"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli USA inviano altre forze militari nel nord della Siria

L’Esercito degli USA ha inviato 43 carri armati e veicoli blindati alle regioni siriane controlate dalle forze curde, in risposta all’avanzata di truppe turche nella zona.

In una intervista esclusiva con l’agenzia iraniana Irna, il reporter ha indicato che l’invio statunitense è un azione di reciprocità innanzi allo sviluppo della presenza turca nel nord della Siria e dei suoi potenziali piani di espansione.

“Oggi Domenica, l’Esercito USA ha trasferito 43 Carri Armati e veicoli blindati nei dintorni di Manbiy (nord della Siria), città sotto il controllo dei curdi siriani”, così ha comunicato il giornalista curdo siriano Niaz Hamed
Le forze statunitensi, ha aggiunto, parteciperanno alle operazioni per la liberazione di Al-Raqqa, capitale autoproclamata del gruppo terrorista takfiri dell’ISIS ed impediranno i movimenti delle forze della Turchia.
Nell’indicare come “colonialisti” gli obiettivi turchi in Siria, Hamed ha segnalato che Ankara “non è un socio di fiducia per nessuno degli attori presenti in Siria” e , per questa stessa ragione e per le minacce di Ankara, Washington sta cercando di trasferire la sua base aerea da Incirlik alla Giordania, ha concluso.

Questo annuncio avviene dopo che Washington ha informato lo scorso 9 di Marzo dell’invio di 400 militari propri in Siria con il pretesto di accelerare la sconfitta degli elementi terroristi presenti in territorio siriano.
Il presidente Assad aveva dichiarato pochi giorni fa di considerare le truppe USA come invasori in quanto non sono stati nè richiesti nè autorizzati dal governo di Damasco e di conseguenza sono entrati in violazione delle leggi internazionali.

La città di Manbiy, nella provincia di Aleppo e nella vicinanza della frontiera turca, si trova in una situazione instabile: nell’attualità i curdi e di turchi si scambiano colpi di arma da fuoco in forma frequente per prendere il controllo e , da parte loro,  le forze siriane si sono anche mobilizzate verso la città per liberarla dalle mani dei terroristi.

Vittime civili della coalizione USA

Nel frattempo l’aviazione USA ha condotto una serie di bombardamenti nella zona di Kassrat, nelle vicinanze a sud di Raqqa, con un bilancio di altre 19 vittime civili, oltre alle decine di vittime già prodotte da altre azioni aeree attuate dalla coalizione guidata dagli USA.
Le fonti parlano di molte altre vittime cusate dai bombardamenti della coalizione (220 vittime civili dall’inizio delle operazioni) e di molti feriti causati dai bombardamenti.

Nota: Accade tuttavia che queste decine o centinaia di vittime civili non hanno suscitato le proteste  dei media, delle Tv occidentali, non ci sono stati appelli di Amnesty International e di altre organizzazioni che , durante i bombardamenti ad Aleppo, protestavano e strillavano contro i crimini dei russi e delle forze governative siriane. Sembra strano che queste organizzazioni “benemerite” non reclamino agli USA il rispetto dei “diritti umani” della popolazione civile che rimane sotto i bombardamenti.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e nota: J.Manuel de Silva

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  1. Giorgio 4 mesi fa

    Sono d’accordo con Assad, anche Trump sta dimostrando, quindi senza differenziarsi, l’arroganza yankee: NOI SIAMO I PADRONI DEL MONDO, conseguentemente facciamo ciò che vogliamo senza chiedere niente a nessuno.
    Quanto ai morti per armi da fuoco non contano, che valgono sono solo quelli che muoiono in mare, unici degni di raccogliere la nostra pietà.

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    1. Citodacal 4 mesi fa

      Esiste un che di diabolico nell’animo umano (sebbene accanto a una tutt’altra natura) tale da percepire come “normale” un’uccisione per arma da fuoco, e “anomala” una morte per altra via, come l’annegamento in mare: ovvero, se qualcuno mi spara ci sta che io rimanga ucciso, ma se vado a nuotare, oppure in barca, un mio possibile annegamento è soltanto una delle molte possibilità, e dunque suscita maggiore pena (analogamente al fatto per cui si dia scontato che un soldato possa morire in guerra, ma un civile no: come se le bombe, esplodendo, possano selezionare i corpi da smembrare – e senza considerare la recrudescenza per cui anche un civile rimane un potenziale bersaglio nemico, al netto delle varie forme d’odio che giungono a perpetrare perfino la pulizia etnica). Il sentimentalismo si lascia cogliere infatti più volentieri dalla fatalità insita nella seconda circostanza testé delineata, che non dall’evidenza della prima. E siccome chi manovra la baracca ben conosce l’animo e i sentimenti umani, spira a pieni polmoni per accrescere viepiù l’emozionale pietismo rivolto verso le vittime delle presunte ed inattese “fatalità”, che non per l’ineluttabile certezza d’esser comunque tutti a rischio di perdere la vita.

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      1. Giorgio 4 mesi fa

        Se uno muore in mare probabilmente se l’è cercata, non altrettanto mi sento di sostenere per chi è stato ucciso da armi da fuoco.
        Infatti, Citodacal, non sono certo che la molla che spinge l’animo umano sia il “bene” in ciò mi sento confortato anche dal pensiero di Manu che ha lasciato una scia molto più ampia della mia.

