"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli USA e le conseguenze inintenzionali delle proprie azioni

Obama accusato di crimini contro l'umanità

di Brutus Cursor

Le conseguenze inintenzionali delle proprie azioni. È la morale che gli americani dovrebbero trarre dall’attuale scenario mediorientale. Quando i conflitti si saranno sedati, è molto probabile che ci ritroveremo in un contesto che vedrà rafforzata la presenza russa in tutta l’area.

Mentre, sia la guerra in Siria che i cambi di regime in Libia ed Egitto erano originariamente legati anche all’idea americana di ridimensionare la Russia. Mosca, infatti, si è sempre considerata la garante del regime di Assad in Siria, dove esistono le strategiche basi militari russe a Latakia e Tartus. Tradizionalmente positive erano anche le relazioni fra Russia ed Egitto. Infine, proprio grazie al ruolo dell’Italia in Libia, all’epoca dell’ultimo governo Berlusconi, Gazprom aveva spuntato la possibilità di sfruttare i giacimenti libici Eni di Elephant Field, una mossa strategica che ha probabilmente segnato la sorte sia di Berlusconi che di Gheddafi.

Nel 2011, l’obiettivo degli americani era indebolire la posizione dominante della Russia dal punto di vista energetico in Europa, aprendo una nuova via per i gasdotti verso il Caspio che passassero dall’Azerbaijan, filo turco, dunque vicino all’alleanza atlantica, puntando al contempo a spingere sempre più verso la Ue sia l’Ucraina che il Kazakistan. Contrariamente alle previsioni di Washington, la Russia riusciva invece a portare avanti un nuovo gasdotto, South Stream, che rafforzava la propria posizione nell’Est, mentre il progetto targato Ue, Nabucco, naufragava. Inoltre, attraverso l’operazione Elephant Field con Eni, Mosca si proiettava anche nel Mediterraneo.

Per questi motivi, gli Stati Uniti hanno visto di buon occhio sia la volontà francese di eliminare Gheddafi per sostituirsi all’Italia in Libia, che il tentativo dei sauditi di rovesciare la Siria filo Iran e di estendere la propria influenza allo stesso Egitto, attraverso la Fratellanza Musulmana che diventava protagonista della “primavera egiziana”.

obama-drone-yemen42In questo momento, invece, le previsioni americane si sono rovesciate.

Mosca ha riallacciato buoni rapporti con la Turchia; in Iraq, sta sconfiggendo l’Isis grazie alle milizie sciite filo iraniane. Ottime sono le relazioni di Mosca con Al Sisi; Haftar sta, infine, vincendo la sua guerra, grazie alla collaborazione di Mosca; e già si parla di una possibile nuova base extraterritoriale russa in Libia. Come se ciò non bastasse, le ex repubbliche sovietiche centro asiatiche del Turkestan, che sono fisiologicamente sottoposte al potere destabilizzante delle limitrofe Cina, Iran, Turchia, stanno reiterando la loro adesione all’area di influenza di Mosca, senza creare attriti con le altre potenze regionali. Anche la Moldova, la cui adesione Nato era stata promessa dell’ex presidente filo Ue Filip, si sta riallineando all’Est.

Dunque, se l’America voleva ridimensionare Mosca, si ritrova oggi con una Russia rafforzata.

La morale da trarre è che era irrealistico pensare di ridurre l’area di influenza di Mosca, soltanto perché la Russia non è una potenza economica, ignorando il dato che è comunque una potenza militare. Ora spetterà alla Russia dimostrare di saper giocare un ruolo di riequilibrio nello scacchiere euroasiatico, senza pestare i piedi alle legittime ambizioni di Cina e Turchia.

L’Europa rischia di essere ridotta all’irrilevanza, se il suo progetto comune dovesse naufragare. Se ciò dovesse accadere, la crisi dell’Unione potrà essere spiegata anche con il tentativo di utilizzarla come ariete da parte degli Usa contro la Russia.

