"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli Stati Uniti fanno pressioni sulla UE per impedire l’arivo del gas russo

Si spiega e si comprende  il vero motivo della visita di Trump in Polonia con la necessità per Washington di coalizzare i paesi dell’Unione Europea in una nuova crociata contro la Russia, definita da Trump “il paese che, con le sue azioni, cerca di destabilizzare l’Europa dell’Est”. Trump ricorre come il suo predecessore, il non rimpianto Barack Obama, al consueto agitare della “minaccia russa” per mantenere quanto più stretta la subordinazione dei paesi europei alla logica del “facciamo blocco contro la Russia”.

I governati della Unione Europea non sono neppure sfiorati dal dubbio che sia ben altro il pericolo da cui debba guardarsi l’Europa, in un momento in cui è attivo il terrorismo radicale islamico e l’ondata migratoria proveniente da Africa, Asia e Medio Oriente non accenna ad arrestarsi.

Sotto la pressione degli USA, la Commissione Europea si è sempre opposta alla realizzazione del gasdotto North Stream 2, adducendo il motivo che questo debba scorrere sotto le acque del Mar Baltico.

I tecno burocrati di Bruxelles non sanno ormai quale scusa inventare. Realizzare un gasdotto sotto il Baltico comporta una spesa di 10.000 milioni di euro ma non rimane altra possibilità dopo che si è dimostrata l’impraticabilità di far passare il gasdotto per l’Ucraina, un paese trascinato in guerra civile dalle ingerenze degli USA e della stessa UE.  Il gasdotto avrebbe potuto farsi attraverso la Polonia ma sarebbe lo stesso impraticabile visto che i fili del governo di Varsavia sono strettamente tenuti in mano da Washington.

Di fatto il governo Polacco, parlando a nome ed interesse degli USA, ha chiesto in sede UE di fermare il gasdotto North Stream 2. La Polonia è il “cane da guardia” nel cortile della UE per conto di Washington, non mangia e non abbaia se non ad un cenno del padrone.
Gli Stati Uniti hanno fatto lo stesso con la Bulgaria che ha perso l’opportunità storica di far passare il gas dotto per il suo territorio, da cui il paese avrebbe tratto grossi benefici economici. Lo stesso gasdotto si è deciso di realizzarlo in Turchia che non si è fatta scappare l’occasione e che anche per questo ha rinnovato un accordo di cooperazione con Mosca.

Mappa gasdotto russo

Su richiesta della Polonia o degli USA (che è in pratica la stessa cosa), la Commissione Europea, all’inizio di Giugno,   ha fatto  richiesta di autorizzazione al consiglio per esigere dalla Russia che lo sfruttamento del North Stream 2 “sia trasparente e non discriminatorio”(?).
Il direttore della Gazprom, Alexei Miller,ha dichiarato, uscendo dal Consiglio di Amministrazione che tutto è già previsto e che l’Unione Europea non potrà fare nulla per impedire il gasdotto che passerà per acque internazionali  nel Baltico, e per cui si è investito molto denaro.
Nel 2019 il North Stream 2 raddoppierà la capacità attuale del gasdotto esistente portando a 55 milioni di metri cubi di gas dalla Russia alla Germania in assenza di molesti intermediari come l’Ucraina e la Polonia che si agitano come i fantocci di Washington in Europa.

Il gasdotto è un esempio di come gli interessi della Germania e dell’Unione Europea non sempre coincidono, per quanto alcuni sostengano il contrario e di come la Germania  si occupi prioritariamente dei propri interessi .

Per impedire il blocco dell’opera, Putin di recente si è incontrato con il presidente della multinazionale Shell, Ben van Beurden, in Aprile ha fatto lo stesso con la Turchia: l’obiettivo è quello di ripartire i giganteschi utili dello sfruttamento del gas con i principali monopolisti dei paesi europei, Engie (Francia), OMV (Austria), Shell (Gran Bretagna/Olanda), Uniper (Germania) e Wintershall (BASF, Germania).

I paesi dell’est Europa manifestano rabbia, come cani a cui è stata sottratta una grossa polpetta e gli Stati Uniti altrettanto per aver perso un grande business che avrebbe potuto essero riservato a  loro con la vendita del gas liquido. Per tale motivo alzano il coro dell’Europa che “non dovrebbe essere dipendente dalla Russia per l’energia” (molto meglio dall’America di Trump e soci). Nel frattempo le importazioni dalla Gazprom in Europa hanno toccato il picco massimo, rappresentando un terzo del consumo energetico dei paesi europei.

L’Europa deve scegliere i propri fornitori in base ai propri interessi ed è evidente che deve fare una scelta da chi dipendere su una base economica e non politica. Quello che non si può fare, come ha detto il vice ministro russo Dimitri Rogozin è “chiedere al lupo di farsi vegetariano”.

Luciano Lago

Fonti: Carnegieeurope

Bulgaria analytica

 

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  1. annibale55 3 settimane fa

    Trump, poverino, ha il terrore di rimanere solo. Cosa farebbero laggiù gli USA con tutta quell’ acqua attorno, canadesi pieni di tutto a nord e messicani morti di fame a sud?

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  2. Giorgio 3 settimane fa

    E’ il denaro che muove il mondo e gli idioti pagano il conto.

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