rispettabilità” dei media progressisti

di  Luciano Lago

Dagli avvenimenti di queste ultime settimane si rende evidente che le elites di potere statunitensi stanno imponendo la loro agenda globale che avevano preparato per la Hillary Clinton (loro candidata naturale). Tuttavia colui che le sta attuando, dopo aver ceduto alle pressioni, è Donald Trump, dopo aver prodotto un cambiamento di 180 gradi al suo programma non interventista presentato in campagna elettorale. Questa metamorfosi ideologica e strategica di Trump ha provocato a sua volta una metamorfosi mediatica e politica da parte dei suoi nemici su entrambi i fronti, che adesso lo applaudono e lo incitano a che continui per questo percorso bellicoso ed interventista che presenta molti pericoli. Tutti i difetti che venivano imputati al nuovo inquilino della Casa Bianca sono di colpo scomparsi dopo i bombardamenti da lui ordinati sulla Siria e sull’Afghanistan.

Questa situazione complessa lascia allo scoperto tutta l’ipocrisia e la farsa mediatica che era stata orchestrata dai denominati “progressisti”, gli stessi che annunciavano grandi manifestazioni e mobilitazione contro Trump accusando il presidente di essere un “agente del Cremlino” o che lanciavano accuse contro Mosca per presunte “ingerenze ” nella campagna elettorale. Si dimostra che era questa tutta una campagna artificale, sostenuta da determinati ambienti, destinata a delegittimare il nuovo presidente eletto.


Rimane chiaro che la vera preoccupazione delle elites di potere, coincidenti con i settori progressisti che attaccavano Trump, era motivata dalla sua volontà manifestata di deglobalizzare la politica economica degli USA porre fine alla vecchia politica imperialista di intervento in ogni parte del mondo che di fatto avrebbe significato l’accettazione di un nuovo equilibrio multipolare del pianeta. Questo il vero pericolo che avrebbe potuto pregiudicare gli enormi interessi delle elites, collegati al gigantesco apparato industriale e militare (military industrial complex) ed alla finanza di Wall Street.
Il sistema del grande capitale si alimenta con le guerre continue e i “progressisti” della sinistra mondialista svolgono il ruolo di “utili idioti” del grande capitale.

Come ha scritto di recente l’analista Manuel Freytas, ” Il sistema capitalista non si alimenta della pace ma della guerra concepita come il primo scalino delle politiche e strategie di dominio (sostenuto nello sfruttamento economico) su scala globale”.

Resta stupefacente il cambio di atteggiamento dei politici, dei giornalisti, opinionisti e degli attivisti anti-Trump per  il fatto che lo stesso Trump era considerato un estremista della ultra destra, razzista ed reazionario, che presupponeva una minaccia per il resto del mondo quando parlava di in possibile accordo e di convivenza con la Federazione Russa, fino al punto che si prospettava un possibile colpo di Stato o una procedura di “impeachment” giustificata ed accettata dall’opinione pubblica progressista.
Tutto è cambiato da quando Trump, nella tradizione dei presidenti USA, ha ordinato i suoi bombardamenti illegali su altri paesi (dallo Yemen allla Siria ed all’Afghanistan) minacciando interventi militari più estesi contro paesi sovrani nello spirito del vecchio imperialismo bellicoso di marca USA.

Con i suoi bombardamenti Trump si è guadagnato il plauso e la stima dei media progressisti e viene finalmente considerato un presidente “responsabile e rispettabile”, nonostante che le sue azioni unilaterali mettano in pericolo la pace mondiale ma che di colpo hanno fatto salire le quotazioni delle grandi aziende produttrici di armamenti ed hanno ridato fiducia al ” Military-Industrial-Complex”.
Prima dei bombardamenti il Presidente Trump era visto come un personaggio reazionario di ultra destra, mentre adesso lo stesso viene indicato come un “moderato politico di centro”. Il miracolo inaspettato delle bombe che ha “illuminato” le menti degli analisti dell’apparato dei mega-media atlantisti (dalla CNN alla Reuters, dalla NBC alla Sky, ABC news, BBC, Fox news, ecc.)

