"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli USA tornano a trasformarsi come parte del conflitto in Siria nella ricerca di uno scontro armato della propria aviazione

Gli USA sono divenuti adesso parte del conflitto in Siria e questa circostanza cambia la situazione completamente, lo crede l’analista del giornale russo ‘Kommersant’ Maxim Yusin. Il cambiamento nella strategia di Washington si è prodotto, a suo giudizio, nell’adottare Washington questa nuova svolta strategica rispetto a Damasco.
Come ha autorizzato soltanto alcuni giorni fa il presidente Obama, l’aviazione statunutense deve offrire adesso protezione alla denominata opposizione moderata tanto contro i gruppi estremeisti come contro le truppe fedeli a Damasco. In questo modo, ritiene l’analista, qualsiasi minaccia ai “moderati” potrebbe servire da pretesto per un intervento armato statunitense con il fine di rovesciare il giverno di Bashar al Assad.

“Prima vi erano state minacce, si erano presentati ultimatum; in una occasione gli USA sono stati sul punto di iniziare una operazione bellica su larga scala che si è evitato all’ultimo istante”, ricorda l’autore. “Tuttavia non si era varcato il Rubicone. Adesso si stanno riunendo tutte le condizioni per quelli in un prossimo futuro”.

Secondo l’ analista i piani degli USA sono assurdi. “Se un domani i “moderati” iniziassero un attacco ad Homs, Hama, Damasco o Latakia, che sono popolate in maggioranza da alawiti, come dovrebbe operare l’esercito siriano per schivare la spada del castigo degli Stati Uniti? Arrendersi immediatamente, lascìare senza resistenza agli oppositori moderati ? ricorda Yusin.
Inoltre ricorda che la distinzione tra opposizione moderata e radicale è artificiale, scrive Yusin. A volte i “moderati” tessono alleanze con le organizzazioni islamiste radicali come il Fronte al Nusra. In altre occasioni i loro combattenti finiscono ad essere parte dell’ISIS (Stato Islamico).
Questa logica serve solo per la retorica dei politici statunitensi e, afferma, “non in assoluto per la aspra realtà del Medio Oriente”.

L’Iran mette in allerta per un imminente scoppio della Terza Guerra Mondiale

L’ayatolá Akbar Hashemi Rafsanjani, ex presidente iraniano ed oggi massimo responsabile del Consiglio di Interesse di Stato, ha messo in allerta questo mercoledì dell’inizio imminente della Terza Guerra Mondiale a causa dell’ascesa del terrorismo. L’ex dirigente ha responsabilizzato gli USA e la NATO di sobillare questo tipo di violenza nel Medio Oriente e nel Nord dell’Africa.
“La minaccia dello scoppio della Terza Guerra Mondiale a causa dei terroristi è grave”, ha avvisato l’ayatolá Akbar Hashemi Rafsanjani, presidente di un importante organismo di stato ed ex presidente iraniano tra il 1989 e il 1997, nel corso di un incontro mantenuto con il ministro degli Esteri dell’Italia Paolo Gentiloni, ne ha informato l’agenzia Fars.

Rafsanjani ha segnalato l’ingerenza degli USA e della NATO come resoponsabili delle condizioni che possono condurre ad una guerra. “Gli USA e la NATO hanno invaso ‘Afghanistan per sradicare alla radice il terrorismo ed il narcotraffico, ma vediamo che il terrorismo sta avendo la swua massima espansione come Stato Islamico, da Boko Haram in Africa e il Frente Al-Nusra, in Medio Oriente e nelle remote regioni del mondo a partire da Al-Qaeda ed i talebani in Pakistan ed in Afghanistan”, ha dichiarato.

Inoltre l’ex presidente iraniano ha chiesto ai paesi occidentali che smettano di appoggiare il terrorismo e prendano, in sostituzione, misure serie per combatterlo.
Da parte sua il ministro Gentiloni, ministro degli esteri per l’Italia, ha accolto con favore la proposta che si riferisce alla necessità della lotta al terrorismo. “Nelle mie riunioni con i funzionari iraniani ed italiani menzionerò questo tema e spero che la sua proposta sia un punto di partenza nell’ora di infliggere una sconfitta storica ai terroristi nelle differenti società umane”, ha espresso il ministro.

Nota: Gentiloni forse ancora non era conoscenza del messaggio di solidarietà e vicinanza espresso dal suo presidente del consiglio, Matteo Renzi, al premier turco Erdogan, considerato il vero capo militare occulto e favoreggiatore dell’ISIS in Siria e Turchia.
Una doppia faccia del governo italiano?

Fonte: El espia Digital

Traduzione e nota: Luciano Lago

*

code