"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli USA concordano con l’Arabia Saudita di attaccare lo Yemen dal mare

Gli USA e l’Arabia Saudita cercano di ripetere nello Yemen la stessa tattica dell’attacco statunitense dal mare già sperimentata contro una base della Siria, secondo le fonti yemenite.
Fonti vicine all’ex presidente yemenita, Ali Abdolá Saleh, hanno rivelato un nuovo accordo tra Washington e Rijad che implica di porre un freno agli attacchi aerei sauditi sullo Yemen.
Tuttavia entrambe le parti hanno concordato, come alternativa ai bombardamenti aerei sauditi, l’utilizzo di attacchi dal mare per mezzo delle navi da guerra USA che potranno attaccare gli obiettivi del movimento popolare yemenita Ansarollah, come ha fatto Washington nel recente attacco alla base aerea siriana di Al-Shairat nella provincia centrale di Homs.

Il segretario alla difesa USA, James Mattis, che si trova a Rijad, ha sottolineato, parlando ai giornalisti, la necessità di fermare in modo permanente quelli che ha chiamato gli attacchi con missili effettuati dai componenti del gruppo di Ansarolla contro l’Arabia Saudita.
Nonostante che molti specialisti considerano che l’attuale crisi nello Yemen debba avere una soluzione politica e non militare, l’Arabia Saudita ed i suoi alleati continuano a bombardare in forma indiscriminata la popolazione dello Yemen e le forze yemenite rispondono con attacchi di rappresaglia.

Secondo le informazioni circolate nei media, Mattis è arrivato in Arabia Saudita come parte di un giro regionale, che include l’Egitto, il Qatar ed i territori occupati palestinesi, per affrontare il problema del consolidamento delle alleanze di Washington con i suoi soci e la soluzione delle questioni di interesse comune, come la guerra nello Yemen e la crisi in Siria e in Iraq.
Il bombardamento statunitense contro una base militare siriana aveva l’obiettivo di aumentare l’influenza del regime di Israele nella regione.

Mattis ha messo in risalto la collaborazione degli USA con l’Arabia Saudita rispetto al conflitto yemenita ed ha assicurato che Washington sta facendo pressioni sulle diverse fazioni per il riinizio delle conversazioni che mettano fine al conflitto nello Yemen “quanto prima sia possibile”.
Rijad cerca con i suoi bombardamenti di ripristinare il potere dell’ex presidente fuggitivo Abdu Rabu Mansur Hadi per imporre i propri interessi nella regione. Le ambizioni della monarchia saudita hanno prodotto già circa 12.000 civili morti nello Yemen.

Dall’inizio degli attacchi dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati nel 2015 contro lo Yemen, su questo paese pesa un embargo aereo e marittimo. Rijad giustifica i suoi attacchi argomentando che cerca di terminare con la presunta “minaccia” di Ansarolla, che combatte contro i terroristi di Al Qaeda nella zona.

La campagna militare saudita ha permesso di fatto ad Al-Qaeda di fortificare la sua presenza nella penisola arabica, in particolare nello Yemen.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: J.Manuel de Silva

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  1. Giorgio 7 mesi fa

    Esiste qualcuno al mondo capace di far cambiare idea agli yankee?
    Imperversano sopra il globo terracqueo alla faccia di ogni altro popolo che per loro conta come le foglie d’autunno sugli alberi.

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  2. Mardunolbo 7 mesi fa

    Va molto meglio attaccare lo Yemen dal mare, come fatto in Siria ! su 59 tomahawk solo 26 su bersaglio già sgomberato…
    Del resto l’abbattimento frequente di aerei ed elicotteri sauditi comincia a preoccupare un poco gli Usa; ” va a finire che questi incapaci cominciano a dire che le nostre armi non funzionano e si rivolgono da un’altra parte ?”

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