Questa nuova impostazione della politica estera di Washington ha determinato l’entusiasmo dei vassalli europei complici degli USA, come in particolare il viscido e cinico Francois Hollande, il quale ha dichiarato, in occasione del bombardamento del 7 Aprile della base aerea di Al Shairat, in Siria, che “quello era il miglior momento per rovesciare Assad”, approfittando di una presunta debolezza della Russia che non aveva risposto all’aggressione di Washington. Lo screditato presidente francese, sempre in prima linea nell’appoggio dei gruppi terroristi in Siria, dimentica che Bashar al-Assad conta sulle ferma determinanzione russa nell’appoggio alla Siria, oltre che ad essere sostenuto dal suo stesso popolo. Se la Russia fosse stata “debole”, la Francia di Hollande non avrebbe esitato a prendere l’iniziativa ed a bombardare Damasco nelle stesse modalità con cui aveva operato in Libia nel 2011, applicando poi al leader siriano la medesima “giustizia universale” che aveva applicato al leader libico ed alla Siria la stessa “democrazia” instaurata allora in Libia i cui effetti oggi sono visibili a tutti.

Con le sue dichiarazioni irresponsabili Hollande voleva incitare Trump ad entrare in guerra con la Russia e con la Siria, con conseguenze incalcolabili, un incitamento simile a quello di una buona parte anche della stampa “progressista”che non nasconde la sua indole bellicista e cinica, in particolare il New York Times che, per mezzo di un articolo di Thomas L. Friedman, – intitolato “Why is Trump fighting ISIS in Syria”?-incitava Trump a utilizzare l’ISIS per combattere la Russia, l’Iran ed Hezbollah nel Medio Oriente, dimenticando che proprio l’ISIS e più esattamente Al Qaeda sono una creatura della CIA e del M16 britannico, arruolati ed utilizzati quale esercito mercenario, predisposto per attaccare gli stati sovrani ed operare i cambiamenti di regime necessari per le finalità geopolitiche degli USA e di Israele nella regione, come confermato dalle dichiarazioni di numerosi esponenti dell’establishment USA. Vedi: Il terrorismo islamista come “strategia del terrore” della Elite di potere

Questo tipo di dichiarazioni ed opinioni dimostra il livello del fondamentalismo ideologico che vige nelle redazioni dei grandi media del sistema occidentale, una sorta di radicalismo mondialista per affermare la supremazia necessaria dell’Impero USA ed il disprezzo per i paesi che non si piegano alla dominazione.
Sono precisamente questi “progressisti neoliberali”,come Hollande ed Hillary Clinton, come gli stessi esponenti della NATO e quegli attivisti e opinionisti che richiedono un “intervento umanitario” in Siria e che ritengono onorevole allearsi con Al Qaueda (Al Nusra in Siria) come avvenuto ad Aleppo, nonostante la ferocia e le efferatezze di questi gruppi terroristi. In Italia ne abbiamo eclatanti esempi negli editoriali di Angelo Panebianco, di Franco Venturini (entrambi del Corriere della Sera) o di Paolo Mieli, come della “impagabile” Giovanna Botteri con le sue faziose corrispondenze da New York per la RAI.

In realtà le azioni unilaterali di Trump, più che risultanti di una vera strategia miltare, sono una “esibizione di muscoli” caricata di un effetto propagandistico. Il bombardamento di una pista vuota e qualche magazzino dell’aeroporto di Al Shairat, in Siria, non ha avuto militarmente alcun effetto significativo se non quello di voler dare un segnale a Mosca ed alla Cina di una presunta determinazione di Trump di utilizzare l’enorme macchina militare USA per intimorire gli avversari ed ottenere quell’isolamento della Russia e distacco dall’aasse con Cina che è l’obiettivo primario nei piani di Washington.

In realtà il bombardamento sulla Siria ha avuto l’effetto di impantanare l’azione USA in Siria dove adesso si trovano ad operare con un fronte di molteplici nemici, dalla coalizione delle forze russe-siriane-iraniane, all’ISIS, alle forze curde ed a quelle turche, un puzzle che diventa molto inestricabile e delicato per Washington che non ha ancora scelto esattamente da quale parte stare. Gli USA non hanno rinunciato al loro piano di balcanizzare la Siria e consegnare parte del paese ad un califfato sunnita sotto influenza saudita ma questo piano cozza con gli interessi strategici della Russia e con la ferma resistenza delle forze siriane e dell’Iran, altra potenza con cui prima o poi gli USA dovranno, presto o tardi, scontrarsi direttamente.

