"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli USA tentano di assassinare il leader iracheno sciita Al Abadi, troppo amico dei russi e dell’ Iran

Forze combattenti irachene

La coalizione internazionale diretta dagli USA ha attaccato proditoriamente il luogo dove il leader iracheno Al Abadi si trovava in riunione con le forze popolari irachene conosciute come Al Hashad al Shabi. Il comando di queste forze ha emesso un comunicato con cui hanno accusato le forze della coalizione USA di aver  cercato di assassinare il primo ministro iracheno Haidar Al Abadi.

Nel comunicato delle forze irachene si afferma che, dopo essersi svolta  la riunione di Al Abadi  con i vari comandanti di questi reparti militari, tenutasi nel vicino aereoporto di Tal Afar, un missile lanciato da un aereo da guerra, ha impattato esattamente il luogo dove si era svolta la riunione, a pochi metri dalla tenda dove il leader iracheno  Al Abadi  si trovava in quel momento. Il comando militare iracheno ha rilevato che, l’arma utilizzata, un missile a testata  laser autocercante, e’ un tipo di arma in dotazione all’aviazione USA e di conseguenza risulta evidente l’intenzionalita’ dell’attacco attuato dalle forze USA  che di colpo avrebbe eliminato il premier iracheno ed i capi militari delle forze sciite che combattono nel paese contro l’ISIS (Daesh in arabo).

In quel momento vari apparecchi della coalizione stavano sorvolando la zona nei pressi dell’aereoporto di Tal Afar e le zone adiacenti, ragione per cui il comando delle forze  irachene ritiene che si sia trattato di un attacco preordinato da parte dell’ aviazione USA.

Non e’ la prima volta che le forze della coalizione USA attaccano e colpiscono le posizioni dei reparti di queste forze sciite irachene di Al-Adshad Al Ashabi,  lasciando sul campo vari morti e feriti.  Gli USA non tollerano che queste forze prevalgano in Iraq nella lotta contro il Daesh in quanto sono forze addestrate ed armate dall’Iran che appoggia la lotta antiterrorista in Iraq, paese a maggioranza sciita.

Il piano di Washington e’ quello di indebolire il governo centrale di Baghdad  a guida sciita, e consentire uno smembramento del  paese in piu’ stati, come ultimamente annunciato ufficialmente da esponenti dell’Amministrazione USA.

Gli americani sono in Iraq con la loro aviazione e con reparti speciali,  ufficialmente per sconfiggere le forze del Daesh che avevano preso il controllo di molte zone del paese ma, nella realta’,  Washington opera con il suo abituale doppio gioco: da una parte proclama il suo obiettivo di fermare il Daesh e sconfiggere le forze dei terroristi, dall’altra parte cerca di ritardare in tutti i modi l’avanzata dell’Esercito iracheno e delle forze  popolari in modo da avere il pretesto di una presenza sempre piu’ massiccia di forze della coalizione a guida USA.

Il vero obiettivo degli USA e’ quello di spodestare l’attuale  Governo di Baghdad e favorire la creazione di uno stato sunnita autonomo staccato dal controllo della maggioranza sciita, mentre,  nel nord del paese,  si  prospetta la creazione di una entita’ curda. Il tutto al fine di contrastare la crescente influenza dell’ Iran nella regione, considerato il vero nemico da USA, Arabia Saudita ed  Israele.

Questo spiega l’appoggio occulto che le forze della coalizione USA hanno fornito alle truppe del Daesh rifornendole di armi, munizioni e generi vari,  come denunciato varie volte da esponenti del Governo di Baghdad. Si comprende anche perche’ nei depositi dei terroristi, catturati dalle truppe irachene sono stati  trovati arsenali di armi made in USA, incluse armi sofisticate come i missili anticarro Tow, con tanto di matricola della US. Army.

Secondo diversi analisti indipendenti, esisteva un accordo dell’Amministrazione Obama, preso direttamente dalla ex segretaria di Stato Clinton, con il governo dell’Arabia Saudita,  secondo il quale gli USA si sarebbero impegnati ad appoggiare il progetto saudita di creare uno stato sunnita in Iraq, che avrebbe occupato anche parte del territorio della Siria. In cambio di questo appoggio, i monarchi sauditi hanno finanziato la Fondazione Clinton con molte decine di milioni di dollari. Le prove di questo accordo sono nelle mail della stessa Clinton ( rese pubbliche da Wikileaks) e traccia di questo progetto si trova enunciata  anche in un documento desecretato della DIA (Defense Intelligence Agency).

Tutto rientra nel vecchio piano di balcanizzazione del Medio Oriente e, a distanza di tempo, si possono mettere insieme i vari elementi del “puzzle” medioorientale  e comprendere la logica delle azioni di destabilizzazione dei paesi arabi portate avanti dagli USA, dall’Arabia Saudita, con la compiacenza di Israele, utilizzando i gruppi terroristi e mercenari quali arma geopolitica dell’egemonia USA sulla regione.

Ci sarebbero abbastanza elementi per imbastire molti capi d’accusa, presso un Corte internazionale, contro i responsabili dell’Amministrazione USA, da Obama alla Clinton, circa le azioni scellerate dirette da questi personaggi che hanno causato centinaia di migliaia di vittime civili e che hanno sempre contato sulla complicita’ dei governi europei, da quello di Hollande, alla Merkel, al britannico Cameron ed ai Gentiloni e Renzi, tutti servili  vassalli dell’impero.

Font: Hispan Tv

______Al Mayadeen

Traduzione e nota:Luciano Lago

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  1. Idea3online 1 settimana fa

    Riguardo alla scomparsa naturale di un altro leader:

    1) E’ morto Fidel Castro, Papa Francesco: ‘Una triste notizia’.

    2) Castro: Putin,sua Cuba esempio per molti

    3) Morte Fidel Castro, presidente cinese Xi Jinping: vivrà per sempre

    4) Obama esprime la sua “amicizia” al popolo cubano.

    5) Trump attacca: se ne va “brutale dittatore”

    Tiriamo le somme:

    1) La Chiesa Cattolica è alleata della Chiesa Ortodossa
    2) La Russia e la Cina si inchinano a Fidel
    3) Gli USA di Obama temperamento diplomatico “pacifico”
    4) Gli USA di Trump temperamento da guerriero

    Per chi non avesse capito Trump le ha mandate a dire a Putin ed alla Cina. Dicendo che Castro è stato dittatore brutale, diplomaticamente è come se avesse detto che Putin è un dittatore, in quanto Putin ha lodato Fidel Castro. La matematica politica non è opinione. Un leader prima di fare un commento ne studia l’effetto.

    Però si legge che:
    Il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro ha scritto nel suo ultimo articolo che la Russia e la Cina sono “un potente scudo” di pace e sicurezza globale, …

    Avete capito che probabilmente Trump sarà il Presidente Guerriero?

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    1. Citodacal 1 settimana fa

      Oppure, più prosaicamente: a nessuno conveniva dire il contrario di quel che ha detto, a prescindere da quanto lo pensi davvero o meno. La vita è una farsa.

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