Fonte: Katehon

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  1. the Roman 1 settimana fa

    L’ europa come entita’ politica unica e’ funzionale , nella sua forma attuale, all’ oligarchia parassitaria burocratico- amministrativa. A ben vedere neanche la finanza internazionale e’ piu’ schierata in modo compatto nel difendere questo progetto. Con la possibile neoprotezionista di Trump, si aprono possibilita’ di maggiori profitti per chi ha investimenti basati sulla produzione americana, e di conseguenza possibili contrazioni per il comparto finanziario germanocentrico. E’ da escludere che l’ europa possa cadere nell’ irrilevanza , data il patrimonio di civilta’ ereditato che , seppure ampiamente dissipato ,rimane ineguagliabile. Credo che sia invece inevitabile il tramonto di ogni velleita’ integrazionista, giacche’ e’ ormai conclamato il fallimento del progetto UE. Dalla situazione che si prospetta ltalia e’ nella posizione di trarne enorme beneficio. E’ noto che l’ insostenibile concorrenza della Germania ha schiantato la nostra economia. L’ euro , gradito alla classe politica e alla finanza speculativa, e’ una gabbia per il settore produttivo e un titolo ormai screditato dal quantitative easing. La sua funzione e’ ormai esaurita e la sua esistenza e’ segnata. Data la contiguita’ di alcuni settori produttivi italiani e statunitensi, avionica e automobilistica su tutti, il futuro esecutivo americano potrebbe decidere di estendere la sua politica protezionista alla sua testa di ponte mediterranea, di fatto garantendo all’ Italia la copertura necessaria per potersi svincolare dagli obblighi comunitari. L’ implementazione di un regime economico, con l’ emissione di una moneta a circolazione interna , proposta timidamente da Berlusconi anni addietro, rimetterebbe in corsa l’ Italia e l’ affrancherebbe dalla subalternita’ alla Germania. Il nostro debito pubblico , riconvertito in lire, verrebbe di fatto congelato con l’ emissione di buoni del tesoro a 50 e 100 anni, e tutti se ne farebbero una ragione. E’ un atto d’ imperio, per essere eseguito e’ necessaria una forza che la nostra nazione nei tempi recenti non ha avuto. Ma gli eventi stanno evolvendo rapidamente in un nuovo assetto geopolitico e geoconomico, e le misure che ho voluto immaginare per l’ Italia , sono gia’ nel cantiere del nostro potente alleato. La Russia non perderebbe molto da questo nuovo corso, molto piu’ danneggiata sarebbe la Cina che ingoierebbe un rospo da migliaia di miliardi di dollari. La grande Germania , con le migliaia di miliardi di derivati inesigibili, i crediti esteri rimandati ad un lontano ipotetico futuro e l’ impossibilita’ di proseguire la sua aggressiva politica commerciale, sarebbe duramente colpita da una America protezionista, e considerando il trattamento riservato alla Grecia, dubito che i tedeschi troverebbero molta solidarieta’. Speriamo che l’ Italia abbia fortuna , e che chi e’ in condizione di agire per il bene comune, almeno su di un tema cruciale per la nostra sopravvivenza, sia capace di scegliere da che parte stare, aldila’ di astratte costruzioni ideologiche e biechi interessi di casta.

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    1. Umberto 6 giorni fa

      Per quanto un simile “progetto” risponda alle intime speranze di molti, me compreso (qualora non vi sia di meglio di realizzabile), lo vedo sfocato; lo immagino vagamente; soprattutto, lo trovo pieno di insidie per la sua realizzazione. Certo, deve andare a picco la Germania, come meriterebbe qualsiasi usuraio truffatore che, dopo essersi arricchito sugli interessi e sottratto – sulla carta – gli interessi sugli interessi di un capitale mai prestato, venisse ad un certo punto denunziato dalla vittima, potendo dire addio, o un lontano arrivederci a fine processo, all’ ennesimo malloppo. Che abbia avuto l’ investitura imperiale poco importa: gli sarebbe revocata. D’ accordo, ma starebbe zitto senza dire – fare – alcunché?

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  2. ERNESTO PESCE 1 settimana fa

    OBAMA HA FIRMATO LE OPERAZIONI DEI DRONI CHE HANNO MASSACRATO MIGLIAIA DI CIVILI IN SOMALIA (RIPORTATO NEL PRIMO FOTO) E IN PAKISTAN.NON E’ NE MUSULMANO NE’ AFRICANO E’ UN PEZZENTE BURATTINO

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