Adesso gli strateghi di Washington cercano di tenere impegnare i russi nel disperdere parte delle loro forze in Siria mentre procedono con la NATO ad assediare la Federazione Russa dal versante europeo, con lo straordinario dispiegamento di forze NATO ai suoi confini, ed aprendo un’altro fronte sul versante Afghano (dove Trump ha fatto lanciare la mega bomba), in un pase invaso militarmente, dove le truppe USA/NATO sono impegnante in un conflitto ultra decennale (da 16 anni) per conservare una posizione strategica che consente alle forze USA di poter attaccare alle spalle l’Iran e insidiare la parte asiatica della Russia.

Questa strategia imperiale di Washington dimostra che la presenza militare degli USA incrementa l’escalation dei conflitti e moltiplica il radicalismo ed i gruppi terroristi. Per quanto sembra chiaro che la manovra di Washington è quella di circondare con truppe e con gruppi terroristi l’Iran che il Pentagono cercherebbe di assediare (dall’ Afghanistan e dall’Iraq) e di infiltrare, al fine di destabilizzare la Reppubblica iraniana e debilitare la compattezza del regime iraniano mediante le note tecniche di “rivoluzioni colorate” messe in atto dalla CIA in un grande numero di paesi.
La minaccia sarebbe anche diretta ai paesi asiatici alleati di Mosca (inclusa la Cina) che fanno parte della OTSC (Organizzazione per la sicurezza) e che sono confinanti con l’Afghanistan. Una forma di pressione per scompaginare questa alleanza dove Mosca è leader e conta sul dominio del corridoio asiatico.

La Russia di Putin non rimane a guardare e la prima contromossa è stata quella, ancora poco pubblicizzata dai media occidentali, di aver ammesso anche l’Iran, il Pakistan e l’India nella OTSC, con il prossimo ingresso di questi paesi, in una alleanza che di fatto crea una cooperazione commerciale, economica e strategica fra una serie di paesi che, nel loro insieme, rappresentano circa il 43 % della popolazione mondiale. Una realtà moto diversa da quelle celebrata della “comunità internazionale” a cui allude la propaganda occidentale quando vorrebbe disegnare il mondo a misura dei dominanti anglo USA. Vedi: India e Pakistan entrano nella Organizzazione per la Cooperazione di Shangai

L’obiettivo di isolare la Russia e rompere il blocco strategico eurasiatico tra Russia-Iran-Cina è già fallito in partenza ed i maldestri tentativi di Trump di attizzare focolai di tensione tra Siria-Corea-Afghanistan-Iran sono destinati a rimanere esclusivamente nella dimensione scenica.

Questa perdita di egemonia globale da parte del potere economico e politico è il maggiore dei problemi che devono affrontare le elites di potere di Washington ed è quello che realmente atterrisce le centrali dominanti.
La “lotta globale contro il terrorismo”, la situazione dei “dirittti umani”, l'”estensione della democrazia”, sono soltanto i ptretesti utilizzati dai dominanti per giustificare le politiche di ingerenza contro gli Stati sovrani. Pretesti ormai screditati e diventati dei comodi paraventi che non riescono più a coprire la coltre di menzogne dellla propaganda che l’apparato dei mega media occidentale rovescia sulle proprie opinioni pubbliche.

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  1. Marco 5 mesi fa

    Articolo eccellente, chiaro come il cielo del sahara.

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    1. Giorgio 5 mesi fa

      Gentilmente potrebbe indicarmi cosa ci vede di eccellente? Grazie.

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  2. Daniele Simonazzi 5 mesi fa

    Trump ha mantenuto le promesse che aveva fatto all’AIPAC( associazione ebrea Americana),con LA francia sistemata ,l’ Italia e LA Germania colonie che costantemente devono fare atto di sudditanza,l’unico finto antagonista rimaneva per forza LA Russia ,gli altri stati lasciamo stare e’ gia’ tanto se hanno di che mangiare.L’uomo coi baffetti in Germania era Vero (difatti che fine ha fatto)Putin mahh piace tanto al giulietto nazionale ….attori che recitano nient’altro.Di chi Sara’ LA regia? Mahh

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  3. Daniele Simonazzi 5 mesi fa

    Digitate”Il potere occulto: manuel freytas” bell’articolo per quelli che ancora non vedono il pericolo

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  4. Giorgio 5 mesi fa

    Non sono d’accordo su nessuna conclusione contenuta nell’articolo che lascia intendere che Putin abbia assunto la strategia economica per combattere quella armata di Trump. Niente di più illusorio. Non si è mai visto che dei fogli di carta abbiano avuto la meglio sulle pallottole, potrò sbagliarmi ma non ci credo.

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