"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli americani volevano punire Medici senza Frontiere?

di Francesco Meneguzzo

KUNDUZ – Cosa c’entra l’accordo di partnership trans-pacifica (Tpp) con il massacro dell’ospedale gestito dall’organizzazione non governativa Medici senza Frontiere (Msf) a Kunduz in Afghanistan, una città attualmente sotto il controllo dei Talebani, compiuto a opera dei bombardamenti americani della notte tra il 2 e il 3 ottobre scorso?

Secondo alcuni analisti indipendenti, molto, tanto che questi iniziano a chiedersi se si sia trattato veramente di un incidente oppure – ancora più esplicitamente – se Obama non abbia dato un ordine esplicito per quello che allora sarebbe stato un macabro avvertimento o una sanguinosa vendetta che ha reclamato 22 vittime tra cui numerosi medici oltre che pazienti.

Un attacco condotto per un’intera mezzora, nonostante che, secondo Msf, tutte le parti in conflitto fossero state avvertite dell’assenza di armi o di combattenti attivi all’interno della struttura, le cui coordinate Gps erano state comunicate con precisione.

L’antefatto: contrariamente al suo usuale basso profilo, Msf è stata particolarmente attiva e perfino aggressiva nella denuncia di alcuni aspetti del Tpp. In una intervista dello scorso maggio, Judit Rius Sanjuan, coordinatrice della campagna di Msf per l’accesso ai farmaci, dichiarava: “Non è nostra abitudine [fare campagne di questo tipo] e la ragione è che siamo molto preoccupati. Stiamo facendo tutto il possibile per assicurarci che l’opinione pubblica sia avvertita”.

Sebbene Msf, già vincitrice del premio Nobel per la pace, come il presidente americano Obama del resto ma forse con qualche ragione in più, si sia riservatamente ma attivamente opposta al grande accordo Tpp per anni, le recenti lettere aperte a Barack Obama e una campagna diretta al pubblico e alla stampa hanno evidenziato un nuovo livello della pressione esercitata dall’organizzazione.

Ma qual è il problema? Semplicemente, il costo dei farmaci. Specificamente, le leggi sulla proprietà intellettuale e i brevetti che con l’entrata in vigore dell’accordo trans-pacifico avrebbero favorito i grandi gruppi farmaceutici.

di Francesco Meneguzzo

Il Primato Nazionale

Nella foto in alto: Le immagini dell’Ospedale bombardato dalla NATO

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