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  2. Walter 4 mesi fa

    Un esempio rappresentativo della comunione di intenti e di come sono sono ben coordinati tra loro i paesi della NATO: USA e Turchia.che rischiano di entrare in conflitto in territorio siriano (dove entrambi i paesi sono presenti illegalmente). Complimenti, con una NATO così, si può dormire tranquilli.

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  3. dolphin 4 mesi fa

    Che furboni questi ameri-cani con la scusa della reciprocità occupano un territorio in cui non sono stati invitati ne loro e ne la Turchia la quale gli da il pretesto per entrare, si sanno organizzare bene questi pirati camuffati da persone perbene. Meglio un serpente a sonagli nel letto che questi alla porta.

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  4. Mardunolbo 4 mesi fa

    Notare il commento di Assad (regolare presidente della nazione siriana) di dichiarare “invasori” gli americani entrati in Siria, per qualsiasi motivo, fosse anche vero quello di combattere il terrorismo.
    Per la semplicissima ragione , convalidata da dichiarazioni Onu sottoscritte anche dagli Usa, che nessuna forza militare può entrare in territorio altrui se non è invitata espressamente !
    Questo commento di Assad è stato fatto a giornalista cinese che gli chiedeva al proposito.
    Ovviamente la risposta -commento indica che, i militari americani, quando e dove si deciderà, saranno esposti a risoluzioni di guerra senza che possano dire “beh” e senza che gli Usa possano legittimamente tuonare contro azioni militari siriane addosso ai loro militari.
    E’ un gravissimo rischio per gli Usa, che espongono, ancora una volta, i loro soldati a ripercussioni gravi, fino alla morte, per una politica stupida e servile verso Israele.
    Del resto, evidentemente poco importa all’amministrazione Usa far crepare qualche soldato dato che sono tutti invasati verso la bandiera “stelle e strisce” credendo di servire la democrazia invece della bandiera a stella di David. Qualche goyim morto non turba le coscienze !

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  5. Tania 4 mesi fa

    Se c’è una cosa che l’essere umano alla lunga non sopporta è chi si da arie di superiorità, peggio ancora, quello che vince sempre, non so i motivi psicologici di questo, solo osservo i fatti. Il 95% degli umani al cinema tifa per il più debole, e per il più buono, quindi fondamentalmente non siamo quello che siamo costretti ad essere per paura, no?
    Gli americani, come i nazisti, come gli ebrei, come la Juve, come i cattivi dei film, sono antipatici, è meglio si rendano conto che alla lunga questa nostra caratteristica salta fuori. La prepotenza paga solo se il prepotente è deciso ad arrivare fino in fondo, paga perché uccide tutti…
    Gli EBREI SIONISTI che intenzioni hanno verso il mondo, prego, lo dicano chiaramente, questi bulli planetari…

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  6. Tania 4 mesi fa

    Il giorno che le parole degli ebrei e degli americani e dei loro amici di merende non le ascolterà più nessuno, se non solo distrattamente, intanto che si pensa ad altro, è sempre più vicino…
    Non è possibile lasciare che brucino la nostra casa, la Terra. Rispetto, prego!
    La bestialità del potere ha raggiunto vette francamente volgari!

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  7. Paolo 4 mesi fa

    Le modalita’ degli usa di “liberare” i paesi sono le medesime dalla seconda guerra mondiale con la quale non si concepi piu’ la guerra tra eserciti ma conflitto totale: bombardare un ospedale, una citta’ non crea alcun problema la vita degli inermi e’ equiparata a quella del mercenario o di chi comunque diventando soldato sa a cosa va incontro. La bestialita’ dell’uccisione degli indifesi liquidata come effetto collaterale dagli psicopatici generali e loro padroni che escogitano tali mostruosita’, bandita gia’ nei codici cavallereschi medievali: che bella evoluzione

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    1. Mardunolbo 4 mesi fa

      Il sistema di liberare i popoli, secondo gli Usa è proprio il medesimo dalla 2 guerra mondiale !
      Ad esempio, quando l’Italia aveva già chiesto l’armistizio con l’8 settembre 1943, gli Alleati continuarono a devastare le città italiane (con la scusa che c’erano i tedeschi e le industrie rifornivano questi).
      Altro esempio? un signore che combattè con gli Alleati mi raccontava che prima di agire sul terreno, mandando gli americojons ad occupare direttamente, bombardavano finchè non si muoveva più nulla, poi mandavano avanti le loro truppe.
      A Mosul, senza che nessuno strepito scandalizzato si alzi dalla Mogherini, Boldrini ed altre simili, stanno bombardando allo stesso modo (ma intendono fare del “bene” perchè fanno contro l’Isis…)facendo 1 morto Isis/10 vittime civili…Grande capacità vero?
      Per dare una ulteriore dimostrazione di come si comportarono i “nostri” liberatori in Sicilia(come ovunque nel mondo quando hanno a che fare con altri popoli che valgono “zero” per essi) consiglio di andare a leggere quanto ha pubblicato la Stampa (sì proprio La Stampa, incredibile ma vero!) al proposito, e ripreso da altro blog.
      Queste informazioni già le lessi sul libro “arrivano i nostri” di Alfio Caruso:
      http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=27465

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      1. Giorgio 4 mesi fa

        Non capisco il suo commento vagamente ironico nei confronti degli ameriggani, è universalmente riconosciuto che sono i BUONI.
        Quando ero bambino arrivavano sempre i “NOSTRI” (ameriggani) a difesa del soccombente di ogni coazione dei cattivi.

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