"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita tornano ad insistere con l’uscita dal potere di Al-Assad. La Russia oppone il suo “niet”

di Luciano Lago

Il re saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud, ed il segretario di Stato USA, John Kerry, sono tornati a riunirsi Sabato ed a richiedere l’uscita dal potere del presidente della, Siria Bashar al-Assad.
“Le due parti (Kerry e Salman) hanno sottolineato l’importanza di mobilitare la comunità internazionale verso questo obiettivo, ed hanno riaffermato la necessità di una transizione senza Al-Assad in Siria”, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato, John Kirby.

Kerry era arrivato questo Sabato a Riyad, capitale dell’Arabia Saudita, proveniente dalla Giordania, ed è stato ricevuto per fermarsi a cena con il sovrano saudita ed i funzionari del suo governo, come parte di un giro attraverso Europa  e Medio Oriente con cui cerca di ridurre le tensioni nei territori palestinesi occupati ed affrontare la situazione determinatasi in Siria.
Inoltre John Kerry ha ringraziato nel corso del suo incontro il sovrano saudita “per i suoi sforzi ” instradati nel cercare una “transizione politica” in Siria.

Come è noto, la Monarchia saudita è uno dei massimi sponsor ed ispiratori dei terroristi takfiri dello Stato Islamico e degli altri gruppi in Siria ed il fatto che John Kerry voglia anche “lodarne gli sforzi” è sintomatico di quanto siano vicini gli USA e l’Arabia Saudita nell’appoggiare entrambi i gruppi terroristi in Siria nel comune obiettivo di rovesciare il governo di Assad e di procedere ad una spartizione della nazione Siriana.

D’altra parte John Kerry e l’Amministrazione USA, assieme ai sauditi, sostengono che il Presidente al-Assad sia un “tiranno” e che debba per questo essere rimosso dal governo del suo paese (dove è stato eletto a differenza dei monarchi sauditi) e questa accusa arriva significativamente dal regime saudita che, gli USA ed i paesi occidentali, considerano un “fulgido esempio” di democrazia.

Da notare che l’Amministrazione USA fornisce unilateralmente la patente di democrazia in base alla conformità dei regimi ai propri interessi politici ed economici e l’Arabia Saudita, il Qatar e gli altri stati del Golfo, grazie al loro petrolio ed al business con i paesi occidentali, sono considerati alleati di ferro e  Washington non va a guardare per il sottile in quanto accade in quei paesi.
Vedi: Arabia Saudita record di esecuzioni ma è a capo del Consiglio dei diritti umani ONU             Record di esecuzioni capitali va all’Arabia Saudita

Da parte sua l’agenzia saudita di notizie SPA ha informato che Kerry si è riunito anche con il ministro saudita degli interni e principe ereditario Mohamed bin Naif bin Abdulaziz, con il quale ha verificato lo stato delle realazioni bilaterali tra l’Arabia S. ed gli Stati Uniti.

Da considerare che, soltanto in questo periodo, il governo di Rijad sta perfezionando un contratto di acquisto dagli USA di 4 navi da guerra, tipo corvette guardia coste, per un importo di 11.000 milioni di dollari ed il paese arabo si conferma come il miglior cliente dell’industria bellica nord americana.

Questo spiega gli stretti rapporti di cooperazione militare e politica tra Washington e Rijad.
Gli USA sono interessati a rafforzare le capacità militari dell’Arabia S. anche per contrapporre il regno saudita, fortemente armato, alla crescente potenza dell’Iran, rivale storico nella regione. Per questo Washington presta la sua piena collaborazione con questo paese anche nelle sue ultime avventure militari, non soltanto con  l’invio di un esercito di mercenari takfiri in Siria ed in Iraq ma anche con  l’aggressione effettuata contro lo Yemen in cui peraltro le forze aeree del Regno saudita, nonostante siano trascorsi 7 mesi dall’inizio delle operazioni, non riescono ad avere ragione della resistenza delle forze yemenite che hnno inflitto dure perdite all’aviazione ed all’Esercito saudita.

Gli USA sostengono le forze saudite in questo conflitto con la logistica, con i rifornimenti in volo dei caccia sauditi e con le informazioni di intelligence. Il conflitto, mediante i bombardamenti indiscriminati attuati dall’aviazione saudita, ha determinato la morte di circa 4.000 civili ma è del tutto ignorato dai media occidentali.

Lo scorso Venerdì si sono svolti a Vienna le consultazioni bilaterali a livello ministeriale sulla situazione in Siria. Nelle consultazioni hanno partecipato, oltre a Kerry, il ministro degli esteri russo, Serguei Lavrov, per l’Arabia Saudita, Adel al-Yubeir e per la Turchia, Feridun Sinirlioglu.

Il ministro russo Lavrov ha seccamente smentito che ci sia stato un accordo raggiunto a Vienna per la destituzione del presidente Assad. Al contrario il presidente russo Vladimir Putin, nel suo ultimo discorso a Valdai di questa settimana ha ribadito che dovrà essere il popolo siriano a scegliere da chi debba essere governato .

Queste dichiarazioni dei russi, assieme alle notizie che giungono dal fronte siriano, dove le forze aeree russe e l’offensiva siriana stanno sbaragliando ed annientando i gruppi terroristi protetti da USA e sauditi, hanno prodotto un forte “dispiacere” nella corte di Rijad ed a Washington, capitali dove sono stati investiti miliardi di dollari per sovvenzionare le guerre per procura in Siria ed in Iraq e ridisegnare la mappa di quei paesi in base agli interessi americani e sauditi.

Fonti:  HispanTv

AFP.com

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