"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli Stati Uniti ed Israele si preparano a muovere un attacco preventivo contro l’Iran

Obama Hollande esultano

Lo spettro di un nuovo conflitto dagli esiti imprevedibili si sta avvicinando a grandi passi in Medio Oriente.
Riepiloghiamo in sintesi i fatti : a Ginevra venivano condotti una serie di negoziati, presente la delegazione dell’Iran, a cui partecipavano gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, la Francia e la Gran Bretagna ( le potenze denominate il gruppo dei 5+1) circa la questione del nucleare iraniano. Era stato raggiunto un primo accordo a fine dello scorso Novembre per il quale l’Iran essenzialmente accettava di interrompere il processo di arricchimento dell’uranio superiore al 5% ed a smantellare una parte dei suoi impianti, ad interrompere la costruzione del nuovo reattore di Arak e si impegnava nel permettere l’accesso ai siti ai funzionari dell’AIEA.


Questo in cambio di un alleggerimento delle sanzioni da parte degli USA e dei paesi occidentali, dell’ONU e lo sblocco di oltre 4 miliardi di dollari, proventi della vendita del petrolio iraniano, fatti congelare dagli USA.
Si sapeva comunque che questo accordo che era favorito dalla maggiore apertura della nuova dirigenza iraniana e da evidenti interessi delle potenze occidentali a sdoganare un paese potenzialmente ricco come mercato per lo sviluppo dell’interscambio, oltre che per alleggerire le tensioni internazionali.
Inflessibile invece l’atteggiamento di Israele che ha manifestato tutta la sua ostilità al negoziato spingendo anche la Francia, totalmente appiattita sulle posizioni israeliane tramite il ministro Laurent Fabius (un ministro con passaporto israeliano in tasca) ad una posizione intransigente fin dall’inizio del negoziato. D’altra parte Israele aveva provveduto a mobilitare, tramite l’AIPAC e le altre organizzazioni della potente lobby israeliana negli USA , i personaggi che contano nel fare pressioni e ricattare i senatori da loro controllati (molti eletti grazie all’appoggio della lobby) per far sabotare l’accordo al Congresso.

Questo in effetti è stato l’esito finale: il sabotaggio del negoziato e la decisione di nuove sanzioni all’Iran comunicata ieri da Obama in occasione della visita del presidente francese Hollande. Obama rimane ostaggio della lobby israeliana e viene travolto da questa.
Hanno prevalso i “falchi” e si arenano di fatto i negoziati con l’Iran che difende la sua posizione di principio del suo diritto ad arrivare a disporre di energia nucleare mentre Israele preme su Washington per l’attacco preventivo all’Iran, timoroso di perdere la superiorità militare sulla regione a favore del suo principale nemico: l’Iran.

Gli analisti indipendenti hanno già segnalato vari indizi di preparativi militari fatti sia dagli USA sia da Israele e di dislocazione di basi missilistiche nella regione in vista di un probabile attacco all’Iran che potrebbe avere conseguenze devastanti ,visto il rafforzamento di capacità militare e missilistica da parte degli iraniani i quali, in caso di conflitto, bloccherebbero lo stretto di Hormutz, strangolando i rifornimenti petroliferi da cui dipende l’economia europea. L’Iran non è un piccolo paese ed ancora una volta il Pentagono sottovaluta la capacità di reazione dell’apparato militare iraniano.
Nel frattempo continua la guerra in Siria con il nuovo rifornimento di armi ai ribelli, da parte degli USA attraverso la Giordania ,documentato qualche giorno fa anche da questo sito.

