"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli USA sospendono i piani per impadronirsi di Raqqa, il presidente Trump vuole che la Russia sia unisca con le forze statunitensi

di  Peter Korzun

Il presidente Trump ha disfatto il piano della precedente amministrazione (Obama) per conquistare la città di Al-Raqqa, il bastione dell’ISIS in Siria. Il piano si basava su una strategia che poggiava sulle forze curde a cui si dovevano fornire armi e mezzi moderni ed aiutarle  a prendere la città.
Pochi giorni fa gli USA hanno fornito veicoli blindati ad un gruppo di ribelli arabi siriani (Forze democraiche FAD) formato da miliziani locali, rifiutando l’aiuto alla componente curda, SDF, per non pregiudicare i rapporti con Ankara.

Secondo il Washington Post, i funzionari militari USA sono rimasti costernati nel verificare che il piano non aveva alcuna disposizione chiara per coordinare le operazioni e non prevedeva alcun coordinamento con la Russia e con la Turchia, ultimamente infuriata per l’aiuto fornito ai curdi da Washington. Inoltre mancava nel piano una alternativa in caso di sconfitta dei curdi e non si specificava il numero degli effettivi necessari per l’operazione.
L’operazione era stata lanciata nel Novembre del 2016 e contava sull’appoggio ai curdi dell’SDF. Attualmente Trump sembra che voglia contare su una cooperazione con la Russia e che si aspetti un coordinamento anche con la Turchia, assegnandosi un ruolo di intermediario fra la Turchia ed i curdi.

Esercito siriano acclamato dalla popolazione

In realtà il comando USA si è accorto delle difficoltà in quanto occorre avere una forza terrestre ed i curdi non dispongono di effettivi sufficienti. La Russia ha cooperato con la Turchia nell’operazione congiunta per conquistare al-Bab. Gli USA hanno lanciato la proposta delle zone di sicurezza in Siria, appoggiata anche dalla Turchia ma la Russia e la Siria si oppongono.

Michael Flynn, il nuovo assistente alla sicurezza di Trump, aveva criticato aspramente la strategia di Obama come inconsistente ed ha sostenuto la necessità che gli USA e la Russia cooperino in Siria, visto che, come dichiarato in una intervista, i russi sono già lì sul posto e, “che ci piaccia o no, bisogna cooperare in forma costruttiva”.
Il Presidente Trump pensa che un cambio di regime in Siria causerebbe una situazione ancora più instabile e che sia necessario sostenere Assad e predisporre una azione congiunta prioritariamente per sconfiggere l’ISIS.

Il presidente Trump aveva incaricato il 28 di Gennaio i comandanti militari di preparargli un piano entro 30 giorni, per sconfiggere l’ISIS, specificando il cambiamento della strategia, le alleanze militari, i soci della coalizione,. ecc. Il piano era stato affidato al Segretario della Difesa James Mattis ed a tutto lo staff del Pentagono.
L’ordine è stato impartito da Trump poco prima di avere un colloquio telefonico con Putin e sembra che in questo colloquio ci sia stata una intesa di massima nel collaborare fra USA e Russia e che un buon inizio potrebbe essere quello della conquista di Raqqa mediante una azione congiunta. Le zone di influenza e gli obblighi reciproci potrebbero essere definiti in seguito.

Le parti potrebebro avanzare nel contesto degli accordi di Astana, approvati dall’ONU, e le conversazioni potrebbero estendersi prossimamente a Ginevra per trovare una soluzione alla crisi siriana ed a altri capitoli di contenzioso.

Di fatto l’operazione per liberare Raqqa non è possibile realizzarla senza un coordinamento fra la Russia, gli USA e la Turchia, che sono i protagonisti fondamentali nel conflitto e si dovrà realizzare con il consenso del governo di Damasco, ove sarà la Russia a mediare fra le parti.
Non è facile prevedere cosa accadrà una volta portata a termine l’operazione. Chi sarà l’autorità che prenderà in mano la situazione visto che le parti in conflitto hanno visioni diverse ed opposte sul futuro del paese. Ci dovrà essere una presenza internazionale ed un accordo su quello che si dovrà fare in seguito.

Questo potrenbbe essere l’inizio di un processo più amplio con opportunità di una soluzione diplomatica. Inoltre potrebbe stabilire un inizio di cooperazione fra Russia e Stati Uniti sia sulla Siria che su altri paesi dove vi è una presenza dell’ISIS.

Fonte: Strategic Culture

Traduzione: Juan Manuel De Silva

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  1. Giorgio 2 mesi fa

    Se manifesta Madonna è un conto ma se lo fa qualche invasato sedicente islamico è un altro. Staremo a vedere tutti questi accavallamenti di strategie, soprattutto in ottica anti IRAN.

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  2. Eugenio Orso 2 mesi fa

    Intanto che si discute di una collaborazione sul campo fra Usa e Russia per la liberazione di Raqqa, le truppe siriane sono a poca distanza dal centro di Al Bab e a contatto con i mercenari Fsa spalleggiati dai turchi invasori …
    Se saranno le truppe siriane, con supporto russo, a liberare Al Bab senza scontrarsi sul campo con la soldataglia turca e i mercenari Fsa, è possibile che puntino, poi, su Raqqa, mentre ancora si discute di intervento congiunto anti-isis Usa/Russia.

    Cari saluti

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    1. Redazione 2 mesi fa

      Secondo me la situazione sarà decisa sul campo. Il comando USA si trova in uno stato confusionale e non sa che pesci prendere mentre dipartimento di Stato, CIA ed altri organismi viaggiano in modo scoordinato. Trump sta decidendo la sua strategia di riavvicinamento alla Russia ma altri (i neo cons) stanno cercando di sabotarlo (in Ucraina è già evidente) sul terreno. Potrebbe accadere una qualche fuga in avanti della CIA con attacco improvviso alle truppe russe/siriane, come già avvenuto a Deir el-Zor pochi mesi fa, per mettere Trump di fronte al fatto compiuto. Staremo a vedere….
      Ricambio i saluti

      L.Lago

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  3. Taipan X 2 mesi fa

    Adesso Trump dimostrerà alla scimmia Baracca Osama come si distrugge quell’associazione di omosessuali dell’isis nel giro di due settimane.
    Distruggere,non rifornire. Povera scimmia 🙁

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