"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli esperti prevedono una nuova prossima escalation del conflitto in Ucraina

L’Ucraina corre il rischio reale che riprendano con forza le operazioni militari belliche nell’Est del paese, mentre che intanto si dilata la materializzazione degli accordi di Minsk per la pace nel paese slavo, questa notizia la pubblica lo scorso Martedì il giornale Kommersant.
Le autorità di Donetsk riferiscono di altri morti per effetto dei bombardamenti effettuati dalle forze di Kiev, in violazione della tregua.

Il giornale ricorda che oggi il Gruppo di Contatto (Russia, Ucraina, la OCSE) analizzerà l’applicazione degli accordi menzionati e domani i suoi rappresentanti si riuniranno con le milizie delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk (RPD e RPL).


“Le riunioni del Gruppo di Contatto sono necessarie in primo luogo per prolungare la cattiva pace ” e dare soluzioni ai problemi umanitari, non ci si deve aspettare alcuna decisione straordinarie, ha espresso a Kommersant Alexandr Chernenko, deputato del Blocco di de Petró Poroshenko.

Secondo Chernenko, “il conflitto con grande probabilità passerà ad una fase calda, la questione è quando questo accadrà”. Kommersant indica che al momento i combattimenti tra le forze di Kiev e gli indipendentisti si concentrano nella località di Shirókino, dove si sono registrati questo fine di settimana vari attacchi dell’Esercito ucraino; inoltre delle zone di Górlovka y Donetsk.

Con le tendenze similari, “la ripresa di operazioni belliche su grande scala si fa di volta in volta più reale”, ha avvertito il direttore del Centro russo di Indagini Politiche, Andréi Fiódorov.

Kiev ha denunciato 35 infrazioni alla tregua da parte delle milizie del Donbass.
L’esperto ha annotato che a questo elenco si arriva “attraverso la geografia dei ponti caldi attuali”, molto importanti ai fini dell’offensiva.

“Per la RPD e la RPL è molto importante occupare le frontiere provinciali, cosa che permetterà a queste Repubbliche popolari di mantenere le posizioni più vantaggiose nei futuri negoziati”, ha spiegato Fiodorov.

Il politologo ha aggiunto che anche il Governo ucraino potrebbe trarre beneficio dalla guerra interna, che da una parte permette di  deviare l’attenzione dal malcontento sociale nel paese e d’altro lato serve come argomento per richiedere l’aiuto esterno.

La tensione è comunque alta nel paese. Pochi giorni fa era giunta notizia che gli stessi componenti del gruppo degli osservatori dell’OCSE avevano denunciato di essere stati minacciati di morte da truppe e volontari delle milizie di Kiev che cercavano dei russi fra di loro. I loro automezzi sono stati illegalmente perquisiti e i componenti del gruppo pesantemente minacciati, in violazione del loro status di osservatori. Vedi il comunicato dell’OCSE:  Death threats for OSCE inspectors by Ukraine servicemen 

Il regime di Kiev non rispetta le regole del diritto internazionale ed i battaglioni di volontari (come il battaglione Azov composto da neo nazisti) non hanno accettato neppure la tregua stabilita a Minsk, infatti continuano ad attaccare con artiglieria e mortai le posizioni dei separatisti. I governi europei che sostengono la giunta golpista di Kiev fanno finta di non vedere, non si accorgono neppure delle fosse comuni che vengono scoperte e delle esecuzioni sommarie praticate dai volontari neo nazisti ucraini. I media occidentali difficilmente riportano queste notizie e piuttosto insistono sull’appoggio che la Russia fornisce ai separatisti, da Mosca sempre negato.

Il presidente Poroshenko si sente più forte per aver ricevuto molte armi ed equipaggiamenti americani forniti indirettamente attraverso i paesi dell’Unione Europea e dal Canada, il Dipartimento di Stato  USA ha inviato 300 paracadutisti della 173 ° Brigata che stanno provvedendo ad addestrare le truppe ucraine. Come si vede non sembra che ci sia una volontà di consolidare la tregua ma sembra che, da parte del governo di Kiev e degli USA ci sia fretta di riaccendere il conflitto. Vedi: Obama invia paracadutisti USA in Ucraina nel vergognoso silenzio dei media

Il Fondo Monetario (FMI) ha fatto la sua parte ed ha erogato un prestito di 17 miliardi al governo di Kiev per salvare il paese dalla bancarotta cui era prossimo, nonostante non sia previsto nelle regole del fondo erogare prestiti ai paesi che si trovino in stato di guerra.

Quello che non è possibile fare per la Grecia, si può fare per l’Ucraina che gode di “possenti appoggi” a Washington ed a Londra, questo è un fatto assodato.

Fonti:       Sputnik News       RT.com

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

*

code