Obama ha dichiarato di non ritenere soddisfacente il processo di smantellamento delle armi chimiche svolto dal regime di Assad e che si riserva (dichiarazione di ieri) l’opzione dell’intervento militare in ogni caso. Si manifesta la doppia faccia di Obama: da un lato si dispone a negoziare con l’Iran e con il regime di Assad, dall’altra fornisce armi ai terroristi che operano in Siria per rovesciare il regime (terroristi che promuovono la Jihad e non “ribelli” come li definiva la stampa occidentale) e si prepara ad un confronto militare con l’Iran.
La situazione appare estremamente complicata anche per il fatto che in Siria è stato accertato che operano, tra milizie integraliste dei takfiri di varie nazionalità, circa 15.000 ceceni, cittadini russi islamici con i quali la Russia di Putin ha un conto da saldare per gli ultimi episodi di terrorismo. Dietro i miliziani, che sarebbe più corretto definire mercenari, c’è l’Arabia Saudita che recluta e finanzia le milizie tramite il suo servizio di intelligence e i gruppi terroristi, fanatici integralisti hanno ampliato il loro campo di azione anche in Iraq e nel Libano seminando autobombe ed attacchi contro obiettivi sciiti. Vedi la denuncia del primo ministro irakeno Nuri al -Maliki.

Sembra evidente quindi che tutta la regione è ormai una polveriera che non trova pace e, se come sembra, i piani di Washington e di Tel Aviv sono di un intervento diretto probabilmente prima in Siria per isolare l’Iran, poi direttamente su Teheran, questa volta ci sarà una reazione immediata da parte Russia, visto che Putin ha dislocata buona parte della sua flotta davanti alle coste della Siria e non è disposto a dare il via libera agli USA ed alla NATO come avvenne in Libia.
Ancora una volta saranno gli americani ed Israele a scatenare una guerra con l’appoggio dei loro impresentabili amici della monarchia saudita, uno stato assolutista e retrogrado, che fomenta il terrorismo in tutta la regione e che dispone di copertura nelle capitali occidentali grazie ai suoi petroldollari.

Questo non impedirà agli americani di montare un’altra campagna a pretesto della guerra adducendo la necessità di “portare la democrazia” e “difendere il mondo libero dal pericolo dell’Iran atomico”.
Si sta mobilitando tutto l’apparato propagandistico occidentale quello dei mega media, le TV, i giornali, gli opinionisti, persino la filmografia di Holliwood, per preparare l’opinione pubblica all’ineluttabile guerra contro l’Iran degli Ayatollah, un paese dipinto come il “male assoluto”, dove vengono violati i diritti umani in particolare quelli dei gay , tanto cari agli opinionisti occidentali. Gli stessi opinionisti occidentali, giornalisti ed intellettuali come il Bernard Levy in Francia o il Roberto Saviano in Italia, sionisti per vocazione, i quali, sempre in prima linea a difendere Israele, si guardano bene dal commentare quale sia la natura assolutista e tirannica del regime saudita e delle altre petromonarchie del Golfo, quanto a rispetto di diritti umani, visto che questi stati sono alleati dell’Occidente ed i loro petroldollari servono per alimentare le “democrazie”. “Pecunia non olet”dicevano i latini che avevano già capito come va il mondo circa 2000 anni fa.
Gli americani ed i sionisti non permetteranno interferenze sui loro piani di guerra ed hanno già iniziato a mettere sull’avviso i governi dei vari paesi occidentali che si preparavano allo sblocco delle sanzioni all’Iran.
Un avvertimento è giunto dall’ONU anche al Vaticano, sottoforma di condanna per la questione dei preti pedofili: anche il Papa è avvisato non si intrometta con i suoi appelli alla pace perché gli potrebbe essere scatenato contro tutto l’apparato mediatico e propagandistico per presentare la Chiesa romana come un covo di preti pedofili. Le centinaia di agenzie internazionali, come Human Rights Watch, finanziate dai vari Soros, sono già all’opera, per recriminare a tutti i nemici dell’America e di Israele il mancato rispetto dei “diritti umani” e per sobillare rivolte arancioni e primavere arabe come già avvenuto in Ucraina, in Nord Africa e come da tempo cercano di sobillare anche in Russia ed in Iran. Il nemico si attacca prima con la propaganda e poi con l’aviazione.

Fonti: Al Manar

RT Actualidad

The Guardian